Methedras: Thrash Metal Attitude – Intervista

Innanzitutto, una breve presentazione di ‘Recursive’. Come descrivereste il vostro album e il vostro sound?

“Il lavoro alla base di ‘Recursive’ è stato a dir poco mastodontico… l’idea di registrare un full-length ci ha preso poco a poco, inizialmente avevamo deciso di incidere solo le nostre idee migliori… considera che i Methedras sono attivi dal lontano 1996, e dopo alcuni demo e promo di produzione mediocre, trovata finalmente una line-up stabile, avevamo tutti voglia di registrare qualcosa in modo professionale e che rendesse giustizia alle song stesse, trattandosi però di autoproduzione non potevamo certo contare su di un budget illimitato… da qui l’idea di un EP o un avdance-CD da far girare tra etichette e stampa.

In seguito però alla prima sessione di registrazioni, avvenuta tra aprile e maggio 2003, abbiamo capito che potevamo spingerci oltre… il materiale c’era e il risultato iniziava a intravedersi…. in noi è mutata l’attitudine verso questo progetto, abbiamo stretto i denti, fatto sacrifici, e abbiamo deciso di incidere anche i brani che inizialmente erano rimasti fuori dall’EP.

Nel luglio 2003 abbiamo terminato anche la seconda fase di registrazioni e fondamentale a questo punto è divenuta la collaborazione con colui che sarebbe diventato poi il co-produttore del disco, nonché attuale sound engineer della band: Yonatan Rukhman della Greyman Music. E’ stato il primo a credere nelle potenzialità della band e nel “tiro” di ‘Recursive’, ed ha finanziato in parte le spese di mixaggio e mastering, potendo così curare nel minimo dettaglio l’aspetto dei suoni e tutto il groove generale che scaturisce dall’ascolto del CD.

Questa fase è durata mesi, da settembre 2003 a marzo 2004, è stato un grosso stress e un lavoro minuzioso… poi la stampa e finalmente, tra maggio e giugno 2004, l’uscita ufficiale (in realtà avevamo fatto girare anche una versione promo nell’autunno 2003 con solo 4 brani)… alla fine possiamo tranquillamente dire che i risultati sono stati conseguiti in pieno…… certo, c’è sempre quella sfumatura, quel passaggio particolare o quel riff che magari modificheresti leggermente… la perfezione non esiste se no nessuno scriverebbe più musica… e sicuramente ‘Recursive’ non si avvicina nemmeno lontanamente a questo concetto… ma alla lunga lo possiamo considerare un disco molto valido e soprattutto rappresentativo di ciò che i Methedras sono stati in questi otto anni…. e i risultati sembrano arrivare.”

A mio giudizio il sound dei Methedras sembra combinare la matrice più classica del thrash (Megadeth, Testament, Slayer) a momenti più tecnici e ricercati che ricordano i mai troppo compianti Death. Voi come la pensate?

“E’ un’osservazione che ci è stata fatta molte volte ed è facile spiegare perché nella nostra musica si possano ravvisare scelte compositive che riportino alla mente le band citate: la ragione sta nel fatto che nel background musicale della band restano fermi i classici di tutti quei gruppi che hanno fondato l’ormai strafamosa scena thrash metal della Bay-Area statunitense, ed è quindi normale sentire nel nostro sound le loro influenze fin da un primo ascolto. In ogni caso per noi è un onore e una grossa soddisfazione essere paragonati a mostri sacri di quel calibro.

Col passare degli anni siamo maturati nel song-writing e abbiamo sviluppato una maggiore attenzione nella ricerca dei suoni e quindi nella produzione dei nostri lavori. Grazie a ‘Recursive’ ci aspettiamo che gli addetti ai lavori e il pubblico metal possano finalmente apprezzare quell’impatto musicale che ci hanno sempre riconosciuto tutti ma che fino ad ora era sempre stato relegato ad una dimensione live, a causa di evidenti difficoltà produttive.

