Graveworm: Intervista a Stefan Fiori

‘Engraved In Black’ è la nuova pregevole fatica degli altoatesini Graveworm, ne abbiamo parlato telefonicamente con il singer Stefan Fiori.

Allora Stefan, iniziamo banalmente parlando del nuovo album… la prima cosa che salta all’occhio è la sua durata, solo 42 minuti. E’ stata una cosa spontanea, nel senso che così è venuto l’album oppure è stata una scelta dovuta a qualche motivo particolare?

Mah, noi facciamo musica cercando di fare quello che piace a noi. La cosa è stata naturale, non scriviamo pensando di arrivare a una certa lunghezza e non ci curiamo di queste cose, anzi… visto che componiamo solo musica che ci piace siamo contenti di essere riusciti ad arrivare a 42 minuti!

Quindi non avete lasciato fuori pezzi di cui magari non eravate convinti al 100% per evitare le famigerate “tracce tappabucchi” usate da molti solo per allungare la durata di un album?

No, assolutamente no. Tutte le canzoni che abbiamo scritto sono finite sull’album.

Sempre riguardo a ‘Engraved in Black’, la bio che ho ricevuto con il promo e le news diffuse da Nuclear Blast nei mesi scorsi parlavano di un suono molto più pesante ed oscuro rispetto ai vostri lavori precedenti. Personalmente non trovo poi questa grossa differenza rispetto agli ultimi due album. Sono io che non me ne accorgo oppure effettivamente questa grossa differenza non c’è?

No, è vero non c’è una grandissima differenza… sicuramente è un album più aggressivo, ci sono molte parti che suonano più aggressive che in passato. Le melodie comunque restano una parte molto importante per i Graveworm, non vogliamo cambiare la nostra musica perchè siamo convinti di essere sulla strada giusta per fare quello che vogliamo. L’unica cosa forse è stata che abbiamo voluto diventare un pò più duri, più aggressivi soprattutto adesso che ci sono molti altri gruppi che invece diventano sempre più melodici… ecco, noi non volevamo fare questo.

Rimanendo in tema di sound, spesso si legge il nome Graveworm accostato a influenze come Cradle of Filth, Dimmu Borgir, Satyricon, etc.. e spesso leggendo quanto scritto da certi giornalisti sembra che voi siate solo una band abile nel mixare cose già fatte da altri gruppi. La mia idea invece è che siate ormai riusciti a creare un vostro stile personale e facilmente riconoscibile. Tu come la vedi? E’ una mia impressione da “fanatico” oppure siete anche voi convinti di aver trovato uno stile vostro e unico che si distingue da quello di tutti gli altri?

Siamo sulla buona strada, suoniamo esattamente come vogliamo… certo anch’io qualche volta quando ascolto le nostre canzoni sento qualcosa dei Dimmu Borgir, qualcosa degli Hypocrisy e così via. Noi ascoltiamo molto questa musica ed è naturale poi venirne influenzati, anche senza volerlo. Comunque è molto importante per ogni gruppo cercare di creare e seguire un proprio stile e noi pensiamo di essere sulla strada giusta.

Non sono un amante delle etichette che si affibiano spesso ai genere musicali, ma talvolta possono essere utili per inquadrare la proposta di un gruppo. Come definireste la vostra musica?

Dark metal direi. Noi prendiamo influenze un pò da tutti i generi musicali come black metal, death metal, gothic metal… si direi che dark metal è il concetto che esprime meglio il tipo di musica che facciamo.

Non ho a disposizione le lyrics del nuovo album. Me ne puoi parlare brevemente? C’è qualche messaggio particolare che volete portare con la vostra musica? O è solo un veicolo attraverso cui esprimete le vostre emozioni?

Mi sono ispirato molto a leggende e favole dell’Alto Adige, stavo cercando un tema che non fosse già stato trattato da altri gruppi. In questo periodo ho letto molti libri, ho parlato con persone più anziane e ho raccolto molte storie. Sono rimasto affascinato perchè sono veramente piene di atmosfera e si adattano bene alla nostra musica. Poi partendo da queste ho scritto delle mie storie che ho usato per i testi, comunque in generale si può dire che riguardano la battaglia tra il bene e il male.

