Stryper: “Fallen” – Intervista con Michael Sweet

Finalmente ospitiamo su Metallus gli Stryper grazie a quest’intervista approfondita con Michael Sweet, leader e compositore principale della band. Gli statunitensi sono sempre stati considerati i leader del movimento christian metal/hard rock e la loro unicità è da sempre quella di muoversi stilisticamente fra questi due generi. Abbiamo avuto modo di approfondire questa tematica, di parlare del nuovo album “Fallen” e di tanto altro ancora con il chitarrista/cantante del gruppo.

E’ un vero piacere per me riuscire ad intervistarti Michael; finalmente abbiamo anche gli Stryper su metallus. Ho diverse domande per te e dovrò scegliere quelle più importanti.

Forse la più importante è che tipo di shampoo utilizzo?

Ahahah… beh sicuramente è un segreto il modo in cui tu ed i tuoi compagni riuscite a tenervi in forma. Vi ho visti dal vivo all’Alcatraz al vostro primo show realizzato in Italia per i 25 anni di “To Hell With The Devil” e sembravi un ragazzino…

Grazie; si in realtà noi siamo giovani nel cuore prima di tutto e ci divertiamo ancora moltissimo a suonare dal vivo; io cerco di tenermi in forma nel miglior modo possibile.

Beh, te lo dico perché ho visto nello stesso periodo i WASP all’Alcatraz ed invece Blackie Lawless mostrava sul suo corpo tutti i suoi anni se non di più…

Ah! Beh mi sembra che comunque Blackie sia un po’ più vecchio di me, se non sbaglio ha sui 59/60 anni. Beh… cosa dirti… noi cerchiamo di tenerci in forma per poter continuare a suonare il più possibile Dio volendo.

Iniziando a parlare di “Fallen” vorrei dire prima di tutto che senza ombra di dubbio si tratta del vostro album più “metal” di sempre; sei d’accordo?

Si, lo sono. Era proprio la nostra intenzione quella di trovarci e questa volta comporre l’album più pesante della nostra carriera. Sia chiaro, non parliamo di thrash metal o qualcosa di estremo, del resto noi siamo gli Stryper. In questo CD abbiamo suonato più pesante per mostrare anche questo lato della nostra storia in quanto noi siamo cresciuti con il metal, con Iron Maiden, Judas Priest, Scorpions, UFO, Deep Purple e tutte queste band fenomenali. Così riteniamo eccitante far conoscere anche questo nostro lato con “Fallen”.

Beh vista la qualità di album come “Fallen” e “No More Hell To Pay”, ossia i vostri lavori più heavy di sempre, possiamo solo sperare di vedervi continuare in questa direzione.

Ti ringrazio; noi siamo cresciuti con il metal ma per una band come gli Stryper è sempre un po’ difficile. Noi ascoltiamo anche i Journey, gli Sweet e molti altri stili di musica; ad esempio Timothy (ndr, Gaines, il bassista) ascolta i Three Dogs Nite. Siamo tutti cresciuti con differenti stili musicali. Io ad esempio sono un enorme fan dei Journey e per questo ho scritto “Honestly” e “I Believe In You” con quelle parti di piano. Sai… è sempre stata un po’ la difficoltà o il fascino degli Stryper… chi ama il metal non sopporta le parti più soft e chi ama il melodic rock non accetta molto quando diventiamo più pesanti. In ogni caso io credo che siamo riusciti, nel corso degli anni, a fare un buon lavoro unendo queste differenti influenze e presentandole tutte.

Nel corso degli anni avete cambiato spesso stile; basti ricordare l’hard rock più moderno e sperimentale di “Reborn” e “Murder By Pride” o i dischi a cavallo fra l’hard rock ed il melodic metal degli anni ’80; in ognuna di queste release, nonostante le differenze, siete sempre riusciti a mantenere riconoscibile la vostra personalità ed il vostro “marchio di fabbrica”.