Soprattutto durante gli ultimi tre anni, abbiamo raccolto molti pareri positivi e buone recensioni che hanno contribuito a migliorare e perfezionare il nostro stile, senza mai farci perdere di vista l’obiettivo prefisso anni fa: non smettere mai di divertirci nel proporre musicalmente il nostro modo di vedere questa realtà, a volte così piatta e vuota.

Raggiungere una “confezione” artistica che racchiudesse tutto quello in cui abbiamo creduto strenuamente e protetto dalle difficoltà di suonare metal in Italia, non rappresenta oggi per noi soltanto il coronamento di sforzi notevoli, ma soprattutto l’acquisizione di una sorta di sicurezza in noi stessi e nelle nostre capacità tale che ha permesso traguardi fino a qualche tempo fa impensabili.”

Dato il vostro status di realtà emergenti nel panorama italiano, vorreste presentarvi uno ad uno citando il vostro ruolo nella band e le vostre principali influenze?

“Beh, ti ringrazio per il complimento. Ormai nella band siamo rimasti in quattro membri ufficiali. Infatti in seguito alla recente uscita di Carlo R. (batteria) per motivi musicali e personali, abbiamo iniziato a collaborare con due grandi amici e ottimi musicisti: Parla degli impressionanti Cadaveric Crematorium, che ci supporterà nella registrazione del nuovo lavoro e nelle prime prove dal vivo, e Davide F. dei nostri carissimi e alcolici amici Irreverence, che ci aiuterà più a lungo termine, diciamo finché non troveremo un batterista ufficiale in pianta stabile.

Comunque i “superstiti” sono Massi D. (chitarra ritmica), autore dei brani più storici e fondatore della band insieme ad Andrea B. (basso), factotum, manager nonché vostro attuale interlocutore; poi ci sono Claudio F. (voce), carismatico frontman, navigato animale da palco e autore di tutte le liriche, ed Eros M. (chitarra solista e ritmica), vera mente artistica del gruppo, ideatore della maggior parte dei brani e punto di riferimento musicale per tutto il gruppo.

Le nostre principali influenze prendono spunto da tutti quei gruppi che oggi sono considerati i fondatori di una più ampia scena estrema mondiale in campo metal; i nostri gusti sono piuttosto eterogenei: c’è chi ascolta i vari Death, Carcass, Cannibal Corpse, Sepultura, Deicide, chi riesuma qualche vecchio vinile di Black Sabbath, Iron Maiden, Venom, Led Zeppelin… ma poi finiamo tutti insieme con il ritrovarci in armonia ascoltando Slayer, Megadeth, Testament, Metallica, Exodus, Sodom, Nuclear Assault, Destruction, Overkill, Anthrax, Death Angel, Forbidden, Annihilator, e molti altri… come si può notare la portante prevalente dei nostri gusti, e quindi di conseguenza del nostro sound, è di matrice tipicamente thrash Bay-Area…. ma non abbiamo mai evitato di contaminare le nostre canzoni con sfumature marcatamente più death, inserendo anche qualche venatura rock-oriented negli assoli, o spruzzando di black un po’ le voci in alcuni passaggi…. alla fine la musica è alchimia e fossilizzarsi – soprattutto a distanza di 25 anni – su un genere che ha già detto molto sarebbe quantomeno limitativo, per non dire stupido.”

Il 2004 vi ha visti vincere il concorso “The Battle Of The Metal Bands”. Che ricordi avete di quell’esperienza?

“E’ stata un’esperienza molto interessante che ci ha permesso di conoscere e confrontarci con realtà metal provenienti da tutta la penisola, permettendoci di toccare con mano quanto l’underground italiano sia vitale e molto valido; servirebbero più manifestazioni di questo tipo, non parlo solo di concorsi ma anche di festival che diano spazio a gruppi che cercano disperatamente di far sentire la propria voce, purtroppo a volte inutilmente.

