Summoning: “Old Mornings Down” – Intervista a Silenius e Protector

Il ritorno degli austriaci Summoning con un ottimo album intitolato “Old Mornings Dawn” dopo sette anni di assenza dalle scene ci induce a scoprire tutto il possibile della nuova release ed anche diverse curiosità circa la situazione attuale della band direttamente con il duo Silenius/Protector.

Sette anni di attesa per un nuovo album sono davvero tanti… come mai avete aspettato così tanto? Si tratta solo di una prolungata mancanza d’ispirazione o avete anche ventilato l’idea di uno split del gruppo?

Silenius: “Non ho mai pensato di dividere il gruppo ma effettivamente c’è stato un momento, negli scorsi anni, in cui ho pensato di concludere l’esperienza dei Summoning perché ritenevo che la band avesse detto tutto ciò che doveva. Fortunatamente ho cambiato opinione più tardi, ma questa non è l’unica ragione del ritardo. Infatti per un certo periodo di tempo sono stato concentrato sul mio terzo CD dei Kreuzweg Ost e questo lavoro mi ha impegnato alcuni anni; poi sono stato colpito da un infarto che mi ha messo fuorigioco per sei mesi. Tutto ciò mi ha reso nuovamente affamato e concentrato per scrivere nuovi riff. L’attività di composizione si è riattivata a piccoli passi e pian piano ho capito in quale direzione doveva svilupparsi la musica che stavo realizzando; dopo è stato tutto più facile ed il risultato è quello che hai ascoltato nel nuovo disco.”

Come avete lavorato per creare il nuovo album “Old Mornings Dawn”? Come vi siete divisi il lavoro tu e Protector?

Silenius: “Per quanto mi riguarda devo proprio cominciare dall’inizio; come ti dicevo prima per un po’ di anni non ho avuta molta ispirazione e tutto si è rimesso in moto lentamente. Per prima cosa ho composto parecchi riff molto semplici a cui, poco alla volta, ho aggiunto melodie e una volta capita la giusta direzione in cui mi sarei dovuto muovere per completare le canzoni tutto si è svolto con più scioltezza. Ovviamente questo periodo di cui ti parlo non si è svolto in pochi giorni ma in anni.”

Protector: “Io non necessito mai di concentrarmi a lungo sul lavoro. Ci sono semplicemente dei periodi in cui non riesco proprio a comporre musica e devo focalizzarmi su altre cose; in altri momenti mi basta avvicinarmi alle mie tastiere ed ecco che l’ispirazione presto o tardi arriva.”

Ascoltando per la prima volta “Old Mornings Dawn” sembra di trovarsi di fronte ad un ottimo mix fra la malinconia di “Let Mortal Heroes Sing Your Fame” ed il gusto epico di “Oath Bound”. Ci sono anche molti più cori maestosi e profondi. Siete d’accordo? Avevate programmato di inserire parti folk in canzoni come “Caradhras”?

Protector: “Per quanto riguarda i cori devo dire che non mi sembra che ne siano di più in questo rispetto al precedente album; ritengo invece che quelli presenti in “Old Mornings Dawn” suonino più pieni paragonandoli ai più datati che forse erano meno “teatrali”. In ogni caso è vero che abbiamo apportato dei cambiamenti al nostro sound, come del resto facciamo in ogni nuova release. Per quanto riguarda l’aggiunta di parti folk posso dire che non l’avevamo programmata e credo che il motivo per cui molte persone abbia notato questo particolare è dovuto al fatto che abbiamo ridotto l’uso del riverbero per gli strumenti ed il suono degli stessi risulta più reale, più naturale di prima… e questo credo che induca a trovarci il feeling folk di cui si parla.”

Perchè non avete mai inserito i testi delle canzoni nei booklet dei vostri CD?

Silenius: “Semplicemente perché la maggior parte dei testi è presa direttamente dai poemi di Tolkien e quindi non volevamo incappare in problemi di diritti per l’utilizzo. Non ci siamo mai fatti problemi ad affermare che non scriviamo i testi o almeno non interamente; le parti dei ritornelli per esempio le scriviamo noi. Tutto il resto o quasi è preso dai lavori di Tolkien o da altri scrittori fantasy (ndr, M. Moorcock per esempio) o anche da autori pressoché sconosciuti.”

E’ vero che non possedete più i testi del vostro primo album “Lugburz”? Com’è possibile?

