Thomas Silver: “Minor Swing” – Intervista a Thomas Silver

Thomas Silver l’ex chitarrista degli Hardcore Superstar lo scorso novembre ha pubblicato il suo primo album solista intitolato “The Gospel According To Thomas”, un album che rappresenta la sua rinascita creativa e che ci ha colpito dal primo ascolto. Incuriositi da tutto questo lo abbiamo contattato per saperne di più.

Ciao Silver benvenuto su Metallus. E’ un piacere averti qui con noi. Iniziamo subito l’intervista parlando del tuo album “The Gospel According To Thomas” che è uscito tramite la Volcano Records. Vorresti introdurlo ai nostri lettori?

E’ il risultato di un lungo, lungo percorso. Ci è voluto un po’ di tempo per finire questo album. Penso di aver iniziato a scriverlo all’inizio del 2010. Il processo compositivo ha richiesto davvero molto tempo e anche il riprendersi dopo gli anni frenetici negli Hardcore Superstar. Ho incontrato un giorno questo ragazzo della Universal che mi ha detto che voleva far uscire un mio disco solista al che gli ho chiesto di quale album stesse parlando e lui ha risposto dicendomi : “l’album che non hai ancora realizzato”. Questo mi ha fatto continuare a pensare a come io, un chitarrista che non canta potessi fare un qualche cosa del genere? Così ho iniziato a lavorare a casa nel mio piccolo studio, cercando di cantare alcune cover che avevo registrato per prova.

All’inizio mi sembrava orribile ma presto mi sono reso conto di avere una voce molto personale in un certo senso. Avevo solo bisogno di prendere le note nel modo giusto. Alcuni mesi dopo avevo qualche pezzo pronto e l’ho fatto sentire al tizio della Universal che mi ha consigliato di andare in un vero e proprio studio e di registrarne un paio, così immediatamente ho contattato il mio amico Roberto Laghi che aveva prodotto alcuni album degli Hardcore Superstar e che all’epoca lavorava agli “In Flames” studio a Gothenburg. Così è stata registrata una canzone intitolata “24 Nations” con il nome di Silver Silver. I ragazzi della Universal sono poi passati per ascoltare il brano e lo hanno apprezzato molto. Poco dopo però il ragazzo dell’etichetta ha cambiato label e per farla breve, tutto questo non è mai successo.

L’ho pubblicato su Spotify e YouTube, un po’ insoddisfatto della situazione. Ma da quel momento ho avuto chiaro il mio obiettivo e ho deciso di registrare un altro pezzo anche questa volta con Roberto Laghi. Si trattava di “Minor Swing” ma in una versione completamente diversa da quella dell’album. Non mi piaceva e non l’ho mai rilasciata. Ho continuato a scrivere sperando che qualche cosa venisse fuori e ci sono voluti alcuni anni prima di incontrare Scott Lamb, nel 2013 se ricordo bene. Si era appena trasferito in Svezia dalla Nuova Zelanda con la sua band e avevano costruito uno studio. Mi disse che dovevo assolutamente registrare un album lì. Mi ha spronato molto a farlo così mi sono incontrato con un paio di amici per registrarlo. Kane Bennet che era il cantante di questa band neo zelandese ha prodotto, composto, registrato e mixato il disco e Scott ha suonato la batteria. L’album era pronto subito dopo, abbiamo fatto alcuni show e poi ho trovato la Volcano Records qui in Italia. Quindi ci è voluto quasi un decennio.

Questo album ha indubbiamente sempre  le radici ben piantate nel rock ed ha un sacco di mille sfaccettature, come lo descriveresti a chi si dovesse approcciare per la prima volta al suo ascolto?

Fondamentalmente è un album rock, ma troverai anche molte altre cose. Volevo fare qualche cosa di diverso dalla mia vecchia band. Ovviamente non ho la voce di Jocke Berg così ho provato a farlo in maniera differente. Sono anche più adulto quindi cantare di party e alcol mi faceva sentire un po’ strano. L’ho già fatto in passato, questa è più una storia che narra dei miei anni dopo aver lasciato i potenti HCSS e del riscoprirmi. Ho sempre letto un sacco di libri e così volevo che l’album avesse dei testi maturi e profondi. Volevo raccontare una storia dalle esperienze della vita o dai luoghi visitati, cose del genere. Sono stato fortunato a viaggiare molto in questo mondo, ad aver incontrato persone interessanti e soprattutto la mia ragazza con cui sto da nove anni. C’è molto da scrivere se si alza la testa dai tipici clichè.

Qual è il processo compositivo che utilizzi più frequentemente per scrivere i tuoi pezzi e quali sono le tue fonti di ispirazione?

