Sonata Arctica: “Pariah’s Child” – Intervista ad Elias e Henkka

Sono da sempre considerati uno dei maggiori gruppi di spicco nell’ambito metal internazionale. Dopo una fase sperimentale che li ha allontanati dalla sfera madre, i Sonata Arctica si riavvicinano a quel sound power a loro tanto caro e danno alle stampe l’ottavo disco della loro carriera,”Pariah’s Child“, un lavoro che rappresenta una rivincita per il combo finlandese, autodefinitosi “paria”, reietti ed intoccabili artigiani della heavy music. A parlarci di questa esperienza sono Elias e Henkka che in un’intervista all’insegna dei siparietti più curiosi, ci svelano il concept di quest’ultima fatica discografica.

Fotografia di Marcella Fava

Cari amici di Metallus.it, oggi siamo qui in compagnia di Elias e Henkka. Ciao ragazzi, come va?

Henkka & Elias: Stiamo bene!

Il mese scorso avete rilasciato sul mercato il vostro ottavo album, “Pariah’s Child”. Quale tipo di riscontro avete avuto dai vostri fans e dai media? Presumo sia stato ben accolto…

Henkka: A dire il vero non so cosa la gente ne pensi a riguardo. Io mi limito solo a suonare (sorride). Abbiamo ricevuto delle recensioni molto positive e sembra che i nostri fan abbiamo apprezzato questo nuovo lavoro. Ha ricevuto una accoglienza maggiore e più positiva rispetto al precedente disco.

Cosa ci puoi dire del titolo? Quando si venne a sapere il titolo di questo nuovo lavoro, in molti pensavano che fosse correlato ai fuori casta, gli indigenti totali, quelle persone che si trovano così in basso nella scala sociale da essere fuori dal sistema oppure si pensava si parlasse della casta indiana. Analizzando il titolo e vedendo la copertina, pensavo che il titolo si collegasse automaticamente al lupo rappresentato appunto nell’artwork. Ho interpretato in maniera sbagliata? Vorresti dirci qualcosa in più?

Henkka: Nei due album che precedevano quest’ultimo disco, abbiamo intrapreso una sorta di sperimentazione che ci ha resi in qualche modo una sorta di reietti, siamo diventati una specie di paria e da qui è nato il titolo “Pariah’s Child”. Piuttosto semplice, direi…

Parlando della copertina, in molti si sono chiesti se la decisione di riutilizzare il vecchio logo e di rintrodurre la figura del lupo fosse strettamente correlato ad un ipotetico ritorno alle sonorità che caratterizzavano i primi album. Possiamo quindi parlare di un ritorno alle origini?

Henkka: In un qualche modo si ricollega alle nostre origini ma non si rifà a quel ritorno al passato, a quelle melodie presenti in album come Ecliptica o Silence. Con “Pariah’s Child” siamo tornati ad un periodo che si avvicina di più a Reckoning Night o qualcosa di vagamente simile.

“Stones Grow Her Name” era un album più hard-rock, mentre questo è più melodic metal, riprende un po’ lo stile dei vostri primi lavori e proprio per questo motivo personalmente l’avrei inserito al posto di Unia, tant’è che a parer mio sarebbe stato l’egregio successore di Reckoning Night. Vorrei chiederti il motivo del vostro come back artistico, questo ritorno alle origini è stato spontaneo o è stato ricercato?

Henkka: Uhm non saprei.

Elias: Personalmente credo che in un certo senso sia stato sia spontaneo, sia ricercato.

Io stessa definirei Unia come l’album della transizione. Siete d’accordo con me?

Henkka: Ovviamente sì, sono d’accordo con te (ride, ndr).

Elias: Credo che Tony abbia a disposizione circa 100 canzoni e…

Henkka: E insieme decidiamo quali siano i brani migliori per un album dei Sonata Arctica.

Questo disco è stato interamente prodotto da voi però ha visto comunque la  collaborazione di Mikko Karmila, è così?

