Sonic Syndicate: “Confessions” – Intervista a Nathan James Biggs

Gli svedesi Sonic Syndicate hanno una certa familiarità con i cambi di pelle e “Confessions” continua su questo sentiero. Dopo il passaggio graduale ma evidente dal death metal melodico al metalcore, gli svedesi decidono di osare ancora di più, tanto che il nuovo album potrebbe davvero spiazzare i fan della band. Ne parliamo insieme al vocalist Nathan James Biggs.

Conduzione: Tommaso Dainese

Traduzione: Andrea Sacchi

Ciao Nathan e grazie dell’intervista. Vorrei iniziare a parlare di “Confessions”, un album piuttosto particolare per i Sonic Syndicate. Ma partiamo dall’inizio. Cosa è successo nel periodo tra il disco omonimo e “Confessions”?

Non è stato certamente un bel periodo. Dopo aver pubblicato l’album omonimo ci siamo trovati a un punto morto, perchè ben due membri della band, Karin la bassista e John il batterista, hanno avuto degli impegni famigliari tali da non consentire loro la possibilità di effettuare un lungo tour nè di poter rispettare gli impegni presi con la band. Questo ha danneggiato la promozione del disco perchè non abbiamo avuto la possibilità di presentarlo spesso dal vivo, ci siamo dovuti accontentare di poche date nei finesettimana e non più di due-tre giorni consecutivi on the road e questo non è ciò che ti aspetteresti da una band del nostro livello. Purtroppo i ragazzi non erano più in grado di venire incontro alle esigenze mie e di Robin, nè di ciò che implica fare parte di una band come la nostra. E’ stato triste ma abbiamo dovuto chiedere a Karin e a John di allontanarsi, anche se continuiamo a considerarli delle grandi persone e so per certo che sono ancora nostri fan. Ora con l’ingresso di Michel siamo diventati un three-piece e vorremo mantenere questa line-up. Con Michel abbiamo subito instaurato un profondo rapporto di amicizia, stiamo molto bene e quando siamo in giro a suonare ci divertiamo tantissimo.  E’ tutto ciò che vogliamo: suonare, suonare, suonare! Dipendesse da noi ce ne staremmo sempre on the road senza mai tornare a casa, abbiamo creato una grande energia e positività e io credo che questa sensazione si possa sentire nel nuovo disco.

Hai dichiarato di essere contento al 100% di questo album e di sentirti felice come non mai. Ti era mai successo di avere tutta questa energia positiva?

Sai, è sempre stato molto divertente essere parte dei Sonic Syndicate, sia quando eravamo un gruppo di melodic death metal, sia nella fase metalcore. Abbiamo sempre avuto parecchi fan e non mi posso certo lamentare. Oggi però c’è qualcosa in più. Siamo diventati un gruppo di persone che è stato in grado di creare una forte continuità di carattere, amiamo tutti quello che facciamo e ci impegnamo al massimo. Non abbiamo paura di sperimentare nè di osare e provare a fare qualcosa di nuovo. Io e Robin non potevamo essere più soddisfatti di così per l’arrivo di Michel, che è diventato subito un vero fratello per noi. Siamo davvero soddisfatti del nuovo album perchè segue la direzione che tutti volevamo. E’ fresco, è diverso, ha dei suoni nuovi e davvero non potremmo essere più contenti di così.

“Confessions” suona davvero molto diverso rispetto a quanto avete fatto fino ad oggi. Avete mai pensato di proporlo con un nome diverso per la band o magari di iniziare un nuovo progetto?

A dire il vero ci avevamo pure pensato ma vedi, io faccio parte della band dal 2009. All’epoca il sound era certamente più influenzato dal death metal, ma già con il mio ingresso c’è stato un cambiamento, le atmosfere sono diventate molto più “british”, l’attitudine molto più rock’n’roll. Alla fine “We Rule The Night” è stato il nostro album di maggior successo seguito da un vastissimo tour e ci ha fatto guadagnare tantissimi nuovi fan. Quei ragazzi amano davvero la nostra musica e sappiamo che apprezzano stili molto differenti che possono trovare tutti nella nostra band. Ora c’è un cambiamento nuovo, una direzione ancora più rock oriented e sono sicuro che i nostri fan più leali apprezzeranno, perchè sono parecchio open-minded e di certo impazziranno per “Confessions”.

