Sargeist: “Let The Devil In” – Intervista a Shatraug

Let The Devil In” dei finlandesi Sargeist è stata una delle release di black metal tradizionale più rappresentative dello scorso anno. Abbiamo raggiunto via e-mail il chitarrista Shatraug, impegnato per altro in numerosi act nordeuropei) per scoprire qualche particolare in più su di una band che ha fatto dell’attitudine il proprio credo.

I nostri complimenti per il nuovo album. “Let The Devil In” suona crudo e senza compromessi. Ecco ciò che i Sargeist propongono ai loro fan. Pensi che il black metal tradizionale abbia dunque ancora qualcosa da offrire al giorno d’oggi?

“Può offrire emozioni vere e incontrollate attraverso la sua demoniaca forza creativa. Il black metal diventa una mera musica senza un ulteriore proposito che non sia l’intrattenimento, che purtroppo sembra essere l’unica cosa su cui si concentrano molte band attuali. Cercano tutti una scorciatoia per il successo, ma in questo modo la via verso l’autodistruzione è altrettanto breve.”

In effetti molte band al giorno d’oggi usano passaggi sinfonici molto marcati, i Sargeist invece riescono a suonare enfatici e maestosi senza ricorrervi…

“Non devi necessariamente suonare in modo sporco. Tutto deve essere un beneficio per l’arte e deve servire i suoi propositi. I Sargeist per esempio sarebbero finiti se utilizzassero una produzione digitale e perfetta come quelle odierne e la cosa non rifletterebbe nemmeno la nostra citata visione dell’arte.”

“Let The Devil In” suona come un sinistro invito. Qual è il significato del titolo e quali sono i contenuti a livello lirico?

“Il significato è molto semplice: lascia che la forza entri nel tuo cuore e nella tua anima, che ti permetta di essere libero da ogni imposizione della società e da ogni dogma religioso, di scegliere per tuo conto. Le ferite della carne causano grande dolore e noi accettiamo questo dolore al fine di aprire gli occhi.”

I Sargeist hanno pubblicato numerosi split durante la loro carriera. Trovate costruttivo collaborare con altre band? A questo proposito, quali gruppi odierni trovate rispettabili e degni di interesse?

“In massima parte si tratta di split EPs e penso che tutte le band con cui abbiamo pubblicato uno split suonino sempre alla grande come prima, se non meglio. Poi alcuni gruppi sono cambiati…i Drowning The Light ad esempio sono anni che pubblicano album sotto i loro standard mentre è da un sacco di tempo che non ascolto nulla dei Merrimack, per cui non saprei dirti. Gli Horned Almighty invece sono una band che ascolto sempre volentieri.”

La copertina del Cd raffigura un Monaco che regge una croce. Non è atipico per una band black metal?

“No, perché questo rappresenta il terrore sparso dalla religione.”

Ho notato che I Sargeist non hanno una pagina Facebook o MySpace, così popolari anche tra le band più estreme. Trovate che non sia utile pubblicizzarsi tramite un social network?

“Non tutte le cose sono realmente utili. I Sargeist non hanno bisogno di un sito web, né di utilizzare altri media, veramente, nessuno ne trarrebbe giovamento, tanto meno noi come artisti.”

Una parte di voi suona nei Behexen. Quali novità da questa band? Qual è la principale differenza tra queste due entità?

“Tre di noi suonano nei Behexen e al momento stiamo lavorando alla nuova release. Behexen rappresenta la visione oscura di Torog e Horns, io ne faccio parte per servire la loro causa.”

I Sargeist sono una live band? E’ previsto un tour dopo l’uscita dell’album o preferite selezionare date in piccoli club?

“Sì, al momento i Sargeist si stanno anche esibendo dal vivo. Purtroppo non abbiamo tutto il tempo necessario a un tour, per cui siamo costretti a suonare in club e festival qua e là. Personalmente preferirei un tour, sono stufo di prendere aerei.”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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