Burnt By The Sun: Intervista a Mike Olender

Mike Olender ama il gruppo nel quale suona, come gli altri della combriccola di pazzi che risponde al nome collettivo di Burnt By The Sun. Un gruppo che appartiene ad una scena nuova ed ostica, estrema e totalmente indipendente, ai limiti della giusta strafottenza nei confronti di una proposta musicale personale e genuina, che non bada alle linee di mercato ma soltanto ai picchi di gradimento di coloro che per primi credono in ciò che stanno facendo.

Inquadrarli in modo esatto è impossibile, partendo proprio dalle radici musicali che costituiscono l’input alle personalità degli americani “ perchè ci sono diverse influenze nel nostro suono. Personalmente ascolto poca musica di recente composizione perché non mi entusiasma affatto: per piacermi la musica deve essere fresca e non deve prendere spunto troppo spudoratamente da cose già sentite. Gli altri della band in compenso ascoltano quella robaccia spesso, anche se le mie influenze relative a suoni che non sono metal nell’ampia accezione che intendiamo dare al termine siano rispecchiate nella musica che suoniamo .”

Idee chiare e nessun compromesso, il senso del “true metal” sta spostando le coordinate su un cd realizzato in otto giorni del quale sentiremo a lungo parlare: “ Il disco è stato realizzato in otto giorni grazie all’apporto del nostro produttore, Matt Bayles, negli studi dove già avevano lavorato Snapcase e Dillinger Escape Plan fra gli altri. Siamo entrati in studio con lui e con otto giorni a disposizione, praticamente è questa la genesi di ‘Soundtrack To The Personal Revolution’

Primo album completo della band che ha visto l’innesto in formazione del nuovo chitarrista, Chris Roscio: “ il quale ha dato un apporto fondamentale alla stesura delle canzoni. Dallo split con i Luddite Clone, passando per il nostro primo mini e giungendo infine all’album, si nota una maturazione ed una migliore focalizzazione della proposta musicale. Matt (il produttore) , fra l’altro, ci ha portato la sua esperienza con Isis e Pearl Jam per dare il defintivo fissaggio a quello che avevamo composto. Ovviamente, la differenza principale con il materiale passato è data anche dalla maggiore coesione fra di noi come band, cosa che ha dato il contributo defintivo al disco, del quale siamo effettivamente soddisfatti sotto ogni punto di vista.

Un disco particolare, con dei titoli estremamente particolari e testi altrettanto “scomodi” in quanto “ parlano tutti di un argomento, che è la consapevolezza di sé stessi nella vita. In defintiva, ci sono moltissimi esempi di persone che vivono per quarant’anni in un modo e ad un certo punto hanno la folgorazione, la consapevolezza che quella non è affatto la vita che intendono vivere. Cerco di evidenziare questo aspetto perché secondo me è importante essere soddisfatti di ciò che si sta facendo. Ad esempio non credo che la politica sia l’argomento principale della gente comune, ma tuttavia ritengo che alla fine sull’argomento stesso prima o poi sia inevitabile sbatterci la testa, diventa prioritario rispetto al resto, così come tante altre cos e delle quali ti ritrovi a pensare o prendere posizioni in merito quando improvvisamente devi fare un punto della situazione su te stesso e sul presente: è questo quello che voglio veramente? E’ questo il lavoro che mi soddisfa? E’ questa la vita che desidero condurre?

Spostiamo poi il fuoco su Dave Witte, uno dei migliori batteristi in ambito estremo, prima con Discordance Axis e Human Remains e poi come fondatore dei Burnt By The Sun insieme al vecchio “compagno di merende” Ted Patterson direttamente uscito dai “rimasugli umani”: “ Mi piace provare e spingere me stesso sino al limite per essere il più creativo possibile. Suonare la batteria è per me una sfida con me stesso ed allo stesso tempo la maniera che ho per divertirmi. Credo ci sia sempre la possibilità di cambiare l’approccio ad una linea o ad un ritmo ed amo farlo, tutto qui. La cosa importante, comunque, è che riesca a divertirmi suonando, anzi, direi fondamentale. A differenza di quanto possa sembrare, non è la rabbia quella che fa muovere il mio stile di batterista. Come ti ho detto precedentemente è una sfida contro me stesso, amo suonare e lo faccio il più a lungo possibile. Pensa che se ti dovessi citare una mia influenza su tutte ti farei il nome di Phil Rudd degli AC DC. ” ”

Ovviamente, vista la fondamentale ristampa del materiale, è inevitabile tornare a parlare di Human Remains : “ Lo scioglimento degli Human Remains è da attribuire al solo fatto che la band si sia praticamente bruciata. Ciascuno, ad un certo punto, si è trovato con idee che non collimavano con quelle degli altri e l’unica cosa da fare era separarsi. Ora i Burnt By The Sun sono l’identità musicale che mi permette di essere a mio agio, finalmente ”.

Uno sguardo di insieme lucido ed esatto è quello con il quale ci congediamo dai Burnt By The Sun, lo sguardo di Dave, seminale protagonista di una scena che finalmente sta emergendo: “ Penso che la scena formata fra gli altri da Dillinger Escape Plan, Coalesce, Converge, Cave In, Isis e tutto ciò che ruota lì attorno (compresi i Burnt By The Sun, nda) sia una grande cosa. E’ composta da gente che ama suoanre quel tipo di musica e insieme stanno creando qualcosa di nuovo ed interessante all’interno della scena americana. La cosa impressionante di questo approccio è che in comune questi gruppi hanno l’attitudine di suonare ciò che piace loro senza porsi calcoli o strategie in testa, sono genuini ed onesti sino in fondo. Questo sta permettendo loro di arrivare alla gente, che sta pian piano aprendo gli occhi anche su questi nomi “nuovi” e le orecchie su questi suoni. Credo sia una grandissima cosa”.

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