La cover di Losing My Religion… nonostante la precedente cover di Fear of the Dark fosse davvero notevole e avesse messo in luce una certa abilità nel reinterpretare canzoni di altri artisti secondo il vostro stile (quindi senza copiare l’originale tale e quale, cosa che ritengo inutile), ammetto che ero un pò scettico visto che in questo caso si trattava di una canzone lontana anni luce dalla vostra musica. Eppure mi sono dovuto ricredere, è una canzone che trovo di grande espressività emotiva. Come mai la scelta di questa canzone? E come siete arrivati a comporre questa versione così particolare?

A me piace moltissimo l’originale, la trovo una canzone stupenda e molto atmosferica. Quando l’ho detto agli altri e ho chiesto di lasciarci almeno provare, tutti hanno detto ‘No no no, non suonerà bene’. Poi abbiamo provato ed è stato molto divertente… la cosa più importante ovviamente era che doveva suonare come una canzone dei Graveworm e non essere una copia dell’originale. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, è stato molto difficile soprattutto è stato difficile cantarla, ma ora sono molto contento. All’inizio non mi era piaciuta, ma ora si e sicuramente la faremo anche dal vivo.

Sempre secondo la bio ricevuta col promo dell’album leggo che la cover dovrebbe essere It’s a Sin dei Pet Shop Boys. E’ un errore oppure l’avete registrata veramente?

All’inizio avevamo pensato che Losing My Religion non fosse adatta per finire sull’album e abbiamo registrato It’s a Sin, poi abbiamo cambiato idea e l’abbiamo messa sull’album. It’s a Sin verrà usata come bonus track per la versione in digipack.

C’è una canzone a cui sei particolarmente legato? Se si, perchè?

La seconda traccia, Legion Unleashed, perchè rappresenta quello che vogliamo fare con la nostra musica, perchè è molto aggressiva, ma allo stesso tempo molto melodica. Si, direi che è la migliore dell’album e anche quella con il miglior testo.

Partendo dal presupposto che a livello musicale abbiate ormai tutte le carte in regola per diventare una band di primissimo piano… secondo te cosa manca ai Graveworm per fare il vero salto di qualità a livello di successo e raggiungere band magari più famose, ma talvolta meno valide a livello musicale?

Fino adesso c’è mancata soprattutto la casa discografica, con la Nuclear blast speriamo invece che le cose migliorino e di fare più tour anche fuori dall’Europa, di avere più pubblicità… sicuramente le cose sono già cambiate, basta vedere quante interviste sto facendo in questi giorni! Comunque noi continueremo in futuro a fare album che prima di tutto piacciono a noi… si, direi che sicuramente finora c’è mancata soprattutto una casa discografica, ma sicuramente ci vorrà anche un pò di fortuna.

Prima avevi accennato ad alcune vostre influenze. Qual’è il vostro background musicale? Cosa ascoltate?

Ogni membro dei Graveworm è influenzato da gruppi e generi musicali diversi… ad esempio il batterista ascolta molto cose come Machine Head e Slipknot, mentre i chitarristi sono più influenzati dalla scene svedese e gruppi come In Flames, Dark Tranquillity, Soilwork. Sabine (la tastierista) ascolta un pò di tutto anche cose tipo Avril Lavigne e il pop in generale. Io invece ascolto soprattutto musica come il black metal e il death metal.

Avete già dei progetti per il futuro? Farete tour da headliner o come support act di qualcuno?

Quest’estate parteciperemo a un pò di festival come il Wacken in Germania, il Summer Breeze e il Metalfest di Vienna, mentre a fine anno faremo un piccolo tour di due settimane chiamato “X-Mas 2003” con Destruction, Decide, etc… sarà sicuramente molto bello e sarà anche la nostra prima occasione di suonare in Italia al di fuori dell’Alto Adige visto che suoneremo a Milano.

Lascio a te l’ultima parola se vuoi aggiungere qualcos’altro.

Saluto tutti i nostri fans italiani e spero di vedervi tutti presto ai nostri concerti!

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login