Skillet: “Rock In Idro” – Intervista a John Cooper

In occasione del day 3 del Rock In Idro la redazione di Metallus.it ha avuto l’onore di scambiare quattro chiacchiere con John Cooper frontman degli Skillet, band christian rock molto famosa oltre oceano che poco per volta si sta guadagnando la propria fetta di fan anche qui in Italia.

Ciao John e benvenuto su Metallus! Come stai?

Molto bene grazie! Il live è andato alla grande e questo mi rende felice ed entusiasta.

Proprio di questo volevo parlare! Come ti è sembrato il pubblico italiano? Hai trovato differenze tra questo festival ed altri non europei?

Il pubblico italiano è molto partecipe ed entusiasta, molto caloroso rispetto a quello di altri paesi. Mi è piaciuto moltissimo suonare in questo festival e spero di poter ripetere l’esperienza. In Italia non siamo ancora così famosi e abbiamo scelto una scaletta che ripercorresse il meglio della nostra carriera e ho visto che ciò è stato gradito. Riguardo alla differenza tra i vari festival dipende, a volte ti capita di avere un piccolo pubblico ma molto caloroso, altre una grande folla ma ferma. Abbiamo aperto a molte band famose e abbiamo suonato davanti ad un pubblico che aspettava, per esempio, i Papa Roach ma siamo riusciti a far divertire anche loro. I festival americani hanno sempre tanta gente, ma è in contesti più piccoli che riesci a percepire maggiormente il calore.

State lavorando su qualcosa di nuovo?

Sì, un pochino. Al momento sto solamente scrivendo e tutti quanti speriamo di registrare qualcosa di nuovo il prossimo anno. Abbiamo fatto molte date nell’ultimo periodo e siamo stati in Europa e in Russia, poi ritorneremo in America per un tour di tre mesi per poi ripartire verso l’Europa. Spero veramente di riuscire a registrare il prossimo anno e di potar tornare anche qui e fare nuovamente il Rock In Idro.

So che probabilmente è azzardato chiedertelo visti i numerosi impegni, ma hai altri progetti in corso oltre agli Skillet?

No, tutto il mio tempo è dedicato agli Skillet che mi occupano molto.

Insomma sei totalmente assorbito dalla band e, se non erro, dalla famiglia!

Oh si! La famiglia e miei figli Alexandria e Xavier, che oggi sono qui con me, sono tutto. Sono venuti in Europa due volte con noi, ci seguono sempre e studiano sul tour bus. Amo moltissimo leggere, infatti porto sempre un sacco di libri con me, e adoro molto i film come Star Wars.

E cosa mi dici a proposito dei tuoi figli che sono qui? Penso che sia una fantastica esperienza vivere in giro per il mondo, seguire il tuo lavoro e entrare in contatto con nuove culture e musica.

Non avrei mai pensato di portare i bambini in giro per il mondo perchè pensavo che gli Skillet sarebbero durati 5/6 anni, ma invece sono proseguiti più del previsto ed è stata un’esperienza incredibile viaggiare e incontrare persone diverse. Tutti questi fatti hanno permesso ai miei figli di crescere molto velocemente. Le persone che parlano con loro mi dicono sempre “inizio a parlare con i tuoi figli e parlo a loro come bambini, ma loro mi rispondono come un adulto!”. Molti bambini sono timidi e parlano poco, i miei parlano molto e hanno delle loro opinioni. Penso che questo stile di vita sia veramente fico!

Loro apprezzano la tua musica o ascoltano altro?

Loro ascoltano molto la mia musica e mi supportano tantissimo, ma amano anche altre band e stili di musica. Mia figlia ha undici anni ed è nella fase in cui ascolta pop come Kelly Clarkson e cose simili. Mio figlio invece adora il rock!

Uno su due è un bambino rock! Tornando alla musica, come hai detto poco fa con gli Skillet stai avendo un tour molto lungo che ti porta in giro per il mondo. Tutte queste esperienze e questo viaggiare ti stanno dando nuovi spunti per scrivere?

Sicuramente viaggiare mi ha dato degli spunti, anche se la cosa fondamentale che mi hanno dato queste esperienze è stato capire cosa accade nel resto del mondo. Vivere in America è particolare perché non conosci molto di quello che accade al di fuori. L’America è molto conservatrice, conosce molto la sua storia, ma non quella degli altri. Venire qui mi è comunque fondamentale perché entro in contatto con realtà diverse e con punti di vista differenti e questo mi è utile per poi scrivere nuovi testi. Penso che gli europei accettino molto di più le differenze in fatto di culture, cibo, modo di vestirsi etc.. Gli americani invece ragionano così: “a me piace il rock e tutto il resto non conta!”.

