Dark Tranquillity: Intervista a Stanne e Sundin

Negli ultimi anni i Dark Tranquillity si sono ritagliati uno spazio di merito notevole tra fan e critica, grazie ad una serie di album di elevato spessore, caratterizzati da una ricerca musicale incentrata sul tentativo di non ripetersi. In occasione dell’uscita del nuovo ‘Character’, attesissimo da tutti i fan della band, abbiamo incontrato Mikael Stanne e Niklas Sundin, i due leader della band svedese, sempre disponibili e cordiali nel raccontare se stessi e il percorso intrapreso fin’ora dalla propria creatura.

Allora ragazzi, benritrovati innanzitutto! Sono passati 11 anni dal vostro primo full-length, un periodo considerevole. Dopo tutto questo tempo sulle scene, come ci si sente ad essere ancora nel giro? E’ cambiato qualcosa? Voi vi sentite cambiati?

(Mikael Stanne)“Mah, in realtà non credo sia cambiato molto. Abbiamo ancora una gran voglia di trovarci insieme e scrivere canzoni, cercando di tirare fuori il miglior disco possibile, in ogni occasione. Poi tutto quello che di positivo ci succede per noi è di certo fantastico, in fondo siamo tutti ottimi amici e comporre musica insieme è sempre un piacere, ne traiamo soddisfazioni e stimoli immensi. Siamo stati molto fortunati a poter continuare a scrivere album, girare il mondo e avere così tanti fan che ci hanno apprezzato e continuano tutt’ora a farlo. Una cosa che non è cambiata è come scriviamo musica. Certo, ci sono tempi e urgenze diverse, ma alla fine la mentalità e lo spirito sono immutati.”

(Niklas Sundin)“E’ anche una questione di aspettative e obbiettivi. Non abbiamo mai composto canzoni con l’idea di avere successo planetario o fissando mete irraggiungibili, scriviamo musica per noi stessi e di seguito la reazione dei fan, quando positiva, comporta soddisfazioni. Alla fine noi continuiamo a focalizzare le nostre forze e attenzioni su ciò che ci viene meglio, ovvero scrivere musica, cercando di tirare fuori il meglio possibile. Tutto il resto, fare carriera, gestire il marketing, promuovere, sono cose secondarie.”

Da quanto posso intuire, vi ritenete soddisfatti del lavoro svolto fino ad oggi. Non avete rimpianti, pensando magari a qualcosa che non è andato così bene come speravate e che poteva essere gestito in modo diverso?

(Mikael Stanne)“Sì, siamo soddisfatti. Non credo che ci sia da rimpiangere nulla, ogni cosa serve da esperienza, ogni passo ti aiuta a migliorare. E quando le cose continuano ad andare sempre meglio come a noi, non puoi che esser soddisfatto.”

E da un punto di vista economico, cosa è cambiato? Vivete della vostra musica ormai o avete ancora un altro lavoro?

(Mikael Stanne)“Facciamo qualche lavoretto ogni tanto, niente di continuo o fisso. E’ comunque un modo per staccare anche la spina e per aiutarti a distribuire i pesi e le forze.”

(Niklas Sundin)“Esatto. Se dovessimo puntare tutto sulla musica, rendendola solo un lavoro e non una passione, rischieremmo di cadere in una trappola, perché saremmo soggetti a troppe pressioni, dovremmo confrontarci con lo stress e la paura di fallire e di dover pagare pesantamente possibili passi falsi. Dovresti anche produrre album il più velocemente possibile e imbarcarti in tutti i tour possibili. Una vita del genere sarebbe pesante e non riusciremmo a sopportarla. Crediamo sia più opportuno prendersi i propri tempi e vivere la musica per quello che è, senza troppe pressioni esterne, che ci condizionerebbero in modo controproducente.”

(Mikael Stanne)“Tieni anche conto che la musica per noi è arte e non un gioco commerciale. Proprio ci sarebbe impossibile vederla sotto occhi diversi, sarebbe come deprezzarla e il nostro lavoro ne risentirebbe.”

Una domanda di carattere generale utile per inquadrare un po’ la vostra vita e il vostro modo di pensare e gestir il vostro tempo… quando non siete concentrati sulla composizione di album, sulla promozione o quando non siete in tour, che spazi personali vi ritagliate? Insomma, come vivono la vita “normale” i Dark Tranquillity? Non passerete tutti i giorni incollati ai vostri strumenti vero?!

