Graveworm: Intervista a Stefan Fiori

Forti della convincente release ‘(N)Utopia’, gli altoatesini Graveworm spiegano a Metallus alcuni particolari sul nuovo capitolo discografico. Portavoce della band è il vocalist Stefan Fiori che, estremamente orgoglioso di ‘(N)Utopia’, svela alcuni risvolti relativi al cambiamento stilistico dei nostri. Ciò che immediatamente cattura l’attenzione è il progressivo distanziarsi dalla matrice black/sinfonica per abbracciare sonorità intricate e vicine ad un thrash metal ricercato e melodico, senza rinunciare a quell’alone romantico e sensuale che cattura subito l’ascoltatore:

“Siamo soddisfattissimi di ‘(N)Utopia’, per noi questo album è veramente qualcosa d importante, si può definire come un nuovo inizio. Steve Unterpertinger, il nostro principale songwriter fino a ‘Engraved In Black’ ha lasciato la band. Steve vive in Germania, ad una distanza di 700 km era diventato impossibile poter lavorare insieme. Il nostro primo problema è stato quello di trovare sia un chitarrista che un compositore, ma per fortuna Lukas (Flarer, nuovo axe man della band, n.d.a.) è entrato a far parte dei Graveworm. Lukas è il responsabile di almeno il 90% delle nuove composizioni e con il suo contributo il sound è cambiato. Il disco è molto più moderno rispetto ai precedenti, mostra la volontà di imboccare una nuova strada e forse ci dirà come proseguiremo in futuro.”

Nell’anno trascorso la band è stata interessata da numerosi cambi di line-up, ma questo sembra non avere scoraggiato i nostri e i nuovi elementi si direbbero ormai ben amalgamati all’interno della band, così come ci spiega Stefan:

“Come ti dicevo, Steve ha lasciato il suo posto a Lukas. Inoltre il nostro batterista Maschtl si è allontanato dalla band per un certo periodo in seguito a impegni personali e al suo posto è arrivato Moritz (Neuner, n.d.a.), già noto come drummer di Abigor, Darkwell e altri gruppi. Ricordo però che Maschtl rientrerà appena gli sarà possibile. Infine Harry, (Klenk, n.d.a.), chitarrista fino a ‘As The Angels Reach The Beauty’, è tornato a far parte della line up come bassista.”

Come di consueto, chiediamo a Stefan qualcosa relativo al background lirico del nuovo album. Ci incuriosisce in particolare questo termine ‘(N)Utopia’, che lascia trasparire un gioco di parole piuttosto sibillino…

“Il titolo ‘(N)Utopia’ è composto da due parole, da un lato c’è il “nu” che sta a significare qualcosa di nuovo, dall’altro il termine “utopia” che rappresenta qualcosa di utopico, di impossibile. Lo si può vedere come la sfida che stiamo vivendo per cercare di suonare qualcosa di diverso. I testi li abbiamo scritti in massima parte io e Lukas: per quanto mi riguarda mi sono lascito ispirare dai fatti di cronaca più recenti. Ogni giorno veniamo in contatto con la guerra, omicidi e cose simili. Ho parlato di questo, facendo un discorso generale e senza soffermarmi su eventi particolari. Ad esempio ‘Hateful Design’ parla di un omicida e di quello che pensa mentre compie i suoi crimini. Voglio ricordare che a livello compositivo anche Sabine (Mair, tastierista della band, n.d.a.) ha dato un notevole contributo nel completare le canzoni.”

Per concludere, sentiamo alcuni particolari su quelli che sono stati e saranno gli impegni della band all’indomani dell’uscita di ‘(N)Utopia’:

“…abbiamo girato il video di ‘I-The Machine’, ad Innsbruck, in Austria. Si tratta di una live performance con alcuni effetti speciali. Il tour con i Finntroll purtroppo è stato cancellato, ma recupereremo in Aprile con Ensiferum e Communic. Non so ancora nulla sulle date, ma speriamo di suonare anche in Italia. Noi siamo una live band: non c’è niente di meglio che stare su di un palco e avere un gruppo di gente davanti a te che impazzisce per la tua musica. Ti sembra di sognare…”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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