Sixx:A.M.: “Modern Vintage” – Intervista a James Michael

Nati come progetto estemporaneo dalla mente di Nikki Sixx, i Sixx:A.M. si sono finalmente evoluti in una band full time. Dopo il successo del precedente “This Is Gonna Hurt“, la band torna sul mercato con “Modern Vintage“, un concentrato di hard rock dalle svariate influenze, soprattutto dal passato e dai numerosi artisti che hanno influenzato Nikki Sixx, DJ Ashba e James Michael. Ed è proprio con quest’ultimo, produttore e cantante della band, che abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere al telefono.

Partiamo con una breve introduzione del vostro nuovo album “Modern Vintage” ai nostri lettori.

“Modern Vintage” è il terzo album dei Sixx:A.M. ed è il primo album realizzato senza nessuna connessione con libri, opere fotografiche o altre opere complementari. Con “Heroin Diaries” abbiamo sostanzialmente scritto la colonna sonora ai diari di Nikki; “This is Gonna Hurt” era correlato al libro di fotografie di Nikki a cui ci eravamo ispirati. Per questo nuovo album abbiamo volutamente distaccarci da questo approccio. Ciò che ne è uscito è qualcosa di nuovo, che ha rivelato quale sia la natura dei Sixx:A.M. come vera band, non solo ai nostri fans, ma anche a noi stessi! Il titolo “Modern Vintage” deriva dall’ispirazione che abbiamo preso da molti vecchi album degli anni sessanta e settanta che abbiamo amato e con cui siamo cresciuti. Per fare qualche nome diciamo Queen, Elton John, David Bowie, E.L.O.. Volevamo che questo album diventasse una celebrazione di ciò che ci ha influenzato.

Fin dal primo ascolto dell’album mi è stato molto chiaro come “Modern Vintage” segni un momento cruciale nella vita dei Sixx:A.M.. Quello che ho percepito è che finalmente i Sixx:A.M. siano una band al 100% e non più solo uno studio project. Cosa puoi dirmi a riguardo?

E’ assolutamente vero e sono contento che tu l’abbia percepito e individuato. Quando abbiamo registrato “Heroin Diaries” sapevamo di non essere una band e sapevamo quindi di non dover obbedire a nessun vincolo che identifica una classica formazione. Questo però ha innescato un processo creativo senza alcun vincolo o limite. Per “This is Gonna Hurt” è stato lo stesso e in realtà anche quando abbiamo iniziato a lavorare a “Modern Vintage” l’approccio era lo stesso. Ma a un certo punto abbiamo dovuto ammettere a noi stessi che questa era diventata una vera band e abbiamo dovuto celebrare questo avvenimento. Ora che abbiamo passato questo scalino, abbiamo aperto un nuovo e più ampio processo creativo. Ora siamo consapevoli di quale sia il nostro sound e sappiamo quali direzioni possa percorrere. Una cosa però è rimasta: per noi non ci sono ancora regole ed è questo che rende speciali i Sixx:A.M..

In quasi tutte le canzoni del nuovo album ho avvertito un sentimento più positivo rispetto al passato, come se aveste percorso un sentiero dall’oscurità di “Heroin Diaries”, attraverso la rabbia di “This Is Gonna Hurt” trovando una sorte di luce in “Modern Vintage”. Sei d’accordo con la mia visione?

E’ un modo bellissimo di vederla, mi piace molto. Anche quando guardi al passato su “Heroin Diaries”, quello che i Sixx:A.M. hanno sempre cercato di fare è stato bilanciare bellezza e oscurità. Quando ascolti un brano come “Life Is Beautiful”, la tematica è ovviamente molto oscura, ma con un occhio sempre rivolto alla speranza. Questo è sicuramente un filo conduttore che lega i nostri tre album finora. Penso che il modo in cui l’hai descritto sia molto bello perchè in questo album il feeling è sicuramente più orientato alla speranza; questo è quello che volevamo su questo album. Se guardi l’album dal lato dei testi puoi trovare sempre un angolo oscuro. Prendi ad esempio “Gotta Get It Right”. La musica è sicuramente molto allegra e spensierata, ma se poi leggi il testo in realtà scopri che è caratterizzato da quella particolare oscurità che caratterizza i Sixx:A.M.. Alla fine però c’è sempre un messaggio di speranza nei nostri brani.

Cosa puoi dirmi riguardo la scrittura dell’album e del processo di registrazione? Quando è iniziato e chi ha scritto i brani?