(Mikael Stanne)“Sì invece. Il nostro è puro “heavy metal lifestyle!” (ride). Scherzi a parte, personalmente dedico tempo alla mia famiglia, agli amici, gioco a computer e guardo tanti film e… mi ubriaco! Diciamo che ci dedichiamo a ciò che trascuriamo durante “la vita da musicisti”, per staccare la spina e recuperare un po’ una dimensione più personale e intima, meno soggetta agli impegni che la musica richiede. Una cosa che mi piace molto è immergermi nell’arte e nella creatività di altre persone… leggo, guardo film, ascolto altra musica.”

E ci sono libri o opere che ritenete importanti per la vostra crescita artistica e che vi hanno magari influenzato?

(Niklas Sundin)“Beh, la nostra musica è prodotto di sei persone con personalità differenti. Tutti insieme scriviamo i brani e abbiamo gusti diversi ovviamente. La nostra musica è un melting pot di varie personalità e preferenze.”

(Mikael Stanne)“Personalmente, se resto affascinato da un libro o un artista molto eccentrico, personale o creativo, traggo ispirazione da questa sua voglia di comunicare in modo differente e molto forte e mi faccio coinvolgere da questa sua spinta comunicativa. Sì, diciamo che è proprio una sorta di stimolo a comporre e scrivere qualcosa che abbia simile spirito, più che un voler prender spunto dal tema o dall’argomento da lui trattato.”

Sentendovi parlare, si ha l’impressione che siate un gruppo molto unito. Eppure ci saranno state discussioni e momenti di tensione… o mi sbaglio?

(Mikael Stanne)“Come dicevo prima siamo ottimi amici. All’interno della band le cose funzionano in modo democratico. Cerchiamo sempre un comune accordo o una via che soddisfi tutti. Ovviamente capita di aver da ridire, discutere anche animatamente, ma mai ci siamo trovati a scontrarci violentemente. Quando si riescono a risolvere le cose, trovando una soluzione ideale per tutti, è una grande soddisfazione. Diciamo che è occasione per arricchirsi e rafforzare il legame.”

(Niklas Sundin)“E’ certamente positivo convivere con persone dal carattere e dalle inclinazioni differenti. Questo ti permette di crescere e di migliorare sempre. Di conseguenza anche il tuo lavoro, la tua musica ne trarranno giovamento, perché saranno il prodotto di un lavoro più attento e ponderato.”

Parlando ora del nuovo album, mi sembra che in ‘Character’ si possano ritrovare un po’ tutti gli elementi principali presenti sui precedenti lavori, dalle vostre radici alle ultime prove in studio. Come è nata la nuova creatura dei Dark Tranquillity?

(Mikael Stanne)“Quando abbiamo fatto ‘Projector’ avevamo in mente di fare un album molto diverso, emozionale. Con ‘Haven’ abbiamo cercato immediatezza e semplicità. Credo sia importante imparare qualcosa da ogni album realizzato. ‘Character’ suona ovviamente come qualcosa che abbiamo già fatto, ma personalmente lo trovo molto fresco. Abbiamo voluto suonare decisamente estremi, più veloci come le cose fatte in passato, ma davvero ha qualcosa di nuovo e fresco.”

E del risultato finale sarete ovviamente soddisfatti, considerandolo il vostro miglior lavoro?

(Niklas Sundin)“Credo che ci sia difficile essere obbiettivi riguardo ai nostri lavori. Crediamo fortemente in questo ‘Character’ (Mikael annuisce in modo convinto, ndA), ma quando passi tutto il tempo in studio, dedicandoti alle canzoni e cercando di perfezionarle il più possibile, in qualche modo non ne puoi più, perché ti ossessionano e diventa quasi pesante continuare a sistemare e provare e provare… Una volta completato il tutto, riascoltando i brani, ci sono sembrati freschi e coinvolgenti, e lo sono tutt’ora. Questo vuol dire che alla fine il risultato non è così male…”

(Mikael Stanne)“Puoi anche spendere tempo ulteriore in studio, cercando di continuare a sistemare, modificare, ma alla fine devi anche andare a sensazioni. Se ti fai prendere dall’ansia rischi di non arrivare mai e dover ri-registrare tutto il disco. Serve quindi un po’ di coraggio. Ognuno ha le sue idee e magari cambierebbe questo o quest’altro, ma rischia di diventare una trappola da cui non ti puoi liberare.”

