The Devin Townsend Project: “z²” – Intervista a Devin Townsend

Personaggio stravagante e genio folle, Devin Townsend è uno dei musicisti più apprezzati e rinonimati del panorama musicale odierno. A distanza di sette anni dal primo lavoro dedicato al simpatico alieno “Ziltoid“, il musicista di Vancouver è pronto a presentare il secondo capitolo, “”, e in occasione dell’imminente release, abbiamo avuto modo di parlare con questo talento creativo riguardo a questo nuovo album, che, in questa dettagliata intervista, ci svela alcuni retroscena e ci parla anche di ipotetici, prossimi piani futuri.

Fotografia a cura di Tom Hawkins

(Si ringraziano Alberto Capettini e Matteo Roversi per la collaborazione)

Ciao Devin e benvenuto su Metallus. Per noi è un piacere ospitarti qua quest’oggi. Vorrei cominciare questa chiacchierata parlando del nuovo album in uscita il prossimo 24 Ottobre. Qual è il significato di un titolo così particolare come “Z²”?

Fondamentalmente, si riferisce a due cose: per prima cosa, questo album è il secondo lavoro che parla di Ziltoid, quindi il nome deriva da questo, è una sorta di Ziltoid 2, Z² per l’esattezza; la seconda cosa si collega alla matematica, c’era questo programma televisivo che parlava di matematica e mostrava questa equazione. L’ho trovato piuttosto intrigante per sviluppare questo contesto.

In cosa differisce dal primo Ziltoid, calcolando che questa release è targata Devin Townsend Project?

Se non erro, questo album esce come “The Devin Townsend presents…”. Quando è uscito il primo “Ziltoid”, ho avuto dei figli, ho smesso di bere e fumare marijuana, ho mollato la band nella quale avevo militato per tanto tempo… Insomma, ci sono stati tantissimi cambiamenti a livello personale. Il primo album era necessario per me, è stato un qualcosa che ho realizzato quasi interamente per conto mio. È stata un’esperienza! Per questo nuovo disco, ci sono state centinaia di persone coinvolte, parlo nel vero senso della parola! C’erano molte persone che hanno partecipato! Sto parlando dell’ “Universal Choir”, dalla gente che ha lavorato alle orchestrazioni, c’erano i cori, era una cosa molto esagerata! Posso dire che ci sono stati molti cambiamenti sotto ogni punto di vista!

Perché hai deciso di pubblicare un album doppio? Era dovuto semplicemente ad un eccesso d’ispirazione o vi sono altri motivi specifici alla base di una simile scelta?

Credo che si tratti più di un semplice eccesso di ispirazione. La verità è che la casa discografica mi ha chiesto come si potesse vendere e presentare l’intero concept di Ziltoid e mi ha chiesto di fornire più musica, per dare un seguito all’ultimo album. È iniziato così, ma quando ho cominciato a registrare il materiale, mi sono reso conto che il processo non era così semplice come credessi, è diventato più una sorta di viaggio anziché essere il secondo disco, con il risultato di essere certamente più che un eccesso di ispirazione.

Le copertine di Devin Townsend Project hanno quasi sempre raffigurato la natura o comunque scenari fantastici, come mai in questo caso abbiamo una cover così meccanica e high-tech?

Credo che si tratti più di un semplice eccesso di ispirazione. La verità è che la casa discografica mi ha chiesto come si potesse vendere e presentare l’intero concept di Ziltoid e mi ha chiesto di fornire più musica, per dare un seguito all’ultimo album. È iniziato così, ma quando ho cominciato a registrare il materiale, mi sono reso conto che il processo non era così semplice come credessi, è diventato più una sorta di viaggio anziché essere il secondo disco, con il risultato di essere certamente più che un eccesso di ispirazione.

Nel complesso l’album è davvero melodico, diretto e arioso, forse come non mai nella tua carriera: concordi con questa definizione?

La musica rappresenta per me una parte molto strana della mia vita, una parte enorme della mia vita, ovviamente, ma è il prodotto finito della mia umanità. Se in un particolare momento mi sento confuso o inquieto, teso o qualsiasi altra cosa, questo sentimento si riflette sulla mia musica. Z² racchiude un sacco di emozioni arrivate tutte allo stesso momento, come la tristezza, l’ansia, il caos, l’umorismo infantile, la morte… Tutte queste cose sono accadute allo stesso tempo, è stato tutto così intenso. Seppur Z² sia un concept album che parla di battaglie, credo che Ziltoid rifletta in qualche modo la mia personalità.

Cosa ti ha condotto a composizioni di questo tipo?

