Death SS: Intervista a Steve Sylvester – Horned God Of Witches

In occasione dell’imminente live ti chiedo una conferma di quanto riportato nelle note informative che ho ricevuto. E’ vero che eseguirete principalmente i brani storici della band? Dobbiamo attenderci una loro rivisitazione più vicina al vostro sound odierno o saranno mantenuti nella loro forma originale?

“Si tratterà di un mini-tour “particolare” dove riproporremo solo le canzoni del nostro primo repertorio, quello che va da ‘Horned God Of The Witches’ (1979) fino a ‘Heavy Demons’ (1991)…I brani in questione (molti dei quali non venivano più suonati “live” ormai da parecchi anni) saranno riproposti nel loro arrangiamento originario.”

‘The Horned God Of The Witches’ si pone come una sorta di sequel di ‘The Story Of Death SS’, altra vostra raccolta storica. Ti capita mai di avere nostalgia di quei tempi, forse acerbi ma fondamentali per lo sviluppo di certe sonorità?

“Fondamentalmente non sono mai stato un tipo nostalgico…Penso piuttosto che ogni periodo abbia avuto i suoi giorni piacevoli così come quelli spiacevoli, ma in ogni caso figli di un preciso momento storico, unico ed irripetibile, che ora non avrebbe alcun senso rimpiangere o rinnegare….L’importante è andare sempre avanti, “crescere” in tutti i sensi, magari facendo tesoro delle esperienze passate, belle o brutte che siano state!”

All’epoca il vostro aspetto era molto scenografico, ognuno di voi rappresentava un mostro, ciascuno a suo volta legato ad un principio del Male. Al giorno d’oggi invece il vostro look appare molto più “gotico”, se mi passi il termine, o al “passo con i tempi”. A livello simbolico e visuale volete rappresentare ancora qualcosa? I costumi storici saranno mai rispolverati e magari rivisitati in chiave moderna?

“E’ proprio quello che abbiamo fatto! I personaggi che hanno da sempre caratterizzato la line-up ed il concept visuale dei DEATH SS sono sempre rimasti di base gli stessi…Ovviamente con il passare del tempo ognuno ha subito una sua naturale trasformazione che l’ha portato a reinterpretarsi di pari passo con l’evoluzione musicale della band… Lo “spirito” che incarna ogni musicista è però sempre lo stesso degli inizi, anche se dietro la maschere si sono avvicendate altre persone…Non avrebbe senso e sarebbe anche molto sterile artisticamente rimanere uguali in tutto e per tutto per tanti anni!”

Ti va di illustrarci attraverso l’analisi di ogni uscita la vostra storia e le vostre evoluzioni in campo musicale?

“Beh, questo richiederebbe davvero molto tempo e molto spazio nell’intervista…!

Chi ci segue sa che i DEATH SS non hanno mai fatto un disco uguale ad un altro, preferendo ogni volta evolvere il proprio sound e sperimentare nuove sonorità e nuove soluzioni artistiche che meglio rispecchiassero ogni “faccia del male”, sia esso quello mutuato dall’iconografia e dalla cultura gotico-romantica che quello più sottile ed inquietante delle nostra condizione “umana”… Preferisco quindi riassumere la nostra discografia in 7 differenti periodi o “sigilli”, ognuno dei quali riflette ed interpreta un preciso passaggio “magico” cha va a completare un preciso disegno occulto….

Il primo periodo o "sigillo" è stato quello relativo alla prima line-up e comprende tutti i lavori concepiti tra il ’77 e l’84. E’ il sigillo denominato della "creazione", dove tutto ebbe inizio…Lo considero semplicemente la base sulla quale è stato poi forgiato il progetto "DEATH SS", sicuramente ancora acerbo musicalmente, ma straordinariamente ricco di energia e creatività… In questo periodo puoi quindi includere ‘The Story Of DEATH SS’ e ‘Horned God Of The Witches’…

Il secondo ("la rinascita") é costituito invece dal periodo di ‘In Death Of Steve Sylvester’ e ‘Black Mass’ (circa ’88 -’90), che considero il vero punto di partenza “professionale” della mia carriera come musicista, dove la fenice DEATH SS è risorta dalle ceneri del passato…

Il terzo ("la forza"), é quello nel quale sono usciti ‘Heavy Demons’, ‘The Cursed Concert’ e derivati (’91 -’95). Qui per la prima volta ci siamo confrontati con altre realtà musicali, chiamando in causa un noto produttore tedesco e indurendo il nostro sound e il nostro look… E’ stato il nostro periodo più "metal"…!

Il quarto ("la metamorfosi") è contrassegnato da ‘Do What Thou Wilt’ (’96 – ’99), registrato tra la quiete delle campagne inglesi, dove le bordate metalliche sono state mediate da un’ approccio più gotico e riflessivo, a fare da giusta cornice al nostro primo vero e proprio concept, dedicato alla magia di Aleister Crowley. E’ stato anche il primo nostro lavoro distribuito decentemente anche all’estero ed il primo nel quale la componente elettronica è entrata definitivamente a far parte del nostro sound…

Il quinto ("il potere") é invece formato da ‘Panic’, ‘Let The Sabbath Begin’ e derivati (2000- 2002). E’ stato un periodo ricco di soddisfazioni dove avevamo a disposizione un budget molto elevato. Abbiamo potuto registrare in uno dei migliori studi americani con un produttore di fama mondiale che con i suoi consigli ha contribuito notevolmente alla nostra crescita come musicisti…

Il sesto ("la riflessione") è rappresentato dall’era ‘Humanomalies’ (2002 – 2003 circa), costituita da ulteriori cambiamenti ed evoluzioni, sia nelle sonorità che nel concept…Qui "l’orrore" che è sempre stato il nostro trade-mark è stato proiettato nella vita di tutti i giorni, all’interno della mente dell’uomo di oggi, dove il "circo dei freaks" funge da specchio deformante di tutte le brutture che ci portiamo dentro..

