Party Tonight: Time to party – Intervista

I Party Tonight sono un giovane gruppo cresciuto a pane e rock n’ roll e da poco hanno pubblicato il loro debutto ufficiale “Rock’N’Roll For The Masses”, un concentrato sonoro piuttosto vario, che si rifà si alla tradizione dei grandi gruppi stradaioli degli eighties, ma che ingloba nella loro musica anche influenze hard rock settantiane e qualche spruzzata di blues che non guasta mai. Incuriositi dalla loro proposta abbiamo fatto quattro chiacchere con il gruppo. .

Ciao ragazzi, illustrateci i passi fondamentali della storia dei Party Tonight. ?

“Ciao, i Party Tonight nascono per far festa: il nome nasce proprio da quello. Una serata,una festa della birra alla quale ognuno suonava col proprio gruppo, in nome dell’amicizia e dell’amore per il rock ci siamo uniti per fare un gran macello. Dopo il gran divertimento, luci, suoni e delirio di quella sera, è stato naturale trasformare i Party Tonight da “evento per una sola notte”, a “progetto per far ritornare grande il rock”. Con alcuni cambi di line up e svariate feste all’attivo, siamo arrivati finalmente a registrare un disco di Grande Rock, che certifica quello che andiamo dicendo da molto tempo: i Party Tonight sono la più grande rock band del 21esimo secolo. Se questo dovesse suonare arrogante e borioso bene, cerchiamo altri gruppi che possano smentirci e con noi (ri)creare una scena europea e riportare il grande rock al grande pubblico.”

Come descrivereste il vostro sound e quali sono le vostre influenze musicali?

“Noi veniamo da ambienti musicali diversi, vicini comunque al rock, dal grunge, all’heavy metal, all’hard rock al blues. In questo album si possono sentire soprattutto le origini, Black Sabbath e Led Zeppelin, e l’hard/heavy degli anni ottanta di Motley Crue e Guns n’ Roses. Molti trovano atmosfere anni settanta in “Rock ‘N’ Roll For The Masses”, credo che questa impressione sia dovuta alla scelta di mantenere un impatto live anche sul disco, cercando di non usare effetti sulle chitarre, usando canali puliti col volume al massimo per far distorcere le valvole, batteria nuda e cruda, voci naturali. Non sono certo scelte di innovazione o di ricerca tecnico-sonora, ma adesso non ci interessano queste cose: questo è il momento di gettare le maschere e di tirar fuori tutta l’energia del rock, solo la pura energia del rock.”

Ho trovato la scelta del doppio cantato maschile/femminile molto curiosa e originale soprattutto nel genere musicale da voi proposto. Come è nata questa idea?

“Nel primo concerto eravamo solo cinque maschi, ma una festa di soli uomini non è pensabile: ci serviva un elemento femminile. Abbiamo aggiunto alla formazione due coriste, Michelle e Jasmine, che purtroppo non è più della banda. Uscita Jasmine, ci sembrava che un coro di una sola voce, non avesse senso e quindi abbiamo deciso di cacciare anche l’altra donna. Michelle ci ha mandato gentilmente affanculo e si è messa a cantare in un modo tanto sexy, sporco e malizioso come non si era mai sentito. Abbiamo subito riadattato le canzoni per essere cantate a due voci e l’alchimia che si è creata tra Chris e Michelle, è diventata un nostro tratto distintivo.”

Parliamo un po’ delle vostre canzoni, secondo voi quali sono quelle più rappresentative dell’album e perché?

“Non c’è una canzone più rappresentativa, sono otto pezzi molto diversi tra loro e ognuno racconta un pezzo della festa, c’è rabbia, c’è introspezione, c’è spensieratezza, c’è critica, c’è divertimento. Forse il tratto caratteristico del disco, è proprio il divertimento, per dirla con le parole di Brecht “Una buona causa la si può sempre esprimere in modo divertente.”

A mio avviso i pezzi vincenti sono “There Is A Party Tonight” e “Molotov”, in cui emerge il vostro spirito festaiolo, ma soprattutto la complessa e particolare “Take On The Devil” dove si mostra un lato anche più ricercato del gruppo, potete nello specifico raccontarci di più su questi pezzi?

