Pyogenesis: Intervista

Praticamente il 100% della (pur relativa, ma di assoluto rispetto) fama goduta dai Pyogenesis nel Belpaese è frutto di quel ‘Twinaleblood’ che, all’uscita su Nuclear Blast nel 1995, tante teste fece voltare con la propria freschissima ed avvincente commistione di rock, gothic, metal e punk. Sette anni, un paio di dischi e una manciata di singoli più tardi, I Pyogenesis si sono emancipati fino a fondare e gestire la propria etichetta (Hamburg Records), la cui prima uscita è proprio il nuovo, frizzante e divertente’ She Makes Me Wish I Had A Gun’. Il nostro interlocutore è Flo Schwarz, chitarrista, cantante e membro fondatore: “Dopo aver registrato ‘Mono’ siamo stati in tour per circa un anno e mezzo, principalmente in Germania. Abbiamo deciso di avviare la nostra etichetta, la Hamburg Records nel periodo in cui abbiamo preso una pausa: eravamo abbastanza esausti e il materiale per il nuovo ‘She Makes Me Wish I Had A Gun’ ha cominciato a venir fuori spontaneamente circa un anno fa.” Con gruppi di area punk/rock è sempre difficile, o addirittura non richiesto, cercare di andare a cercare significati o attitudini particolari. Anche per voi funziona così? “Non c’è alcuno scopo particolare, nè una meta da raggiungere, è solo rock’n’roll. Suonare rock’n’roll è tutto quello che vogliamo fare. Non c’è un piano d’azione particolare dietro ciò che facciamo, semplicemente cerchiamo di rendere la nostra musica sempre fresca: per questo ci piace variare molto stilisticamente e spesso scriviamo anche materiale più soft. Rock’n’roll!” Avete sempre giocato/flirtato con il metal più oscuro e melodico: sentite ancora un’eredità del vostro passato più heavy? “Noi siamo stati un gruppo metal e per alcuni versi ci sentiamo tutt’ora un gruppo metal, ma semplicemente per noi non è più tutto come 15 anni fa, quando tutta la musica che ascoltavamo ruotava in qualche modo attorno ad Iron Maiden e Metallica. Tutto quello ci appartiene ancora anche se abbiamo modificato il nostro suono.” E’ plausibile attendersi una sorta di ritorno, prima o poi e non necessariamente con Pyogenesis come ragione sociale, a quel tipo di suono? “Sto scrivendo dei brani che, effettivamente, sono piuttosto vicini a quello che abbiamo fatto ai tempi di ‘Twinaleblood’. Ho circa quattro pezzi in fase avanzata di scrittura e voglio arrivare ad averne pronti circa una ventina prima di entrare nella fase di produzione del disco.” E quanto a speranze di sentire quel materiale dal vivo? “Dal vivo suoniamo alcuni pezzi vecchi, si. Li abbiamo in parte riarrangiati, ma pezzi come ‘Addiction Pole’ o ancora ‘God Complex’ sono cose che abbiamo deciso di mantenere nei live-set. Si adattano perfettamente al nostro suono attuale e sappiamo bene che c’è gente che vuole ancora ascoltarli dal vivo.”

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