C’è qualche canzone in particolare che vorreste eleggere a simbolo del nuovo album? Ho apprezzato molto il lavoro svolto su ‘The Endless Feed’, uno dei brani più particolari e freschi dell’album…

(Mikael Stanne)“Ti ringrazio! La parte centrale del brano è nata dall’ispirazione fornita dai videogiochi. L’abbiamo sviluppata un po’ e poi abbiamo cominciato ad aggiungere le chitarre. E’ stato divertente perché ci ha permesso di partire da una prospettiva diversa, partendo dall’elettronica e poi aggiungendo tutto il resto.”

(Niklas Sundin)“Credo sia una canzone che possa funzionare molto bene dal vivo. Suona molto pesante con le chitarre ribassate e potrà esser molto coinvolgente.”

Una domanda a testa ora… Mikael, che fine hanno fatto le clean vocal di ‘Projector’?

(Mikael Stanne)“Con ‘Projector’ abbiamo voluto realizzare un disco diverso, di rottura. Eravamo concentrati sulle emozioni dei brani, sulla loro atmosfera. Il cantanto pulito si sposava perfettamente con i brani, quindi è stato automatico ricorrervi. Con gli ultimi dischi abbiamo invece voluto essere aggressivi ed estremi. Non sarebbe stato possibile affiancare clean vocal alla struttura dei nuovi brani. Per il futuro non so, di volta in volta vediamo come procedere e come costruire i brani. Si vedrà, dunque!”

Niklas, sei l’autore degli artwork dei vostri dischi. La copertina di ‘Character’ è molto particolare… è connessa alle tematiche trattate nell’album? Cosa rappresenta?

(Niklas Sundin)“Certamente! Quando devo realizzare un artwork, cerco sempre di analizzare i testi e le canzoni, cercando di individuare una comunione di fondo e rappresentarla. I testi di ‘Character’ sono incentrati sulla mente umana, i sentimenti dell’uomo e i diversi modi di comportamento, i diversi modi di reagire di fronte alle situazioni. Ho voluto realizzare qualcosa di molto epico e monumentale. Così abbiamo questa visuale in lontananza di una città che è la rappresentazione della nostra “terra interiore”, della mente. Gli edifici sono composti anche da tessuti organici, antenne di insetti e mani umane e come contrasto c’è questa enorme struttura rossa, composta da muscoli umani ed è composta di materiali di alta tecnologia. Anche a livello di colori c’è un contrasto, il bianco e nero del paesaggio e il rosso della struttura. E’ tutto basato, come i testi, sul contrasto tra cose e stati. Realizzando artwork cerco anche di dare all’ascoltatore una chiave di lettura del disco, un modo per entrare in maggior contatto con i testi e i brani.”

E dal vivo, come vi comporterete? L’ultima volta che siete stati qui, per il mini-tour italiano, vi siete concentrati sugli ultimi dischi. Pensate di continuare su questa strada o avete in mede idee differenti?

(Niklas Sundin)“Ci saranno alcune sorprese. Abbiamo provato in studio alcuni brani che non suonavamo da 6-7 anni e li rispolveremo per questo tour. Sarà divertente riscoprire questi brani.”

E saranno versioni aggiornate, riarrangiate?

(Niklas Sundin)“No. Abbiamo provato a riarrangiare i brani ma alla fine abbiamo optato per mantenerli nella versione originale. Riarrangiati suonano strani e innaturali. Aggiungeremo semplicemente le tastiere come supporto, ma niente più.”

Ok ragazzi, il tempo a nostra disposizione è scaduto. Vi ringrazio per la vostra disponibilità e simpatia. Alla prossima occasione!

(Mikael Stanne)“Grazie a te! E’ sempre un piacere tornare in Italia, c’è una grande atmosfera e i fan qui ci danno grandi soddisfazioni. Speriamo che il disco piaccia molto ai fan italiani e che possano venire in tanti ai nostri show!”

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