Swallow The Sun: “Songs From The North I, II & III” – Intervista a Mikko Kotamäki

Il nuovo album degli Swallow The Sun è di certo un’opera ambiziosa. Non capita spesso di poter godere di un lavoro composto da ben tre dischi, ciascuno dei quali rappresenta un ascolto indipendente ma anche legato all’altro. Inoltre, ogni capitolo di “Songs From The North” mostra una differente sfaccettatura sonora di questo interessante gruppo finlandese, a cavallo tra un moderno melodic death e malinconiche suggestioni doom/goth. A breve la band si esibirà dal vivo a Brescia e Metallus.it non si è lasciato sfuggire l’occasione di raccogliere un’intervista.

Conduzione: Tommaso Dainese

Domande e traduzione: Andrea Sacchi

Grazie dell’intervista e del tempo che ci concedi! “Songs From The North” è un album decisamente ambizioso. Come mai avete optato addirittura per una tripla release?

Grazie a voi! Si tratta di una cosa che in realtà pensavamo di fare già da qualche anno. L’idea venne al nostro chitarrista, Juha, credo tre o quattro anni fa e adesso i tempi ci sono sembrati maturi per realizzarla. E così abbiamo composto questo triplo album.

“Songs From The North” è composto solo da materiale inedito oppure avete recuperato dei pezzi magari lasciati da parte durante il vostro percorso discografico?

No, si tratta soltanto di materiale inedito, non c’è nessun pezzo che abbiamo lasciato da parte tempo prima, tutte le canzoni sono state composte negli ultimi tre anni.

Ognuno dei tre dischi si concentra su di una differente sfaccettatura del sound del gruppo. Ti va di descriverli nei dettagli?

Credo che il primo disco mostri il tipico sound degli Swallow The Sun, è lento, è lineare, è simile a quanto abbiamo fatto prima. La parte centrale è un album acustico, quindi è più leggero, anche se ci sono delle distorsioni nelle chitarre e le atmosfere sono piuttosto oscure, mentre nel terzo disco ci siamo cimentati in qualcosa che non avevamo mai fatto, ovvero qualcosa di estremo, molto lento, vero e proprio funeral doom.

Il titolo “Songs From The North” sembra contenere un tributo alla vostra terra. L’album segue un concept, oppure possiamo trovare un argomento ricorrente nei testi?

Nel disco centrale c’è di sicuro una descrizione della bellezza delle terre scandinave, puoi sentirci chiaramente parlare della maestosità dei paesaggi finlandesi. Questo non accade nel primo e nel terzo disco, dove invece ogni canzone narra una storia differente.

Songs From The North” è il vostro primo album per Century Media. Siete soddisfatti del nuovo deal? Perchè li avete scelti?

Siamo assolutamente soddisfatti di fare parte del rooster di Century Media. Purtroppo abbiamo avuto dei problemi con la nostra precedente etichetta, la Spinefarm. Questo ha comportato dei ritardi nella stesura del nuovo materiale, abbiamo dovuto aspettare quasi un anno per poter scindere il contratto con la Spinefarm e non è stato semplice arrivare ad un accordo. Non appena abbiamo avuto la possibilità di firmare per Century Media lo abbiamo fatto immediatamente e subito sono cominciati i lavori per “Songs From The North”. Tengo a precisare che non ci sarà più nessuna collaborazione tra noi e la Spinefarm.

Ma cosa è successo con Spinefarm?

Semplicemente hanno fatto delle stronzate. Ad esempio l’uscita in Nord America del disco precedente è stata fatta slittare di ben nove mesi dopo quella europea e francamente non mi sembra una cosa giusta. Inoltre la loro distribuzione a livello mondiale è piuttosto scarsa, difficile reperire i loro dischi con semplicità. Non credo che seguano una buona ed efficace politica di marketing, nè facciano una corretta pubblicità. Insomma, ci hanno fatto perdere troppo tempo.

Per presentare il nuovo album, avete deciso di rendere disponibile lo streaming di tre canzoni, “Heartstring Shattering”, “Pray For The Winds To Come” e “Abandoned By The Light”. Come mai la scelta è ricaduta su questi tre pezzi? Come li avete selezionati fra tanto materiale?

Alla fine abbiamo deciso che per presentare un album tanto vasto sarebbe stato necessario proporre una canzone da ciascuno dei tre dischi. “Heartstrings Shattering” fa parte del primo ed è stata una scelta abbastanza ovvia perchè è un brano piuttosto accattivante e direi che tra tutti dà meglio l’impressione di ciò che si potrà trovare sul disco. Lo stesso si può dire per “Pray For The Winds To Come” e “Abandoned By The Light”, non ricordo perchè abbiamo scelto proprio loro ma sono delle buone canzoni e presentano bene tutto l’album. Di ogni pezzo è disponibile anche il relativo lyric video.

Il secondo disco, come dicevamo, è completamente in acustico e possiede un feeling molto rilassante. Si è trattato di un esperimento o lo vedete come uno step evolutivo e dunque riproporrete la cosa in futuro?

Sì, il disco ha senza dubbio delle atmosfere rilassanti. Molte nostre canzoni contengono delle parti acustiche e qui in Finlandia abbiamo suonato alcuni show in versione unplugged. Indubbiamente il rock acustico ci piace, ma credo che in futuro avrà lo stesso spazio che ha adesso. Fondamentalmente noi siamo e restiamo una metal band.

Gli Opeth fecero un esperimento simile con “Deliverance” e “Damnation”. Pensi che in qualche modo abbiate avuto un approccio del genere nella stesura del nuovo materiale?

No, no, niente di tutto questo. Ad essere sincero “Deliverance” e “Damnation” non fanno nemmeno parte degli album degli Opeth che apprezziamo di più, per cui non hanno guidato il nostro approccio. Soltanto il primo dei tre dischi ha un feeling se vogliamo più orientato al progressive, per cui è lì che puoi trovare alcune influenze che arrivano dagli Opeth.

Il terzo album ha un souno davvero estremo e sembra tributare qulle sonorità doom/death di alcuni mostri sacri degli anni’90. Era una vostra intenzione omaggiarli oppure no?

Direi proprio di no, non è un tributo. E’ un album molto lento, oscuro, vero funeral doom. Quando abbiamo deciso di lavorare ad un triplo album, avevamo stabilito che il terzo disco dovesse suonare così e semplicemente abbiamo fatto ciò che volevamo.

Nel mese di Dicembre sarete protagonisti di una data in Italia, a Brescia. Cosa dovremo aspettarci? Proporrete degli estratti da tutti e tre i nuovi dischi?

DI certo non lo suoneremo dall’inizio alla fine, c’è davvero troppo materiale! Inizieremo a breve le prove in preparazione del tour e di sicuro decideremo di estrarre alcuni pezzi da ognuno dei tre dischi e poi sceglieremo anche delle vecchie canzoni. Saranno comunque degli show piuttosto lunghi, almeno due ore di musica.

Visto che sarete presto qui in Italia, vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan qui nel nostro paese?

Certo, verremo a suonare da voi molto presto, per cui passate a farci un saluto!

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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