Stereokimono: “Ki” – Intervista alla band

Gli Stereokimono, freschi autori dell’ottimo album ‘Ki‘, si propongono come una delle realtà italiane più interessanti nell’ambito del rock sperimentale e trasversale.

Vediamo di scoprire cosa si nasconde dietro la loro musica: “‘Ki’ contiene brani recenti ma anche alcune vecchie idee poi rielaborate per renderle piu’ attuali, infatti il gruppo e’ attivo da circa dieci anni ed ha subito diversi cambiamenti di organico e di conseguenza anche la musica ne ha risentito. E’ dal 1996 che siamo in tre e avendo acquisito una maggiore stabilita’ siamo riusciti a lavorare con piu’ costanza in studio e a suonare piu’ spesso dal vivo. Il gruppo all’inizio si chiamava “Ki Stereo Ki Mono”, una specie di gioco di parole (c’e’ chi puo’ e chi non puo’) del quale dapprima si e’ perso il “Ki” e si e’ contratto il nome in “StereoKimono”, poi il “ki” e’ tornato nel titolo del disco (“Ki” tra l’altro significa nellatradizione orientale, “forza vitale”). Inoltre, visto che la nostra musica vuole essere un ponte tra tecnologia e tradizione, lo “stereo” e il “kimono” rappresentano in Giappone proprio questi due estremi.”.

Amano stupire gli Stereokimono, a partire dalle definizione che danno della propria musica, ‘Psycophonic Oblique Rock’:“Beh, fondamentalmente si tratta di rock; obliquo sta a significare chevogliamo muoverci trasversalmente toccando vari generi musicali e contaminando il nostro sound con le influenze piu’ disparate;psicofonico sta per “suoni per la psiche” oltre che per il corpo e quindi musica che stimoli le parti piu’ profonde e faccia viaggiare la fantasia. Affidandoci comunque alle nostre sensazioni e cercando innanzitutto, quando componiamo, di divertirci. Improvvisazione e libera sperimentazione hanno sempre avuto un ruolo importante negli StereoKimono, soprattutto quando i brani sono ancora a livello embrionale, poi subentra un approccio piu’ razionale per strutturare meglio il tutto”.

Anche la scelta di cimentarsi in brani totalmente strumentali appare curiosa: “E’ una specie di sfida. Lasciare all’ ascoltatore e alla sua fantasia l’evocazione di quelle immagini che altrimenti sarebbero dettate dal testo della canzone. Dare degli input, con l’uso di sonorita’ particolari o con le storielline che in copertina accompagnano ogni brano, ma senza definire percorsi obbligati da seguire. Ci ispira tutto quello che cattura il nostro orecchio e certamente i King Crimson sono stati (e sono tuttora) un gruppo molto innovativo e rappresentano uno dei nostri punti in comune anche se ognuno di noi ascolta generi anche molto differenti tra loro come jazz, musica elettronica, etnica, avanguardia, psichedelia…”.

E per finire la copertina del disco, anch’essa particolarmente evocativa ed ispirata: “Ci e’ piaciuto molto lavorare alla grafica del nostro album, cosi’ come ci piace curare personalmente le locandine dei concerti o l’aspetto del nostro sito web (http://www.stereokimono.com). Naturalmente abbiamo cercato di inserire nella copertina del disco elementi che avessero attinenza con la nostra musica, con i titoli dei brani o semplicemente che ci suscitassero emozioni. In particolare il logo e’ una elaborazione di una delle fotografie scattate dall’alto in Inghilterra ai cosiddetti “crop circles” (cerchi nel grano) che si pensa siano opera di extraterrestri. Ci piaceva questa immagine in particolare poiche’ somiglia ai diagrammi polari di un microfono stereofonico ed e’ quindi diventata il logo degli StereoKimono”.

Una band a suo modo unica e che fatica a riconoscersi in quello che è il panorama musicale moderno: “Sinceramente, ci sembra che il panorama musicale odierno sia abbastanza deludente, e non solo in Italia. Raramente ci capita di ascoltare qualcosa che catturi la nostra attenzione, circondati da gruppi che propongono covers e riadattamenti di hits del passato. Non c’e’ nulla che ci abbia stupito veramente, anche se talvolta troviamo delle cose interessanti specialmente nell’ ambito delle avanguardie rock o di certe nuove tendenze della musica elettronica”.

E ora queli sono i progetti per il futuro? “Sicuramente cercheremo di promuovere “Ki”, soprattutto suonando molto dal vivo in Italia e se sara’ possibile facendo anche qualche puntatina all’estero. Naturalmente stiamo lavorando gia’ al nostro secondo album e i brani che lo comporranno saranno ancora piu’ psicofonici e ancora piu’ obliqui, con un sound un pizzico piu’ nervoso e graffiante. Aspettatevi comunque i consueti cambi di direzione improvvisi alternati a quei momenti d’atmosfera sognante che caratterizzano la musica degli StereoKimono”

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