Henkka: è un gran bravo ragazzo! Tutto quello che si è limitato a fare è stato mixare l’album. Noi abbiamo registrato indipendentemente poi ci siamo affidati a lui per il mixing. È molto bravo in ciò che fa e lavora con noi già da qualche anno, però questa volta abbiamo lavorato autonomamente presso gli studi di registrazione di Pasi, il nostro nuovo bassista. Avevamo l’impressione, la sensazione che quest’album richiedesse la sola nostra partecipazione senza avere alcun coinvolgimento dall’esterno, per mantenere quell’integrità, quella unità che ci rende forti come band. Per questo motivo, abbiamo pensato di affidare anche il mixing a Pasi.

Questo album segna il debutto, se possiamo dire così, di Pasi Kauppinen. Quale tipo di contributo ha dato all’interno del sound dei Sonata, visto che aveva già avuto modo di collaborare in passato con la band?

Henkka: in questo album?

Elias: Ha dato tutto. Soldi… tutto! (Entrambi ridono, ndr).

Henkka: In quanto bassista della band, ha ovviamente contributo registrando le proprie parti ed essendo anche un ingegnere del suono, ha registrato anche la batteria, la chitarra, l’organo e il resto delle tastiere. È stato colui che si è occupato dei suoni e ha anche mixato l’album. Il suo contributo è stato veramente immenso!

Ascoltando l’album, ho ritrovato una certa atmosfera alla Queen nel brano “Larger Than Life”. Sappiamo che i Queen sono una delle band che Tony ama maggiormente. Se non sbaglio anche nell’album precedente, c’era un brano che richiamava un’atmosfera simile: Alone In Heaven. Cosa ci potete dire di questo pezzo?

Henkka: Quando abbiamo deciso quali sarebbero stati i pezzi che avrebbero composto il disco, Tony ha esternato il desiderio di avere a tutti i costi questo brano. Tutto il resto era fuori discussione, più o meno. Avevamo già anche i demo e ascoltandoli, ci erano parsi molto buoni, sapevamo che sarebbe stata una bella traccia. Personalmente credo sia un gran bel pezzo e spero che in futuro ci sia la possibilità di suonarla live anche se prima dovremmo perlomeno provare (ride, ndr).

Tony è l’autore principale dei testi e in questo nuovo album si è focalizzato sui rapporti personali, umani. C’è qualche argomento che vi piacerebbe prendere in analisi? Un argomento magari mai affrontato prima d’ora?

Henkka: No. (sorride, ndr). Voglio dire: finché i testi non andranno a farsi benedire, a me importa relativamente. Credo che Tony abbia una prospettiva molto interessante su come i testi vengano sviluppati, mentre dal nostro punto di vista è diverso, perlomeno io sono maggiormente interessato sulla musica, perché so che comunque lui fa un lavoro eccellente con i testi.

Elias: è sempre bello perché Tony ha sempre diversi argomenti di cui parlare, che in sostanza potrebbe essere qualsiasi cosa!

Henkka: Questo è un altro punto interessante, perché non siamo la classica metal band che si focalizza sullo stesso argomento. Come dicevo poco fa, credo fermamente che Tony faccia un lavoro strepitoso con le lyrics e lasceremo a lui questo compito.

The wolves die young è il video scelto per promuovere l’album. Diretto da Patric Ullaeus, il video sembrerebbe riprendere qualcosa della storia de “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Possiamo definirlo come una sorta di remake, omaggio, un tributo a questa favola?

Henkka: È più o meno l’argomento trattato nella canzone! È stato il video più facile realizzato finora, decisamente il video più veloce che abbiamo mai fatto. Per la registrazione, ci siamo recati a Lahti, dove ci ha raggiunti Patric Ullaeus il quale si è occupato di filmare la band mentre suonava. Penso che abbiamo suonato due volte, perlomeno per me è stato così. Idem per Elias.

Elias: Sì, vale lo stesso per me.

Henkka: Tony invece ha registrato prima e così anche Tommy. Credo che in totale avrà richiesto un’ora per girare tutto quanto, dopodiché siamo tornati a casa e una settimana più tardi il regista ci ha mostrato il risultato. È stato molto veloce e facile. Sicuramente abbiamo fatto video che hanno richiesto molto più tempo rispetto a quest’ultimo.

