Mnemic: Tomas ed il lavoro di musicista – Intervista

Con un paio di cadute di linea ed una lunga serie di convenevoli ruffianissimi comincia la chiacchierata, decisamente disordinata, fatta di continue vicendevoli interruzioni, col buon Tomas, bassista dei danesi MNEMIC, impegnatissimo, insieme ai suoi compagni, nella promozione dell’ottimo ‘The Audio Infected Soul’.

Ho ascoltato il vostro nuovo disco con molto piacere, l’ho trovato molto interessante. Nella recensione che ne ho fatto l’ho descritto come un lavoro che riassume quindici anni di thrash metal proveniente da entrambi lati dell’oceano, legato al passato ma al contempo fresco e nuovo. E’ interessante soprattutto considerando che siete una band piuttosto giovane, al secondo disco, col primo uscito poco tempo fa. Com’è che siete riusciti a sfornare due dischi così buoni in così poco tempo?

"Prima di tutto grazie dei complimenti e della buona recensione, siamo molto orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto e del buon feedback che abbiamo ricevuto; abbiamo effettivamente scritto questa roba a gennaio, anche se la stiamo distribuendo adesso, quindi si, in tutto cinque o sei mesi per fare quest’album mentre tra l’altro eravamo in tour, quindi un periodo molto duro, abbiamo dovuto sacrificare molte altre cose per concentrarci su questo lavoro".

E’ un po’ meno pesante del precedente…

"…Si, in totale credo che sia un po’ più diretto del precedente. Anche per il precedente album avevamo ricevuto delle buone recensioni, ma quando ci siamo seduti per decidere il concept del nuovo album abiamo deciso che volevamo lavorare più sull’equilibrio tra i vari elementi che avevamo usato nell’altro lavoro, alcune delle vecchie canzoni erano molto lunghe…"

Questo album suona effettivamente molto più diretto.

"Si abbiamo cercato di includere molte differenti influenze creando però brani che fossero più facilmente digeribili, doveva suonare un po’ più aggressivo ma mescolando anche melodia e armonia".

E credo che abbiate colpito nel segno! Mi è molto piaciuto il vostro nuovo lavoro, l’ho trovato davvero fresco e piacevole da ascoltare.

"Anche noi siamo molto soddisfatti del risultato, ci simo seduti insieme, abbiamo discusso su come dovevamo assemblare tutti gli elementi della nostra musica ed il risultato è stato molto soddisfacente anche per noi".

Ok, altra domanda: voi siete danesi, l’europa del nord sembra essere la regione da cui da tempo nasce la maggior parte dei migliori act Heavy Metal, sono curioso di sapere com’è che questo genere musicale ha preso cosi tanto terreno lassù da voi. Non m’immagino come sia possibile che un genere musicale che 15 anni fa era completamente fuori dal mercato musicale adesso finisca nelle classifiche insieme alla roba pop che viene da oltre oceano.

"Per la verità devo ammettere che la scena danese sta soffrendo una grave crisi. Credo che negli ultimi 5 anni alcune band abbiano lavorato duramente per rendere il sound della loro musica più internazionale. Quando abbiamo firmato il nostro contratto un anno e mezzo fa moltre altre band danese ci hanno seguito sia con Nuclear Blast che con Century Media".

Ok, ma mi sembra che le label più grosse, come Nuclear Blast e Century Media, siano molto attente ai nuovi prodotti che escono dal nord Europa.

"Si, ma tira molto più la Svezia che la Danimarca. Le bande danesi sono sempre rimaste nell’ombra rispetto a quelle svedesi, specialmente in certi settori come il black metal, ma adesso alcuni gruppi riescono a creare un sound cosi’ internazionale da riuscire ad interessare Europa, ma anche nord e sud America ed Australia e Giappone".

Da quello che dici sembra che la chiave del successo sia di incorporare input da molte direzioni per interessare mercati differenti.

"Prima di tutto credo che la questione sia di prendere decisione chiara con te stesso e la tua band: se vuoi sfondare o no. Devi decidere se questo è il modo in cui vuoi spendere la tua vita, lavorare duro, scrivere, suonare, andare in tour, rilasciare interviste, fare promozione. Se non pensi di avere il tempo o la voglia è meglio lasciar perdere. E’ una decisione che devi prendere subito col resto del gruppo, e se tutti non sono d’accordo è meglio lasciar stare".

