Heavenly: Intervista alla band

Gli Heavenly sono una band particolare, capace di generare grandi entusiasmi fra il pubblico e al contempo scarsa considerazione fra i critici. In verità, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. I critici accusano la band di essere spudoratamente vicina agli Helloween, mentre i fan, forse proprio per questo considerano la formazione francese un gruppo di valore, capace di riproporre in chiave moderna un sound nato nella prima metà degli anni ottanta spazzando in un colpo solo tutto quanto accaduto negli ultimi dieci anni.

Una situazione singolare che è resa addirittura unica dalla risposta della band: “E’ vero, tutti ci dicono che siamo uguali agli Helloween”, ci dice Max, batterista della formazione, “…e non hanno mica torto. Gli Helloween per noi sono sempre stati un punto di riferimento importante. Siamo cresciuti ascoltando i loro dischi, abbiamo sognato si suonare la loro musica… è naturale che la band oggi suoni questo genere in questo modo. Ma sono anche convinto che il perno di tutta la questione sia la voce di Ben. Lui è il principale compositore della formazione ed è naturale che scriva i brani per il suo modo di cantare, da sempre molto simile a quello degli Helloween del passato. Tutto ha origine di qui. La voce è la linea melodica di un gruppo, la linea melodica fa l’identità del gruppo.”

Secondo album, nuova formazione, produzione passata da Piet Silk a Tommy Hansen, un nuovo passo molto importante.

“E’ un grosso passo avanti. ‘Sign Of The Winner’ costituisce un miglioramento netto di quanto avevamo fatto su ‘Coming From The Sky’. Oggi siamo una band migliore, abbiamo una maggiore consapevolezza, un maggiore controllo e anche la produzione crediamo sia stata superiore a quella dell’esordio.”

A proposito della nuova formazione l’arrivo di Pierre Emaunel (basso) e Fred (chitarra) ha influito sul vostro modo di comporre e suonare?

“Si e no. L’ingresso dei nuovi membri della formazione non ha modificato il modo di comporre in quanto la maggior parte del lavoro la fa Ben a Parigi, dove vivo anch’io, mentre Fred e Pierre Emanuel vengono da fuori. Di sicuro la band oggi è più omogenea. Siamo tutti sulla ventina, mentre Chris, il vecchio chitarrista, era decisamente più vecchio del resto della formazione. Di sicuro questo secondo album ci vede più preparati di quanto non fossimo ai tempi del primo disco. Si cresce, ci si migliora.”

Il suono della band sembra comunque decisamente più legato e convincente, da dove viene questa maggiore coesione chiaramente tangibile anche al primo ascolto?

“Il problema è che onestamente la band, ai tempi del debutto, non era all’altezza delle proprie canzoni e ha finito per innescare una situazione non ottimale con Piet che doveva produrre l’album. Lui sapeva cosa voleva ottenere, ma noi non eravamo semplicemente in grado di darglielo. Oggi le cose sono profondamente diverse. In più Pierre Emanuel e Fred hanno qualità decisamente superiori a chi li ha preceduti. Non è una critica nei confronti dei nostri vecchi compagni, ma prendi Chris, per esempio, aveva trentacinque anni ed un background rock tipicamente americano, mentre gli Haevenly fanno metal e Piet stesso aveva cercato di dare un’impostazione tedesca al lavoro. Chris non poteva suonare come tutti avremmo voluto perché non era il suo modo di suonare.”

Una delle caratteristiche salienti del nuovo album degli Heavenly, in sicura controtendenza rispetto al resto del panorama hard and heavy mondiale, sembra essere lo spirito positivo che aleggia su tutto il lavoro, dice ancora Max:

“Verissimo. Vogliamo essere una band positiva. La nostra vogliamo sia una musica felice, divertente. Non vogliamo trasmettere negatività a chi ci ascolta.”

Da questo punto di vista infatti sembra che la musica degli Heavenly sia fatta per essere suonata dal vivo, propria per dare spettacolo e divertire.

“Il concerto credo sia il fine ultimo di tutto quello che facciamo. Non c’è niente di paragonabile all’energia che si sprigiona fra il pubblico e la band durante i live show. Anche se io che sto dietro la batteria e ho un contatto minore con la gente, sento comunque tutta questa energia.”

L’appuntamento con gli Heavenly da vivo è comunque molto vicino. Il 13 novembre la band sarà in Italia di supporto agli Edguy e sarà l’occasione giusta per testare il polso alla nuova formazione e di verificare la resa dei nuovi brani on stage.

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