Holy Moses: “Master Of Disaster” – Intervista a Sabina Classen

Gli Holy Moses in Germania sono una leggenda. Una leggenda che loro vogliono far rivivere a tutti i costi, tornando sulle scene col mini ‘Master Of Disaster‘, dischetto pieno di metallo a base di thrash selvaggio e animalesco come non lo suona nessun altro.   Ce ne parla la leader Sabina Classen, vocalist dal cantanto ultra-brutale (e si parla ancora di fragili fanciulle…) che sarebbe in grado di insegnare molto a certi suoi colleghi maschi in fatto di violenza, dimostrandosi una persona capace di parlare di sè stessa senza nascondersi e, sopratutto, veramente innamorata della sua musica e convinta dei suoi mezzi. Udite, gente, udite…

Allora Sabina… gli Holy Moses esistono da ormai vent’anni! Vorresti ritracciare la storia della band per i nostri lettori?

“Ok, sì! Come hai già detto, gli Holy Moses sono in attività da 20 anni, si sono formati nell’80. Siamo rimasti a lungo senza un contratto, poi nell’86 è uscito il debutto ‘Queen Of Siam’ e subito dopo ‘Finished With The Dogs’. All’epoca eravamo una delle thrash band più famose, in Germania eravamo accostati a nomi come Sodom e Kreator… Poi, col tempo che passava, il business ed il manager che faceva lo stronzo, nel ’92 abbiamo deciso di scioglierci. Non vedevamo più la possibilità di fare quel che volevamo, credo che avessimo perso la nostra identità come band… Per me è stata molto, molto dura, avevo iniziato con la band che ero giovanissima ed ero affezionatissima a quel particolare feeling che avevamo. Tutti questi anni non ho fatto che pensare a come realizzare il nostro comeback, e come dare un senso al nostro ritorno sulle scene. Beh, adesso, credo di essere una delle donne più felici sulla faccia della terra (ride, N.d.A.)!” E gli Holy Moses nel 2001 come sono?

“Oh, credo che la cosa più importante sia che l’attitudine e la pesantezza sono le stesse che avevano gli Holy Moses all’inizio degli anni ottanta… è davvero importante per me che tutti siano in grado di sentire che il nuovo materiale è fresco, brutale, tecnico e tipicamente in stile Holy Moses. In fondo non è cambiato molto, direi che nel 2001 siamo la stessa band, con la differenza che in questi anni ho imparato moltissime cose su come muovermi nel business e come fronteggiare i problemi della band. Tra i ragazzi del gruppo andiamo tutti d’accordo, ci divertiamo suonando e penso che ognuno se ne può rendere conto ascoltando ‘Master Of Disaster’. Cosa devo dire… sono felice!”

E Sabina Classen com’è cambiata negli ultimi vent’anni anni?

“Ah ah, questa si che è una domanda difficile! Ok… tutti cambiano, è l’evoluzione. Direi che la cosa più importante che mi è successa e che ha cambiato il mio modo di pensare è questa: un anno e mezzo fa ho scoperto di avere un cancro ed ho avuto un brutto incidente con la moto. Sono stata in ospedale, ho subito due operazioni e per due volte mi sono ritrovata quasi morta. Mentre ero in ospedale ho capito che lavoravo troppo ed ho avuto modo di capire quali sono i miei veri amici. Ho capito che facevo tantle cose per gli altri mentre loro non mi restituivano niente… e ho capito che quello che volevo fare nella vita era la musicista. Questa è l’unica cosa della quale ho bisogno. Ora sto di nuovo benone, ma quando sono entrata nello studio di Andy Classen per registrare le canzoni di ‘Master of Disaster’, praticamente ero nelle mani della morte! Tutti i miei problemi sono usciti fuori mentre scrivevo i testi, ero aggressiva da morire e ho messo tutto quello che avevo dentro di marcio su carta! Un paio di giorni fa mi sono fatta fare un controllo dal dottore, e… sto bene, il cancro è sparito! I fan che mi hanno incoraggiato tutto il tempo mi hanno aiutato moltissimo, dicendomi ‘per favore Sabina, riformate gli Holy Moses’… Solo che avevo un problema con la parola ‘reunion’, tutti parlavano male dei gruppi che si stavano riformando. Beh, quando ero in ospedale mi sono detta: vaffanculo, io sono Sabina, io rivoglio gli Holy Moses e nessuno può giudicare quello che ha nel cuore un musicista, dicessero pure quello che gli pare. Io ritorno sulle scene(ride, N.d.A.)!”

