Today is the Day: Intervista a Steve Austin

Today is the Day: Intervista a Steve Austin

Today Is The Day

E’ tardi, è ora di andare. Anche se alla fine c’è un telefono che deve suonare questa volta, anche se a rispondere sarà una segreteria telefonica, nel caso in cui il chiamante abbia la costanza di immaginare dal messaggio che può parlare, che può esprimersi, che può tuttavia mettre in luce tutto ciò di cui avverta il bisogno. Nella tranquillità di una stanza vuota, di una botola socchiusa… Nella grande schifezza che è il mondo, nella strana inconsapevolezza di aver prodotto il miglior disco METAL degli ultimi anni. Ciao, Reverendo Steve Austin. Il nastro gira. …Beep… Beh, da dove iniziamo? Oggi sono a casa, dopo il tour negli Stati Uniti con i Motorhead. Oh mio Dio! Totalmente rock and roll! Una delle band più danntamente toste del Pianeta. E’ stato fantastico fare questo tour insieme, ed ora che siamo tornati a casa è il momento di parlare un po’ di quello che ci gira intorno. Credo che nel 1999 al termine del tour per ‘In The Eyes Of God’ eravamo un po’ tutti conciati come Jack Nicholson in ‘Shining’. Ho iniziato a portare nel mio appartamento cose tipo pianoforti e chitarre, non so per quale ragione precisa, per scrivere qualcosa di nuovo, credo. Per creare qualcosa di nuovo per il gruppo. Avevo intenzione di sistemare tutti gli appunti che negli anni avevo lasciato in disordine, catalogarli e renderli come un diario musicale di quello che mi riguarda. C’era l’assoluta consapevolezza di voler tentare qualcosa di mai fatto, ed alla fine ho pensato che quegli appunti potevano interagire con quello che aggiungevo di volta in volta. Mi sono ritrovato con idee da sviluppare che avrebbero coperto settanta o ottanta minuti di musica. Certamente non credevo che con il lavoro in più fatto su quelle parti ci fossero quasi due ore e mezza di materiale alla fine dei conti, così in questo periodo intensissimo ho messo nuovamente ordine, scartando, riscrivendo, gettando via alcune parti e interagendo con altre completamente nuove. Ho lasciato che il flusso andasse per fatti suoi, così ecco centoquarantacinque minuti di album heavy metal che sono poi la base di ‘Sadness Will Prevail’. Onestamente, durante il periodo di composizione, credo di aver maturato la posizione di chi è stanco di essere un ingranaggio della musica rock intesa comunemente, di questa macchina che non tiene conto di come le cose evolvano dentro di te. Ho voluto un disco più onesto di come se lo sarebbe aspettato il mercato o il business, un disco al quale non interessa di piacere o meno, un disco che vuole solo esistere. E’ più una confessione nata dal cuore, su cose brutte ma anche sul cuore, su letti di agonia ma anche sui fiori e cerca semplicemente di rappresentare la vita di un essere umano attraverso due cd che si chiamano come i cromosomi, X ed Y. Credo sia lusinghiero il paragone che tu tracci fra ‘Sadness Will Prevail’ e ‘Metal Music Machine’ di Lou Reed… (ride) Oltretutto non ci sono I testi, a differenza di tutti gli altri dischi di Today Is The Day. La verità pura e semplice è che inizialmente decisi di lasciarli disponibili per il web e li scrissi in un file. Successivamente da quel file cancellai tutte le parti che mi creavano imbarazzo… Sono testi troppo personali per essere scritti e lasciati su un pezzo di carta, troppo dentro me stesso per diventare proprietà degli altri anche se questo discorso lo avrai sentito cento volte da altrettante persone. Non è quel che si dice il non aver nulla da dire ricoperto di elementi filosofici: non mi interessa non dire nulla, se non ho niente da dire sto zitto e lascio degli strumentali. I testi per il gruppo sono sempre stati importantissimi e lo sono anche questa volta, forse troppo per essere trascritti. Ho così preferito lasciare che il booklet, se lo prendi e lo avvolgi a cilindro, sia una stanza dove la figura umana è isolata, bianca, sterile, totalmente aliena, questo è il concetto che ho espresso in quei testi, questo è quanto io avevo dentro di me quando pensavo a ‘Sadness Will Prevail’. Questo e nient’altro, questo rappresenta l’esistenza di una persona. Se sei intrappolato in una camera di un ospedale psichiatrico, credi di aver bisogno di parole, testi o di un booklet da leggere? Qualcosa che ti faccia sembrare meno dolorosa l’impossibilità di comunicare con qualcun altro? No, non ne hai bisogno. Devi sopportare quell’alienazione e quell’isolamento, devi incontrare te stesso, in fondo, nessuna comunicazione umana, solo la musica che è la traduzione di pensieri in libertà. ‘Myriad’ ad esempio è una canzone che ha un testo fatto di parole a sé stanti, direttamente connesse con la situazione che si descrive in quel