Ti ringrazio ancora Leonardo; guarda… ti propongo la mia opinione; io credo che il risultato positivo di questi dischi sia legato al fatto che noi ci teniamo veramente tanto a scrivere e registrare della musica di qualità. Non importa se suoniamo modern rock, hard rock o hard’n’heavy; noi ci teniamo molto a scrivere buona musica e ci concentriamo molto sul fatto di proporre brani che abbiano sempre una dose di immediatezza che possa colpire i nostri ascoltatori; non dimentichiamo mai quanto è importante per un nostro brano essere orecchiabile. Per noi è importante comporre canzoni che si possano ricordare… non importa in quale stile. Beh, ora non ridere ma durante il lavoro di composizione e registrazione dell’album, quando non staccavamo mai per ore e ore, nei momenti di pausa mi ascoltavo di continuo “Dancig Queen” degli Abba perché mi permetteva di staccare completamente e riposarmi.

Ho notato che avete lavorato ancora con Stanis Decker per la realizzazione dell’arwork del nuovo CD, ossia lo stesso artista di “No More Hell To Pay”; forse avete preso questa decisione perché i due album hanno anche un legame stilistico? E il soggetto è quindi Lucifero che viene scacciato dal Paradiso… ossia la tematica della title-track?

Ti dirò che non mai incontrato Stanis ma tutto quello che ha realizzato per la band lo ritengo fantastico, per me è un genio nel suo lavoro. C’è un legame fra le copertine dei due nostri album e la cosa ci ha convinto fin da subito. Si, la copertina rappresenta la tematica della canzone “Fallen”; nella Bibbia si parla di Lucifero e di come venne cacciato dal Paradiso e divenne Satana. Fra l’altro lui era l’angelo della musica.

L’opener del nuovo album è la bellissima “Yahweh”; so che l’hai scritta insieme a Clint Lowery dei Sevendust; puoi raccontarci com’è nata questa collaborazione?

Durante un viaggio in aereo mi sono sentito toccare una spalla, mi sono voltato ed era Clint Lowery che mi ha detto di essere felice di conoscermi dal vivo e che era un fan della band da sempre. Sai… a me piacciono i Sevendust ma non mi sarei mai immaginato che alcuni di loro fossero fan degli Stryper. Quando siamo atterrati abbiamo fatto qualche foto insieme e abbiamo iniziato a sentirci su facebook e twitter scambiandoci anche informazioni e quando gli ho parlato dell’idea di scrivere un nuovo album gli ho proposto di scrivere un paio di riff per una delle nuove canzoni e Clint mi ha risposto subito di si… era decisamente felice dell’idea. Lui ha composto il riff con cui inizia “Yahweh”. E’ una canzone di cui sono molto orgoglioso, la nostra song più lunga ed epica e parla direttamente di Dio. Mi piace molto questo pezzo anche perché si distacca in parte dal nostro format; di solito puntiamo a canzoni di quattro minuti che colpiscano l’ascoltatore e che possano anche passare in radio mentre questo pezzo è più lungo, maestoso e complesso.

Ho poi notato che avete deciso di coverizzare “After Forever” dei Black Sabbath… che non sono esattamente conosciuti come metal band dai testi positivi. Forse avete scelto questo pezzo per il testo e perchè è tratto dall’album “Master Of Reality”… ossia l’opera con più pezzi christian-friendly della band inglese?

Il primo motivo per cui l’abbiamo coverizzata è perché a noi tutti piacciono i Black Sabbath; quand’ero un ragazzino di 15/16 anni suonavo dal vivo nei club i pezzi dei Black Sabbath… “Paranoid” e tanti altri. Noi conosciamo molto bene i ragazzi dei Sabbath; erroneamente per alcuni hanno questa fama di essere vicini al satanismo ma posso assicurarti che non è così, non lo sono affatto. Pensa che “After Forever” parla di Cristo e di Dio positivamente, è assolutamente una christian song e avrei potuto scriverla anch’io.

Anche per quest’album hai composto tu tutti i pezzi o avete suddiviso il lavoro?

