Magum: “Princess Alice And The Broken Arrow” – Intervista a Tony Clarkin

I Magnum sono tornati. Sono tornati già da diversi anni, dopo il paventato scioglimento, ma il nuovo ‘Princess Alice And The Broken Arrow‘ ce li riconsegna a livelli davvero eccellenti. I paragoni con il capolavoro ‘On A Storyteller’s Night’ sono forse arditi, certo è che ci troviamo di fronte alla conferma che Clarkin e Catley, motori della band, hanno ancora parecchie cose da dire. E’ proprio Clarkin, seppur con pochissime parole, a raccontare qualcosa di più sul nuovo album e sulla nuova linfa vitale che anima i Magnum.

Ciao e congratulazioni per il nuovo album: sembrate vivvere una seconda giovinezza, dopo il progetto Hard Rain e gli album solisti di Bob Catley. C’è stato qualcosa in particolare che ha fatto scattare in voi la voglia di tornare a fare qualcosa come Magnum, dopo che avevate annunciato che la storia della band era finita?

“Penso che ci abbia giovato il semplice fatto di staccare un po’ dall’ambiente-Magnum, perché in questo modo ritornarci è stato come ricominciare daccapo, ha fatto sembrare tutto nuovo ed entusiasmante per noi.”

E com’è stato, per il nuovo album, tornare a lavorare con Rodney Matthews?

“E’ stata una cosa molto positiva: sapevo che quest’album aveva bisogno di qualcosa di speciale, e che lui era l’uomo giusto per un lavoro del genere. Siamo andati a casa sua e ci siamo scambiati le idee per la copertina dell’album. Lui ha fatto qualche schizzo e poi ha continuato a lavorarci su mentre noi registravamo il resto dell’album.”

Puoi parlarci dell’idea dietro a ‘Princess Alice And The Broken Arrow’? Hai detto che non si tratta di un concept album, ma c’è un filo che lega i vari brani?

“Princess Alice è il nome di un orfanotrofio inglese, ma la ragazzina che si vede in copertina è un personaggio inventato, che sta barattando con la volpe per i bambini che si vedono sullo sfondo. Quanto alla “Broken Arrow” (freccia spezzata), è un’idea molto antica e simboleggia la pace. Non si tratta di un concept album, è vero, ma ci sono una prospettiva ed un sentimento comune che accompagnano tutto l’album.”

Artwork a parte, quali sono per te le somiglianze tra ‘Princess Alice’ e ‘On A Storyteller’s Night’?

“Ho fatto quattro chiacchiere con Olly Hahn alla SPV, sull’idea di realizzare un album che avesse le stesse vibrazioni di ‘Storytellers Night’. Quando ho cominciato a scrivere le canzoni, però, ho dimenticato ogni cosa di quell’opera. Poi, quando ho letto le recensioni di ‘Princess Alice’, ho trovato diversi paragoni che evidenziavano le somiglianze fra il nuovo album e ‘On A Storyteller’s Night’, ma la cosa mi va benissimo, sia chiaro.”

Quanti pezzi del nuovo album suonerete nel vostro tour ormai imminente?

“Abbiamo messo insieme la scaletta negli ultimi giorni: è stato difficile scegliere quali fra i nuovi pezzi lasciar fuori. Penso che tutti funzioneranno bene dal vivo, comunque questi sono i prescelti cui stiamo pensando: ‘When We Were Younger’, ‘Out Of The Shadows’, ‘Like Brothers’ We Stand’, ‘Dragons Are Real’ e ‘Thank You For The Day’. Comunque ti sapremo dire con certezza se funzionano solo quando ci troveremo sul palco!”

Quali sono i tuoi brani dell’album preferiti?

“E’ difficile sceglierne alcuni soltanto quando ci hai lavorato così a lungo. Richiedimelo fra un anno e forse ti saprò dare una risposta.”

Ci sarà un altro album degli Hard Rain?

“No, ma in compenso sono sicuro che Bob farà altri album solisti.”

Cosa vi riserva il futuro?

“Non ne abbiamo idea, ma tenete d’occhio il sito http://www.magnumonline.co.uk e vedete come si dipana la storia.”

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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