Ascoltando il nuovo album si percepisce proprio la volontà di spostarsi dal sound aggressivo del passato a uno nettamente più melodico. Un percorso che mi ha ricordato qualcosa dei Bring Me The Horizon ma anche di altre band. Sei d’accordo?

In parte sì, in fondo siamo stati accostati mille volte ai Bring Me The Horizon, ai Linkin Park e a molti altri ancora. Quando hai dei gusti musicali vari e ti piacciono diversi tipi di musica, allora i tuoi ascolti spaziano in vari sottogeneri, oppure ti ascolti del buon rock’n’roll. Come musicista io trovo giusto che tu debba esplorare anche queste nuove influenze. Certo puoi anche non farlo e continuare a suonare bene la stessa cosa, come fanno da una vita gli AC/DC oppure i Testament e altre band come loro. Non sto affatto dicendo che questo sia sbagliato, ma noi preferiamo correre il rischio e proporre qualcosa di diverso, altrimenti rischi davvero di annoiarti e anche i fan lo capirebbero e ti volterebbero le spalle. Il rischio è quello di comporre un album perchè piaccia agli altri o soltanto perchè è il tuo lavoro e questo sì che è sbagliato, perchè per prima cosa dovresti farlo per te stesso.

Questo cambio di stile vi ha portati a rivedere anche il vostro consueto modo di lavorare?

Direi di sì. Ad esempio ci siamo ritrovati a jammare parecchie parti in acustico e anche a sperimentare molto di più con la musica elettronica, che nel nuovo album è più presente. Stranamente ci siamo ritrovati a fare alcune cose che avrebbero potuto far pensare più a una band pop o dance, ma hey, ci sono le chitarre, c’è la batteria e in questo non abbiamo cambiato molto quello che è il nostro modo di lavorare in studio. Siamo sempre i Sonic Syndicate!

Per quanto riguarda i prossimi live, pensi che suonerete ancora pezzi vecchi o vi concentrerete sul nuovo materiale?

Di sicuro proporremo i nostri pezzi più noti, ma certamente anche molte canzoni dal nuovo album.

Nell’album non c’è stato molto spazio per il growl e lo screaming, come pensi di aver modificato il tuo approccio vocale?

Semplicemente mi sono preso tutta la libertà di sperimentare con la mia voce. L’uso delle harsh viocals è limitato perchè le nuove canzoni non lo richiedevano, ho soltanto cercato di esprimermi al meglio con le clean vocals.

L’album si intitola “Confessions”. C’è forse una connessione tra questo titolo e il vostro cambiamento? Forse volete “confessare” soltanto ora che desideravate da tempo questa svolta?

No, nulla di tutto questo. “Confessions” vuole soltanto dire ai nostri fan chi siamo, quello che vogliamo comunicare con la nostra musica e che stiamo semplicemente seguendo il nostro cuore. E anche qualcosa in più e cioè che non vogliamo essere soltanto una band, ma dei veri amici e delle persone sincere. Tra di noi, con i nostri fan e con tutte le persone che ci stanno intorno. E’ un album che parla del nostro presente e di ciò che abbiamo attorno, delle persone che amiamo e ci sono vicine, non guardiamo al passato. Vogliamo soltanto dire che la vita è corta e va vissuta al meglio.

Grazie Nathan, questa era la nostra ultima domanda. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani?

Il nuovo album vi piacerà ne sono sicuro, ci abbiamo messo tanto impegno e tutta la nostra passione per la musica. Potrete sentire tutta la sua energia. Ci vedremo in Italia a Novembre, insieme a noi ci saranno gli Amaranthe. Sarà un tour grandioso, ci divertiremo e non vediamo l’ora di stare insieme a voi.

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andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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