W.O.G.U.E.: Intervista a Steve Sylvester

Ciao Steve e grazie per l’intervista. Per prima cosa vorrei chiederti cosa ti abbia spinto a scegliere il moniker W.O.G.U.E. Cosa vuole significare esattamente Work Of God United Entertainment?

” Ciao Andrea! Come sai, il CD era pronto già dal primo di maggio scorso sotto il monicker di “OPUS DEI”, primo nome che avevo scelto per la band…Purtroppo, proprio il giorno stabilito per presentare il disco con un meet-and-greed nell’horror-club Vampyria di Reggio, durante la notte di Valpurga (30 aprile),l’omonima e tristemente famosa associazione religiosa pensò bene di inviare, tramite i loro legali, una formale diffida all’etichetta, al locale e alla band, intimando la cessazione immediata dell’utilizzo di quel nome, in quanto riteneva offensivo l’accostamento tra una rock band e la prelatura personale della chiesa cattolica. Ovviamente ne abbiamo parlato subito con i nostri legali, anche perché la dicitura latina di uso comune “opera divina” che avevamo scelto come nome, non aveva alcuna relazione con l’operato dell’omonima setta e non pensavamo fosse soggetta a copyright, appunto perchè “termine di uso comune”… Oltretutto noi ci rivolgevamo ad un mercato, quello musicale e artistico, che non era certo quello nel quale svolgeva la sua attività la “pia” associazione. Comunque viste le intenzioni così aggressive della potente e ricchissima congrega (avevano scomodato i più grandi magistrati italiani e mandato diffide a raffica anche a tutti i siti internet che avevano pubblicizzato l’uscita del CD), alla fine abbiamo preferito assecondarli senza procedere in una causa giudiziaria che, nella migliore delle ipotesi, avrebbe comunque bloccato l’attività della band per anni. La cosa è sicuramente triste e ridicola, anche perchè i testi delle canzoni non contenevamo alcun riferimento o provocazione nei loro confronti, ma così va l’Italia, stato dove la chiesa ha ancora un potere politico e inquisitorio molto forte. Riguardo al nuovo nome scelto, nasce dalla considerazione che la musica, essendo arte, è un'”opera divina”. Per non discostarci troppo dal nome originale ci siamo trasformati nel similare “lavoro di Dio”….Per rafforzare poi il fatto che il nostro “lavoro” si rivolge allo spettacolo e all’intrattenimento, ho aggiunto anche le parole “United Entertainment”.”

Vuoi presentarci i musicisti che si sono uniti a te per questo progetto?

“La band è nata dal mio incontro con JJM Masini, bassista, compositore e produttore dell’area “dark” fiorentina. Lui condivideva con me l’amore per un certo tipo di sonorità legate agli anni ’80, ed è l’artefice principale delle musiche del CD. A lui si sono poi aggiunti Freddy Delirio, tastierista, tecnico e produttore, che come sai proviene anch’egli dai DEATH SS, Gherardo “Ghez” Monti, chitarrista e tecnico del suono (tra l’altro è il fonico che segue da anni ogni concerto dei DEATH SS) e Lorenzo “Carranza” Calonaci, batterista dell’area rock fiorentina che aveva già suonato con JJM nella sua precedente band chiamata “Suzy Likes Nutella.”

La cosa più curiosa è come l’attacco dell’associazione religiosa sia stato del tutto cieco e privo di fondamenta. Se qualcuno di loro si fosse premurato di ascoltare l’album prima di accendere la pira inquisitoria, forse si sarebbe reso conto che di “malefico” in questo disco non vi è poi molto. Anzi, mi sembra di aver ascoltato un lavoro molto personale e ben lontano dal percorso esoterico dei Death SS. Tu come la pensi?

“La differenza principale tra le due band sta nel fatto che nei W.O.G.U.E. non sono legato a tematiche horror ed occulte come nei DEATH SS e posso parlare di qualsiasi argomento, privilegiando in questo caso quelli che trattano di esperienze di vita comune, del nostro vivere quotidiano…. In ogni caso comunque il comune denominatore è la cupezza, la disillusione e “l’oscurità” che pervade l’intero lavoro.”

Dai testi sembra emergere un’esplorazione della tematica amorosa in numerosi aspetti, dal piacere sessuale alla sofferenza. Vuoi illustrarci meglio le liriche?

“Nei W.O.G.U.E. non voglio lanciare messaggi o proclami di alcuna ideologia. Le nostre canzoni, come ti ho già accennato, parlano principalmente di rapporti, d’amore, di odio e di disperazione, di solitudine e di sesso estremo e più genericamente del “male di vivere” quotidiano. Non c’è nulla di particolarmente biografico e mi sono riferito semplicemente alla nuda e cruda nostra realtà quotidiana.”

E’ corretto pensare che la figura femminile che si è spesso trovata in episodi dei Death SS come “Scarlet Woman” o “Lady Of Babylon” emerga anche in questa occasione?

