The Doomsday Kingdom: “Hand Of Hell” – Intervista a Leif Edling

Una intervista piacevole e sofferta. La “grande rete” ci ha messo lo zampino ed ha intralciato più di una volta la nostra chiacchierata con Leif Edling. Ma nonostante  le difficoltà i retroscena di “The Doomsday Kingdom” sono stati svelati da un Leif Edling loquace e sempre più in buona salute.

Prima di tutto Leif, come stai? Hai risolto finalmente i problemi di salute che ti avevano colpito qualche tempo fa?

Sì, diciamo che le cose stanno migliorando. Non sono ancora al massimo della condizione fisica, ma sto decisamente meglio rispetto a qualche tempo fa. Sta andando tutto nella direzione giusta, con molta probabilità entro il prossimo sarò al 100% e potrò tornare ad essere “il Vecchio me stesso”. Ora posso lavorare un pochino più di prima, quindi posso suonare e fare interviste.

Ed ora, parliamo di questo nuovo progetto i The Doomsday Kingdom. Ci puoi raccontare qualcosa sulla nascita di questa nuova band?

E’ tutto iniziato circa 3 anni fa, forse 4. Sono sempre stato una persona creativa e ho sempre creato nuove canzoni, ma queste nello specific non sono state pensate per un nuovo dei Candlemass. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo così da poter avere le mie canzoni, quelle che amo suonare e quelle che poi sono state pubblicate come The Doomsday Kingdom. Ho capito che quella era la strada giusta, la strada che mi ha permesso di creare questa nuova band era la strada giusta da percorrere. Le cose sono andate molto del previsto a livello di ispirazione, ma la corsa della band è stata lunga prima di arrivare all’obbiettivo del primo album. Ed il nostro primo disco è stato davvero una rivelazione: è venuto fuori meglio del previto, meglio di ogni previsione. E questo anche per il merito di chi suona con me in questo progetto. Mi sento molto fortunato perchè siamo davvero una grande band.

Hai citato Candlemass e ti aggiungo ora gli Avatarium, se dovessi spiegare le differenze tra queste band ed i nuovi The Doomsday Kingdom, da che parti inizieresti?

Con gli Avatarium possiamo certamente dire di trovarci di fronte ad un rock di stampo anni ’70, soprattutto con l’ultimo album dove non c’è doom, non c’è metal ma c’è solo rock. Per quanto riguarda i Candlemass sono una entità molto particolare, differente rispetto ai Doomsday e certe cose non avrei mai potuto farle con i Candlemass. Una canzone come “See You Tomorrow” sarebbe stata difficile da immaginare all’interno dei Candlemss, perchè hanno un modo di lavorare diverso. Certamente con I The Doomsday Kingdom posso lavorare con una certa libertà in più. Forse sono un poco più metal, con influenze tratte dai primi album di Ronnie James Dio ed Ozzy.

Avete scelto un nome piuttosto evocativo, ma per te cosa rappresenta davvero il nome “The Doomsady Kingdom”?

Ci possono essere molte spiegazioni, certo, è un nome davvero potente per una band. Da un certo punto di vista viviamo tutti un “regno del giorno del giudizio”: la minaccia nucleare della Corea del nord, l’ingerenza Russa, il Presidente Trump…insomma non è che l’ambiente in cui viviamo sia così sereno e pacifico. Ci sono molti chef anno parte di questo regno….ma in fin dei conti è solo un nome ed alla fine lo è anche per me.

Per quanto riguarda l’artwork dell’album? Sembra quasi un tribunale soffocato dai tentacoli di un potere opprimente. Cosa ne pensi?

Il disegno è opera di Erik Rovenperä, ed è un’opera totalmente ispirata al nome della band. Si è sicuramente sentito ispirato dal mood del disco, e penso che sia davvero espresso al meglio delle sue possibilità artistiche. Sembra qualcosa di spaventoso, e poi la piovra sembra davvero spaventosa mentre avvolge i suoi tentacoli!

Ci puoi raccontare qualcosa di più riguardo i testi del vostro album? C’è per caso un filo rosso che lega tutte le composizioni di “The Doomsday Kingdom?

Non c’è una storia vera e propria. Ci sono testi scritti mentre ancora non intravedevo il recupero come vedo ora, ero davvero in pessime condizioni fisiche. Certo, “A Spoonful Of Darkness” e “The Silence” raccontano quell periodo.  “The Sceptre” invece è il racconto di una battaglia feroce tra due sorelle gemelle, che si combattono con brutalità per lo scettro di un regno. Credo che siano davvero buone, perchè si adattano bene alla musica composta. Sì, sono molto soddisfatto.

Mi è molto piaciuta “The Never Machine”: una canzone incalzante con un grande riff. Mi racconti come è nata questa canzone?

Intanto è la prima canzone scritta per la band. Stavo “giocando” con quell riff mentre ero ancora inchiodato a letto per via del mio stato di salute, come se fosse una terapia che si contrapponeva al mio stato di salute. E così questo riff si è sviluppato molto velocemente, con una canzone completata nel giro un paio di giorni.  E’ piaciuta a tutti e tutti hanno dato un contributo importante. Credo che sia perfetta anche per una nostra prossima esibizione live.

Prima hai citato Ozzy e Ronnie James Dio, sembra che “Hand Of Hell” sia quasi un tributo nei loro confronti, magari più teso verso i Black Sabbath del folletto americano. Cosa ne pensi?

In un certo qual senso hai ragione, perchè può sembrare ispirata a canzoni come “Die Young” o “Neon Knight”. Forse è la mia versione di queste due grandi canzoni, ma personalmente ti posso dire che mi sono davvero divertito nel comporre e registrare questa canzone. Mi piacciono il bridge, il ritornello…insomma credo che possa essere davvero una grande canzone per i nostri fan, ed infatti i primi feedback sono stati davvero incoraggianti.,

Voglio parlare ora di “The God Particle”, la mia preferita del disco. È doom, è epica ma sopratutto potente. Puoi spiegare il senso del testo? C’è per caso una qualche relazione con la fisica delle particelle oppure lo possiamo considerare come un tributo al nuovo film prodotto da J.J. Abrams che uscirà nel corso del 2017 e che rappresenterà la terza parte del franchise “Cloverfield”?

Davvero si chiamerà così il nuovo film in cui sarà coinvolto Abrams? Merda! Non ne avevo davvero idea! Avevo questo titolo che mi frullava in testa da un paio d’anni e non sapevo davvero che potesse uscire un film con questo titolo. Ma tornando alla domanda, la canzone è ispirata a mio figlio, ed ovviamente non ha niente a che fare con la terza parte di “Cloverfield”. È una canzone di cui vado particolarmente fiero.

Siamo ai saluti Leif, ci sono possibilità di vederti dal vivo insieme ai The Doomsday Kingdom sui palchi dello stivale?

C’è ben più di una possibilità, ma parliamo del prossimo anno perchè come abbiamo detto prima ancora non sono al 100%. Faremo qualche concerto e poi qualche show con i Candlemass visto l’anniversario di “Nightfall”. Ma per quanto riguarda i The Doomsday Kingdom ci sarà sicuramente spazio per loro e per un tour. C’è questa speranza e credo che si possa trasformare in qualcosa di concreto.

 

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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