Dragonforce: Speed senza freni! - Intervista

Dragonforce: Speed senza freni! – Intervista

Dragonforce

Il vostro nuovo album appena uscito, ‘Inhuman Rampage’ è sicuramente il lavoro più estremo che avete sino ad ora prodotto. La tue parti di chitarra non sono mai state così veloci e la linea ritmica sembra letteralmente impazzita. E’ il lavoro più “disumano” della vostra carriera; sei d’accordo?

“Si, più che altro le parti di chitarra sono le più intense che ho mai scritto; la stessa cosa vale per le parti di batteria, che non sono mai state così dinamiche ed elaborate. E’ l’album più complesso che abbiamo registrato, quasi prog-speed-power metal potrei dirti; ma l’importante è che siamo comunque riusciti ad inserire tanta melodia che riesce a miscelarsi bene con la linea ritmica forsennata di Dave Mackintosh (batteria).”

C’è un legame fra l’artwork di copertina e la musica che proponete in questo CD?

“Si, è come una sorta di countdown che puoi vedere graficamente nella cover; vogliamo far si che l’ascoltatore tenga presente la suspence, i secondi che lo separano dall’assalto sonoro che ascolterà, un assalto per l’appunto disumano. La copertina è come se raffigurasse il contatore di una bomba che sta per esplodere e che travolgerà tutto… beh, ovviamente la bomba è la nostra musica.”

Ma come mai un titolo, per il CD, così violento come ‘Inhuman Rampage’?

“Il titolo è così forte ed esplicito perché vuol riflettere lo stile della musica che proponiamo nel disco; si tratta di pezzi velocissimi, estremi, che non danno tregua, dei veri e propri “atti di violenza”. L’artwork, con tanto di scritte simil sangue, e il titolo vogliono trasmettere che il contenuto è di pura violenza speed metal.”

Una cosa interessante poi, dando un’occhiata alla tracklist del CD, è che l’unica ballad, l’unico pezzo lento, intitolata ‘Trail Of Broken Hearts’, è posta in conclusione, alla fine del CD. Al contrario tutte le altre song (sette) sono estremamente veloci; questo colpisce perché ci si aspetterebbe il lento posizionato a metà della tracklist; invece avete deciso di piazzarlo in fondo. Anche questo fa parte della scelta che avete operato di apparire più speedy possibile? Inoltre i brani presenti sono tutti lunghi, da un minimo di cinque minuti e rotti sino a otto e oltre. Come mai avete anche deciso di scrivere pezzi così lunghi?

“Abbiamo deciso di inserire la ballad alla fine del CD perché volevamo che l’ascoltatore facesse questo viaggio nella velocità disumana, senza pause. Di conseguenza ‘Trail…’ l’abbiamo posizionata alla fine; a quel punto il nostro ascoltatore potrà iniziare nuovamente a respirare dopo tanta velocità. Il pezzo, posto in quella posizione, significa anche un ritorno al mondo reale.

Per quanto riguarda la lunghezza delle song posso dirti che non le ritengo per nulla lunghe. Io retengo che la canzoni metal non possono durare tre o quattro minuti… non è metal. I pezzi così corti, senza una buona struttura e buoni assoli, sono ok per canzonette pop o punk ma non certo per il metal; non rientra nella mia concezione un pezzo scritto in quel modo; io devo sviluppare un discorso in molteplici modi che possano collimare sino a costruire un episodio singolo da ricordare. Le canzoni corte sono per la radio, non certo le nostre. Noi vogliamo che tutti gli strumenti possano esprimersi con una loro precisa linea e per questo abbiamo bisogno almeno di sei minuti.”

Entrando nello specifico dei pezzi, che mi puoi dire riguardo all’ispirazione della prima parte della canzone intitolata ‘Operation Ground And Pound’? Quella parte melodica e lenta sembra il tema di un film western…

“A dir la verità non è affatto così; siamo stati invece ispirati da un videogame che aveva come protagonisti dei ninja, quindi stavamo pensando a connotazioni orientali, misteriose, a cose come quelle.

