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Apartament 26: “Hallucinating” – Intervista alla band

Spot On… ‘Hallucinating‘ degli Apartement 26 non è un disco epocale, e non è nemmeno uno dei migliori dell’ultima stagione del metal moderno. Si presenta accattivante ma perde impatto dopo pochi pezzi, che imprigionano alcune buone idee all’interno di strutture abbastanza ripetitive e vicine alla saturazione, dato l’utilizzo indiscriminato che se n’è fatto. Tuttavia, lo ripetiamo, le buone intenzioni e intuizioni non mancano. Con delle idee più chiare e un po’ di coraggio in più potremmo in futuro trovarci per le mani un gruppo sopra la media degli ibridi rock/electro.

Da quest’ultimo approccio decidiamo di partire:

“Noi non siamo un classico gruppo rock/metal, ma nemmeno degli artisti elettronici tout court. Il nostro approccio nasce a metà strada fra questi due modi di comporre musica e a metà strada rimane. Crediamo di aver trovato un equilibrio ottimale”.

Le due pratiche contrapposte ma coesistenti in un gruppo così “ibrido” sono il suonare dal vivo e l’operare remix. La constatazione è ben raccolta da Biff: “Suonare dal vivo ci piace, l’abbiamo fatto molto e continueremo a farlo quanto più possibile. Anche in questa sede l’elettronica svolge chiaramente un lavoro importante, A.C. interviene in maniera molto “live” e aggiunge profondità a quello che noi suoniamo”.

E i remix? “Non abbiamo bisogno di farne, o almeno per ora crediamo di non averne. Un remix serve a immergere in un contesto elettronico un pezzo che non lo era. A noi non serve perché nasciamo parzialmente in una prospettiva già elettronica ma vogliamo mantenere l’equilibrio con la nostra parte “rock”. Non ci vogliamo sbilanciare”.

Voi siete inglesi, quindi più vicini alla scena più rilevante di oggi in ambito elettronico. Quali sono i vostri artisti preferiti? “Prodigy, LTJ Bukeem, Roni Size sono i primi che saltano in mente. I Prodigy forse perché hanno al loro interno quella sorta di “equilibrio” di cui parlavo prima, mentre gli altri due sono artisti geniali e basta. Le ‘Logical Progressions’ di LTJ Bukeem sono storiche!”.

Sono anche artisti che producono album, come i gruppi rock, e non un singolo all’anno… “Verissimo, e magari anche album doppi. Insomma, c’è sostanza in quello che fanno, c’è voglia di andare oltre e di essere creativi”.

Da lontano (geograficamente) come vedete un’iniziativa come l’Ozzfest? “E’ una vetrina immensa, c’è poco da fare. Tutti i gruppi che ci passano riescono a sfruttarla, ti dà l’occasione di essere visto e ascoltato da migliaia di persone. E’ chiaramente caotica, confusa, il pubblico non è sempre educato e rispettoso, ma al momento per un gruppo come il nostro non c’è nulla di meglio dell’Ozzfest, o magari del Tatto The Earth, per cominciare a farsi vedere. Non tutti i gruppi che partecipano ci piacciono, in ogni caso. Spesso vengono montati dei casi dalla stampa e qualcuno fa veramente carriera troppo in fretta”.

Viene da chiedere a chi si riferisce… “Ai Linkin Park. Quello è un gruppo senza talento. Un gruppo senza nulla da dire che si trova in cima a classifiche e bill di festival senza muovere un dito. Questo è il retro della medaglia e va accettato, ne fa parte anche un gruppo come i Mudvayne, che copia continuamente senza personalità, e nemmeno voglio parlare dei Crazy Town…”.

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