E’ stata una avventura significativa, che ci ha permesso di suonare al Wacken Open Air 2004, di esibirci anche al Meeting Etichette Indipendenti dello scorso anno e di iniziare un’ottima collaborazione con gli I. R. Solution Studio… a breve infatti saremo loro ospiti per iniziare le registrazioni di un nuovo lavoro, ma non solo…. infatti l’affiatamento “artistico” è stato tale da permettere anche il mixaggio e mastering di tutte le tracce live registrate a Wacken, compreso il montaggio video, e probabilmente anche il remaster di Recursive, vestito a nuovo per un’occasione importante (che non possiamo ancora svelare per scaramanzia) e arricchito con qualche interessante anticipazione sul prossimo EP.”

E che effetto vi ha fatto essere l’opening act del Festival di Wacken?

“E’ stato come vincere alla lotteria nazionale! A parte gli scherzi, è stata un’emozione fortissima e un grande onore il fatto di rappresentare l’Italia in un festival di quelle proporzioni e con quell’importanza. Ci siamo inoltre classificati al secondo posto nel contest internazionale che si è tenuto su WET stage e anche questa è una ragione di orgoglio per tutti noi, oltre forse ad una dimostrazione del fatto che il metal italiano ha qualcosa da dire anche in ambiti decisamente più estremi rispetto a gothic, power e prog.

Il viaggio, l’accoglienza dell’organizzazione, la professionalità dei tecnici, la nostra performance, il pubblico, l’area VIP con i grandi del metal mondiale: è stato tutto grandioso, incredibile! Vedere gli italiani che cantano le tue canzoni e incitano il resto del pubblico riempie il cuore di orgoglio, ma vedere i tedeschi, di solito sempre tranquilli e attenti all’aspetto musicale, che si spaccano le ossa in un pogo feroce, è una soddisfazione impagabile!

Credo che sia stato apprezzato anche l’intervento sul palco di Ricky degli Irreverence nel medley dei Testament: è stato un vero e proprio massacro thrash!

Spero che il futuro ci possa permettere di rivivere emozioni come queste, di far conoscere a sempre più gente la nostra musica e i nostri pensieri.”

Da dove deriva il moniker Methedras?

“Il nome METHEDRAS è tratto da un passo del libro “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien (prima che diventasse una trilogia cinematografica nonché una moda). Si riferisce ad una solitaria catena montuosa posta in una landa desolata dei territori del nord e significa “le cime più alte” o “i picchi solitari”. E’ stato scelto sia per il suo significato (fierezza, superiorità, potenza), che per il suono duro e tagliente che ne scaturisce pronunciandolo… ricordiamo che l’accento va sulla prima E.”

Che cosa prevede la vostra agenda degli impegni per il 2005?

“Un sacco di lavoro. Come accennavo prima, a fine febbraio inizieremo la produzione di sei nuovi brani che andranno a finire su un EP in uscita probabilmente per inizio autunno. In più, sempre grazie all’aiuto degli I. R. Solution Studio, ci dedicheremo al montaggio di un vero e proprio video-clip e termineremo la preparazione di un mini-DVD relativo alla nostra esperienza – interamente filmata – del W.O.A 2004.

Inoltre dovremo preparare anche il remaster di ‘Recursive’ in vista di una grossa possibilità che speriamo si concretizzi a breve e terminare la produzione del DVD live del Titans of Thrash 2004, evento organizzato insieme alla OnDeadSound Agency che ha visto presenti i Methedras come diretti supporter dei grandissimi Carnal Forge lo scorso dicembre alla Sfinge di Brescia.

Infine, parlando delle date dal vivo, cercheremo di organizzare, sempre insieme alla nostra agenzia booking, un minitour italiano e qualche data europea per sopperire alla mancanza di promozione che ‘Recursive’ ha accusato da un punto di vista live, per un’ovvia mancanza di tempo… beh mi sembra ci sia molta carne al fuoco… speriamo di fare tutto bene!”

Come di consueto, a voi le ultime parole.

“Un immenso grazie a voi di Metallus per l’impegno che dimostrate nel supporto delle realtà underground e un caloroso saluto a tutti i thrashers (e non solo!)… SEE YOU ON THE ROAD!!!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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