Lordi: Rock’n’Roll Monsters – Intervista

Guardate la foto di questi mostri: cosa pensate? Che tipo di musica pensate propongano? Che tipo di persone pensate si nascondano dietro quelle maschere? La sorpresa potrebbe essere più grande di quella che vi immaginate. I Lordi sono alla prima uscita su larga scala, in Italia, con ‘The Monster Show’, ma nella loro patria, quella Finlandia che continua a sfornare eccitanti novità musicali come se si trattasse della cosa più naturale del mondo, hanno già avuto momenti di vera e propria gloria. La loro miscela di immagini da cinema horror e musica all’insegna del rock’n’roll più sgangherato avrà successo anche nello stivale?

Prima di verificarlo, c’è l’opportunità di sapere direttamente dal loro leader un po’ di cose. Tanto per arrivare preparati all’impatto con quello che si annuncia come uno degli incontri più sconvolgenti dell’anno musicale in corso.

So che siete già molto famosi in patria, ma non ancora in Italia, soprattutto a causa della distribuzione. Magari, quindi, potresti cominciare raccontandoci un po’ la storia della band…

"E’ una storia lunga.Il primo demo a nome Lordi risale al ’92, ma c’ero soltanto io, non eravamo ancora un gruppo: il motivo è che i membri della band nella quale ero prima non volevano più suonare le mie canzoni. Prima andavano bene, ma all’inizio degli anni ’90 volevano suonare cose tipo Pantera, cose piuttosto dure, mentre a me piacevano Alice Cooper e i Kiss: si trattava di trovare una valvola di sfogo a quello che avevo dentro. Mi sono reso conto che mi trovavo meglio da solo, quindi ho lasciato la band e ho formato i Lordi, chiamando altri musicisti. A quel punto ero il capo di me stesso e nessuno, nel gruppo, aveva dei problemi con la direzione musicale: eravamo una heavy rock band. Sono sempre stato un grande fan dei Kiss e di tutti quei grandi gruppi che hanno grande musica e grande immagine, e poi sono un grande fan dei film horror: ho deciso di mescolare queste due passioni della mia vita, l’heavy rock e i mostri. Avevamo tutto quanto pronto nel ’96, o ’97, con tanto di maschere, costumi, tutto, ma non c’era una casa discografica. Alcune ci dicevano che avevamo un grande look ma la nostra musica faceva schifo, quindi se magari avessimo deciso di cambiare quell’aspetto…al che noi rispondevamo che no, quella era la musica che volevamo fare, andassero a quel paese! Poi c’erano altre case discografiche dicevano che la nostra musica era ok, ma la nostra immagine…"Avanti, è così stupida! Se vi togliete i costumi e vi tagliate i capelli, l’affare è fatto" E così noi li abbiamo di nuovo gentilmente mandati a quel paese. Alla fine ci sono voluti 10 anni per avere un contratto: il primo singolo e il primo album sono usciti nel 2002. Comunque eravamo contenti: dopo 10 anni in cui sbattevamo la testa contro il muro, era il muro che si era rotto, non la nostra testa! Il singolo arrivò al numero uno e rimase nella classifica finlandese per 6 mesi, mentre l’album ottenne il disco di platino in 2 settimane, o qualcosa del genere. E la cosa bella è che nessuno, al di fuori della band, ci aveva creduto: stavano tutti a darci dei "buoni consigli".

Ecco, comunque questa è la versione breve della storia: siamo diventati una di quelle meteore improvvise, che non è una cosa positiva. Il successo dura poco, quindi, quando il secondo album è uscito, la gente non era più molto interessata. Ma siamo qui, perciò non si trattava di un caso isolato…E adesso, grazie all’accordo con la Sanctuary, abbiamo una distribuzione nei Paesi in cui non ce l’avevamo prima, e siamo curiosi di vedere come reagirà la gente."

Quando si sono uniti alla band, gli altri membri sapevano del tuo progetto anche per quanto riguarda il look?

