Secret Sphere: “A Time Never Come 2015” – Intervista a Aldo Lonobile

I Secret Sphere rappresentano senza dubbio una delle realtà metal italiane più importanti a livello internazionale con un’importante fanbase in Giappone e in Europa. Ora la band condivide uno dei membri della band, Michele Luppi, niente di meno che con i Whitesnake dove Luppi si occupa di tastiere e seconda voce. Quale sarà a questo punto il futuro della band? Quali i prossimi passi? Nel frattempo abbiamo parlato con Aldo Lonobile, chitarrista e leader del gruppo, della nuova versione di “A Time Never Come“, pubblicata pochi mesi fa.

Benvenuti ragazzi su metallus.it, siamo qui a parlare di un nuovo album, che proprio nuovo non è, cosa vi ha spinto a pubblicare una nuova versione di “A Time Never Come”?

Ciao! Sono molto contento di scambiare due chiacchiere! Dunque la richiesta arrivò dal Giappone, la nostra label ci propose di registrare con la line-up attuale quello che è il nostro maggior successo in terra nipponica. Ovviamente la cosa fu stimolante per noi e da subito abbiamo ragionato nell’ottica di un remake con modifiche non solo in campo di produzione, ma anche negli arrangiamenti e questo ci ha convinti ad estendere la sua pubblicazione ad Europa e Stati Uniti.

Cosa ha significato per voi questo disco allora e cosa rappresenta oggi?

‘ATNC’ fu un momento molto importante della nostra carriera, un album che ci permise di ritagliare un posto all’interno del movimento metal italiano. Il disco in Italia fu enormemente apprezzato e parecchie band hanno preso ispirazione da ‘ATNC’; ricordo che ricevemmo elogi soprattutto dall’estero, fino a giungere a Nuclear Blast che si avvicinò a noi grazie ad ‘ATNC’. Oggi, al di là del valore musicale, ‘ATNC’ continua a ricordarmi cosa vuol dire avere una band unita che corre per un obbiettivo e questo è il valore aggiunto reale che un gruppo può avere, supera le capacità sugli strumenti, correre uniti è la vera forza per arrivare alla gente e molti che scelgono di lavorare con una band non capiscono questa cosa perché troppo concentrati su se stessi.

Come mai la scelta è caduta su “A Time Never Come” piuttosto che su un altro album, oppure non avete pensato, come fanno molte band, di presentare un greatest hits suonato dalla nuova line-up?

Direi che mi ricongiungo alla prima domanda, anche se non è male l’idea del greatest hits… 🙂

Al di là delle differenze a livello di voce di Michele, abbiamo notato una grande magniloquenza e teatralità nei nuovi arrangiamenti, se vogliamo più oscuri e cinematografici. Questa potrebbe essere un mood che influenzerà anche il prossimo lavoro dei Secret Sphere?

Si, forse quella è la più grossa differenza , la scelta di arrangiamenti orchestrali più oscuri e teatrali è una cosa mi affascina da molto tempo, i primi esperimenti risalgono al nostro disco “Sweet Blood Theory”. Sicuramente questa cosa verrà sviluppata maggiormente nel prossimo disco della band; non saranno arrangiamenti tesi ad una visione esclusivamente cinematografica, dovrà essere lo specchio dell’anima dei nostri pezzi.

Qual è secondo voi il brano che può rappresentare al meglio questa nuova edizione di “A Time Never Come”?

Mi piacciono molto le nuove versioni di “Oblivion” e “Dr.Faustus” , ci sono delle differenze nette su questi due brani che hanno dato un’aspetto molto più interessante se paragonati ai due brani originali.

Cosa ricordate del periodo sotto contratto con la Nuclear Blast?

In maniera scontata inizio ricordando la soddisfazione per l’attenzione da parte di una label del genere, ma ricordo anche quanto eravamo inesperti e non capaci di gestire un rapporto con un etichetta di quelle dimensioni (rapporti che in maniera scostante esistono tuttora), questo ha generato poi una serie di errori da parte nostra. Non rimpiango nulla di quegli errori, andavano fatti probabilmente e comunque i due dischi con loro hanno portato la band ad un pubblico molto vasto che ci ha scoperto e continua a seguirci.

Cosa ha portato l’ingresso di Michele Luppi all’interno dei Secret Sphere a livello umano, professionale e compositivo?

I Secret Sphere sono una band con un forte senso di amicizia e abbiamo cercato di tirare dentro a questa atmosfera Michele. A livello compositivo Michele ha speso molto tempo nella composizione delle linee melodiche, delle liriche e professionalmente ha mostrato una devozione davvero fuori dal comune e da cui prendere spunto. Musicalmente i Secret sono una band con un entità ben precisa .

Dopo tanti anni di carriera non avete ancora pensato di pubblicare un DVD live?

Ci abbiamo pensato tante volte e potenzialmente stiamo cercando di far uscire un “Live In Tokyo” registrato lo scorso gennaio nel corso del nostro tour in Giappone, la risposta è stata davvero ottima da parte del pubblico e abbiamo registrato e ripreso tutto!

A proposito di live, avete in programma concerti per promuovere al meglio “A Time Never Come”?

Non molti perchè abbiam deciso di prendere una pausa per conciliare gli impegni di tutti e per scrivere il nuovo disco, abbiamo tanto materiale, ma dobbiamo dare una forma reale al tutto.

Siete legati, a livello di line-up, ad altre band come Death SS, Odd Dimension, Hell In The Club. come vivete queste altre collaborazioni e sovrapposizioni dei ruoli nella convivenza nei Secret Sphere?

Quella delle collaborazioni musicale extra-band è sempre stata una nostra caratteristica, abbiamo sempre avuto partecipazioni a progetti più o meno duraturi. Le band che hai citato ovviamente meritano un impegno costante, ma non abbiamo mai avuto problemi a far conciliare le cose, fondamentalmente con organizzazione si riescono a portare avanti i vari progetti, ci sono persone che tirano alle lunghe singole realtà musicali per scarsa organizzazione, quindi direi che è soggettiva come cosa.

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