La scelta è magari tra suonare come hobby o suonare come professione.

"Esattamente. E se hai chiaro quello che vuoi anche la tua musica sarà migliore, perchè avrai sempre la sensazione di star facendo quello che è giusto per la tua vita, di star realizzando i tuoi sogni. Devi lavorare duro per ottenere un contratto, per promuovere il tuo disco, devi capire come funziona il music businnes. Devi prendere una decisione chiara con te stesso, non può essere nessun’altro che ti suggerisce cosa fare".

Quanto siete disposti a seguire la pressione che altri vi pongono… Hai detto che il lavoro con la label per la promozione è importante, quanto sei disposto a cedere alle loro richieste?

"No, no, devi sempre essere onesto con te stesso, è fondamentale. quando abbiamo firmato il contratto con Nuclear Blast il concetto del disco era paticamente già pronto, inclusa la grafica e le foto, lo abbiamo praticamente consegnato già fatto, e tutti alla label sono rimasti soddisfatti del lavoro, anche in questo modo ottieni la loro attenzione".

Intendi che sei tu che ti imponi alla label, non l’opposto, che colpisci…

"…Si, gli mostri che sei convinto di quello che fai, che sei deciso ad emergere. Nessuno in una casa discografica è disposto ad investire in qualcuno che forse ce la puo’ fare. Ha tutto a che fare con fare delle scelte chiare".

Un’altra domanda: nell’ultimo periodo sono tornate di moda le reunion di vecchie band. sembra che sia sulla riviste sia nell’attenzione delle label vecchie gruppi riesumati catalizzino più attenzione di giovani gruppi. Nel periodo in cui esce il vostro ottimo album tutte le copertine sono per l’ennesimo disco dei Megadeth, e questo mi ha fatto pensare: un gruppo che ha fatto dei buoni album in passato continua a monopolizzare lo spazio sui giornali venti anni dopo, quando oramai i suoi dischi non sono più tanto buoni e magari ci sarebbero gruppi giovani estremamente validi che avrebbero bisogno di più esposizione.

"Mi piacerebbe molto ottenere copertine e spazio sulle riviste, ci serve, ci serve l’attenzione sia per attrarre nuovi fans sia per comunicare con quelli che ci conoscono. Questo non vuol dire che abbiamo qualcosa contro le band più vecchie e più famose di noi, ovviamente".

No, certo, il discorso è che ci sono così tante giovani band che si meritano spazio sulle riviste e su internet… Abbiamo probabilmente perso, intendo label, riviste e fan, la spinta che avevamo 15 anni fa per la ricerca di nuove sonorità e nuove proposte.

"Si, vero, in certi periodi abbiamo avuto più interesse per la novità… Forse è questo che è piaciuto alla gente della nostra musica, l’ha trovata nuova, e ne sono molto orgoglioso. La nostra è una fusione tra i cinque ragazzi della band e i loro gusti, è per questo che chiamiamo la nostra musica Fusion Metal, quello che facciamo e’ fare una fusione tra la nostra mente e le nostre ispirazioni. Abbiamo ovviamente del credito verso tutti le band della vecchia scuola dell’Heavy Metal con le quali siamo cresciuti, comunque".

Direi che il tempo è scaduto, vi vedremo in giro per l’italia prima o poi?

"Per adesso siamo impegnati in Danimarca perchè non abbiamo dedicato alla nostra terra abbastanza attenzione recentemente, poi probabilmente nel prossimo anno comincieremo il tuor europeo, forse con i Death Angel. Non abbiamo fatto molte date in Europa negli anni passati, non siamo mai stati in Spagna, per esempio, non abbiamo girato molto il sud. E’ difficile trovare band con cui suonare, e poi ci sono gli Stati Uniti… E’ difficile far combaciare tutti gli impegni, è molto difficile organizzare tutte le cose. Per adesso è nord Europa e Stati Uniti, poi vedremo".

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