"Sì, anche perchè ci siamo incontrati attraverso la "Kiss Army", il fan club dei Kiss di cui sono presidente per la Finlandia, fra l’altro. Siamo diventati amici, e poi non c’era nessun problema a vendere l’idea dei travestimenti a dei fan dei Kiss! (ride) E poi, a parte i Kiss, abbiamo in comune una grande passione per le heavy metal band degli anni ’80."

A proposito dei Kiss, cosa pensi della loro reunion?

"Penso sia una gran cosa. So che ci sono un sacco di persone che non sono d’accordo con me, ma per un fan dei Kiss non c’è motivo che smettano: finché si divertono, che vadano avanti. Sarà un giorno molto triste, per me, quando si scioglieranno ufficialmente.Un po’ come lo fu quello della morte di Elvis per i suoi fan."

A parte i gruppi del passato, c’è qualche band o musicista con cui ti senti in sintonia adesso? Penso ad esempio a Rob Zombie…

"Mi piace tantissimo, e anche gli White Zombie mi piacevano tantissimo. Però penso che l’influenza maggiore che ho avuto da Rob Zombie, anche se ai tempi del primo album aveva un po’ l’aspetto che ho io (ride), riguarda il lato musicale. E non mi riferisco alle melodie, ma al tempo e alla produzione, quella specie di estrema disco-metal. Poi ci sono i Darkness: gran parte della gente pensa che si tratti di uno scherzo, ma so per certo che i membri della band non la pensano affatto così; fanno quello che vogliono fare davvero, e non cercano di essere divertenti o ridicoli. Ecco, lo stesso discorso vale per noi: non facciamo mai niente con l’obiettivo di far ridere la gente, ma allo stesso tempo se la gente pensa che si tratti di una cosa divertente, non abbiamo nessun problema. La stessa cosa succede con i Kiss: la maggior parte delle persone pensa che i Kiss siano un gruppo ridicolo, ma li ama lo stesso. Per un loro fan, comunque, non c’è niente di ridicolo.

Tornando alla tua domanda, penso che non ci siano molti gruppi, in questo momento, simili a noi…beh, forse Mortiis, con il suo make-up, ma non molti. E più una comunanza di atteggiamento, semmai, come quella con i Darkness.

Ovviamente sarebbe stupido, da parte mia, negare le influenze, perchè sono ovvie: penso che l’heavy metal degli anni ’80, fra l’altro, sia la musica migliore che sia mai stata scritta, quindi mi rifaccio a quella. Penso che possiamo essere descritti come un mix di Kiss, Alice Cooper, Wasp, Twisted Sister, eccetera."

Anche se hai detto che vi prendete sul serio, ci mettete comunque senso dell’umorismo?

"L’umorismo dipende sempre da chi ascolta e guarda. Qualsiasi cosa la facciamo molto seriamente, senza l’obiettivo di far ridere la gente. E’ il messaggio, invece, che non è molto serio: questa è la grandissima differenza.

Alcune persone, se guardano un film horror, vomitano e pensano che sia perverso, per niente divertente, orribile. Per altre persone, invece, i film horror hanno un effetto da commedia: ridono quando vedono delle teste tagliate o dei morti resuscitare, lo trovano divertente. Ecco, chi fa film horror non lo fa con l’obiettivo di far ridere la gente, ma i veri fan del genere ridono, perchè la loro passione è grande. E’ anche simile ad andare sulle montagne russe: alcune persone vomitano, altre continuano ad andarci.

Quindi noi non facciamo uno spettacolo da cabaret, ma comunque si tratta di qualcosa che vuole essere piacevole, di intrattenimento: in quel senso, quando la gente nota degli elementi umoristici nella nostra band, va benissimo."

Hai di nuovo parlato di cinema: quanto pensi sia importante nel tipo di musica che fai? Ci sono dei titoli in particolare che ti hanno influenzato?