Anche per questo abbiamo intitolato in quel modo il pezzo, ispirandoci alle tecniche di combattimento dei ninja.”

Visto che ora abbiamo appena toccato l’argomento delle lyrics, cosa puoi dirmi circa il contenuto dei vari pezzi? Nel primo album in particolare ma anche un po’ nel secondo avevate un discreto numero di testi ispirati alla fantasy; per ‘Inhuman Rampage’ cosa puoi dirmi?

“Per questa domanda la risposta migliore è che queste canzoni sono ispirate soprattutto dalla nostra vita di tutti i giorni; le nostre esperienze sono la principale fonte d’ispirazione. Poi anche un po’ i videogame di cui siamo tutti un po’ fanatici. In ogni caso tutte le nostre canzoni trattano di tematiche ispirate da fatti reali; alcune sono presentate come fossero quasi fantasy ma la base è sempre reale.”

Sono colpito in particolare da un paio di song come ‘The Flame Of Youth’ e ‘Storming The Burning Fields’; qual è il significato del testo di questi brani? Puoi spiegarcelo?

“Potrei ma non lo farò perché vogliamo che ogni lettore possa interpretare come preferisce il testo di una nostra canzone. Per questo cerchiamo di non essere mai molto precisi. Spesso ci viene chiesto qual’è il significato di un testo di una song ma non vogliamo svelarlo; ognuno ha il diritto di costruire con la propria fantasia ciò che preferisce.

Per questo motivo i nostri testi non sono mai chiari. Ad esempio la canzone che hai citato, ‘Operation Ground And Pound’, è stata già interpretata in molti modi diversi e per quanto mi riguarda sono tutti giusti.”

Quindi in questo CD non ci sono canzoni ispirate da film, libri fantasy o meno…

“No, no, solo fatti reali. Del resto noi non leggiamo libri fantasy o altro. Odiamo leggere, ahahahah!”

Questo mi suona strano perché in ogni caso le canzoni del vostro primo album, ‘Valley Of The Damned’, erano chiaramente ispirate da tematiche fantasy…

“E’ vero, però si tratta di canzoni che abbiamo scritto all’inizio della nostra carriera e non avevamo ancora uno stile preciso per quanto riguarda i testi. Non ha senso ora che noi ci si metta a scrivere testi fantasy, visto che la nostra unica fonte d’ispirazione potrebbero essere i videogame. Anche nel primo album avevamo cercato di fare ciò che facciamo ora ma i testi erano sicuramente più chiari e diretti.”

Una canzone molto interessante, dal punto di vista musicale è secondo me ‘Body Breakdown’ infatti negli altri pezzi ascoltiamo moltissimi passaggi di grande virtuosismo scritti da te mentre in questa canzone trova il palcoscenico anche il basso di Adrian Lambert, il vostro ex bassista; sei d’accordo?

“Si, anche se deve precisare che quella parte è stata scritta dal nostro tastierista, Vadim, ed è stata solo suonata da Adrian. Vadim è bravissimo e mi aiuta molto in fase compositiva; il merito per quel brano è suo.”

Oggi comunque Adrain non fa parte della band vero? Come mai?

“Perché ha deciso di intraprendere un altro stile di vita; ha una moglie e una famiglia qundi non può portare avanti contemporaneamente la vita di musicista e quella di padre di famiglia. Non è come noi; tutti i membri della band infatti sono liberissimi da ogni vincolo, ahahah.”

Ora, se non ti dispiace, passerei a farti una domanda un po’ cattiva…

“Nessun problema, spara pure.”

Bene; per quanto riguarda la mia recensione di ‘Inhuman Rampage’ sappi che è decisamente positiva; ho fatto notare come il vostro stile sia ancora il progressione, come di fatto i vostri brani abbiamo molto da dire.

Però, qui in Italia, sono uscite anche recensioni decisamente negative che accusano il vostro singer, ZP Theart, di essere noioso e dichiarano il vostro sound statico, come se fosse sempre uguale a se stesso,. Come rispondi a queste accuse?