preciso momento, una sorta di associazione di idee… ho provato a trascriverle e non ho voluto assolutamente tenere quel foglio, senza senso per chiunque che non fosse il più profondo me stesso. Adesso c’è anche da considerare un futuro artistico… E’ un momento strano ogni volta che ci penso. Non credo di riuscire mai più a fare una cosa del genere, 24 ore al giorno in studio per tre mesi, poi via in tour con Motorhead. Ho riascoltato il disco finito tre settimane dopo aver consegnato i nastri e credevo in quel momento che non ci fosse altro da fare dopo di questo. Oggi, invece, mi sento rigenerato, anche se mi rendo conto che il processo di realizzazione di questo disco avrà ancora qualche strascico. Credo di capire come si sentisse Roger Waters dopo aver terminato ‘The Wall’. La prossima volta sarà un disco più corto e decisamente più cattivo, arrabbiato e diretto di qualsiasi cosa ci sia su ‘Sadness Will Prevail’. Sarà un disco che metterà a fuoco quella urgenza che ho dentro, tenuta chissà dove per così tanto tempo, lasciata in qualche modo nella stanza di ‘Sadness Will Prevail’. Probabilmente il disco più duro per Today Is The Day sarà il possimo. Ho avuto anche modo di pubblicare una specie di regalo per coloro che seguono Today Is The Day, si intitola ‘Blue Blood’… Volevo un disco dal vivo che fosse vero. Una sera, registrata, rilasciata. Ho voluto approcciare la registrazione dal vivo in un modo diverso da come oggi si usa. Prendi date diverse, prendi raccolte dei momenti migliori e alla fine la spontaneità va a finire nei tagli. Ecco che volevo quell’energia che non c’ è sul nostro live per Relapse, una fotografia dall’inizio alla fine di un nostro concerto, esattamente com’è stato in quella sera. Errori e schifezze comprese. Ecco perché ho deciso di mettere in giro, sebbene in un circuito più underground, una nostra registrazione ” live and raw” su un’etichetta che si chiama Rage Of Achilles. Stiamo per portarlo in Europa, ‘Sadness Will Prevail’, fra maggio e giugno di quest’anno. Manchiamo da diverso tempo e sarà interessante vedere come siamo oggi sul palco. Senza dubbio diversi da come siamo stati in passato. Ora come ora non so ancora le date precise, ma le potete tenere d’occhio su http://www.preignitiontouring.com Ci vediamo ai concerti, anche perché non ho mai mangiato nessuno vivo (ride). C’è però sempre qualcuno che crede di entrare nella mia mente, ma non ci riesce. Il 90% della gente è “full of shit”, me ne rendo conto, ma non ci posso fare molto. Mi capita spesso di ricevere commenti su questa cosa, c’è gente che pensa che io la accolga solo per deturparne il corpo con delle lame per poi mangiarne la carne perché quella è l’immagine che hanno di me quando sono su un palco. E’ sensibilmente loro il problema, perché Steve Austin sa benissimo qual è il momento di smetterla con questa storia. Alla fine sono un essere umano e vorrei soltanto che anche chi crede di sapere tutto di me dopo aver visto un mio concerto la smettesse con queste storie. Solo perché parlo di certi argomenti? Solo perché suono una musica che è feroce? Solo perché quello è il veicolo per la mia arte devo essere così per tutta la giornata? Oh, non saeri qui né a parlare né a respirare, probabilmente sarei internato… nella copertina di un disco dei Today Is The Day (ride). Quando difendi le cose in cui credi, troverai sempre in giro i “blah blah blabbers” perché tu ti esponi, non hai timore di farlo, ma così facendo ti scontri anche con le critiche di coloro che non sanno andare più in là del proprio naso. Sicuramente ho dei momenti di rabbia, come li ha gente come Henry Rollins ad esempio, ma questo non fa di noi degli scriteriati, dei pazzi criminali o dei violenti in ogni nostro momento quotidiano. Una cosa è l’aggressività della musica, un’altra il nostro carattere. Soprattutto sono cose diverse. Se c’è una cosa che desidero chiarire, a questo proposito, è il fatto che in giro per il mondo ci sono miliardi di persone che lavorano strenuamente per qualche causa. Ad esempio, non so se sia chiaro per tutti che finchè ci saranno istituzioni governative di qualsiasi tipo, la gente non saprà mai esattamente quello che le sta succedendo attorno, perché tutto arriva filtrato e deviato. Questo è il mondo, e non mi appartiene, anche se questo è il posto dal quale provengo e nel quale posso urlare questa mia rabbia per volere le cose esattamente come sono. Trovare la forza di continuare e scavare, cercare la libertà, andare oltre il sacco nel quale ci legano e vedere le cose come stanno. click

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1 Commento

  1. io

    Steve, la persona piu intelligente del mondo.

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