The Poodles – “Devil In The Details” – Intervista a Henrik Bergqvist

Dieci di anni di carriera e sei studio album alle spalle non sembrano voler arrestare la corsa degli svedesi The Poodles, che proprio quest’anno tornano alla ribalta con il sesto album, “Devil In The Details“, un album che mostra la tenacia della band nel voler perseguire la propria strada. In occasione dell’uscita della nuova fatica discografica, abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con il chitarrista Henrik Bergqvist, che in esclusiva per Metallus, ci parla di quest’ultima creatura musicale e dei progetti futuri del combo di Stoccolma. 

Ciao ragazzi. Benvenuti sulle pagine di Metallus.it. Hur mår du? 🙂 Trevligt att ha dig här! Piacere di conoscerti, Henrik!

Hej! Trevligt att vara här! (“Ciao, è bello essere qui”).

Il prossimo 25 marzo arriverà sugli scaffali il vostro nuovo album, “Devil In The Details”. So che la domanda potrebbe essere molto scontata, ma cosa dobbiamo aspettarci da questo album?

I Fan dei Poodles dovranno aspettarsi moltissimo dal nostro nuovo disco e non credo potranno rimanerne delusi. “Devil In The Details” è un album pieno di melodie, groove fighi e canzoni killer! Siamo veramente orgogliosi di questa creatura, la vediamo come il successivo passo evolutivo all’interno del percorso che abbiamo fatto sia come band, sia in veste di musicisti ed artisti.

Il titolo dell’album è piuttosto singolare: a cosa vi riferite nel dettaglio?

il titolo significa questo: “le piccole cose sono quelle più importanti”. Può sempre esserci quella grossa differenza nel corso degli eventi che ti porta a chiederti se tu stesso ti senti preparato ad affrontarla in ogni suo dettaglio. Nel film “Ogni maledetta domenica” (film di Oliver Stone del 1999, ndr), Al Pacino interpreta un allenatore di football e lui stesso dice alla propria squadra che “la vita è un gioco di centimetri”. Questo è circa il suo motto: non bisogna sorvolare sulle piccole cose, ma provare orgoglio per la cura e l’interesse in ogni sua sfaccettatura, in ogni sua parola, soprattutto quando tu stesso vuoi raggiungere un obiettivo. C’è un qualcosa di buono in questo.

Come descrivereste questo nuovo lavoro?

Utilizzerei tre parole: epico, avvincente e meraviglioso.

Durante la lavorazione del vostro album, siete stati un po’ piantati in asso dal vostro attuale ex bassista, Pontus Egberg, che si è aggregato ai King Diamond. Poco tempo avete dato l’annuncio dell’ingresso di Johan Flodkvist, quindi la domanda vien da sé: quale tipo di contributo ha dato questo nuovo elemento, sia all’interno della band, sia per questo nuovo album?

Johan si è aggregato alla band subito dopo la lavorazione dell’album, per cui dovrete aspettare fino al disco successivo per ascoltare il suo background musicale. In veste di nuovo membro della band, non potevamo che essere felici del suo ingresso. Ha una grossa presenza scenica, un grande talento musicale ed è anche un ottimo amico con il quale uscire la sera. Non vediamo l’ora di poter tornare on the road con questo nuovo fenomeno. Ad ogni modo, auguriamo a Pontus tutto il meglio per lui e per il suo nuovo percorso artistico con i King Diamond. Rimarremo sempre amici stretti e fratelli.

Possiamo, quindi, dire che per la band questo è un nuovo inizio?

Sì, credo tu possa affermarlo, anche se credo che ognuno di voi voglia credere che questo sia un altro pezzo del nostro percorso, iniziato ormai dieci anni fa e speriamo che possa continuare per altri dieci anni a venire! Abbiamo tracciato la storia delle nostri vite e ci diamo da fare per mettere coerenza e orientamento in ogni nostro tentativo. Pontus intraprenderà un nuovo percorso e Johan si è unito alla band. Ogni giorno che passa ci porta ad arrivare sempre più vicini alla meta che vorremmo raggiungere e che forse non raggiungeremo mai, ma che merita sicuramente ogni tentativo nell’impresa.

Ascoltando l’album, si nota da subito un’evidente evoluzione in termini di sound, ma soprattutto si evince una cura per i dettagli. Per la realizzazione di questo nuovo disco, vi siete affidati a Mats Valentin. Che tipo di aiuto vi ha fornito? Cosa potete dirci del lavoro svolto in studio con questo produttore?