Non ne ho idea, amica mia! Forse se dovessi fare un’analisi, ti direi che sono una persona molto timorosa, ho un sacco di paure, per cui dato che ho tanta passione, non mi sento a mio agio nell’esprimermi nella vita normale e quindi mi sono rifugiato nella musica. Nel corso degli anni, la musica è diventata un modo molto utile, per me, per esprimere  sentimenti che volevo dare alla luce in altre parti della mia vita… e dopo 25 anni, sono arrivato ad un punto in cui è esattamente come è!

Tra i tanti artisti con i quali hai collaborato, ce ne è qualcuno che ti ha lasciato qualcosa in particolare?

Tutti quanti! In bene o in male. Ho avuto modo di lavorare con delle persone che mi hanno ispirato perché erano stronzi e non voglio essere così! Ho anche lavorato con persone che sono molto più talentuose di quanto potrò mai esserlo io e questo mi ha ispirato! Credo che le mie influenze derivino da fonti inaspettate, precisamente quanto quest’ultime sono tranquille e silenziose, dato che io stesso considero il mio lavoro troppo rumoroso, stratificato ed involontariamente provocante. Ci sono momenti nella mia vita in cui sono l’ispirazione maggiore arriva quando faccio cose tranquille, queste sono le cose che mi ispirano maggiormente anziché trarre lezioni dalla gente.

In passato hai avuto modo di collaborare con Steve Vai. Cosa puoi dirci in merito alle vostre collaborazioni?

Steve Vai è un altro personaggio dal quale ho imparato tanto. È un grande amico ed ha avuto una vita molto curiosa, particolare… Vederlo riuscire o fallire mi permette di avere una prospettiva sulle cose e sul modo di procedere che otterrei solo simulando le situazioni per conto mio. Credo di essere abbastanza meritevole, ma anche abbastanza metodico, per cui aver lavorato con Steve, averlo visto al lavoro, essergli stato accanto (e aver guadagnato esperienza) per così tanti anni mi ha ispirato. La sua vita e il suo lavoro mi hanno ispirato sia positivamente, sia negativamente, come hanno fatto tutti nella mia vita.

Cosa mi puoi dire, invece, di un’artista stimatissima quale Anneke Van Giersbergen, qui alla sua terza prova in studio?

Anneke mi ispira perché è bellissima! La sua voce è meravigliosa ed è una persona stupenda. È molto appassionata, onesta. Sono sempre stato affascinato dalla bellezza, avendo avuto molte donne nella mia vita. Per me è una lotta, in quanto la bellezza non è una cosa semplice, perché per me è facile capire male, mal interpretare, per cui avere nella mia vita donne così belle è una delle cose migliori del mio lavoro. C’è da dire che ho avuto a che fare anche con donne stupide nel corso della mia vita, ma avere al mio fianco donne intelligenti e forti è un fattore che permette al mio lavoro di essere “vivo” in molteplici aspetti ed è una cosa che io, personalmente, non saprei fare, perché sono un uomo! Faccio cose da uomo, per cui va bene! Anneke è un grande esempio di essere umano forte ed intelligente, è riuscita a dare del fascino al mio lavoro e le sono grato per questo.

Cosa mi puoi dire del processo di registrazione dell’album? Sembra che per questo nuovo disco tu abbia voluto sperimentare una tecnica diversa, mi pare di aver letto che tu ti sia affidato a diversi studio specifici: ne hai usato uno per registrare il basso, un altro per registrare le tastiere e le chitarre e un altro ancora per registrare le linee vocali…

Principalmente, ci sono state due ragioni dietro a questa scelta: la prima è legata al tempo, non c’era molto tempo per fare tutto, i vari membri della band si trovavano in posti diversi e ho voluto che ognuno di loro registrasse la propria parte separatamente; la seconda questione è che mi sentivo molto annoiato, nel corso della mia carriera ho realizzato così tanti dischi e c’era sempre qualcosa che ispirava il processo di composizione dell’album, ma ora non mi interessa più. Questa è la ragione!

Particolare è stata anche la scelta di utilizzare quello che tu chiami “The Universal Choir”, un coro formato da alcuni tuoi fans che hanno voluto dare il proprio contributo cantando alcune parti dell’album. Il risultato è visibile in brani come la titletrack ‘Z²’, ‘Dimension Z’, and ‘Before We Die’. Personalmente penso che sia un modo molto bello di mantenere anche un contatto con i propri fans. Cosa mi puoi dire di questa bellissima iniziativa?

