Toni Joutsen

Toni Joutsen

Amorphis

Iniziamo subito a parlare del nuovo album…Ho notato come “Skyforger” suoni in modo molto più “solare”, se mi passi questo termine, rispetto a “Silent Waters”. Sei d’accordo?

“Vedo la tua osservazione come un complimento e ti ringrazio! Il nuovo album è certamente più “pomposo” rispetto a “Silent Waters”, che era un disco molto malinconico anche a livello lirico. Su “Skyforger” abbiamo curato di più la costruzione dei pezzi, la loro dinamicità e in questo senso suona senza dubbio più positivo.”

La malinconia di “Silent Waters” è dunque imputabile al suo panorama lirico…Io credo che ci sia anche un discorso di carattere visivo e uditivo. Voglio dire, in “Silent Waters” ogni cosa richiamava l’acqua, mentre in “Skyforger” tutto rimanda all’aria, al cielo. E’ una mia supposizione o è un discorso corretto?

“E’ un’ottima osservazione, la tua! Ciò che dici è corretto, tutti noi ne eravamo al corrente mentre componevamo “Skyforger”, proprio nel momento in cui abbiamo arrangiato ogni singola canzone. Tutto il processo di costruzione dell’album doveva tenere in considerazione questo passaggio di tipo “elementale”, ecco perché il sound, il feeling che puoi sentire, è più “solenne”, più profondo.”

Pensi che “Skyforger” sia un ulteriore passo avanti per una carriera, quella degli Amorphis, che sembra essere in costante evoluzione?

“Mi piace pensare di sì, anche se riconoscono come gli ultimi tre album siano molto ben definiti e simili tra loro. Tuttavia credo che anche questa volta ci siano stati dei miglioramenti, non tanto a livello stilistico quanto piuttosto a livello compositivo. Cerchiamo di costruire delle canzoni migliori, semplicemente “belle”, di volta in volta.”

A livello lirico esplorate ancora una volta il poema epico finlandese “Kalevala”. Di cosa parlate in questo capitolo?

“Dunque, “Eclipse” parlava di Kullervo, “Silent Waters” di Lemminkainen, questa volta invece di Illmarinen, il fabbro, colui che ha forgiato il cielo. E’ una trilogia dunque, seguita anche a grandi linee a livello musicale. Ogni capitolo esplora un personaggio differente del Kalevala.”

Parlaci un po’ del poema epico finlandese. Purtroppo il Kalevala non è molto conosciuto nel mio paese…

“Il Kalevala ha origini precristiane, esiste da sempre potremmo dire. Raccoglie tutte quelle storie e tradizioni popolari che sono state tramandate oralmente. Solo cento anni fa, però, tutte queste storie sono state raccolte e pubblicate in un libro, il Kalevala, appunto. Si tratta di racconti che parlano del rapporto tra l’uomo e la natura, antiche credenze, mitologia…Direi che si tratta di una grande metafora del sapere e della mente umana. Per quanto riguarda noi, la storia del fabbro divino era perfetta per terminare la trilogia.”

E quali altri autori, nonché musicisti o registi, annoverate tra le vostre principali fonti di influenza?

“Guarda, tutto ciò che ascolti può influenzarti in un modo o nell’altro. Una grande fonte di influenza è la natura stessa, mentre sul piano musicale, tra i preferiti della band ci sono senza dubbio i Pink Floyd, che sono i nostri maestri da sempre. Anche la musica e la cultura popolare ci hanno ispirato in grande misura.”

Il singolo “Silver Bride” è schizzato in vetta alle charts finlandesi! Soddisfatti? Levami una curiosità, in patria siete considerati una band mainstream?

“E’ il metal stesso ad essere mainstream in Finlandia! E’ il genere musicale che vende di più, non è per nulla strano se il disco di un artista finlandese entra in classifica e naturalmente questo va bene, non abbiamo nulla in contrario. Tuttavia, considerato il fatto che la Finlandia non è una nazione così popolosa, non devi vendere molte copie di un album per arrivare alla prima posizione. Speriamo che anche il full-length venda bene, anche se entrare in classifica non è assolutamente il nostro obiettivo.”

Cosa mi puoi dire del video che avete girato? So inoltre che avete lavorato con Denis Goria, un fotografo piuttosto conosciuto. Come siete entrati in contatto con lui?

“Il video di “Silver Bride” è stato girato da Uve, un regista svedese. La photosession della band l’abbiamo fatta a Helsinki, poi abbiamo proseguito il lavoro in Svezia con gli attori e l’aggiunta delle immagini in 3D. Penso che sia venuto fuori bene, considerando che non abbiamo impiegato un grosso budget. Il nostro management, la King Foo Entertainment aveva già lavorato con Denis, mi pare di ricordare che si fosse occupato anche di alcuni progetti con i Nightwish. Ecco comunque come siamo entrati in contatto con lui. Abbiamo svolto un ottimo lavoro insieme, ha fatto molte cose in poco tempo, è professionale nonché una persona molto simpatica! Ha contribuito anche a delle parti grafiche dell’album, speriamo di averlo di nuovo con noi in futuro.”

In Autunno partirete per un lungo tour. Qualche anticipazione sulle date?

“Gireremo l’Europa per un mese circa e visiteremo quindici paesi. Suoneremo anche in Italia, a Milano e a Roma. Non so ancora quali band saranno con noi, ma il tour è comunque da headliners. I pezzi copriranno l’intera carriera degli Amorphis. Andremo inoltre in Sud America, poi torneremo in Finlandia per il tour nazionale, ancora alcuni concerti in Russia e infine in Australia. Saremo in viaggio sino alla fine dell’anno!”

Prima di salutarci vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?

“Grazie per l’intervista! Gli Amorphis adorano l’Italia, speriamo di vedervi in tour e non dimenticate “Skyforger”!”

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