“Sicuramente l’elemento della ricerca della figura femminile “perfetta”, madre ed amica, complice ed amante, fa capolino anche in alcune di queste liriche. Del resto, pur personalizzandoli, ci rifacciamo a degli stilemi “classici” di un certo tipo di letteratura goth dove alcuni elementi sono indispensabili…”

W.O.G.U.E. ha dalla sua delle sonorità accessibili e non eccessivamente complesse. Pensi che il disco potrà raccogliere consensi anche al di fuori di un circuito metal a tutto tondo?

“In effetti questo non è un disco di “Heavy Metal”. Il fatto che la maggior parte degli elementi che compongano questa band vengano da esperienze metal non significa necessariamente che non possano amare, comporre e suonare anche altri generi musicali. Principalmente abbiamo fatto il disco per noi stessi, senza badare troppo al tipo di pubblico che potrebbe o meno recepirlo.. Io ad esempio ne sono particolarmente fiero e mi sento quindi di consigliarlo a tutti coloro che amano delle belle canzoni rock dotate di una buona dose di grinta e melodia, a prescindere dall’etichetta che gli vorrete dare…”

Nonostante questa “gradevolezza”, W.O.G.U.E. presenta numerose influenze. In particolare ho trovato alcuni riferimenti ai Nine Inch Nails e alla Wave anni’80, sei d’accordo?

“Le nostre influenze musicali sono da ricercare in questo senso, in tutto un particolare movimento new-wave tipico della prima metà degli anni ottanta. Sicuramente i Nine Inch Nails sono un gruppo che noi tutti apprezziamo, come anche i Sisters Of Mercy, i Cure, I New Order, i Damned e decine di altri…. Ad ogni modo abbiamo trovato il modo di filtrare tutte queste influenze che abbiamo in comune, con la nostra reciproca esperienza e personalità artistica.”

Da questo punto di vista non trovi che “W.O.G.U.E.” abbia alcune continuità con “Humanomalies”, forse il capitolo più particolare concepito dai Death SS?

“No, non credo…. “Humanomalies” era un esperimento di “rottura”, con sonorità molto più dure, spigolose ed esasperate di quanto abbiamo invece creato su “W.O.G.U.E.”… Non ci sono rimandi agli anni ’80 su quel disco dei DEATH SS, o almeno non ce n’erano nelle nostre intenzioni quando l’abbiamo composto. Anche concettualmente i due album sono molto diversi. Su “Humanomalies” venivano esplorati gli orrori reconditi nella nostra mentre, usando la metafora del circo dei freaks come specchio deformante delle nostre paure nascoste, mentre su questo cd viene fuori più la difficoltà nell’instaurare un rapporto affettivo tra le persone..”

E a proposito di Death SS, perdona la domanda forse un po’ sconveniente, per la band è stata davvero scritta la parola fine o ci saranno degli sviluppi futuri?

“Ci saranno sicuramente degli sviluppi futuri. Il COME e il QUANDO è però ancora da stabilire….”

Di recente sei stato impegnato anche nei Sancta Sanctorum, un progetto molto più seventies nella sua essenza che vede peraltro la partecipazione di alcuni membri originari dei Death SS. Come definisci questa esperienza?

“E’ un’altra mia valvola di sfogo dove posso convogliare le mie pulsioni artistiche rivolte alle sonorità anni settanta. Per certi versi questo progetto forse si avvicina di più a quanto proposto a volte con i DEATH SS, rispetto ai W.O.G.U.E., ma si tratta comunque di un’altra cosa a parte con dei connotati ben precisi. …..E’ come se ad un certo punto della mia carriera io abbia deciso di separare tra loro le mie radici ed influenze musicali di tre decenni , 70 , 80 e 90, in tre distinti progetti: i Sancta Sanctorum, i W.O.G.U.E. e i DEATH SS…Ha! Ha! Ha! Scherzi a parte comunque tutto ciò è successo naturalmente, senza alcuna pianificazione.”

Ti sei anche dedicato alla carriera di attore, partecipando a un episodio de “L’Ispettore Coliandro”. Evento destinato a ripetersi o semplice parentesi?

“E’ stata un’esperienza molto piacevole ed istruttiva, per la quale devo ringraziare i Manetti Bros, grandi registi dal cuore metallaro, che mi hanno voluto con loro in questa bella avventura. Oltre alla puntata in questione sono stato co-protagonista di un altro film di genere horror italiano, chiamato “Precognizioni” che a quanto so dovrebbe ormai essere di imminente uscita, e recentemente ho fatto un cameo nel nuovo zombie-movie prodotto da Uwe Boll, intitolato “Eaters”. Se fate una ricerca su YouTube ne troverete anche un gustoso trailer. Inoltre mi sto cimentando anche nella regia e a tal proposito è già da un po’ che sto lavorando ad un mio film intitolato “The DEVIL’S GRAAL”.. Ma purtroppo i costi di questo tipo di operazioni sono molto elevati e il progetto procede molto lentamente…”

Non ultimo, ringraziandoti per la disponibilità, ti chiedo se hai intenzione di portare i W.O.G.U.E. ad esibirsi dal vivo.

“Certo! Stiamo già lavorando in questo senso e non vedo l’ora di portare questa band nei migliori palchi italiani. Prima o poi ci vedrete arrivare anche nella vostra città per un paio d’ore di sano e piacevole intrattenimento Rock!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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