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The Hawkins: “Perfect Son” – Intervista a Johannes Carlsson

Dalle fredde lande svedesi giungono questi The Hawkins, una nuova formazione che ci ha piacevolmente colpito con il debutto “Ain’t Rock N Roll”, un album che con la sua genuina freschezza ha riportato in auge lo Scan Rock di qualità e che ci ha incuriosito a tal punto da contattare la band nelle vesti di Johannes Carlsson (voce e chitarra) per saperne di più.

Ciao Johannes benvenuto su Metallus. Iniziamo subito questa intervista parlando della band, raccontaci un po’ della vostra storia e come vi siete formati.

Ciao ragazzi grazie mille per ospitarci su Metallus. I The Hawkins sono un gruppo rock n roll proveniente dalla Svezia centrale precisamente dai boschi attorno a Vastmanland e Narke dove ci siamo formati già dal marzo del 2013. Siamo quattro migliori amici che fanno quello che amano fare e cioè creare musica e calcare i palchi. Adesso siamo in procinto di pubblicare il nostro album di debutto “Ain’t Rock N Roll” che uscirà il prossimo sei ottobre. Siamo davvero emozionatissimi riguardo questa uscita!

Qual è la storia dietro il nome del gruppo?

Abbiamo trascorso un intero pomeriggio a raccogliere le idee con i potenziali nomi da dare alla band. In un’ora ci sembrava che avessimo provato ogni nome possibile (penso che la maggior parte dei gruppi si siano trovati nella nostra stessa situazione), ma poi finalmente è uscito The Hawkins che si adattava alla perfezione a noi. Rende quando è scritto e sembra in qualche modo equilibrato.

Come descriveresti il sound della vostra proposta e quali sono le vostre influenze?

Quando mi chiedono questo genere di domande spesso tendo a dare la mia risposta con il pilota automatico che è qualche cosa come groovy rock, ma mi piace questa definizione. Un’altra è “Sad-and/or-angry-lyrics-over-full-face-punching-rock” (troppo bella da tradurre, nda). Immagino che tutto si fonda e sia racchiuso in una specie di universo rock n roll.

L’album ci ha colpito molto e ascoltandolo alcune volte si percepiscono rimandi alle sonorità dei primi The Hives e degli Hellacopters. Siete fan di queste formazioni e hanno un po’ influenzato il vostro sound?

Grazie. Ci rende orgogliosi che ti sia piaciuto il disco! Ritornando alla tua domanda, si certo tutti noi abbiamo digerito la nostra quota degli Hellacopters ed anche io e Martin spesso entriamo in uno stato trascendentale quando ci troviamo insieme in macchina e ascoltiamo gli Hives. Queste band sicuramente hanno avuto un grande impatto su di noi e provenire dallo stesso paese degli Hives e vedere quanto hanno fatto presa nel mondo e come la loro arte si è evoluta ha significato molto almeno per me.

Ain’t Rock N Rollè il vostro album di debutto siete completamente soddisfatti dal risultato finale e ci puoi dire quali sono i brani più rappresentativi a tuo giudizio?

Beh abbiamo lavorato molto su questo disco. Il processo di registrazione è iniziato nel 2014. Inizialmente avevamo deciso di rilasciare due tracce, ma più tardi le cose sono cambiate ed evolute perchè ho composto un maggior numero di canzoni e così abbiamo puntato a realizzare un album intero. Sai ho questa maledizione che incombe sulla mia testa e spesso ho la sensazione di non aver finito con un pezzo, quindi può essere  difficile per me relazionarmi alla mia opera. Dopo aver fatto questa premessa bisogna dire che tutti noi abbiamo messo tutta la nostra energia e sforzo in questo album, quindi posso affermare che siamo molto soddisfatti del risultato finale. Il brano che mi rappresenta di più è “Perfect Son“. E’ uno dei migliori che io abbia mai scritto. “Perfect Son” insieme a “Fuck You All I’m Outta Here” e “Before The Fall” credo costituiscono il fondamento di quello che sono i The Hawkins.

Invece cosa puoi dirci del processo di scrittura dell’album, come nasce un brano dei The Hawkins, jammate e componete tutti insieme o lavorate separatamente?

