Poverty’s No Crime: Intervista alla band

Quattro album all’attivo, due delle più grosse etichette tedesche come promoter, ma ancora i Poverty’s No Crime stentano a decollare tra le priorità degli appassionati del prog-metal. Abbiamo rivolto loro qualche domanda per saperne di più:

Due dischi per la Noise e due per l’Inside Out, quali sono le differenze di lavoro tra queste due importanti etichette?

“Allora, la Noise è un’etichetta con molte bands, per loro è importante che un gruppo venda a sufficienza da giustificare il loro lavoro. Se non vendi abbastanza sei fuori: questo è quello che è successo a noi. Alla Inside Out invece lavorano solo con i gruppi che gli piacciono, non ci sono quindi pressioni di nessun genere. Con loro siamo veramente molto felici.”

Descrivereste i Poverty’s No Crime come una band prog-metal a tutti gli effetti?

“Sinceramente io preferisco chiamare il nostro stile ‘Melodic Concept Rock’, questo perché credo che la band abbia sempre dimostrato una forte indipendenza da quello che la circonda. A noi non importa se una cosa si chiama prog-metal, power o in qualsiasi altro modo, quello che conta è se una canzone ci piace. Spero che ci sia in giro parecchia gente abbastanza aperta mentalmente da pensarla come noi.”

Come descrivereste il vostro percorso artistico dagli inizi ad oggi?

“Penso che il primo album fosse ancora influenzato dal tipico songwriting heavy metal, ed infatti a discapito di una copertina veramente orribile fu un buon successo in Giappone. ‘The Autumn Years’ fu un lavoro veramente molto complesso, a tutt’oggi resta la cosa più intricata che abbiamo pubblicato. Sono convinto però che il nostro stile siamo riusciti a definirlo con ‘Slave To The Mind’, di cui ‘One In A Million’ è una logica evoluzione. Credo comunque che quest’ ultimo sia decisamente il nostro miglior album: heavy songs, con melodie molto immediate e con un concept testuale che ci ha coinvolto molto.”

Cosa mi puoi raccontare di questo concept?

“La tematica principale dell’album è il contrasto tra l’ indipendenza e l’adattamento alle regole. Ogni canzone è un passo avanti verso l’emancipazione della propria personalità e lo sviluppo di un’ idea che fuoriesca dalla concezione comune che siamo costretti ad abbracciare per sentirci accettati ed al sicuro. Come succede al protagonista della nostra storia, cui muore una persona molto cara, tutti noi sappiamo come questa sicurezza sia una falsità e come la vera felicità possa nascondersi solo dietro la realizzazione di noi stessi. E’ meglio vivere ai margini, conservando le proprie inclinazioni, piuttosto che diventare parte della infinita schiera di ciechi fantocci rappresentata dalla copertina del disco. Non fatevi guidare dalla religione, dal sistema politico o da qualsiasi altra forza esterna, cercate di essere voi a decidere della vostra vita anche se questo può costare molta fatica. Alla fine sarete ripagati.”

Con chi vorreste andare in tour?

“Se posso sbizzarirmi ti dico Rush, Iron Maiden e King’s X. Se devo restare con i piedi per terra, direi che tra i nostro compagni di etichetta Threshold e Platypu s sono le band che amo di più e con le quali sarei orgoglioso di dividere il palco.” Ok, grazie.

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login