Aina: Intervista a Sascha Paeth

“Aina è un’opera straordinariamente versatile, capace di raggruppare stili musicali differenti e piuttosto diversificati tra di loro. E’ una sorta di scommessa con noi stessi perché ‘Days Of Rising Doom’ è un disco che non si può definire ‘metal’ nel senso più canonico del termine. Ovviamente il metal rimane ed è il riferimento principale, ma esso è combinato a numerose branche del rock: c’è del prog, del blues…e naturalmente un cast di ospiti illustri che ha lavorato con interesse e passione, dando al disco un’impronta molto personale. Infatti, potrei dire che ogni artista, provenendo da un background musicale diverso, ha ‘contaminato’ Aina con il suo preciso stile. Noi abbiamo presentato il progetto iniziale e ogni musicista è stato poi libero di esprimersi a seconda del proprio stile.”

In effetti Aina è un disco molto eterogeneo da un punto di vista musicale. L’heavy metal flirta con il rock, con il blues, la musica sinfonica, il folk.… Ti trovi d’accordo con il mio punto di vista?

“Sì, e ti dirò che questa miscellanea di stili musicali è del tutto casuale. La prima cosa nata nell’ambito del progetto Aina è stata la storia scritta da Amanda (Somerville, cantautrice e corista americana, N.d.a.), da questa sono stati poi estratti i testi e solo allora abbiamo iniziato a scrivere gli accompagnamenti musicali. Il bello di questo lavoro è che non ci siamo posti nessun limite nel comporre la musica e nell’adattarla ai testi. A seconda di come procede la narrazione, la musica cambia: in alcuni momenti è lenta o atmosferica, altre volte è più veloce ed aggressiva.”

Una curiosità: sulla biografia leggo che non sei esattamente un fan del metal sinfonico ma preferisci il rock e il blues. E’ vero? Come mai allora produci con successo delle metal band come i Kamelot, i Rhapsody, ed hai tu stesso militato negli Heaven’s Gate?

“Well…perché sono stato una vittima delle circostanze! Quando ho iniziato a suonare negli Heaven’s Gate avevo più o meno diciassette anni. Ero un ragazzino inesperto a quell’epoca! Con gli Heaven’s Gate ho suonato metal, questo non posso certo negarlo, ma credo che durante la nostra carriera abbiamo sempre avuto anche un occhio di riguardo per la sperimentazione e la contaminazione con differenti generi musicali. Per quanto riguarda i miei ascolti, il metal certamente mi piace, ma non mi limito ad esso. Preferisco il rock, il progressive, il blues, il jazz…amo ascoltare ciò che mi da emozioni a prescindere dallo stile. Anche la mia carriera di produttore in ambito metal è stata piuttosto casuale: ho iniziato attorno al 1996, io e Charlie Bauerfeind (Altro noto produttore di band come Angra e Hammerfall, N.d.a.) abbiamo lavorato alla registrazione e al missaggio di ‘Holy Land’ degli Angra. Il disco ebbe un grande successo e questo mi convinse a proseguire per quella strada.”

Sempre dalla biografia apprendo che nel 1986, quando eri ancora un teenager, stavi già lavorando a una rock opera! E’ vero?

“Sì, ah, ah, ah! Certo che ne è passato di tempo! All’epoca avremo avuto quattordici o quindici anni, puoi dunque immaginarti i nostri sforzi! Il ‘disco’, disco per modo di dire dato che il materiale da noi preparato non vide mai la luce, era una sorta di concept ispirato alla storia di Re Artù. Musicalmente si trattava di una specie di rock/progressive piuttosto orecchiabile e sinceramente nemmeno da buttare, dato che era stato scritto da un gruppo di ragazzini. Il tutto era forse solo un po’ troppo ‘naif’ e non riuscimmo ad avere l’opportunità di pubblicarlo.”

Parliamo un po’ dei testi. So che Amanda è l’autrice della storia, sei a conoscenza delle sue fonti di ispirazione?

“Non ne sono a conoscenza nel senso che non saprei dirti che cosa la abbia ispirata per la stesura di Aina. Però, so per certo che Amanda, oltre ad essere una brava cantautrice è anche un’instancabile lettrice di libri fantasy e non solo di questo genere. E naturalmente è anche una scrittrice. Amanda ha una fantasia inesauribile, scrive ad una velocità eccezionale ed ha sempre molte idee.”

