The Agonist: "Prisoners" - Intervista ad Alissa White-Gluz

The Agonist: “Prisoners” – Intervista ad Alissa White-Gluz

The Agonist

In occasione dell’uscita di “Prisoners” , terzo album della band, cogliamo l’occasione per fare due chiacchiere con la front-woman dei The Agonist Alissa White-Gluz, leader carismatica e personalità dalle mille sfaccettature.

Prima di tutto parliamo del nuovo album, siete in procinto lanciare sul mercato “Prisoners”, puoi presentarlo ai fans italiani?

Umm, spero che vi piaccia “Prisoners” fans italiani.

I The Agonist sono ben lontani dall’essere semplicemente una fronted-woman metalcore band, come descriveresti il vostro sound?

Credo che possa essere definito…Hmmm…Effettivamente è difficile affibbiare un’etichetta al nostro sound, utilizzerei più la definizione dell’adesivo presente sull’album: “un capolavoro death metal”, proprio perché un ‘capolavoro’ in qualche modo viene associato a  pezzi d’arte e cose di questo tipo che sono state la mia fonte di ispirazione maggiore. Credo che la definizione “Melodic Death Metal” o “Progressive Death Metal” si addica maggiormente alla nostra musica. Non vorrei dire cose del tipo “ noi siamo una band progressive melodic death metal” o cose simili, ma credo che questa sia la definizione che maggiormente ci si addica.

Il nuovo album è costituito da riff articolati, testi molto impegnati, avete spinto i confini più in là rispetto al vostro precedente album “Lullabies”, si è trattato di un processo naturale oppure è stata una scelta ben precisa?

È stato un processo naturale, non una scelta voluta. In effetti stavo cercando di proseguire verso la direzione opposta, ma credo di aver fallito in questo, stavo cercando di rimanere più sul “semplice”.

Parlando dei testi, hai scritto delle liriche elaborate, di cosa parlano?

Si basano molto su esperienze personali, come vivere qualcosa e scrivere basandosi esclusivamente su questo, senza però specificare di quale esperienza si sia trattato; anche la filosofia e la storia dell’arte sono argomenti molto interessanti, in modo particolare ho preso spunti proprio dalla storia dell’arte, che come sai ha a che fare con movimenti culturali, ad esempio il dibattito sulla vita e la morte…un argomento sul quale ho riflettuto molto mentre scrivevo quest’album.

Sei un’animalista e ti batti per il “Cruelty Free”, in che modo questi temi hanno influenzato la vostra musica?

Beh, l’essere vegana è una delle cose che mi fanno andare avanti, non sono il tipo di persona che dice “Sono stata creata per fare musica”, assolutamente no, credo che avrei potuto fare qualsiasi altra cosa, ma dato che la musica rappresenta una sorta di sfogo per parlare delle cause nelle quali credo, è questo che mi dà la spinta per andare avanti, l’essere vegana è la cosa più importante della mia vita.

Come nasce un brano marchiato “The Agonist”? C’è una un’unica mente oppure tutta la band prende parte al processo?

Tutta la band partecipa al processo di creazione, io mi occupo di tutte le parti vocali ed i testi, gli altri si occupano del resto, quindi è un processo bilaterale che dà vita ad una certa tensione nella musica che per alcuni crea difficoltà, per altri invece è davvero eccitante.

In questo momento siete in tour, quanto è importante per voi salire sul palco e rimanere in contatto con i vostri fans?

Well..è…Hmmm…Ci piace sapere che le persone apprezzano la nostra musica e si divertono durante i nostri concerti, per cui fa sempre piacere vedere i nostri fans agli spettacoli o ricevere dei feedback tramite Facebook o altri social network.

C’è una band con la quale vorresti condividere un tour?

Mi piacerebbe suonare con gli Avenged Sevenfold

Parlando del vostro futuro, quali sono i piani per i The Agonist?

Al momento stiamo lavorando su alcuni video musicali e cerchiamo di mettere insieme anche altre cose…marketing e materiale per il nuovo album,.

Grazie per il tempo che ci avete concesso, speriamo di vedervi presto in Italia!

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