“La stessa cosa è successa un po’ in tutto il mondo. Di solito riceviamo recensioni o commenti di dura critica o di amore sconfinato. C’è addirittura chi ha scritto che il nostro ultimo album è il più bel CD di power metal degli ultimi anni. Altri non ci sopportano perché più che altro non sopportano il nostro stile, il nostro genere; ma chiaramente noi abbiamo un nostro stile, una nostra identità.

Scrivere che il nostro sound è sempre uguale a se stesso è una menzogna che può scrivere una persona che non conosce il genere o uno che lo conosce e vuole criticarlo a priori. Se tu ascolti il primo nostro CD e l’ultimo ti renderai conto di quante cose cambiano.

Non è un caso se molti nostri fan ancora adesso preferiscono in un primo momento ancora ‘Valley Of The Damned’; lì i pezzi sono più diretti, si memorizzano meglio. Per imparare e conoscere a fondo i pezzi di ‘Inhuman Rampage’ devi ascoltarli un sacco di volte, sono più difficili, ci sono più passaggi complessi. Insomma… come si fa a dire che suoniamo sempre allo stesso modo? Mi sembra evidente che non è così.

Su ZP non mi pronuncio se non per dire che il nostro singer è bravissimo; ha una gamma di espressioni notevoli e ce lo teniamo stretto.

Sullo stile del gruppo? Beh, noi non faremo mai come gruppi quali gli Helloween, che hanno cambiato moltissimo a partire dal cantante; ora molti fan della band tedesca non la sopportano più; se questo vuol dire progressione non ci interessa. A noi interessa progredire ma mantenendo il nostro stle, la nostra personalità.”

Passando ad altri argomenti volevo chiederti come vi siete trovati nel 2005 al Gods Of Metal in Italia. Finalmente dopo non essere riusciti a suonarci nel 2004 l’anno scorso è stata l’edizione della vostra consacrazione; che puoi dire a riguardo?

“Il Gods è stato veramente bello; è stato il concerto migliore per quanto mi riuarda, fra tutti i festival a cui abbiamo partecipato nel 2005. Le peoosne che abbiamo conosciute erano ottime, ci hanno espresso molto calore e affetto, hanno espresso molta soddisfazione per il nostro show. Poi siamo rimasti colpiti dall’ottima organizzazione e dal calore dei fan quando ci siamo recati a firmare autografi presso lo stand di alcune riviste italiane.”

Ricordo bene; hai anche firmato su una vostra foto con il mouse su PC per il webmagazine metallus.it per il quale ti sto intervistando. Ricordi?

“Si, si, ricordo benissimo! Allora eravamo al vostro stand; è stato divertente firmare con il mouse una nostra foto appena scattata, ahahah.”

Comunque sappiamo anche che ben presto, il sette di febbraio, suonerete a Milano con gli Edguy. Quali sono le tue aspettative per questo show italiano?

“Speriamo prima di tutto di offrire ai nostri fan italiani il meglio di un nostro show, suonando al meglio; inoltre ci farà piacere unirci a loro e bere un bel po’ di birre in loro compagnia. Lo abbiamo già fatto al Gods e lo rifaremo il sette di febbraio. Non ci piace star per nostro conto, adoriamo mischiarci ai fan, conoscercli, bere in loro compagnia.”

Cambiando ancora argomento; sai che in Italia si sta formando un fan club in vostro onore?

“Si, so di un sito internet dedicato a noi.”

Infatti, si tratta di http://www.dragonforceitalian.cjb.net; proprio in questi giorni, all’interno del forum di questo sito, si discute di quale nome adottare per il fan club. Concludendo quest’intervista giro quindi a te la domanda che si stanno ponendo i fan della tua band. Come nome per il fan club è meglio ItalianForce o Soldiers Of The Wastelands? Vuoi infine salutare i lettori di metallus e invitarli al vostro show?

“Mmm… sicuramente ItalianForce, è più diretto e suona meglio. L’altro nome è troppo lungo e difficile da ricordare.

Spero di conoscere tutti fan italiani a Milano! Riusciremo a fare uno show al massimo delle nostre possibilità per il nostro pubblico. Fatevi avanti e ci conosceremo.”

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