Ti illustro due termini di paragone che mi sono venuti in mente durante l’ascolto del disco: non trovi che la figura della Principessa Oriana posso essere paragonata a quella storica di Giovanna D’Arco? E la trasformazione di Torek in Sorvahr, non potrebbe ricordare l’episodio biblico della metamorfosi di Lucifero in Satana?

“Sì, può essere, anche se non ci avevo mai pensato ad essere sincero. Come produttore mi occupo quasi esclusivamente di musica e pur conoscendo i testi non tendo a farne delle interpretazioni. I tuoi paragoni possono senz’altro essere giusti ma si tratta del tuo punto di vista e ogni ascoltatore si farà poi una sua idea specifica. Non so dirti se la storia di Giovanna D’Arco o la Sacra Bibbia siano o meno stati utilizzati da Amanda per la stesura delle liriche. Mi devi scusare, ma io non amo leggere…non sono un grande appassionato né di fantasy né di letteratura in generale, sono un po’ pigro da questo punto di vista.”

Amanda ha inventato anche un vero e proprio linguaggio per la gente di Aina e Naschtok, è stato complicato apprenderlo per gli interpreti?

“In linea di massima no, anche perché ad imparare completamente il vocabolario inventato da Amanda sono stati i ragazzi della ‘Trinity School Boys’, gli interpreti del ‘Coro Degli Angeli’ che interviene nella storia come narratore e osservatore. I bambini hanno menti più fresche ed elastiche, sotto la guida di Amanda non ci hanno messo molto ad imparare il linguaggio di Aina. Gli altri personaggi hanno dovuto imparare solo alcune parti, e qui la cosa complicata è stata insegnare loro la pronuncia corretta. Ma Amanda si è dimostrata ancora una volta una persona incredibilmente creativa, capace di inventare un intero vocabolario e una ‘maestra’ paziente nell’insegnarlo agli altri.”

Come ti sei sentito a collaborare con artisti del calibro di Michael Kiske, Candice Night, Glenn Hughes e Derek Sherinian, solo per nominarne alcuni?

“E’ stata un’esperienza eccezionale. Abbiamo presentato il progetto ai vari musicisti e questi hanno accettato con entusiasmo grazie al fatto di essere stati liberi di esprimersi senza alcun condizionamento esterno. La cosa di cui mi sento più gratificato è che ogni singolo interprete ha contributo ad Aina lasciando un’impronta personale dato che, come dicevo prima, ognuno di essi proviene da un background musicale diverso: metal, rock, blues, progressive e via dicendo. In particolare sono stato orgoglioso di aver lavorato con due persone: T.M. Stevens e Michael Kiske. Il primo è un bassista di fama internazionale, ha suonato tra gli altri con Tina Turner e Joe Cocker, per cui è un artista al di fuori della scena metal. Il suo contributo è stato molto particolare e ha dato al brano ‘Son Of Sorvahr’ un tocco assolutamente inaspettato. Per quanto riguarda Michael, sappiamo ormai che la musica metal non lo interessa più. Tuttavia, quando gli ho parlato e gli ho proposto di collaborare ha accettato subito con entusiasmo perché ha potuto lavorare sulle sue parti come meglio credeva. Infatti la sua voce su Aina è molto differente dal suo stile negli Helloween, è più ‘morbida’ e narrante.”

Sei soddisfatto della scelta del cast oppure avresti voluto coinvolgere altri musicisti?

“Sono assolutamente soddisfatto, abbiamo lavorato molto bene con il cast coinvolto nel progetto e la scelta si è rivelata ottima in definitiva. Ovviamente, quando il progetto Aina era ancora in fase di ‘gestazione’ avevamo pensato anche ad altri musicisti. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto collaborare con Ronnie James Dio, ma purtroppo ha declinato l’offerta a causa dei suoi impegni personali e del tour in corso con la sua band.”

E’ stato difficoltoso registrare in studi così lontani?

