Kill II This: Technoheads Of The World Unite! – Intervista con Mark Mynett

Mark Mynett (chitarra) è sorridente e rilassato, anche se sicuramente non loquace. La sua nuova creatura ‘Trinity’ è nei negozi da qualche settimana, pare che i riscontri siano confortanti, e il gruppo sta raccogliendo soddisfazioni on the road, prima nel Regno Unito e ora qui in Europa. Le risposte sono secche ma molto determinate, sembra avere pochi dubbi sullo stato di salute del proprio gruppo, di cui è portavoce ma anche leader creativo, senza alcun dubbio. Una lunga fila di interviste non ci lascia purtroppo tutto il tempo che vorremmo, ma certamente la fermezza di Mark è sufficiente per farsi un’idea piuttosto precisa di quanto il gruppo sia deciso ad arrivare in alto. Iniziamo ovviamente con i classici “convenevoli da tour”, chiedendo come sta procedendo la marcia nel vecchio continente…

“Tutto bene , noi ci divertiamo sempre molto in tour! Abbiamo suonato 3 date in Olanda e 4 in Germania, e prima eravamo stati in giro per 3 settimane sempre con gli Earthtone9…”

…e con i Linea77!

“Esatto, anche con loro! Sono un grandissimo gruppo, e anche delle persone splendide. Come saprai al momento sono in Inghilterra per registrare. Hanno avuto parecchio successo, la gente li apprezzava tantissimo e le recensioni positive fioccavano, sono contentissimo per loro!”

Come reagisce il pubblico ai vostri pezzi nuovi? Li ha già assimilati?

“Si, reagisce bene, anche perché i pezzi sono stati scritti quasi subito dopo ‘Deviate’, il nostro secondo disco, e quindi abbiamo avuto tempo di suonarli per qualche tempo, alcuni –ovviamente in Inghilterra- li conoscevano già un po’!”

Avete realizzato da soli le parti elettroniche del disco?

“Si, ho utilizzato un programma insieme a Matt, il cantante.”

Utilizzate questi samples anche dal vivo?

“Si, li abbiamo in sottofondo!”

Che selezione di pezzi avete scelto per questo tour (i Kill 2 This sono i primi a salire sul palco, quindi non hanno a disposizione un set pieno)?

“Da ‘Trinity’ abbiamo selezionato ‘Figure Of 8ight’, ‘God On Drugs’, ‘Trinity’ stessa e ‘The Way Of All Flesh’. Non abbiamo moltissimo tempo, e vogliamo fare anche quattro pezzi da ‘Deviate’ e uno dal nostro primo album ‘Another Cross 2 Bear’, precisamente la title-track. In Inghilterra suoniamo sempre anche la cover dei Frankie Goes To Hollywood ‘2 Tribes’, ma in questo tour non abbiamo tempo e ci limitiamo ai nostri pezzi.”

Voi avete anche avuto occasione di suonare con gli Slipknot, uno dei gruppi più noti e discussi del momento, come vi siete trovati?

“Abbiamo suonato con loro due volte. Sono persone simpaticissime e dal vivo sono strabilianti, un gruppo che dal vivo è semplicemente incredibile! Abbiamo imparato molto da loro, sono estremamente professionali, e, ripeto, delle persone meravigliose. Ci sentiamo anche al telefono, ci siamo trovati benissimo con loro, davvero! Riescono a rifare sul palco esattamente quello che si sente sul disco!”

Su molti giornali si sente parlare di una sorte di “New Wave Of British New Metal”, per rubare il nome ad un movimento musicale ben noto. Tu cosa ne pensi? Fantasie? O qualcosa di vero c’è?

“Sinceramente non mi interessa. Non è come per il grunge, lì potevi individuare gruppi con un suono molto simile, quasi identico. Noi non suoniamo davvero come nessun altro gruppo inglese, e inoltre teniamo sempre bene a mente che quando una cosiddetta “scena” musicale va a fondo, se tu sei legato troppo stretto ad essa, andare a fondo allo stesso modo. Non abbiamo grandi tratti in comune con nessun’altra band. Permettimi di citare però gli Hundred Reasons, che sono un gruppo davvero fantastico!”

Vista la vostra propensione per suoni moderni e tecnologici, immagino che vi piacerebbe essere remixati da qualcuno, o mi sbaglio?

“Non ti sbagli, e infatti proprio in questo momento c’è qualcuno in Inghilterra che sta lavorando ad un remix di ‘2 Tribes’, non è un artista conosciuto fuori dall’Inghilterra, ma alcuni remix suoi che abbiam sentito ci sono piaciuti.”

E se poteste scegliere un nome conosciuto?

“Sicuramente i Prodigy! Al momento se ne sente parlare poco, ma credo abbiano qualcosa in uscita a breve!”

Oggi sono andato a visitare la web-board del vostro sito e ho visto che intervieni abbastanza spesso…

“Si, è una cosa che mi piace fare, mi permette di stare in contatto con fan e amici del gruppo!”

Sapendo di avere un’intervista con te questa sera, ho chiesto se c’ era nessuno che voleva farti delle domande specifiche, e curiosamente mi sono state proposte domande che avevo già intenzione di farti. La prima di esse riguarda la religione: ‘Trinity’ è una parola che riguarda la religione, che significato avete voluto dare a questo titolo?

“Mi piace usare termini religiosi nei testi che scrivo, perché hanno un bagaglio di immagini molto grande, sono parole che hanno una forza incredibile, sono evocative. Sostanzialmente io cerco di mettere in discussione la religione, voglio invitare la gente a pensare, a riflettere con la propria testa.”

La seconda domanda proveniente anche dalla web-board riguarda invece il songwriting del gruppo. Come dividete i compiti nella scrittura dei pezzi?

“Sono io l’autore di quasi tutti i pezzi dei Kill 2 This. Ne ho scritti tre del nuovo disco con Matt, il nuovo cantante, ma fondamentalmente sono io ad avere la visione della musica del gruppo. E’ come dipingere quasi completamente un quadro e lasciare che qualcuno aggiunga le ultime pennellate, è una cosa che non ha senso, preferisco fare tutto da solo, pur accettando consigli e suggerimenti da tutti!”

Tra l’altro questo è praticamente il primo disco in cui i Kill 2 This possono vantare una lineup stabile, credi siano finalmente questi i membri definitivi del gruppo?

“Assolutamente si, ne sono finalmente soddisfatto e non credo avremo altro bisogno di cambiare!”

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