I brani sono stati scritti da noi tre insieme. E’ molto importante per noi riunirci in una stanza e lavorare insieme. E’ stato così dall’inizio: siamo sostanzialmente tre amici a cui piace lavorare insieme e creare insieme della nuova musica di persona. Abbiamo iniziato a scrivere l’album due anni fa. Ovviamente il processo è stato molto lungo dal momento che noi tutti abbiamo avuto un calendario molto fitto: Nikki con i Motley Crue, DJ in tour con i Guns N’ Roses e io a produrre numerosi album. E’ stata una bella sfida ma non volevamo ridurci a lavorare via mail e a spedirci file con le nostre registrazioni: non volevamo questo tipo di registrazione dell’album. Ci è voluto un po’ di più del previsto ma abbiamo iniziato due anni fa scrivendo insieme il materiale. Quando è arrivato il momento delle registrazioni   mi sono messo nei panni del produttore e ho viaggiato moltissimo spostandomi tra Las Vegas per registrare le parti di DJ, Los Angeles per registrare il basso di Nikki per poi tornare a Nashville, dove ho il mio studio, per assemblare il tutto. E’ stata un esperienza veramente fantastica, eravamo così appassionati a questo album e così convinti della sua bontà che poi il tempo è volato, nonostante la fatica.

La mia opinione è che il suono di “Modern Vintage” sia più prodotto e elaborato rispetto al passato. Hai lavorato in maniera differente nelle vesti di produttore?

Sì, in un certo senso. Come ti dicevo quello che volevamo fare per questo album era tornare indietro nel tempo e celebrare la musica che amiamo e che ci ha ispirato, non tanto nel sound ma soprattutto nello spirito. Quando ascolti ad esempio un vecchio disco dei Queen, ogni singola canzone è differente dalla precedente e dalla successiva. L’album così diventava un lungo viaggio musicale. L’aspetto su cui abbiamo puntato è stata la performance. E’ la performance che narra una storia. Inoltre per la prima volta abbiamo avuto un batterista in studio, non volevamo più programmare la batteria. Quindi sì, ogni cosa, a partire dalla produzione è stata molto “intentional” e fatta con coscienza e premeditazione.

Parlando dei brani, tutti possiedono una forte identità ma il mio preferito è senza dubbio “Hyperventilate”. Cosa puoi dirmi di questa canzone?

E’ veramente cool che tu abbia citato questo brano. Amo questo brano. E’ una canzone d’amore fondamentalmente, ma parla di quel momento in cui raggiungi una persona e capisci che quella persona è potenzialmente La persona che volevi incontrare, la persona con cui vorresti stare. E quando succede questa cosa vai in panico perché ci sono così tante variabili che non puoi controllare. “Piacerò a quella persona?” Vai in panico! Ed è per questo che ha questo tipo di produzione, molto impellente e frenetica, che rappresenta proprio quel momento in cui realizzi cosa stia succedendo. Mi piace molto il ritornello “Instead of breathing, I just hyperventilate”. La musica poi è venuta di conseguenza, con chitarre uptempo, delle linee vocali frenetiche: non riesci a respirare. Se noti, il brano si chiude con questa serie di respiri strozzati che si chiudono poi nel silenzio: mi piace molto questa sensazione drammatica.

Per la prima volta avete registrato una cover song, come mai avete scelto “Drive” dei The Cars?

Per il nostro terzo album avevamo deciso di inserire una cover, volevamo in qualche maniera mostrare la nostra musicalità e non solo il nostro songwriting. Nikki ha proposto quella canzone; se senti l’originale è un brano molto drammatico e si inserisce alla perfezione nel mondo dei Sixx:A.M.. E’ un messaggio molto doloroso, una storia così triste che contrasta con una musica così sognante. Non volevamo solo celebrare il brano ma anche dare una nostra rilettura riprendendo le atmosfere del brano e dei testi. Per questo inizia in maniera molto intima, con la sezione di piano, con un atmosfera molto drammatica. Si evolve poi in una sezione più elettronica che si sviluppa lungo il brano fino a generare un’atmosfera molto ambient e moderna. E’ stato veramente divertente per noi lavorare su questo brano. Ironia della sorte è diventato il brano più triste dell’album, prendendo la musica dal passato e presentandola in una veste più moderna.

Come abbiamo detto prima, i Sixx:A.M. sono diventati una vera e propria band. Pensi che la fine dei Motley Crue come live band possa in qualche modo influenzare lo sviluppo futuro dei Sixx:A.M.? 

Sì penso proprio di sì. Ne ho parlato molto con Nikki. Ovviamente nessuno vuole che i Motley Crue finiscano la loro carriera, è triste in un certo senso. Ma siamo molto eccitati per il fatto che si possano aprire nuove prospettive per la band, soprattutto per quanto riguarda il portare la band in tour a suonare finalmente dal vivo. Stiamo finalmente parlando di andare in tour e di portare la band al livello successivo. Amiamo questo progetto così tanto che non possiamo che pensare che il futuro di questa band sia aperto a tutto.

Ok James, grazie mille per il tuo tempo. Spero vivamente di potervi vedere qui in Europa durante i prossimi mesi. Puoi chiudere l’intervista con un messaggio per i vostri fan italiani. 

Io, Nikki e DJ siamo contentissimi di poter condividere con voi il nostro nuovo album “Modern Vintage” e siamo veramente grati per il supporto che ci avete dato durante questi anni. Siamo veramente eccitati dal fatto di poter iniziare a pianificare la nostra attività live e  faremo di tutto anche per passare in Italia e vedervi tutti di persona e far decollare finalmente a piena potenza i Sixx:A.M.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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