“No, non particolarmente e questo grazie alle tecnologie contemporanee. Solo io, Robert (Hunecke-Rizzo, musicista e produttore, N.d.a.), Amanda e Miro, oltre ad alcune voci abbiamo registrato negli studi di Wolfsburg, in Germania. Gli altri musicisti hanno preparato il materiale nei propri studi di registrazione, ad esempio Candice Night a New York, Michael ad Amburgo, il coro della ‘Trinity School Boys’ a Londra. Quando il materiale ci è stato inviato, ci siamo occupati degli arrangiamenti finali e del missaggio, facendo coincidere tutte le parti presenti. Ogni parte cantata di Aina è in un certo senso virtuale dunque, anche se la lavorazione finale ha creato un insieme che trovo compatto e armonico.”

Tornando al concept, come mai la Principessa Oriana, che poi è la protagonista della storia, appare solo nella penultima canzone?

“Wow, è una domanda difficile! A dire la verità non ti saprei rispondere. Il fatto che la Principessa appaia solo in ‘Oriana’s Wrath’ non è stata una scelta voluta. Come dicevo prima, il lavoro si è svolto lungo alcune fasi principali. Prima Amanda ha scritto la storia, poi sono stati estratti i testi e successivamente la musica. In quest’ottica è possibile che il personaggio di Oriana, per esigenze di narrazione e per mantenere un buon equilibrio tra musica e liriche, sia dovuto apparire solo in quell’episodio…o almeno credo che sia così! Ah,ah,ah, devi scusarmi ma non ci avevo mai pensato!”

Mi ha colpito in modo particolare la traccia ‘Restoration’. E’ il brano conclusivo e in teoria dovrebbe celebrare la vittoria di Aina. Invece è un pezzo lento, con un’atmosfera oscura…senza contare che il ‘Coro Degli Angeli’ lascia intendere che ‘la pace non dura per sempre ed è meglio essere prudenti’. Vuoi parlarcene?

“Adoro ‘Restoration’, è uno dei miei brani preferiti. E’ una canzone molto ‘aperta’, nel senso che può lasciare intendere cose differenti. Innanzitutto lascia presagire che la storia non è definitivamente conclusa ma potrebbe proseguire…e poi, lascia la possibilità ai personaggi scomparsi di ritornare improvvisamente in scena. Inoltre trovo che sia ottima da un punto di vista musicale. Il brano è molto atmosferico, lento, melodico, con un ‘groove’ particolarmente intenso e pieno di energia.”

Possiamo dunque aspettarci un ‘Aina – Part II’?

“Certamente sì, le idee sono già pronte! O meglio…probabilmente sì, dipende anche da quello che sarà il responso del pubblico in termine di vendite e di approvazione, e poi bisognerà vedere ciò che ha intenzione di fare la Transmission. Un progetto complesso come Aina è andato incontro a spese molto elevate, prima di fare delle previsioni definitive sulla seconda parte dobbiamo vedere quale budget ci consentirà di maturare la prima. E’ la regola del music-business, non si sfugge!”

Pensi che sarà possibile proporre i brani di Aina dal vivo?

“Teoricamente non è impossibile, potremmo presentarci con un cast ridotto e magari accompagnati da una piccola orchestra. Il bello di Aina è la possibilità di potersi proporre sia ad un pubblico metal che ad altri tipi di audience. In definitiva però, anche questo dipende dal successo che avrà ‘Days Of Rising Doom’ e da quelli che saranno i responsi degli ascoltatori.”

Veniamo alla tua carriera di produttore. A cosa stai lavorando in questo momento?

“Sto ultimando il lavoro con i Rhapsody. Il nuovo album, che sarà disponibile in primavera è già pronto, mi sto occupando del missaggio finale. Vi anticipo che sarà un album particolare, suonerà molto heavy ma anche melodico. Questa volta abbiamo potuto contare sulla partecipazione di un ospite illustre, cioè Mr. Cristopher Lee, che ha registrato le sue parti di narratore a Londra e su di un’intera orchestra.”

E’ tutto Sascha, ti ringrazio per disponibilità. Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

“Sono molto orgoglioso di Aina, un lavoro che mi soddisfa sotto ogni punto di vista. ‘Days Of Rising Doom’ è un disco che va ascoltato con attenzione e capito in ogni sua parte. Abbiamo lavorato duramente, spero che apprezzerete i nostri sforzi e ciò che abbiamo da offrirvi!”

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login