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The Kyle Gass Band: “Uncle Jazz” – Intervista a Kyle Gass

Chi non conosce Jack Black e i suoi mitici Tenacious D? Beh, nemmeno il suo compagno di merende Kyle Gass e il suo nuovo progetto The Kyle Gass Band sono da meno e lo confermano a tutti gli effetti con il loro secondo album “Thundering Herd”, in uscita il prossimo 2 Settembre.
Tra esilaranti racconti autobiografici e il giusto mezzo tra humour e vera tecnica musicale, ecco la nostra surreale chiacchierata con Kyle Gass in persona, dove niente è quello che sembra e tutto potrebbe benissimo rivelarsi il più divertente degli scherzi.
Ma sempre all’insegna del rock.

Ciao Kyle, innanzitutto grazie per il tuo tempo!
La tua The Kyle Gass Band pubblicherà a Settembre il suo secondo album, “Thundering Herd”. Ti va di introdurre questo progetto ai tuoi fan italiani?

Ciao e grazie a te! Certo, la band siamo io, John, Mike, Jason e il nostro batterista Tim. Avevo un side project tra il 2002 e il 2010, si chiamava Trainwreck, ma poi il treno è andato fuori dai binari e si è schiantato. Così è nata una nuova incarnazione di quel gruppo, la The Kyle Gass Band. L’idea per la nascita di questo super gruppo, sì, lo definirei proprio una super band, è partita da John Konesky. In ogni caso, di certo loro sono dei musicisti molto migliori di me!

Quali sono le principali differenze o affinità tra il vostro primo album e questa seconda fatica di studio?

Secondo me c’è stato un miglioramento, ma non siamo noi che dobbiamo giudicare. Abbiamo cambiato batterista e questo ha influenzato il sound, dato il nostro nuovo batterista è anche un grande cantante. Il nuovo album è più personale e parla di noi stessi e di persone che abbiamo incontrato in tour. Direi che è più eclettico del precedente e c’è al suo interno una maggiore varietà di generi. Ne siamo molto fieri, ma anche il primo era un ottimo lavoro: già con quello avevamo alzato molto l’asticella.

Un brano del disco ha colpito particolarmente la mia attenzione: si tratta di “Bro Code”, ma non sono sicura di poter capire al 100% di cosa si tratta, dato che sono una donna…

Infatti, è quello che dico nel bridge: per secoli le donne hanno provato a capire cos’è il Bro Code, ma per una semplice questione di genere, per voi è impossibile! D’altronde, la prima regola del Bro Code è che nessuno parla del Bro Code, io stesso ho infranto quest’obbligo scrivendoci una canzone!

Anche “Mike Bray (Don’t Drink The Water)” è un brano interessante. Parla di un ragazzo in cerca di fortuna, che l’ha trovata con la The Kyle Gass Band, giusto?

Sì, parla di questo ragazzo che si è trasferito a Los Angeles per iniziare la sua avventura! Lo ammiro molto, è stato molto coraggioso. E’ una canzone davvero divertente, abbiamo cominciato ad eseguirla dal vivo e ci siamo divertiti un sacco. Ma nell’album c’è anche un brano per il nostro batterista, “Bone”. Diciamo che stavolta siamo stati molto autobiografici, mi piace scrivere di cose che conosco.

Sei tu l’autore di tutti i testi della band?

Principalmente io e John Konesky, ma anche Mike Bray ci ha aiutati nel processo di songwriting.

Band come i Tenacious D, The Kyle Gass Band o anche gli Steel Panther hanno testi molto divertenti, ma allo stesso tempo sono dei grandi gruppi, con un vero successo di pubblico. Come spieghi l’interesse degli ascoltatori nei confronti di questo genere? Credi che le persone siano stanche di prendere se stessi e la musica troppo sul serio?

Credo che non ci siano molte band come noi, basate sullo humour. Come dici tu, il fatto che facciamo questo genere non ci impedisce di poter suonare vero rock! Credo che le due cose non si escludano assolutamente a vicenda. Il pubblico lo ha capito ed è una cosa che piace molto.

Sei sempre stato molto attivo sulla scena musicale e hai avuto varie band nel corso della tua carriera. Ma com’è nato il tuo amore per il rock?

E’ nato quando, crescendo, mi sono ritrovato ad ascoltare la radio e i dischi di mio fratello. Diciamo che tra tutti i generi, il rock è stato quello che fin da subito mi è sembrato più affine a me, l’unico che mi piaceva: adoravo l’energia del rock. Non bisogna mai smettere di fare rock!!

Kyle, tu sei anche sei anche un attore. Quali sono le differenze e somiglianze tra il ruolo di attore e quello di musicista? E cosa preferisci fare tra le due cose?

Si tratta di due attività più simili che diverse tra loro. Entrambe le cose sono intrattenimento, espressione di se stessi. In termini di lavoro, preferisco la musica, mi piace esibirmi live davanti ad un pubblico. Come attore, invece, è più difficile raggiungere alti livelli. Al momento sto lavorando ad un film di cui sarò co-protagonista e che uscirà alla fine dell’anno: si intitola “Gnaw” e ci stiamo divertendo molto a girarlo, credo che sarà fantastico.
In ogni caso, sono fortunato a poter fare sia l’attore che il musicista.

Come va con i Tenacious D? Avete in programma un nuovo album dopo l’acclamatissimo “Rize Of The Fenix”?

Innanzitutto, il 29 ottobre ci sarà il nostro festival. In realtà, stiamo lavorando ad un nuovo album e ad una serie animata, con la quale però siamo ancora agli inizi, quindi forse non avrei dovuto nemmeno parlarne…Ah, ma sei in Italia, quindi chi se ne frega! No, comunque, con i Tenacious D siamo al lavoro su un nuovo album, ma andiamo piuttosto a rilento, forse riusciremo a farlo uscire nel 2018.

Sarai in tour con la The Kyle Gass Band e suonerete anche in Europa. Non in Italia, però. Cosa vi aspettate dai fan europei?

Peccato che non saremo in Italia, il vostro cibo e i vostri vini sono imbattibili!
Siamo stati in Europa già un paio di volte e abbiamo avuto sempre un grande riscontro. C’è un ottimo mercato lì, soprattutto Germania e Austria, per cui speriamo di vedere ancora più gente ai concerti e che il nuovo album piaccia a tutti.

Grazie, Kyle. Ti andrebbe di chiudere l’intervista con un messaggio finale ai fan italiani?

Gente, preparatevi. Dimenticate ciò che avete sempre saputo fino ad ora, la The Kyle Gass Band sta arrivando!

The Kyle Gass Band

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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