Silenius: “Quando abbiamo registrato il nostro debutto prima di tutto eravamo spesso completamente ubriachi ed abbiamo fatto tutto non in vero studio ma in una sorta di luogo attrezzato alla registrazione con il supporto di un produttore esterno. Più tardi remixammo il tutto agli Hornix studio ma dopo questo tutto divenne totalmente caotico. Semplicemente non pensammo a tener da parte i testi perché non credevamo di averne ancora bisogno in futuro o che qualcuno avrebbe potuto ritenersi interessato ad essi. Penso che questa attitudine estrema era quella che ci rappresentava in quegli anni ed in quel periodo non pensavamo mai al domani.”

I vostri testi sono sempre stati legato al mondo creato da Tolkien (e negli ultimi album anche a quello di Moorcock). In “Old Mornings Dawn” parlate di Eärendil in “Flammifer” e delle Montagne Nebbiose in “Caradhras”. Penso potrebbe essere interessante conoscere meglio il contenuto di ogni song del CD.

“Evernight”: parla della regione d’ombra del mare del sud Aman che Eärendil attraversò nel suo viaggio verso l’ovest
“Flammifer”: “portatore di fiamma”… si tratta ovviamente di Eärendil, mezzo uomo e mezzo eldar (elfo), antenato dei re di Numenor, con il Silmaril sulla sua fronte.
“Old Mornings Dawn”: questo titolo è preso dal poema “City Of Present Sorrow”, un vecchissimo componimento di Tolkien (risalente al periodo della prima guerra mondiale).
“The White Tower”: La Torre Bianca è ispirata al poema “The Happy Marinas”; la vicenda è ancora legata al racconto di Eärendil e parla della torre di perla nelle isole del crepuscolo.
“Caradhras”: anche conosciuta come Cornorosso, è la più alta vetta delle Montagne Nebbiose nei pressi delle miniere di Moria, ben conosciute da chi ha letto “Il signore degli anelli”.
“Of Pale White Morns and Darkened Eves”: è una poesia intitolata “Town Of Dreams” e si tratta di un estratto dal libro “Last Tales”. Si tratta di un altro vecchio componimento di Tolkien che introduce il personaggio di Eriol che visitò gli elfi e agì nei “Racconti Perduti” e nei “Racconti Ritrovati” come una sorta di narratore. Com’è risaputo Tolkien abbandonò più tardi quest’idea e di conseguenza gli scritti relativi al personaggio sono davvero datati.
“The Wandering Fire”: il testo è preso dalla poesia “The Song of Aelfwine”.
“Earthshine”: la transitorietà e la morte da una parte, la nascita e la crescita dall’altra: il cerchio della vita. E’ tratto da una poesia scritta scritta da anonimo autore nel XVII secolo.

So che nella versione limitata in LP del lavoro ci sono due pezzi in più come bonus e che probabilmente l’anno prossimo uscirà un mini-LP con sei canzoni che non sono state incluse nel nuovo album. Perché preferite inserire questi pezzi in formato LP e non in CD? Ci sarà anche la possibilità di ottenere queste nuove canzoni in CD in futuro?

Silenius: “Prima di tutto io sono sempre stato un grande fan del vinile. Volevo realizzare versioni su disco dei nostri lavori già 6 o 7 anni fa ma non era possibile con la Napalm Records. Nel frattempo, mentre il CD sta perdendo anno dopo anno il proprio peso sul mercato, il disco conosce oggi un inaspettato revival. Quindi credo sia davvero eccezionale realizzare gli album anche in LP, ossia il formato ideale per chi colleziona musica e considerando che diventa sempre più difficile per una band vendere i propri album questa mi è sembrata un’ottima occasione. Inoltre ti dirò che hai ragione; abbiamo altre sei canzoni che sono state composte nelle session di “Old Mornings Dawn”. Alcune sono praticamente quasi finite, altre sono solo frammenti così ci dovremo lavorare ancora un po’ e quando avremo concluso questo processo registreremo il tutto, spero l’anno prossimo. Vogliamo realizzare solo la versione in LP di queste canzoni. Prima di tutto per le ragioni che ho già elencato precedentemente e poi perché non voglio che le persone pensino che si tratti di un nuovo album dei Summoning, uscito dopo così poco tempo.”

Se non sbaglio non avete mai suonato dal vivo nella vostra carriera; dopo questo nuovo album c’è la possibilità che i Summoning ritornino su questa posizione?

