Envy: Tetsu(o) – Intervista

La proposta degli Envy rispecchia l’ennesima chiave di lettura di un genere – il post-hardcore – che con il passare del tempo sta diventando un mezzo per esprimere sentimenti diversi, talvolta opposti fra loro. E’ questo il caso degli Envy, formazione in grado di gestire e mettere sulla stesso piano impatto hardcore ed emozioni indie-rock, con un’intensità tale da spiazzare chiunque tenti di avvicinarsi a loro. Abbiamo voluto approfondire l’argomento, entrando in contatto con il gruppo stesso. Chi risponde alle domande è il cantate Tetsu, iniziamo con un po’ di biografia:"Ci siamo formati nel 1992, ma il gruppo aveva un altro nome. Due anni dopo, nel ’94, ci sono stati un po’ di cambiamenti all’interno della line-up, così abbiamo deciso di cambiare anche il monicker". Una storia di un gruppo che ad un certo punto, per una serie di coincidenze, riceve una proposta:"Durante il tour in Giappone dei Mogwai, un nostro fan ha dato loro il nostro cd. Il gruppo è rimasto evidentemente sorpreso dalla nostra musica, così ci hanno contattati. A noi i Mogwai sono sempre piaciuti ed essere fra le band della loro etichetta – la Rock Action Rec. – è un’ottima opportunità. Grazie alla label il nostro disco è arrivato in Europa…". Entrando nel cuore della musica degli Envy, chiediamo a loro come preferiscono definire ciò che suonano:"E’ difficile per noi descriverci ed essere inseriti in un genere preciso. Comunque, mi piace pensare alla musica degli Envy come ad un matrimonio fra bellezza ed intensità. Certo, c’è del post-hardcore e dell’indie-rock ma sempre in salse diverse…Quando siamo in sala prove suoniamo ciò che preferiamo in quell’esatto momento, senza porci particolari problemi. Ogni canzone ha storie e idee differenti…Quello che esprimiamo tramite la musica è semplicemente la somma di rabbie, angosce e incertezze con cui ci troviamo a combattere nella vita, ogni giorno. Gli Envy non avrebbero senso senza queste percezioni negative nei confronti del mondo". Un mondo che, però, sembra riservare speranze:"Quando scrivo i testi delle canzoni, traggo esperienza da ciò che succede: dalle grandi tragedie alle piccole cose della mia vita. La mia attitudine è comunque positiva, anche se preferisco sia l’ascoltatore ad interpretare liberamente il significato dei miei messaggi e ad assorbire in maniera altrettanto personale tutte le emozioni di cui tratto". Allontanandoci un po’ da quella che è l’anima artistica degli Envy, la curiosità si sposta ora sulla loro terra di origine e soprattutto su una scena musicale a noi europei sconosciuta:"In Giappone ci sono un sacco di gruppi, tutti cercano di imitarsi a vicenda e soprattutto molti cercano di imitare gli Envy! Incredibile! Non si rendono conto che copiando altri non si arriva da nessuna parte…". Purtroppo, per ora, gli Envy sono costretti a rimanere in Giappone, nessun tour promozionale:"Nessun tour programmato in questo periodo. E’ difficile per noi conciliare lavoro e musica in questo momento, ma speriamo di venire in Europa quanto prima!". Insomma, sarebbe opportuno dare una possibilità agli Envy se ancora non l’avete fatto.

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