Oggi avrete modo di suonare e presentare questo nuovo album qua a Trezzo…

Henkka: Oh, sul serio?

Elias: Dove?

Henkka: Qui, come si chiama? Questo posto…

Trezzo!

Henkka: Di sotto quindi…

Elias: Ma sta piovendo! Meteo italiano! E io che aspettavo… il sole!

Sì, sta piovendo a dirotto (nota: in inglese si dice “It’s raining cats and dogs, ndr). Cosa avete in serbo per i fans Italiani? Riserverete qualcosa di speciale solo per noi in occasione del 15° anniversario?

Henkka: Avevamo già suonato qualcosa in occasione dell’anniversario, ma era più materiale che avevamo presentato a Oulu e ovviamente abbiamo anche avuto modo di esibirci per delle performance della durata di due ore, più o meno. In questo tour avremo un set che coprirà circa 90 minuti, come sempre, e presenteremo qualcosa che avevamo già suonato per quell’occasione e suoneremo anche i nuovi brani. Non cambieremo la setlist ogni sera per questo tour, per cui si vedrà! Non abbiamo ancora deciso…

Elias: Sì. Forse cambiamo giusto 2 o 3 brani ogni sera…

Quindi è una setlist più dinamica, non vi focalizzate sugli stessi brani…

Henkka: Sì, anche se questa volta cambiamo giusto forse i pezzi iniziali e quelli centrali…

Per questo tour, sarete supportati dagli Italiani Trick or Treat. Conoscevate già la band?

Henkka: No, non proprio.

Elias: No.

Henkka: Li abbiamo conosciuti in quest’occasione, sono dei fighi, abbiamo dato un ascolto alla loro musica e devo dire che non sono male. Certo, abbiamo avuto modo di ascoltarli prima di intraprendere questo tour e sono ok. Ora siamo in tour da… quanto tempo?

Elias: Non lo so… (ride)

Henkka: Bene!

Elias: Tre settimane!

Henkka: Beh abbiamo avuto modo di parlare, incontrarci, bere qualche birra insieme, parlare…

Dovreste imparare un po’ di Italiano, dato che i Trick sono Italiani…

Henkka: Uhm…

Elias: Sì, la lista del cibo: pizza, roba 😀 (ride)

Cosa ci potete dire dei progetti futuri per la band?

Henkka: Sicuramente sopravvivere a questo tour, perché abbiamo programmato oltre 100 concerti solo quest’anno, dopodiché il tour proseguirà la prossima primavera fino alla stagione estiva dei festival. Questa è la priorità al momento. Ovviamente stiamo ri-registrando “Ecliptica”, quando torneremo a casa terminato questo tour in teoria dovremmo accelerare i tempi alla lavorazione delle registrazioni, lavoreremo piuttosto velocemente. Le parti di batteria sono già state registrate, poi lavoreremo con Elias…

Elias: Io ho già fatto qualcosa (ride).

Henkka: Anche io ho fatto qualcosa…

Elias: Riregistrare questo album è fondamentalmente un gran bel progetto, anche perché io non ero presente in quel disco…

Henkka: Nemmeno io…

Elias: E’ bello poter dare un contributo questa volta!

Henkka: Dobbiamo terminare le registrazioni entro la fine dell’estate, in modo che possa essere pubblicato in Autunno e inoltre, pubblicheremo un libro autobiografico che uscirà nello stesso periodo ma purtroppo verrà pubblicato solo in Finlandese. Non so se sarà disponibile in altre lingue!

Vedremo di imparare il finlandese, in caso…

Elias: Beh, c’è Google Translate (sorride, ndr)

Henkka: Eh già (sorride anche lui)

Ok siamo arrivati alla fine della chiacchierata. C’è qualcosa che vorreste dire per concludere? Potete parlare in Italiano, in Inglese, in Finlandese. Vi sfido!

Henkka: Buongiorno!

Elias: Buongiorno!

No, si dice buonasera!

Henkka & Elias: Buonasera.

Henkka: È già sera qui? Sì? Buonanotte.

Elias: Mille grazie!

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