"Sì, un sacco. Prendi, ad esempio, la mia faccia: ha diversi elementi di quella di Freddy Krueger, da ‘Nightmare’. Poi ci sono influenze di ‘Hellraiser’, ‘Alien’, ‘Predator’, i vari film di zombi, la lista potrebbe continuare all’infinito. Sono un grande fan del cinema. Ho frequentato una scuola di cinema 10 anni fa, quindi se dovessi fare un lavoro normale, probabilmente farei il regista in TV o per qualche spot, ma per fortuna non è così! (ride)

Comunque ci sono un sacco di buoni film in giro: recentemente ho visto ‘Il Fantasma Dell’Opera", e all’inizio ero scettico, ho pensato ai soliti film sull’opera, ma alla fine mi è piaciuto parecchio. Poi mi sono piaciuti un sacco i remake di ‘Non Aprite Quella Porta’ e ‘L’Alba Dei Morti Viventi’, e la versione americana di ‘The Ring’. E poi ci sono ‘The Village’, ‘Il Sesto Senso’, ‘Unbreakable’…ce ne sono veramente tanti, al momento. Sono contento che sia finito il boom dei teen movies a metà fra la commedia e l’horror, tipo ‘So Cosa Hai Fatto’: non mi piacevano per niente. Erano come delle versioni allungate di ‘Beverly Hills 90210’ con un pizzico di horror."

Tornando al vostro look, ti dà fastidio pensare che alcune persone vi potrebbero seguire solo per quello e non per la musica?

"Il nostro look è sia un peso che una benedizione. Sono consapevole che se non avessimo quest’immagine non saremmo arrivati a questo successo. Posso assicurarti che non ci toglieremo mai le maschere, però d’altro canto la gente, quando vede il nostro aspetto, pensa che facciamo black metal, e quindi in un certo senso la nostra immagine finisce per creare un po’ di confusione. Quando queste persone ascoltano la nostra musica si chiedono cosa cavolo sia, e al tempo stesso io, da parte mia, non toccherei un album del black metal che ascoltano, nemmeno con un bastone (ride). Poi c’è la gente che ci sente per la prima volta alla radio, e non ci può credere quando scopre la nostra immagine. Dal nostro punto di vista il nostro look e la musica che facciamo non sono distanti l’uno dall’altra, ma hai ragione quando dici che tanta gente apprezza solo uno dei due elementi. Non ho nessun problema con questo. Ad esempio in Filnandia ci sono un sacco di persone che vengono ai nostri concerti anche se non apprezzano la nostra musica, semplicemente per vederci: in effetti non ci sono altri gruppi, in giro, che offrono il tipo di spettacolo che offriamo noi."

Sarete in tour in Italia in aprile, che tipo di spettacolo porterete?

"Dipende da quello che potremo far stare sul palco: al momento non sappiamo niente delle dimensioni, comunque ci metteremo tutto quello che riusciamo a farci entrare! Tutto il tour sarà un po’ come una scommessa, perchè non sappiamo cosa possiamo portare sul palco…ma avremo sempre tutto con noi."

Come giudichi la decisione della Sanctuary di pubblicare un album con pezzi estratti da entrambi i vostri lavori?

"In effetti si tratta di una compilation. E’ un po’ come un biglietto va visita: è un’introduzione alla band per gente che non sa niente di noi. C’è stato chi, in Finlandia o in Germania, si è arrabbiato quando ha saputo che pubblicavamo una cosa del genere, ma per l’Italia, ad esempio, dove i nostri album non erano usciti, tutti i pezzi sono nuovi.

Poi c’è l’aspetto divertente di persone che si lamentano del fatto che esca ‘The Monster Show’, nonostante nei loro Paesi i nostri lavori precedenti non siano stati pubblicati, e in questo caso ci chiediamo: "Come cavolo ci conoscevano? Non eravamo neanche usciti, là!"

Sai, credo sia più saggio e più facile per la casa discografica fare in modo che la gente ci conosca attraverso una compilation. Ma c’è anche gente che pensa che stiamo cercando di farci i soldi!"

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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