La maggior parte delle volte scrivo un brano e creo un demo che poi mostro agli altri ragazzi della band. Loro lo giudicano e  danno il loro feedback e poi lo proviamo in sala prove ed è in quel momento che possiamo vedere se tutti sentono la canzone.

Parliamo un po’ dei testi e di alcuni brani che ci hanno davvero colpito come “Shaking Ground” e “Rat Race” di che cosa parlano queste composizioni? E sopratutto chi è “Frankie Boy”?

Grazie mille per le tue parole. “Shakin’ Ground” può essere definito un pezzo che si interroga sul  perchè si dovrebbero usare libri davvero vecchi e obsoleti come fondamenti per la propria morale. Molti brani dell’album trattano del fallimento. “Rat Race” è uno di questi. Parla di uno stato d’animo in cui stai perdendo la speranza ma continui a provare perchè è l’unica cosa che vuoi o che puoi fare. Continuare a piantare e un anno vedrai che il giardino non brucerà. “Frankie Boy” è in realtà basato su uno sketch divertente del collettivo comico svedese “Grotesco” dove si dilettano a proporre una parodia in versione alternativa di “Frankenstein”. Io ho creato un’altra versione alternativa nella mia testa dove Frankenstein fallisce la sua missione di creare un mostro e le persone lo abbandonano a se stesso. Così possiamo dire che “Frankie Boy” è uno sciocco e triste Dr Frankenstein svedese!

Che cosa ci puoi dire invece sull’artwork dell’album?

L’artwork della copertina è stato fatto da Micke Linden insieme alle nostre idee. Micke è un nostro caro amico e abbiamo già lavorato con lui in precedenza sui nostri due EP: “Guantanamo Bassline” e “Part II: The Puppet Show“. Un’altra cosa che abbiamo fatto che può essere vista nel libretto del cd è che ogni canzone ha un proprio simbolo o foto che rappresenta il pezzo. L’artwork per i singoli che abbiamo rilasciato per questo disco è stato creato da Adam Andersson, un altro nostro amico.

Quanto sono importanti i concerti dal vivo per una band come la vostra e avete in programma un tour europeo, magari con una data anche nel nostro paese per promuovere l’album?

Suonare dal vivo per noi è molto importante. Il divertimento nell’esibirci davanti ad un pubblico sta nel vedere te stesso crescere live, migliorarsi e migliorare lo show in tutti gli aspetti. Molta creatività può essere messa anche in questo processo e io lo trovo molto emozionante. Al momento non abbiamo nessuna data fissata per l’Italia, ma ci piacerebbe davvero venire a trovare gli inventori del piatto nazionale svedese ufficiale a cui siamo assuefatti: la pizza! Speriamo davvero di vedervi presto!

Parlando ancora di tour, ci sono gruppi con cui vorreste suonare sullo stesso palco o aprire per loro? Se si quali?

Beh si ci sono molte band, ma mi piacerebbe un sacco andare in tour con i Propagandhi, una formazione che amo davvero tanto. Se chiedi ad Albin probabilmente ti risponderà gli Iron Maiden, lui è l’appassionato dei Maiden nella band. Mi piacerebbe anche andare in tour assieme agli Hives. Un’altra buona accoppiata per noi sarebbe un bel tour con i Royal Republic. Sarebbe davvero fantastico.

Quale disco o dischi hanno rappresentato un punto di svolta nel voler diventare un musicista?

Penso che per me potrebbe essere stato quando ho sentito per la prima volta “The Sufferer And The Witness” dei Rise Against. Mi ricordo che stavo tagliando il prato a casa di mio padre quando è iniziata “Behind Closed Doors” nel mio lettore mp-3. La fantastica miscela di euforia e malinconia che ha riempito il mio corpo è stata un’esperienza unica. Da allora ne ho avute innumerevoli ed incredibili.

L’intervista è finita, grazie per averci concesso il tuo tempo. Puoi concluderla dicendo il perchè le persone dovrebbero ascoltare il vostroAin’t Rock’N’Rolle se vuoi puoi anche lasciare un messaggio ai nostri lettori.

Grazie mille a voi per averci dato spazio! Arrivederci (in italiano, nda) a tutti voi! Assicuratevi di ascoltare il nuovo album “Ain’t Rock’N’Roll” in uscita in tutto il mondo il sei ottobre! Spero che piaccia a tutti voi! Ci vediamo on the road!

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