Tarja: “Innocence” – Intervista a Tarja Turunen

Questo per Tarja è sicuramente uno dei momenti più felici e fortunati di una intera carriera. Due validissimi lavori da studio (“The Brightest Void” e “The Shadow Self”), l’amore dei fan che nonostante le difficoltà passate (split con i Nightwish su tutti) continua a rimanere vivo e pulsante. Così come centrale rimane quella voglia, quella urgenza, di continuare a produrre musica. Abbiamo avuto il piacere di incontrare – telefonicamente – l’artista di Kitee per capire i suoi punti di vista e le prospettive di una carriera che sta andando a gonfie vele.

“The Brightest Void” e “The Shadow Self”: due album nel giro di meno di tre mesi. È per caso questo il momento migliore della tua carriera?

Possiamo certamente dirlo perché è probabilmente è davvero il momento migliore della mia carriera. Mi sento davvero sicura in questo momento, a mio agio con la musica. È stato un momento fantastico perché effettivamente stavo, stavamo, lavorando a questa nuova musica ci siamo resi conto che le composizioni stavano uscendo con grande naturalezza. Ero davvero felicissima in quel periodo, e le registrazioni con tutti i musicisti coinvolti sono state davvero facili e naturali. Sono ragazzi con cui collaboro da anni e ci conosciamo perfettamente. Ovviamente abbiamo avuto nuove collaborazioni e nuovi talenti che sono approdati a questi due nuovi lavori, ma è tutto scivolato senza problemi. Non c’è stato quel nervosismo di dover dimostrare tutto mentre scrivevo le canzoni: mi sono trovata a mio agio e spero che questa sensazione sia arrivata anche a tutti i fan.

Potresti dirci qualcosa di più di come è avvenuto il processo di composizioni per questi due album? Da dove hai tratto l’ispirazione e in che maniera si sono sviluppate le registrazioni.

Per quello che riguarda la composizione, la scrittura dell’album ci sono voluti un paio di anni perché sono stata parecchio in tour e durante le tournee non riesco assolutamente a scrivere. Dal mio punto di vista durante i periodi degli show puoi solo prendere ispirazione per le prossime canzoni. Ho girato molto con le mie canzoni e mi sono ispirata a quello che vedevo, ma mai sono riuscita a scrivere in condizioni di questo tipo. Preferisco una casa, o comunque un posto tranquillo dove so di potermi trovare a mio agio. Luoghi dove le mie canzoni, le mie creature possono nascere liberamente. Ovviamente scrivo anche con altri artisti, non faccio mai tutto da sola perché amo scrivere con altre persone. Mattias (Lindblom nda.), per esempio è uno dei miei collaboratori storici, con cui collaboro da quasi 10 anni di carriera solista.

Dopo 10 anni ci possiamo permettere anche di essere più “selvaggi” in merito alle composizioni, perché ci conosciamo bene. È una bella sensazione riuscire a sviluppare un discorso musicale di questo tipo. Per quello che riguarda le registrazioni ti posso dire che è stato registrato un po’ ovunque, visto che abbiamo lavorato e collaborato con musicisti provenienti da tutto il mondo. Con molti di loro non ci siamo mai incontrati,  perché con i metodi moderni di registrazioni non hai la stringente necessità di trovarti fisicamente nello stesso posto di registrazione del disco. Lavori quasi a casa, per così dire, e sono stata presente alle registrazione delle chitarre e della batteria. Sai, prendersi cura di tutta questa mole di musica e musicisti è decisamente difficile, ma logicamente con tutte le persone che hanno dato un contributo a questi due dischi ci siamo tenuti in contatto, anche per sapere cosa avevano registrato! (ride nda.). È come si lavora oggi, non devi per forza essere presente ogni giorni, ogni momento all’interno dello studio ma certo ogni tanto è necessario.

