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The New Roses: “Every Wild Heart” – Intervista a Timmy Rough

I The New Roses hanno recentemente dato alle stampe il loro terzo album “One More For The Road”, un mix esplosivo di hard e classic rock, con un pizzico di country e sleaze metal.
Abbiamo raggiunto Timmy Rough, frontman e vocalist di questa band che sembra arrivare da dovunque fuorchè dalla Germania, e gli abbiamo posto qualche domanda sul presente il futuro di un gruppo fondato su solide basi e grandi sogni.

Ciao Timmy, innanzitutto grazie per il tuo tempo. “One More For The Road” è il terzo album di studio dei The New Roses: per molte band, questo è un traguardo importante, un momento di conferma della propria identità. Avete sentito questa pressione durante la registrazione del disco?

Cerchiamo di non pensare a queste cose: questi pensieri ti distraggono e ti confondono. Scriviamo canzoni che vorremmo ascoltare su un disco e poi le registriamo: speriamo che il pubblico riesca a cogliere tutto ciò.

Il vostro ultimo album “Dead Man’s Voice” è stato pubblicato solo l’anno scorso. Da dove arriva la scelta di far uscire un nuovo disco in un così breve periodo di tempo?

Di questi tempi bisogna essere rapidi per poter rimanere sulla scena. Se non rimani nella testa delle persone, si dimenticheranno di te. Per essere davvero protagonisti della scena rock, occorre del tempo: siamo partiti molto bene con “Dead Man’s Voice” e volevamo sfruttare quell’attenzione per un nuovo album. Ma solo se avessimo avuto dei brani davvero validi: quando abbiamo capito di avere ciò di cui avevamo bisogno, abbiamo subito cominciato a registrare.

“One More For The Road” è puro, vero, rock ‘n’ roll, ma ho colto anche un certo amore per lo sleaze svedese. Cosa ne pensi?

In realtà non mi capita di fermarmi a pensare su cosa la nostra musica può ricordare. Non mi importa particolarmente. Nella vita ho ascoltato così tanti generi differenti di musica, e non sono intenzionato a smettere! Tutto lascia un segno sulla tua anima, per cui mi è difficile separare le mie influenze. Mi sono sempre piaciuti gli “Hellacopters” e sono davvero felice che siano tornati insieme!

I The New Roses sono una band tedesca, ma la vostra musica non sfigurerebbe nella produzione musicale nord americana. Qual è stata la reazione del pubblico del vostro paese fino ad ora?

Per quanto ne so, sta andando benissimo. Le persone sembrano apprezzare i vari stili di rock che abbiamo inserito nel disco. Abbiamo aggiunto anche delle vibrazioni country e il pubblico sembra gradirlo. Ma credo che lo capiremo davvero quando incontreremo i fan nel prossimo tour.

“Life Ain’t Easy (For A Boy With Long Hair)” è uno dei miei pezzi preferiti dell’album, trovo che sia piacevolmente ironica e super groovy. Cosa puoi dirmi su questo brano in particolare?

E’ una canzone divertente su un periodo non molto divertente della mia vita. E credo di poter parlare anche per gli altri membri della band e a nome di tutte quelle persone che vanno per la loro strada. Quando ho cominciato ad inseguire il sogno di far parte di una band, non avevo soldi, nè la minima idea di cosa sarebbe successo o prospettiva. Ci sono volute molte battaglie prima di poter avere una vera possibilità. Ma è bello sapere che non ti sei mai arreso e che tutti i sacrifici sono valsi a qualcosa!

“Do I Look Scared To You”, “The Storm” e “Nitro Nights” hanno la stessa energia degli altri brani dell’album e potrebbero benissimo far parte di “One More For The Road”. Come mai avete deciso di inserirle come bonus tracks?

Abbiamo sentito che il disco poteva dirsi concluso con l’undicesimo brano, e anche se le altre tre tracce ci piacevano davvero non riuscivamo in nessun modo ad inserirle. Così abbiamo deciso di aggiungerle come bonus tracks. In questo modo sono separate dal resto, ma fanno comunque parte dell’album.

Sono sempre molto curiosa in merito ai testi dei brani di un disco. Chi si occupa di questa parte nei The New Roses e da dove arriva l’ispirazione per i testi?

Ho scritto io tutti i testi, non per un motivo in particolare; diciamo che è andata così. Traggo ispirazione da così tante cose, ma cerco sempre di individuare un filo comune in tutti i dischi. Cerco di affrontare temi che alla fin fine abbiamo lo stesso comun denominatore. Quest’album nasce dal fatto di essere sempre in tour e in costante movimento: è questa la tematica che domina tutti i pezzi.

State pian piano costruendo il vostro status nel mondo della musica. Qual è il vostro sogno più grande come band?

Girare il mondo, incontrare amici di cui non conosci neppure il nome. Suonare brani che hai scritto da solo in una stanza e cantarli con quante più persone possibile. Rimanere fedeli a se stessi e non dimenticare mai le proprie origini.

“Without A Trace”, dal vostro primo album di studio, è stata inclusa nella colonna sonora tedesca della serie TV Sons Of Anarchy. Dato che si tratta del mio telefilm preferito, eravate anche voi dei fan della serie?

Devo ammettere che non sono uno che guarda tanta TV. Ma abbiamo sentito parlare di questa serie e siamo entrati in contatto con la vera scena biker, per cui non c’è dubbio che la nostra musica sarebbe stata perfetta per quello show.

Quali sono i piani per la promozione di “One More For The Road”?

Abbiamo già realizzato due video: si tratta di riprese auto-prodotte che mostrano un lato divertente della band. Ci saranno altri video, ma siamo davvero felici di essere in radio! Credo sia ancora uno dei modi migliori di far conoscere la proria musica a dei fan del rock che ancora non sanno chi sei.

Avete anche dato il via al vostro tour. Cosa vi aspettate dalle prossime date e ci sono dei paesi in cui non siete mai stati come band e in cui vi piacerebbe suonare?

E’ sempre emozionante andare in tour con un nuovo disco, perchè ti trovi a suonare del nuovo materiale e non vedi l’ora di scoprire come reagirà il pubblico. Vogliamo suonare dovunque la gente voglia vederci. Certo, un tour negli Stati Uniti sarebbe un sogno e ci stiamo già lavorando. Ma intanto, l’Europa è piuttosto grande e ci sono tantissimi fan del Rock là fuori. E noi non vediamo l’ora di incontrarli tutti!

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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