L’ultimo sigillo ("la morte"), sarà il prossimo disco, al quale stiamo attualmente ancora lavorando! Concettualmente è già pronto da tempo e sarà il compendio di tutte le nostre esperienze passate, filtrate attraverso un’ottica ancora una volta originale… Sarà sicuramente il nostro lavoro più ambizioso , la "summa" di tutto ciò che i DEATH SS sono stati , sono e saranno e da esso dipenderanno molte cose, in quanto è stato scritto che il settimo sigillo chiuderà il cerchio….!”

Il settimo sigillo rappresenterà dunque la “morte” dei Death SS. Una dichiarazione piuttosto inquietante e sibillina, ci daresti qualche delucidazione in proposito?

“Non devi necessariamente prendere “la morte” come una chiusura definitiva, ma piuttosto come un “passaggio”, un’ulteriore trasformazione…Come ti dicevo prima molte cose dipenderanno da ‘Seventh Seal’ e tutto quello che succederà dopo di esso sarà semplicemente il frutto del volere del destino….”

E ‘Seventh Seal’ quali ulteriori cambiamenti proporrà nel vostro sound?

“Beh, questo lo potrai scoprire solo ascoltandolo………Al momento ti posso solo dire che sarà musicalmente molto diverso dal precedente “Humanomalies”…..!”

Il recente ‘Humanomalies’ vide il disco uscire con il moniker ‘In Death Of Steve Sylvester’ in primo piano. Come mai questa scelta? Hai voluto prevenire le consuete ed insipide illazioni sulla doppia S?

“Si, purtroppo dopo tutti questi anni ancora ricevo pressioni dalle labels e dai distributori esteri al riguardo delle doppie “S” nel logo…E’ una cosa piuttosto seccante! Per evitare ulteriori censure ed ostracismi nei nostri confronti la nostra etichetta ha optato per il nome scritto per esteso…”

Una curiosità: è vero che avresti avuto la possibilità di essere il cantante dei Domine? Ti ci vedresti al giorno d’oggi nel ruolo di front-man di una band di epic metal?

“No, con i Domine ho solo contribuito alle backing-vocals durante le sessions del loro primo disco. Fui proprio io a consigliare la scelta di Morby come vocalist agli altri ragazzi della band… Penso che nessun’altro meglio di lui possa assolvere a questo compito! E’ un cantante straordinario…Non credo di essere adatto a fare il vocalist di un’altra band, epic metal o meno…Io sono il vocalist dei DEATH SS e questo mi basta!”

Tempo fa mi capitò di leggere su di un noto rotocalco un articolo che vi citava in relazione ai fatti compiuti dalle tristemente famose “Bestie Di Satana”. Qual è il tuo punto di vista verso queste “sette” che appaiono in realtà piuttosto “fai da te”? Sempre l’articolo in questione vi definiva con approssimazione una band di heavy/black metal che da sempre “elude ogni collegamento con il satanismo dichiarando di proporre testi ispirati alle leggende medievali.” Come risponderesti a queste dichiarazioni che appaiono ben poco corrette?

“Recentemente sono stato indirettamente coinvolto nei clamori susseguenti i fatti “satanici” del Varesotto, in quanto chiamato in causa su rotocalchi e talk-shows televisivi quale “esponente primario del Rock Satanico in Italia”…. L’essere considerato uno degli ispiratori di simili fatti sicuramente non mi onora e da sempre mi trovo a dover in qualche modo difendere me stesso e la musica che amo da queste crociate prive di senso… Non è certo la musica a spingere una mente malata verso il delitto e un assassino va giudicato e punito per tale a prescindere da cosa ascolta o da come si veste!… Posso solo ribadire per l’ennesima volta che i DEATH SS non sono dei “satanisti” e non promuovono il “satanismo”!!! Noi facciamo spettacolo ed intrattenimento e il nostro motto Crowleyano del “Fa ciò che vuoi” è un semplice invito ad essere sempre se stessi, basarsi sulla propria vera volontà senza dogmi ed imposizioni e crearsi una propria personale filosofia di vita che ci aiuti ad evolverci come individui, nel rispetto e nell’amore verso se stessi e verso gli altri..! Ci vedi qualcosa di negativo in tutto questo? Come vedi non c’è alcuna relazione tra noi e i cosiddetti “satanisti fai da te” che troppo facilmente tendono a travisare una rappresentazione teatrale o uno stereotipo volutamente “trasgressivo” per un dogma da seguire….Non sono comunque completamente d’accordo neppure sulla faccenda dei testi “ispirati alle leggende medievali” perché questo è solo una piccola parte del nostro universo creativo….”

E’ tutto. Ti ringrazio per la disponibilità e ti lascio le ultime parole. “Un saluto “satanico” a tutti i lettori e un invito a passare con i DEATH SS un paio d’ore di piacevole intrattenimento ed ottima musica durante uno dei nostri prossimi concerti!

All the Be(a)st!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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