Scorpion Child: “The Acid King” – Intervista a Aryn Jonathan Black

In molti si aspettano grandi cose dal secondo album degli Scorpion Child. Aryn Jonathan Black e soci sono riusciti là dove molte band al “secondo passo” hanno fallito: sono riuscite a confermare le grandi attese e le grandi speranze nascoste dietro un pugno di semplici canzoni rock. Un amore sconfinato per gli anni ’70 e per tutti i suoi colori: questo è quello che ci ha comunicato Aryn Jonathan Black durante l’intervista che leggerete tra poche righe. Non un fiume in piena, ma un dialogo mirato e meditato capace di andare oltre la “banale” routine del “domanda – e – risposta”.

Iniziamo parlando del vostro nuovo album “Acid Roulette”: raccontaci nei dettagli tutto il processo compositivo che vi ha portato a creare questo vostro atteso secondo disco.

Il processo di composizione, quindi tutto il processo creativo, è durato qualche mese. Per quanto riguarda la registrazione siamo arrivati piuttosto pronti anche grazie al grande lavoro che abbiamo “live” all’interno dello studio di registrazione stesso. Tutti quanti nella stessa stanza per mettere insieme le idee che sono poi finite in “Acid Roulette” che ci ha aiutato molto.

Avete registrato il vostro disco presso i “The Bubble” con Chris “Frenchie” Smith, lo stesso che ha lavorato con voi al disco d’esordio omonimo. Com’è lavorare con lui?  Lo possiamo considerare come uno di famiglia ormai?

Sì possiamo dire così. “Frenchie” è anche prima di tutto un produttore incredibile e lavorare con lui è davvero eccitante. Consiglio davvero a tutti di lavorare con lui perché è capace di tirare fuori il meglio da ogni musicista. È capace di farti andare oltre i tuoi limiti e riesce ad allargare i tuoi orizzonti creativi, riesce a piegare i confini della tua creatività.

Aryn, hai descritto il vostro nuovo album come le cronache della vita di un “viaggiatore” che è stato imprigionato per un assassinio….possiamo considerare “Acid Roulette” un concept album a tutti gli effetti?

Non vedo l’album come una serie di canzoni divise l’una dall’altra. Io vedo questo disco e queste canzoni come una entità unica, che respira, che si muove e che scalcia. Come un animale, come una bestia in gabbia. Sai, è come se riuscisse a dare la forma ad un essere umano, quindi credo che possiamo tranquillamente definirlo un concept album a tutti gli effetti.

Proprio per queste ragioni credi che “Acid Roulette” abbia quella personalità di far capire all’ascoltatore la personalità della band?

E’ molto molto difficile. Ci sono molte canzoni importanti in questo disco, sono un po’ tutte parte della “pelle” del nostro sound. Non riuscirei mai davvero a sceglierne una a discapito di un’altra sarebbe – e lo è – troppo difficile per me.

Sono rimasto molto colpito da “Twilight Coven”, puoi spiegarci i segreti di una canzone così intensa?

Dunque – prende un lungo respiro nda. – dammi qualche secondo per ricordare….vediamo….possiamo dire che il concetto base di questa canzone ruota intorno alla ricerca di un “destino” mentre sei in prigione e devi affrontare una situazione del genere. È come affrontare le montagne russe: un continuo saliscendi di emozioni. Ovviamente a tutta velocità. C’è anche la problematica di essere “allontanati” e “gettati via” mentre si vive un periodo di questo tipo. È anche un periodo capace di farti interrogare sul tuo lato oscuro, che ti fa capire il tuo rapporto con Dio. È una canzone religiosa possiamo dire, sebbene disperata, perché quest’anima disperata in galera cerca di riconquistare la luce.

Vorrei parlare con te ora di “Blind Man’s Shine”, canzone che credo racchiuda il vostro stile alla perfezione e che trovo sia un mix vincente e convincente di Black Sabbath e Led Zeppelin, che ne pensi?

Oh, beh, non ci avevo mai pensato nonostante ami alla follia queste band. Non avevo mai pensato ad una cosa del genere mentre stavo scrivendo questa canzone e meno che mai mentre la stavamo registrando. Ho sempre pensato a questa canzone, mentre stavo scrivendo i riff, come una sorta di Heavy Blues.

Ultimamente ci sono davvero molte band, Monster Truck e Rival Sons e anche da un certo punto di vista i Ghost, che insieme a voi stanno pescando molto nelle influenze seventies. Tu cosa ne pensi e come spieghi questo “fenomeno”?

Senza voler apparire banale posso iniziare la risposta dicendo che gli anni 70 sono stati un gran bel periodo per la musica. Ti posso solo dire che il nostro sound è nato in maniera del tutto naturale, non è stata una ricerca fatta a tavolino. Non era il nostro scopo suonare così, ma è nato in maniera naturale solo attraverso le prove. Avere in testa quel periodo musicale, dove la musica era così importante e per così dire dinamica, è credo la cosa che accomuna gli Scorpion Child a tutte le band che hai nominato nella domanda.

Oltre al valore indiscutibile del vostro nuovo disco, puoi dirmi qualcosa riguardo l’artwork molto evocativo scelto per “Acid Roulette”?

Quando ho iniziato ad immaginarmi l’artwork, quando ha iniziato ad avere una forma nella mia testa ho sempre pensato che dovesse unire bellezza e tragedia. Credo che quello scelto per “rappresentare” l’album sia perfetto, sia la giusta combinazione di questi due sentimenti. Una donna magnifica ed un teschio inquietante secondo me riescono a dare quel contrasto necessario per “colorare” il nostro disco in maniera efficace. Inoltre, nei colori scelti, si nota il viaggio che viene fatto nelle stagioni del concept. Si notano tutti i passaggi dalla primavera, l’estate e l’autunno: i colori della vita che in maniera organica si fondono con la donna con la maschera.

Se potessi scegliere una band con cui andare in tour, chi sceglieresti e perché?

Oh….non hai mai pensato ad una domanda del genere perché ho sempre pensato agli Scoprion Child come una realtà musicale capace di adattarsi a diversi generi e situazioni. Visto il periodo mi pare ovvio che sarebbe stato davvero bello poter andar in tour con i Black Sabbath ma sono stati scelti i Rival Sons…quindi….

Rimaniamo sempre “nei pressi di un palco” e parliamo del vostro recente tour con i Monster Magnet. Com’è stato lavorare fianco a fianco con Dave Wyndorf?

È stato davvero bello. È stato molto divertente perché ci ha permesso di imparare molto dal suo modo di stare sul palco e di vivere la vita durante gli spostamenti da una tappa all’altra del tour. E poi come non amare la loro musica? I Monster Magnet sono davvero bravi, hanno ottime canzoni e quelle vibrazioni giuste dal vivo che sono fondamentali durante uno show. Una gran bella esperienza!

E questa ultima parte del 2016 cosa regalerà agli Scorpion Child? Magari un tour italiano?

Sì forse…penso che ci sono molte persone che stanno lavorando per rendere possibile questa eventualità (l’intervista con il leader degli Scorpion Child si è svolta lo scorso 11 maggio). Speriamo che l’Italia sia parte di un tour.

 Ed ora…un messaggio ai fan italiani e ai lettori di Metallus.it !

Ehi ragazzi! Non vedo l’ora di tornare con i  ragazzi della band in Italia. Ci siamo davvero divertiti imparando dal vostro modo di vivere i concerti. Speriamo che gli Scorpion Child tornino presto ad incendiare i vostri palchi!

Scorpion Child Official 2016 02

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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