No, come di consueto ho scritto tutto io eccetto i riff di Clint e un paio di altre idee, una delle quali è nata durante una session di prove. Poi c’è una canzone che suoniamo da tanto durante i soundcheck e che non abbiamo mai registrato che è “Love You Like I Do”. In “Fallen” ci sono molti pezzi tradizionalmente Stryper, molto melodici, oltre a quelli più heavy. Ho scritto i brani nel mio studio o fra il mio studio e la cucina dove mia moglie spesso è indaffarata. Ho composto il tutto e registrato in nove giorni. Il processo è stato decisamente veloce.

Quindi l’ispirazione che avevi per queste nuove canzoni era molto forte se hai composto tutto in nove giorni…

Sai… se io avessi dieci mesi per comporre un album sarebbe più difficile per me. Io lavoro molto bene quando sono sotto pressione e riesco a rimanere molto più concentrato in questi frangenti, cioè se so che devo finire un lavoro entro una data precisa. Stavo festeggiando con mia moglie il quinto anniversario e tornati a casa l’ispirazione ha cominciato a fluire con grande rapidità e mi ha permesso di comporre velocemente molti pezzi o di completarne altri che avevo già in mente.

Un altro pezzo che mi ha colpito positivamente del nuovo album è “King Of Kings”, che inizia con un gusto più oscuro, grazie al riffing heavy, ma poi viene avvolto da una luce fortissima con il ritornello tipicamente Stryper. Sei d’accordo?

Assolutamente si! Il chorus è quanto di più classico ci possa essere per noi. Pensa che quella parte di canzone risale al 1983 e faceva parte di un pezzo che non abbiamo mai registrato. In questa nuova veste ho aggiunto assolo e le parti più metal a cui facevi riferimento.

Nella bio che accompagna il promo del nuovo album è precisato che molte canzoni son ispirate direttamente dalla Bibbia. Puoi dirci quali sono ed raccontarci di cosa parlano?

Certo. Ad esempio “Yahweh” è nome biblico di Dio, come veniva chiamato nel passato e la canzone racconta della crocefissione di Cristo… è ispirata al film “Passion” di Mel Gibson. Abbiamo poi ovviamente “Fallen” di cui abbiamo già parlato ed anche “Let There Be Light” che racconta quanto è contenuto nella Genesi… parla quindi della Creazione. Ci fa piacere pensare con questi pezzi di spingere le persone a leggere la Bibbia per scoprirla.

C’è poi un pezzo come “Big Screen Lies” che ha una tematica differente e che si distacca dagli altri anche a livello stilistico.

E’ vero… si tratta della canzone con il taglio più moderno di tutto l’album e parla del mio punto di vista di come vengono presentati cristiani nel mondo della televisione o del cinema… ossia come degli idioti. Mi disturba questo quadretto che i media propongono al pubblico, ossia i cristiani presentati sempre come fedeli estremisti o poco intelligenti, oppure ancora come dei completi coglioni.

Di che confessione religiosa sei Michael?

Sono cresciuto e divenuto adulto come battista ma ora seguo una chiesa in cui non c’è una denominazione o confessione e viene visitata e seguita da luterani, battisti, cattolici, ecc. Preferisco una chiesa che mette da parte la religione e pone l’attenzione principale sulla Bibbia. Non sono un fan delle religioni in quanto spesso la storia e la loro tradizione influenza il messaggio originale della Bibbia. Lo stesso vale per gli altri membri della band; mia moglie ad esempio è cresciuta come cattolica e c’è grande rispetto per la sua religione che è ricambiata dai suoi famigliari ed amici nei nostri confronti.

Mi fa piacere questa risposta perché mi ero sempre chiesto quale fosse il tuo punto di vista sulla fede e la religione…

Si… posso aggiungere che per me essere cristiano significa credere in Cristo, seguire Cristo, essere Cristo, seguire il suo esempio. Non capisco invece le differenze che nascono della confessioni e che dividono i cristiani; noi dovremmo amarci a vicenda, abbracciarci, esser vicini e non divisi anche se non crediamo esattamente nelle stesse cose o abbiamo stili di vita differenti.