Ok, parliamo di ‘Master Of Disaster’! Allora, la produzione è molto moderna, il riffing invece è thrash in puro stile Holy Moses…

” Si, hai completamente ragione (ride. N.d.A.)! Per me la cosa più importante era proprio che suonasse come un disco degli Holy Moses, ma non ci siamo mai messi a pensare a come farlo suonare così… è semplicemente una cosa che veniva dalle viscere! Ci siamo detti: se noi siamo gli Holy Moses, allora suonerà come un disco degli Holy Moses! Non vogliamo copiare noi stessi nè tantomeno altri gruppi. Hai ragione, il suono è molto moderno, penso che dipenda dal fatto che l’equipaggiamento nello studio di registrazione fosse tutto nuovo di zecca (ride, N.d.A)! Certo, avremmo potuto registrare a 16 tracce e dare al tutto un suono in stile anni ’80, però penso che sia giusto guardare al futuro e approfittare di quanto di buono ci offre la tecnologia moderna. L’unica cosa importante è che lo stile sia quello degli Holy Moses, come hai detto tu… è il complimento più grande che ci potessi fare! Quello che conta è che i fan riconoscano la nostra musica, non credo che gli farebbe piacere sentire un disco registrate su 16 o magari 8 tracce solo perchè così si usava una volta (ride, N.d.A.)! Poi, credo che sia interessante avere un mix tra il trash degli ’80 ed il suono del 2001. Questa è la musica che vogliamo fare ora, e credo che anche i fan ne saranno soddisfatti!”

Anche la tua voce è aggressiva e violenta come non mai! Abbastanza singolare, se guardi a quello che combinano gli altri gruppi con cantanti donne… sembreresti la ‘bad girl’ dell’heavy metal!

“Ah ah, sì sì! Ma non è che lo faccio per distinguermi dalle altre ragazze che cantano in un gruppo metal… sono io, sono fatta così! Quando ho fatto il mio primo provino con gli Holy Moses, i ragazzi mi hanno chiesto se mia mamma mi dava del whisky invece che latte… Sono così e sono contenta di non la copia di un’altra cantante. D’altra parte, credo che per noi ragazze le cose siano più semplici: Doro ha la sua voce particolare, la cantante dei Lacuna Coil ha la sua voce particolare, Sandra dei Guano Apes ha la sua voce particolare. Direi che nel metal biz ogni ragazza ha la sua voce unica, ed è un bene perchè cosi nessuno può fare stupidi paragoni. Doro (Pesch, N.d.A.) è una mia ottima amica e ogni volta ci facciamo un sacco di risate, lei prende in giro la mia musica e io la sua… insomma, sono contentissima di essere la ragazzaccia del metal (ride, N.d.A.)!”

Senti, su disco sfoderi tutta la tua aggressività, mentre ora a parlarti sembri una persona simpatica e dalla risata facile; chi è la vera Sabina Classen?

(ride, N.d.A.)Questa è una domanda pericolosa, ah ah! E’ difficile parlare di me stessa. Ho quattro cicatrici sul mio braccio destro che rappresentano le quattro persone che condividono il mio corpo. A volte sento il bisogno di cambiare. Posso essere una ragazza molto calma e introversa, posso essere in grado di amare moltissimo, posso diventare una vera business woman all’occorrenza, anche se lo odio; d’altra parte, essendo una persona tranquilla, a volte ho come bisogno di uscire da me stessa. Odio le discussioni accese, alcune persone sono davvero insopportabili! Preferisco esprimermi con i miei testi e la mia musica, salgo sul palco e distruggo tutto, amo tutto questo! I concerti, parlare coi miei fan, sono tutte cose che rendo la mia vita interessantissima e che mi impediscono di staccarmi da questo pazzo mondo!”

Ok… allora, hai detto che non ti piace sentirne parlare ma io te lo chiedo lo stesso… il thrash metal sta vivendo un momento di rinnovata vitalità, ed il ritorno degli Holy Moses sembra organizzato a puntino per questa occasione…

“Ha ha, yeah, hai ragione! Non so se fosse un segno di Dio, di Buddha o di chi vuoi tu; ma sono convinta che la mia malattia fosse un segno e che questa sia stata la decisione giusta. Ok, il thrash sta ridiventando popolare, credo che l’unica cosa che conti sia che le band che decidono di riformarsi lo facciano per passione e non per denaro. E’ chiaro, mi piacerebbe guadagnare soldi con la musica, perchè vorrebbe dire che non avrei bisogno di fare altri lavori e potrei fare quello che voglio io, cioè musica; però deve essere una decisione che ti viene dal cuore, a che ti servono i soldi se non fai la musica che ami?”