Da questo punto di vista posso dirti tranquillamente di essere una “conservatrice” perché quando lavoro a nuova musica, ad un nuovo album , lavoro con tutta me stessa. Ho registrato le mie parti vocali in Finlandia ed in una meravigliosa isola dei Caraibi, così come molte delle canzoni sono state scritte lì. Ho trovato quei luoghi davvero adatti per la mia ispirazione. Sono canzoni che parlano di “opposti”, di luce ed ombra. Di riscoperta e consapevolezza del proprio valore. Nonostante questo, nonostante tutti i contrasti mi sento una persona positiva, ecco perché poi ho scelto di chiamare un disco “The Shadow Self”.

Ho letto nelle note biografie fornite dalla tua casa discografia questa tua dichiarazione: “The Shadow Self è uno degli album più heavy che abbia mai registrato”. Il materiale rock è i molto differente dalla musica classica con la quale ti sei approcciata sin dall’inizio sin dall’inizio dei tuoi studi, e questo album è stato decisamente impegnativo per la tua voce: puoi dirmi qualcosa di più riguarda la tecnica vocale che hai utilizzato in questi ultimi due lavori?

Per mantenere e migliorare la mia tecnica prendo ancora lezioni di canto di tanto in tanto ovviamente, perché c’è bisogno di mantenersi allenati. Quando vado a lezione dalla mia insegnate  a Buenos Aires c’è ancora spazio per correzioni, per farmi tornare “sulla retta via” e per non perdere l’uso della voce. Nonostante abbia studiato per tanti anni, abbia fatto tanti tour e registrazioni come cantante lirica devo sempre mantenermi allenata e studiare costantemente. Non c’è mai una fine allo studio. È un po’ come essere un atleta: devi sempre essere allenato per la prossima gara. Più lavoro e più sono a mio agio con la mia voce, più rilassata, e quindi più a mio agio nel cantare rock. Proprio durante le registrazioni di questi ultimi 2 album mi sono sentita benissimo perché ho esplorato a fondo la mia voce.

Sono stata in grado di esprimere meglio la mia voce senza dover apparire a tutti i costi “classica”, da un punto di vista tecnico posso dire che sono diventata molto più flessibile. Sono stata in grado di esprimermi usando la stessa tecnica nel cantare queste canzoni, non c’è stato il bisogno di cantare sempre  “Oooooh” (imita brevemente il modo di cantare lirico nda.), perché durante queste registrazioni c’è stato il controllo della voce attraverso la tecnica. Ho trovato la mia via per essere più rilassata e naturale. Ovviamente rimango sempre una cantante lirica, perché la potenza che è nella mia voce non cambierà mai. Quello che posso dire sia cambiato con certezza è la facilità con cui uso la mia voce. Secondo me si sente questo cambiamento in ogni disco, dove si riesce a percepire quanto sia migliorata attraverso l’allenamento e lo studio.

Ci sono molte collaborazioni in “The Brightest Void” ed in  “The Shadow Self”: Chad Smith, Michael Monroe ed  Alissa White-Gultz. Ci puoi raccontare qualcosa di questi artisti e perché hai scelto di collaborare con loro?

Per quello che riguarda Michael è stato molto semplice portarlo all’interno del progetto: è un ottimo amico! Abbiamo avuto modo di lavorare insieme durante le registrazioni del talent “The Voice Of Finland” (un seguito programma tv finnico dove può vincere serenamente un artista dal piglio hard rock. Soprattutto senza l’obbligo di dover sembrare dei pagliacci come nelle trasmissioni tricolori. Altre latitudini. Altra cultura. Nda.) e così ho deciso di “sigillare” la nostra amicizia con una canzone nel nuovo album.

Abbiamo scritto la canzone insieme: per lui è stata la canzoni più heavy mai scritta e registrata mentre per me è stata quella più rock ‘n’ roll! (ride nda.) Ci siamo incontrati nel mezzo quindi! È stata una bella opportunità perchè abbiamo registrato in Finlandia, nello stesso giorno e nello stesso posto. Chad Smith è stato tirato in ballo dal nostro bassista Kevin Chown, suo amico da anni e già insieme in più un’occasione dal vivo e da studio. Già tempo fa Kevin mi disse “Se hai una canzone per Chad, per favore fammelo sapere. Lui sarebbe felicissimo di poter collaborare!”. Ed ha suonato in 5 canzoni! In una di queste, “Demons In You”, c’era bisogno della sua batteria, ed è anche la canzone dove collabora Alissa. Ed ho pensato proprio a lei durante la mia session per le registrazioni di “Demons In You”: avevo bisogno di lei e delle sua voce per quella marcia in più necessaria ad una canzone già molto potente. Questo perché dal mio punto di vista non ho nessuna conoscenza di growling e non saprei davvero come impostarlo con la mia voce perché credo di aver la voce più “pulita” nel metal! Siamo agli opposti come stili e quindi per il mood dell’album era perfetto questo contrasto.