Vorrei conoscere la tua opinione su altro argomento: come saprai negli ultimi anni Blackie Lawless dei WASP si è convertito tornando alla fede cristiana ed ora, dopo tanti eccessi, dice che non suonerà più dal vivo pezzi come “Animal (F.L.A.B.)”. So che negli anni ’80 voi ed i WASP eravate fieri avversari. Intendo dire che in quegli anni voi avete ricevuto riconoscimenti importanti per la positività dei vostri testi mentre i WASP erano presi di mira da associazione come la PMRC. Oggi possiamo dire che alla fine hanno vinto gli Stryper?

Ahahah interessante domanda… dipende dai punti di vista. Posso dirti che ora Blackie ha fatto dichiarazioni precise e pubbliche circa la sua fede prendendo posizioni che possono anche esser considerate scomode per lui e questo ritengo che sia meraviglioso. Io applaudo a persone come Blackie e Dave Mustaine (ndr, leader dei Megadeth) che hanno dichiarato pubblicamente la loro conversione e la loro fede, ossia a persone che hanno rinunciato alla vita sregolata e oscura di prima e lo hanno annunciato. Li rispetto. Ho avuto modo di incontrare in Spagna poco tempo fa Blackie e di parlare con lui ed è stato fantastico.

Quindi ritieni che si tratti di vere conversioni?

Si, lo penso davvero. Sono amico di Dave Mustaine, saltuariamente ci sentiamo al telefono e ritengo che sia davvero sincero e serio circa la sua fede.

Vorrei chiederti un’altra cosa a cui tengo molto: ho letto recentemente che in un’intervista hai detto che gli Stryper non sono una christian metal band. Ti va di approfondire?

Certo, non voglio che ci siano fraintendimenti in questo. Io intendevo dire che non ci piacciono le etichette. Noi suoniamo hard rock, hard’n’heavy e abbiamo molti – non tutti… e questo va sottolineato – testi con tematiche cristiane di cui andiamo fieri. Non esiste un genere christian-qualcosa, capisci? Se una band parla di satana allora è un gruppo satanista? Direi proprio di no. Pensa agli Slayer… la loro immagine e tante canzoni li hanno fatti inserire erroneamente nel filone satanista ma alcuni membri del gruppo sono addirittura cristiani, come il cantante Tom Araya che è cattolico. Noi siamo una rock band, una metal band. Ti faccio un altro esempio: se c’è una band cui testi sono focalizzati sulla droga allora cosa sono… una drug band? Non ha senso, sono etichette che non mi piacciono.
Sia chiaro questo… gli Stryper sono fieri e lo saranno sempre di essere cristiani e di avere tante canzoni che parlano della fede in Cristo e l’abbiamo sempre dimostrato in ogni occasione, in ogni concerto, in ogni intervista… ma come musicisti non vogliamo essere limitati da alcuna etichetta.
Pensa… se dovessimo aprire per esempio per i Judas Priest e il loro management dicesse… “no no non va bene, sono una christian band e non funzionerebbe”… Capisci? Si tratta di un limite e credo che invece essere riconosciuti come buona/ottima rock band o metal band ci dia invece la possibilità di ottenere maggiori traguardi portando avanti tutte le nostre idee.

Per chiudere l’intervista volevo chiederti… voi fino ad ora siete venuti solo due volte a suonare in Italia; pochi anni fa all’Alcatraz e poi al Frontier Festival. Ritieni ci sia la possibilità di vedervi on stage dalle nostre parti per la promozione di “Fallen”?

Si, assolutamente, faremo il possibile; nel prossimo tour saremo prima negli USA poi in sud America e Canada e quindi in Europa e faremo di tutto per passare almeno una volta in Italia. Non so proprio spiegarmi com’è possibile che non abbiamo mai suonato una volta da voi negli anni ’80, è incredibile. I due concerti che abbiam fatto recentemente ci hanno dato molte soddisfazioni, abbiamo un sacco di fan da voi e verremo ancora a trovarvi.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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