Eh eh, allora suppongo che non vedremo mai gli Holy Moses in veste di pop-band…

(ride, N.d.A.)Guarda, la scena sta tanto cambiando che se guardi nelle classifiche tedesche vedi i Dimmu Borgir accanto a un gruppo che fa musica dance… sembra che questo tipo di musica stia diventando pop! La cosa folle è che è lo stesso effetto che voglio avere con la mia musica! Non dico che ‘Master Of Disaster’ è un disco commerciale, la musica è troppo dura perchè sia così, ma se tanta gente lo compra si può ben dire che gli Holy Moses sono un gruppo “pop” (ride, N.d.A.)!”

Senti, fino a poco tempo fa il trend del momento era il power metal. Credi che possa succedere la stessa cosa con il thrash, che possa diventare una vera e propria moda?

“Buona domanda! Penso che il problema sia questo: se ci sono troppe band che fanno la stessa cosa, che in definitiva si copiano a vicenda, alle case discografiche non importerà quanto sia buono un gruppo purchè suoni come questi gruppi e che venda! Così alla fine il trend muore. Prendi le band che esistono da 15-20 anni, come i Sodom, i Megadeth, gli Slayer: esistono ancora tutte quante, perchè facevano la musica che gli piaceva. Se non suoni col cuore, alla fine sparisci, quando i fan cominciano a cercare qualcosa di nuovo. La cosa più importante è avere una propria identità. Se un ragazzo mette il cd nello stereo e dalle prime note capisce che gruppo sta suonando, allora non ci sono problemi col trend, perchè il guppo in questione ha una sua identità definita.”

Sabina, secondo te cosa deve fare una band emergente per imporsi all’attenzione del pubblico?

“Oh, è dura per i gruppi nuovi, negli eighties tutto era più facile perchè c’erano meno gruppi sulla scena! Penso che internet possa dare una mano, rende più facile promuoversi, ma credo che la cosa più importante sia essere se stessi e non cercare di fare la rockstar. Cioè: devi essere una rockstar, devi avere qualcosa di speciale! Prendi gli Hammerfall: non fanno musica che mi piace, ma loro hanno quel qualcosa! E i fan lo sentono, sentono se la musica ti viene dal cuore e capiscono che non sei un qualsiasi gruppo emergente. Quello che posso consigliare ai nuovi gruppi è: trovate il vostro stile, siate voi stessi! Non pensate a copiare un altro gruppo famoso, siate i vostri stessi idoli e spaccherete il culo!”

…mmmh, cosa pensi di Marylin Manson?

(ride, N.d.A.)Come ragazza, devo dire che ha qualcosa di sexy (valle a capire, le donne! N.d.A.)! E’ completamente pazzo e questo mi piace. D’altra parte… alcune delle sue canzoni mi piacciono molto… ma una volta l’ho visto dal vivo e ho visto una cosa che proprio non mi è piaciuta. Ha preso una ragazza giovanissima dal pubblico e ha fatto finta di scoparsela sul palco. Quella ragazza dopo era in lacrime, era shockata. Come dicevo, mi piacciono i tipi fuori di testa, sono fuori di testa anch’io, ma questo era davvero troppo!”

E pensare che qualche tempo fa faceva paura Alice Cooper… Ma secondo te, quant’è importante essere estremi, shockanti?

“Buona domanda… credo che se hai quel qualcosa di speciale, non hai bisogno di decapitare bambole o roba del genere… il problema è che il mondo ha bisogna di qualcosa di cui chiacchierare, e le band per avere successo devono dargli questo. Cioè, a me piace avere i fuochi artificiali sul palco, ma preferisco che siano gli Holy Moses il fulcro dello show! Però, credo che l’importante sia essere sempre se stessi, se Manson è così pazzo anche nella vita di tutti i giorni, non solo sul palco, allora è cool. Se sei matto di tuo, sei te stesso e ti diverti, allora va bene! Io non voglio essere un’attrice, voglio parlare di me stessa con la mia musica!”

Ok Sabina, un’ultima domanda: so che tu sei molto attiva in rete, mentre molti musicisti hanno un’opinione negativa di software come Napster… tu cosa ne pensi?

“Oh, a me non da problemi, penso che sia una cosa positiva. La tecnologia mi è sempre piaciuta, ho comprato il mio primi PC che avevo appena 15 anni… Con Napster hai la possibilità di trovare pezzi rari e di conoscere bands nuove, col prezzo dei CD capisco che comprare un prodotto a scatola chiusa può non valer la pena. E credo che i veri fan, se gli piace quello che sentono, supportano le band e vadano a comprare un disco se gli è piaciuto. Non mi piace invece se la gente si scarica i pezzi e poi li riversa su masterizzatore Quindi, ragazzi, scaricatevi pure i brani di ‘Master Of Disaster’, ma di una cosa vi prego: se vi piace, per favore, comprate il disco!”

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