Mats è come se fosse una sorta di quinto membro della band. Abbiamo iniziato la nostra collaborazione già dai tempi di “Clash of the Elements” e abbiamo portato avanti un bel rapporto professionale, ma allo stesso tempo abbiamo avuto una chiara visione riguardo a come sviluppare il nostro sound e il nostro songwriting. Mats è il maestro del suono e per realizzare un nuovo disco ci affidiamo a lui per trovare quel colpo di scena speciale in più.

Per deliziare i vostri fan, avete rilasciato due singoli: “The Greatest” e “House Of Cards”. Cosa potete dirci di questi brani?

The Greatest” è una sorta di ballad dai toni epici, scritta per noi da Herbie Crichlow. A noi piace collaborare con compositori diversi e quando quest’ultimi ci sottopongono nuovo materiale, lo prendiamo e lo facciamo nostro. “House Of Cards” ha diversi collaboratori/autori e il brano ha preso forma solo mentre eravamo in studio. Alla nostra label, la Gain/Sony Music, è piaciuto molto il pezzo e ha voluto rilasciarlo come primo singolo, quindi è diventato una specie di doppio incontro dove hanno pubblicizzato due tracce!

Se dovessi scegliere un brano rappresentativo per “Devil In The Details”, quale brano scegliereste? Io opterei per “Crack In The Wall”!

Crack” è la classica canzone targata The Poodles, per cui perché no? Se dovessi scegliere un brano, sceglierei “Need To Believe” o “Life Without You”. Secondo me, queste tracce mescolano qualcosa strettamente collegato al desiderio e alla speranza di trovare una vita forte e reale. credo che la band sia al suo stadio migliore, soprattutto quando evoca quell’ottimismo realistico che si trova nel cuore della musica rock… ma si sa, questo sono io 🙂

Lo scorso anno vi siete esibiti a Torino. Avremo modo di ospitarvi nuovamente qui in Italia? 

Avremo alcune date in Europa alla fine di marzo volte a promuovere la nuova release. Sfortunatamente, non abbiamo nessuna data prevista in Italia, ma proprio adesso siamo nel bel mezzo di alcune conferme per delle tappe che faremo ad ottobre che potrebbero portarci nel Nord Italia. Tenete gli occhi aperti!

Se non sbaglio il vostro primo tour da headliner è avvenuto lo scorso anno, dopo una “lunga gavetta” che vi ha visti condividere il palcoscenico con Hammerfall, Krokus, Gotthard… Quale è il ricordo più bello legato a quel tour? Quale è, invece, quello che ricordate con più affetto riguardo le vostre precedenti esperienze live?

Essere in tour è una cosa divertente; quando ripensi al passato, è come se avessi a che fare con un caleidoscopio di immagini ed eventi che tu stesso hai sperimentato. Ci godiamo il momento sul palcoscenico e ci piace anche incontrare i nostri fan poco dopo il termine del set. Un tour ci offre la possibilità di suonare in un ambiente piuttosto intimo dove il pubblico e la band creano un’unica cosa. Scegliere un singolo ricordo sarebbe una scelta troppo selettiva. Tutto l’insieme è un’avventura ed è proprio questo il bello!

La band si è formata dieci anni fa, ma diciamo che la grande visibilità vi è stata data grazie in parte alla partecipazione all’Eurovision Song Contest. Seppur siano passati solamente pochi anni, c’è qualcosa che vorreste ancora fare sotto il punto di vista professionale e/o personale?

L’Eurovision è stato un fattore positivo per il gruppo, anche se molte cose sono cambiate da quando noi abbiamo partecipato nel 2008. La partecipazione a questo tipo di contest ti dà sicuramente molta pubblicità ed visibilità, ma a volte ti rilega in una situazione che non si adatta ad una band. Vedremo cosa il futuro avrà in serbo per noi; forse potremmo ripartecipare ancora in quel determinato contesto, forse no. La nostra audience è composta da un target diverso, per cui diciamo che non è un gran affare al momento.

In attesa di vedervi presto nel bel paese, vi dico “Tack sa mycket” (grazie mille) e vi lascio la possibilità di rivolgervi ai lettori di Metallus.it. Vi hörs snart! (Ci sentiamo presto!).

Grazie per il sostegno e per il vostro amore; andiamo avanti in questo viaggio e vediamo dove andremo a finire.

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