Voi siete una christian band e nelle vostre canzoni, a differenza di molti altri gruppi, lanciate messaggi molto particolari e specifici. Cosa puoi dirci a riguardo?

Ho scritto molte canzoni sulla mia fede in Dio ed è molto importante per me perché la musica mi ha aiutato molto durante la crescita, e non parlo solamente di quella religiosa ma anche, per esempio, dei Metallica. Ci sono molte canzoni diverse e di generi diversi che mi hanno aiutato a superare i miei problemi, perché la musica è sempre stata la voce delle esperienze che persone diverse vivono. Spesso quando si parla di musica rock si utilizza lo slogan “sesso, droga e rock ‘n roll”, ma non è stato sempre così e anche ora non è sempre così perché la musica racconta le esperienza che le persone vivono e attraverso cui crescono. Per esempio gli Skillet hanno anche fan che non sono religiosi e infatti spesso mi sento dire da loro che sono atei e che anche se sanno che io sono una persona credente, mi ascoltano perchè amano il modo in cui la mia musica li fa sentire e quanto li fa stare bene. Io penso che la musica dovrebbe fare questo. Ascoltare i Metallica e gli U2 possono farti sentire un grande perché sai, negli anni ’70 e ’90 molte band trasmettevano messaggi spirituali nelle loro canzoni, mentre negli anni ’80 i messaggi principali erano indirizzati sul sesso e sulla droga. Negli anni ’70 era diverso, per esempio c’erano i Kansas e molte altre band spirituali che io apprezzo molto.

Per esempio oggi oltre a voi abbiamo band come i Flyleaf e gli Avenged Sevenfold..

Non sapevo che gli Avenged Sevenfold fossero una christian band!

Com’è il rapporto con i fan? I social network vi aiutano a comunicare con loro?

In America abbiamo un’interazione limitata con loro, firmiamo autografi dopo i concerti oppure parliamo con loro durante i meet and greet, Twitter e Facebook ci permettono di comunicare maggiormente con loro e di conoscerli meglio. Ci teniamo molto al rapporto con i fan e comunichiamo con loro utilizzando mezzi differenti.

E invece com’è il rapporto tra voi membri della band? Penso che non sia facile vivere insieme per parecchi mesi di fila!

Eh già! A volte è un po’ difficile anche perché tieni conto che oltre ai membri della band con me c’è anche mia moglie, che suona la tastiera nel gruppo, e i miei figli! Far parte di un gruppo può essere un duro lavoro e noi stiamo insieme per molto tempo. Non è sempre facile, ma abbiamo trovato il modo per far funzionare la cosa. Qualche volta magari hai solamente bisogno di stare un po’ da solo, correre, stare con te stesso. E’ davvero molto difficile ma basta trovare un equilibrio. Il gruppo sta insieme da molto tempo ed io e mia moglie abbiamo questa forte passione per la musica e i fan, insomma amiamo quello che facciamo! La nostra passione la mettiamo in quello che facciamo e la trasmettiamo sul palco e, nonostante le difficoltà, riusciamo a divertirci e a far divertire.

Una piccola curiosità prima di concludere. So che suonare le stesse canzoni ogni settimana e quasi ogni giorno non è sempre facile, c’è una canzone non ti piace suonare e un’altra che invece non ti stanca?

Tutte le canzoni che stiamo attualmente suonando mi piacciono molto. Ne ho alcune che preferisco..nel senso, amo suonare “Monster” perchè è la canzone che le persone conoscono di più! Canti la canzone che la folla canta ed è fantastico, di questo non mi stancherò mai. “Rebirthing” è l’ultima canzone che abbiamo fatto ed è la mia canzone preferita da suonare anche perchè ha il suono che più si avvicina agli Skillet. Penso che scrivendo tutte le canzone e credendo in ognuna di esse è poi difficile trovarne una che non vuoi suonare.

John ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, spero di poterti rivedere presto per un altro live targato Skillet!

Grazie a te e grazie a Metallus.it per lo spazio. Spero di poter tornare presto in Italia e di fare un po’ di festa insieme a voi!

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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