Ho sempre voluto usare questi cori imponenti, mi piace il concetto della melodia che si unisce, che si lega a qualcosa e, anche se si tratta di un paio di persone o di un centinaio di persone, parliamo sempre di un coro enorme, no? Credo che questo sia per me molto importante, perché io non riesco a dare risposte alle mie domande e di conseguenza, se devo coinvolgere le persone all’interno della mia sfera musicale, lo faccio… Mi aiuta, in qualche modo, a sviluppare il concetto che creo nella mia mente. La gente era coinvolta per questo progetto e io non me ne son reso conto, finché non è successo! Molte persone sono coinvolte nel mio lavoro, per cui ha un suo senso sotto molti di vista.

Recentemente, hai lanciato anche la ZTV, una serie di video che vede l’alieno Ziltoid come protagonista principale. Da dove è nata l’idea di aprire un canale e, successivamente, persino un sito internet a lui dedicato?

Penso di aver sempre avuto in mente questa idea, da quando uscì il film “The Dark Crystal” (film diretto da Jim Henson eFrank Oz del 1982, ndr). Quando ero un ragazzino, ho avuto modo di guardare questa pellicola ed ero rimasto colpito da questo mondo, con queste creature fantastiche… e questo mi ha portato a considerare di realizzare una cosa del genere… L’occasione si è presentata da sé quando ho sviluppato nella sua interezza il concept dedicato a Ziltoid…

Se non sbaglio, ricordo di aver letto che dal 2009 avevi in mente di espandere il franchising legato a Ziltoid. A breve uscirà appunto “Z²”, abbiamo citato poco fa la ZTV. Hai mai pensato di produrre tu stesso un musical basato su questo simpatico alieno? 

Penso di essere aperto a qualsiasi suggerimento o possibilità che potrebbero arrivare. Credo che l’unico modo per produrre un musical – o un film – sia quello di chiamare a raccolta gente veramente talentuosa che possa rendere ancora più effettiva la storia. Avevo già in mente una storia per “Z²”, ma l’ho trovata stupida e un po’ caotica, confusionaria. Se la storia fosse concepita per diventare un musical o un film, credo che aspetterei di vedere se l’occasione possa essere presentata da qualcuno che ha il potere di realizzare questo obiettivo questa idea… e se dovesse esserci qualcuno, allora sarebbe fantastico! Si parla sempre di un’altra esperienza e io sono totalmente interessato, ma al momento non sono alla ricerca di una cosa del genere. Se l’idea dovesse essermi sottoposta, ti direi che è assolutamente okay, ma per ora non c’è nessun piano.

Qualche mese fa, si era parlato di pubblicare una tua autobiografia, che vanta una collaborazione con la casa editrice Rocket 88. Il libro si intitolerà “Only Half There“. È già prevista una data per presentare questo libro? Vorresti condividere qualche dettaglio a riguardo?

Ho fatto un’intervista questa mattina, intorno alle 08.00, è da quando mi son alzato che parlo della mia vita, non ti sembra folle? Il processo per la realizzazione di un libro non è affatto facile… Quello che posso dire riguardo a questo libro è che sto ancora facendo interviste a riguardo e che ogni settimana scrivo un nuovo capitolo, è tutt’altro che completato! Non è un progetto dimenticato e ha bisogno di essere scritto accuratamente. Non appena avrò informazioni, lo farò sapere a tutti!

Parlando, invece, di tour, sappiamo che il prossimo anno sarai in Italia (e così in tutta Europa) in compagnia di Periphery e Shining. Cosa ti aspetti da questo tour?

Abbiamo iniziato a parlare dei nuovi show giusto ieri (l’intervista si è tenuta il 01 Ottobre, ndr). Ho fatto più o meno quello che avevo fatto negli scorsi 25 anni, è molto simile, ci saranno delle visuals specifiche, ci saranno degli oggetti specifici che verranno utilizzati nello spettacolo. Il mio scopo – od obiettivo – per questo prossimo tour europeo è realizzare uno show nuovo: tutto dovrà essere nuovo, il look, il sound, abbiamo nuovi membri nella band, ci sarà un nuovo spettacolo teatrale! Io credo che questa sia un’evoluzione ed è quello che sto cercando di fare e posso dire che per la gente che non ha mai visto tutto questo prima varrà la pena vederlo adesso, perché si tratta di musica diversa. Le band scelte sono incredibilmente brillanti, c’è una sorta di connessione fra le tre band, per cui se vi piace questo genere di musica dovreste venire…

Sul piano prettamente lavorativo o, perché no, sul piano personale, c’è qualcosa che vorresti ancora fare? Qualcosa che, magari, stuzzica la tua fantasia e che non hai ancora avuto modo di realizzare…

Vorrei comporre una sinfonia che possa essere assoluta, imponente ed incredibilmente costosa. Costerà parecchio e richiederà molto tempo. È un qualcosa che vorrei fare in futuro, di sicuro.

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