Ho iniziato a comporre questo materiale con un amico di nome Pontus Tahir e abbiamo scritto alcune tracce insieme, lui è davvero un uomo brillante. Ho scritto anche un pezzo assieme a Andreas Kleerup che ha composto un sacco di hit di successo per così tanti artisti tra cui “With Every Heartbeat” di Robyn che è stato al primo posto delle classifiche britanniche e poi è anche un caro amico. Ha realizzato anche il remix per la canzone di successo di Lady GagaAlejandro” nel 2009. Solo per nominare alcune cose fatte da questo genio. Non mi sono mai sentito a mio agio nel comporre al cento per cento da solo e credo avessi bisogno di un’altra persona per finire le mie canzoni, il produttore Kane è stata quella persona. Avevo pronto l’ottanta per cento di una canzone e poi lui ci ha messo dentro la sua magia, è davvero un maestro arrangiatore e produttore. Tutto questo non avrebbe mai visto la luce del giorno senza Kane, davvero un genio. La mia ispirazione per questo album proviene da una vasta cerchia di band e musicisti, ma quella più grande proviene dalla mia vita e dalle persone che ne fanno parte specialmente la mia ragazza che è la mia più grande fonte.

Cosa ci puoi dire dei testi e della copertina molto intrigante e dal retrogusto un po’ esoterico?

Amo l’artwork è così perfetto e personale. I simboli sulla copertina sono tre degli spiriti Olimpici/Olimpionici a cui  Agrippa Von Nettesheim (noto alchimista,astrologo, esoterista, filosofo tedesco, nda) ha lavorato molto e così ho fatto io. Sono tre dei sette spiriti menzionati in molti libri del Rinascimento sulla magia rituale e cerimoniale, come l’Arbatel de magia veterum e il Grimorio di Turiel, solo per citarne alcuni. Lavoro con l’esoterismo da molto, molto tempo ormai, Agrippa, John Dee, Crowley ecc e anche la Bibbia. E’ una grande parte della mia vita. Tutto questo è estremamente personale per me e raramente ne parlo. Frater Orion che si è occupato dell’artwork ha fatto un ottimo lavoro mettendo i simboli giusti al posto giusto e solo l’iniziato lo capirà. Come ho detto prima i testi riguardano fondamentalmente la mia vita, gli anni successivi agli Hardcore Superstar. “D Day” parla di fare una scelta! Dobbiamo farla ad un certo punto come quella di lasciare la band, una ragazza o un lavoro o quant’altro. “Public Eye” è una storia sulla vita sotto i riflettori, il modo in cui devi dare cibo e divertimenti ai tuoi follower per ottenere del potere in qualche modo. Molti dei testi parlano di quando ho trovato il mio posto nella vita con la mia ragazza che amo da morire e altri riguardano i miei interessi personali nella magia rinascimentale e sono molto personali per me.

“Caught Between Worlds” e “On A Night Like This” sono due dei brani che ci hanno colpito di più, dove si evince l’influenza di un’icona come Iggy Pop, puoi raccontarci di che cosa parlano questi pezzi nello specifico?

Caught Between Worlds” parla di trovarsi tra due poli nella vita e cercare di capire in quale direzione andare, la via da seguire e l’ho composta quando ho divorziato da mia moglie e avevo appena incontrato l’amore della mia vita. Tratta di essere bloccati nel mezzo di due mondi e penso che tutti noi possiamo ritrovarci in questa cosa in un modo o nell’altro. “On A Night Like This” invece racconta di quando io e alcuni amici siamo andati da Gothenburg a Stoccolma per vedere un festival con Slayer, Iggy Pop e altri ed è stato dove ho incontrato la mia ragazza e ricordo anche che i miei amici invece decisero di rimanere in macchina ad ascoltarsi i Motley Crue invece di andare a vedere la leggenda Iggy Pop.

Se dovessi scegliere due pezzi di “The Gospel According To Thomas” che rappresentano al meglio lo spirito dell’album quali sceglieresti e perché?

Questa è una domanda difficile. Mi piace molto “D Day” mentre “Minor Swing” è una canzone fresca e diversa. “Public Eye” ha un po’ degli HCSS in qualche modo. Non riesco proprio a dire quale è la mia preferita o nominarne due, non spetta a me (risate).

L’album è uscito già da qualche mese come è stato il responso da parte della stampa e dei fan in generale?

In Italia dove vivo da quasi un anno è stato fantastico e anche in Giappone ha avuto un ottimo responso prendendo ottantotto su cento sul giornale Burn e tutto questo mi rende davvero felice. In realtà l’album non ha ricevuto nessuna recensione negativa, nessuna brutta parola da nessuna direzione. Solo in Svezia è stato accolto in modo freddo, intendo che alla stampa svedese non interessa affatto. Davvero strano secondo me, un paese così noioso, ma ovunque ha avuto ottime recensioni.

Come è nata la tua collaborazione con i ragazzi della Volcano Records?

Sono proprio dei grandi ragazzi e sono così contento di far parte di questa etichetta. Volevano pubblicare il disco così ho deciso di trasferirmi in Italia con la mia ragazza, qui ho formato la band con i miei amici Daniele Petri, Luca Montegiove e Luca Cetroni. E’ fantastico lavorare con i ragazzi della Volcano Records ed è una etichetta ancora abbastanza piccola ed è perfetto per me.

Quali saranno le tue prossime mosse future. Stai già componendo del nuovo materiale?

Si ho già iniziato a comporre, il prossimo disco sarà un grande compito da fare. Vi dirò di più in futuro. L’unica cosa che posso dire è che sarà enorme in tutti i sensi.

L’intervista è finita, grazie ancora della disponibilità e del tuo tempo. Hai un messaggio per i tuoi fan italiani?

Camad***a  Italia, siete i migliori. Tanto affetto per l’italia.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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