“There Is A Party Tonight” e “Molotov” sono il classico esempio di estremi che si toccano. In una si racconta dell’abbandono ai sensi, al piacere, alla frivolezza; l’altra è un grido di rabbia contro tutto il sistema, un grido tanto piccolo rispetto all’oggetto della critica che perde di senso, diventa un abbandonarsi al grido come prima ci si abbandonava al piacere. Anche musicalmente abbiamo nella prima canzone un intreccio di chitarre, un gioco di doppie voci e assoli melodici, che contrastano con l’aggressività del riff portante di “Molotov”, delle ritmiche ostinate, del solo praticamente noise e del cantato rabbioso, quasi all’unisono. Due pezzi che celebrano, da punti di vista diversi l’impulso vitale, il bisogno di festa intesa come sfogo, come culmine. “Take On The Devil” è antitetica a tutto questo, è la canzone sicuramente più particolare dell’album e sono particolarmente fiero di averla suonata e scritta coi Party Tonight. Qui indaghiamo in chiave sensuale, l’incontro/scontro tra umano e spirituale, tra la ragione e sentimento, tra religione del libro e spiritualità animista. Si passa infatti da una tentazione di un diavolo spiccatamente occidentale, gestita con la paura occidentale del lasciarsi andare, con la vecchia faustiana fissa di voler fottere Satana; ad una seconda parte più confusa, dove la perdita della cognizione dello spazio tempo, immagini apparentemente casuali, suoni ossessivi e crescenti, portano a vacillare questo arroccarsi dentro la ragione; fino ad una terza parte devastante, dove un’onda di metallo pesante travolge tutto e sembra confondere persino i ruoli codificati di umano e divino, racchiudendoli nello stesso oceano-brodo primordiale-liquido seminale.”

Invece cosa ci dite sui testi dei vostri brani?

“Vi dico innanzitutto di leggerli e cantarli a squarciagola mentre gira il nostro disco, vi assicuro che sarà tutto molto più divertente. Ogni nostro testo ha molte chiavi di lettura, innanzitutto rispondono all’esigenza di essere musicali, divertenti e belli da sentire e da cantare; solitamente raccontano una storia, che ci serve per ancorare il nostro non eccelso inglese, a qualcosa di materiale e tenerlo per quanto possibile a bada. I temi trattati sono molti e pretestuosi, oltre alle canzoni della domanda precedente, abbiamo: “Fuck You Goodbye”, un inno contro i pantofolai, contro chi evita la festa in nome della noiosa grigia pigrizia. “Grubby Mind”, una sequela di violenze e soprusi su una giovane donna da parte di un non meglio precisato bastardo, sistemate con disposizioni di leggi che nulla centrano con l’episodio, nella più tipica tradizione del chitarrista chiavica perché “l’amplificatore è una merda”. “Runaway”, il classico pollo da spennare, fotte la mala al tavolo verde per un fortuito caso del destino e si da alla fuga col malloppo. “Sexy Lady From Underworld”, uno scenario improbabile, dove un uomo appena sveglio per andare a lavorare, ha troppo sonno per cedere alla tentazione di centinaia di vampire sexy e lascive che vogliono la sua anima; questo per un po’ lo salva, ma le non morte sanno essere convincenti. “A Good Telling Off”, dove un rude musicista blues, per preservare l’onore della sua donna, che di mestiere fa la mignotta, trova un nuovo amico ai suoi compagni omossessuali. Ovviamente spetta a tutti gli ascoltatori trovare i veri temi trattati da queste canzoni, questo che ho detto, è il significato che potete leggere dal libretto, fate uno sforzo e cercate di capire cosa ci sta dietro; le soluzioni nella prossima intervista.”

Voi siete di Milano com è la scena delle vostre parti ?

“A Milano è molto difficile avere spazi per gruppi piccoli che suonano la nostra musica. Qui va molto l’indie rock noioso e un po’ fighetto. A guardare le collezioni dell’ultima settimana della moda (si, a Milano siamo fissati, con quello e con il salone del mobile), sembra che tornerà il death/trash metal, tante pelli, borchie, teschi ed altre amenità si sono viste; ma se sarà solo un fatto di look o se davvero risorgerà un movimento rock con la r maiuscola, solo il tempo ce lo dirà. Per ora ci si arrangia con la provincia, con piccole serate di spalla a gruppi più quotati, anche di generi totalmente estranei al nostro.”

Come avete intenzione di promuovere “Rock’N’Roll For The Masses” ?

“Suonando, suonando, suonando e parlandone a tutti e cercando di farci invitare in tutte le radio possibili, rilasciando interviste sempre e comunque anche se non richieste. Abbiamo realizzato anche il video della traccia di apertura “Fuck You Goodbye”, ma per ora è visibile solo sulla rete, sul nostro sito (http://www.partytonight.it) e sul nostro canale you tube.”

Vi lascio le ultime righe per convincere i lettori di Metallus a venire a vedere un vostro concerto e soprattutto a comperare il vostro album.

“Se amate la festa e amate il rock un concerto dei Party Tonight è il vostro habitat naturale. Se invece siete dei pantofolai o se volete assordare i vicini di casa o di macchina, con della pura energia, allora comperate “Rock’N’Roll For The Masses” e fatelo suonare più forte che potete. Non perdete l’occasione di vedere dal vivo la più grande rock band del 21esimo secolo, adesso che non sono ancora dei vecchi palloni gonfiati.”

 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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