Reclusion: Intervista a Rune Foss

Nessuno può negare che la Svezia sia il paese che più ha lasciato in eredità alla musica metal negli anni novanta. Decine di bands, stili innovativi e tanto metallo. I Reclusion sono l’ennesima formazione proveniente da quelle zone e hanno sicuramente delle buone cartucce a loro disposizione. Abbiamo incontrato il cantante e chitarrista Rune Foss per sapere qualcosa di più di loro e sulla loro musica.

L’album è finalmente sul mercato, ma dopo parecchi problemi con le etichette ed un remix completo. Alla fine siete soddisfatti?

Certo! Siamo contenti che l’album sia fuori in primo luogo. D’ altronde cosa puoi fare quando la tua casa discografica fa schifo, cercarne un’altra. Sono comunque soddisfatto del remix, è potente, aggressivo, esattamente come lo volevamo.

Avete lavorato con Andy La Roque e Rizsa, gente esperta quindi. Pensate sia fondamentale per chi è all’inizio avere l’apporto di musicisti più esperti?

Si, assolutamente. Persone dell’esperienza di Andy e Rizsa hanno tonnellate di consigli e accorgimenti da darti. Per tutto, non solo per la musica. E poi sono delle persone fantastiche al di là dell’ esperienza. Sono maleducati e fanno del caffè terribile, esattamente come noi. Ci siamo trovati benissimo con loro.

Il vostro stile musicale è accostabile a quello di altre band svedesi del circuito thrash-death come Soilwork e Darkane. Cosa pensate vi distingua in modo marcato da loro?

E’ una domanda difficile alla quale rispondere. Basilarmente perché noi ci sentiamo completamente diversi da questi gruppi. Io amo le band che

fanno questa musica, ma credo che i Reclusion siano maggiormente concentrati sulla melodia e sulle armonie dissonanti. Sicuramente più di ogni altra band proveniente dalla Svezia. Credo anche che la mia voce sia più bassa della media del genere.

Avete fatto una grande promozione alla vostra musica tramite internet. Penso quindi che abbiate un’opinione specifica sull’utilizzo della rete come veicolo di distribuzione musicale. Pensate sia una fortuna o una disdetta per la musica?

Quando sei nella posizione dei Reclusion, internet è una figata! Possiamo contattare un sacco di gente, far girare la nostra musica nel mondo senza grosse spese, e in definitiva farci conoscere ed apprezzare senza avere alle spalle nessuno se non la nostra musica e la nostra passione. Certo non si può negare che esista un lato oscuro della faccenda. Soprattutto per chi cerca di fare della musica il proprio lavoro: che senso ha vendere qualcosa che è già disponibile gratuitamente! Nessuno investirebbe più sulla musica perché non ci sarebbero possibilità di guadagno. Ma io preferisco vedere le cose nella maniera più ottimista: così stanno le cose, tocca a te decidere se vuoi supportare le tue bands preferite oppure no, ma non ti puoi tirare indietro.

Detto questo; adesso che avete un’etichetta alle spalle, continuerete ad utilizzare le possibilità della rete come canale promozionale?

La Listenable pensa che il promoting con MP3.COM sia ok, ma faranno anche una promozione più tradizionale. Doppio attacco!!

Dammi tre buone ragioni per acquistare il vostro disco?

Allora, lo dovete comprare perché:

1. Ci sono nove canzoni di metal potente e vario

2. Se comprate il disco aumentate le possibilità di vederci dal vivo dalle vostre parti

3. ‘Shell Of Pain’ non cura solo l’asma, ma anche l’AIDS, il Cancro e l’Ebola.

Cosa pensi del ritorno del thrash degli anni ottanta, soprattutto con le ultime uscite di Destruction, Kreator e Testament ma non solo? Pensi che possa essere il prossimo trend in arrivo?

Io amo tutti gli album che hai citato. E’ mia opinione che questi gruppi siano al massimo. Non c’è motivo perché si mettano a fare altro. A dire il vero non capisco perché i Testament abbiano ri-registrato le loro vecchie canzoni, ma va bene lo stesso, il disco spacca. Sarebbe bello che il thrash fosse il nuovo trend, ma prima ancora: non capisco perché la gente abbia smesso di ascoltarlo!

Progetti? Un tour? O cosa?

Stiamo cercando di suonare in giro il più possible. Vogliamo incontrare tutti quelli a cui piace la nostra musica del cazzo. Al momento non abbiamo l’opportunità di andare fuori dalla Svezia, ma spero l’anno prossimo si muova qualcosa. Poi abbiamo già pronte sei nuove canzoni e suonano veramente brutali. Starete a vedere.

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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