“Innocence” è stata scelta come primo singolo e video per “The Shadow Self”: ci puoi spiegare le motivazioni di una scelta del genere?

E’ una canzone che mi piace per le sensazioni che riesce a trasmettermi.  È una canzone maestosa, potente, che riesce a mettermi i brividi. È una canzone che ho scritto al pianoforte, nel mio salotto, ed una canzone dal piglio classico che volevo dare ad un album metal. È stata una sfida e credo che sia stata la scelta migliore come singolo e video.

Facciamo un passo indietro e parliamo di “Goldfinger”: lo storico tema di James Bond portato al successo da Shirley Bassey….

Partiamo dal fatto che questa canzone è un classico senza tempo e Shirley Bassey alla voce è stata davvero memorabile. Sono fan della canzone e dei film, ed io ho registrato una mia “Bond-song” “In for a Kill” nell’album “What Lies Beneath”. Cantai per la prima volta “Goldfinger” in Finlandia, e mi sentii quasi a disagio perché non riuscivo a sentirla mia. Ma questa canzone continua a “ronzarmi” in testa per così dire, e dopo tanto allenamento ho deciso di riproporla dal vivo in Sud America e questa volta è andata come speravo. Così abbiamo deciso di registrarla. E ci siamo parecchio divertiti!

Nella canzone “Shameless” tu scrivi: “You get away with stealing through your dedication. Poker face towards the sleeping crowds. And after killing thee there is a huge temptation. The art of mastering the abuse of crow” Mi puoi spiegare il significato di questa canzone?

Non mi piace molto spiegare il significato delle canzoni, perchè preferisco che siano gli ascoltatori a dare una propria interpretazione al testo. E’ una cosa che è successa anche a me, che davo le mie personali interpretazioni a questo o quel testo e poi magari l’artista spiegava che il senso di quella canzone era totalmente opposto! Ma per quello che ti posso svelare, “Shameless” è una canzone che parla di politici e politica. Non che io sia interessata a spiegare le mie posizioni o che io sia interessata alla politica stessa, così come non voglio entrare nello specifico di quello che sta passando al momento l’Europa ed il mondo intero. Questa canzone vuole parlare di quanto male possa venir usato il potere da parte di certi politici

Wacken, Skogsrojet Festival…c’è speranza di vederti dal vivo in Italia?

Sicuramente sì! Stiamo lavorando con il mio management per riuscire a suonare nel vostro paese entro il 2016. Probabilmente a fine novembre, ma non so ancora con precisione. Speriamo!

Siamo giunti alla fine: un messaggio a tutti i tuoi fan e a tutti i lettori di metallus.it

Grazie! Grazie per tutto il vostro amore e supporto. Grazie per la vostra passione e sono davvero contenta che a breve suonerò ancora dalle vostre parti. Grazie! Peccato non aver altre parole per dirvi “grazie” !

TheShadowSelf-Tarja

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. BeastOfDeath

    Lungi da me rompere le scatole per criticare il pelo nell’uovo ma c’è un pezzo dove manca palesemente una frase (Quando vado a lezione da lei a Buenos Aires c’è ancora spazio per correzioni, per farmi tornare “sulla retta via” – io ho capito a cosa si riferisce perché ho letto altrove di questa insegnate di canto da cui Tarja prende lezioni a Buenos Aires ma la frase buttata lì così risulta incomprensibile), poi c’è una parte di domanda non tradotta (Could tell me something more about the meanings of this song?)… 😀
    L’intervista non è male comunque!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login