Silenius: “No, non ci sarà mai un nostro live show. Anche se volessimo suonare dal vivo questo non è più possibile, abbiamo perso questo treno. Devi capire che noi non abbiamo mai fatto pratica da questo punto di vista; intendo dire che quando componiamo passiamo direttamente alla registrazione dei brani e quindi ci scordiamo i riff che abbiamo suonato. Oggi ogni band con giovani musicisti che hanno studiato il proprio strumento suonerebbe meglio di noi dal vivo. Di conseguenza suonando dal vivo potremmo distruggere molto di più di quanto potremmo costruire.”

Silenius hai visto il nuovo film di Peter Jackson “The Hobbit”? Cosa ne pensi?

Silenius: “Ad essere onesto mi sono perso il film mentre era nei cinema perché in quel periodo ero totalmente assorbito nella fase finale della realizzazione del nostro ultimo album. In ogni caso ho visto il film alcune giorni fa in DVD e mi piace davvero parecchio come del resto i film del “Signore degli anelli” di Peter Jackson. Anche questa volta il regista ha incluso nella trama una buona dose di passaggi inventati che probabilmente hanno offeso i puritani di Tolkien ma personalmente non mi interessa, non sono un conservatore così estremo.”

Secondo te sarà possibile prima o poi vedere una serie di film ispirati al “Silmarillion”?

Silenius: “Sarebbe davvero grande! Ma non è comunque un’utopia; dipende dal successo che otterranno i prossimi due film ispirati al libro “Lo Hobbit”. Sono abbastanza sicuro del fatto che se le due pellicole otterranno i risultati sperati potrebbe accendersi la luce verde per la realizzazione di più film sulle leggende della Terra di Mezzo.”

Potrebbe essere un sogno realizzabile per voi scrivere una colonna sonora per questi film?

Silenius: “No, semplicemente perchè la musica metal non si adatterebbe a questi film ed inoltre immagino che scrivere musica per un film hollywoodiano comporti troppo stress. Ti racconterò un fatto divertente: quando uscì il primo film della serie del Signore degli anelli la nostra etichetta, la Napalm, inviò alla compagnia New Line Cinema un CD dei Summoning ma naturalmente non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta o commento.”

Sapete che ora, dopo i vostri tanti anni di carriera ed album realizzati, ci sono band che si ispirano chiaramente alla vostra musica citandovi addirittura nelle loro bio? Parlo prima di tutto dei bravissimi Caladan Brood. Conoscete questa band? Avreste mai pensato, all’inizio della storia dei Summoning, di raggiungere questo livello di “cult band”?

Silenius: “Ci sono sempre state alcune band che apertamente dichiaravano di essere influenzate da ciò che avevamo realizzato; ti cito ad esempio Enid, Elffor o Avathar ma i Caladan Brood sono i primi che hanno ottenuto un responso di pubblico davvero elevato. Credo che questo sia avvenuto perché hanno cercato di imitare l’essenza di ciò che i Summoning sono stati nel corso di questi anni aggiungendovi ovviamente i loro personali elementi compositivi. Inoltre i musicisti americani hanno fatto tutto ciò in modo realmente professionale e di conseguenza si meritano completamente il successo che hanno ottenuto.”

Che strumenti utilizzate per creare la vostra musica? Parlo ad esempio del programming…

Protector: “Nel passato mi servivo di una di quelle tastiere hardware, ma ultimamente ho optato per i software che sono decisamente più flessibili e permettono di ottenere anche un sound più reale. Ora utilizzo programmi di altissima qualità.
Penso che il risultato che otteniamo per il nostro sound sia il modo in cui uniamo questi sample con le chitarre e la batteria. Di conseguenza non importa che tipo di sound utilizzeremo… i fan dei Summoning lo adoreranno ed i nostri nemici continueranno ad odiarlo comunque.”

Ancora una domanda sull’ultima release: chi è l’autore della copertina e cosa rappresenta?

Silenius: “George Hetzl è il pittore autore del dipinto originale e l’artwork è stato realizzato da un artista conosciuto come “W. T. Benda” L’immagine potrebbe rappresentare qualsiasi luogo nella Terra di Mezzo; a noi importava che l’opera legasse pienamente con il titolo dell’album e nel nostro caso volevamo far passare il messaggio di una nuova alba di leggende della Terra di Mezzo, che dopo un così lungo letargo avrebbe riportato la nostra musica nei cuori dei nostri ascoltatori.”

Ok, potete salutare tutti i vostri fan italiani per chiudere l’intervista?

Silenius: “As ever up the banners to all our fans in Italy! Sono stato nel vostro paese molte volte da bambino in quanto i miei genitori erano molto amici di una famiglia italiana.”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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