Rock On The Rock Festival!: Intervista a Denny Hurst

Ciao Denny, il Rock On The Rock festival è giunto alla terza edizione quasi in sordina ma ha la particolarità di essere il primo evento, in Italia, che riunisce per ben tre giorni gruppi di ispirazione cristiana da tutto il mondo. Puoi raccontarci come nasce questa esperienza così particolare?

“Potete accedere al nostro sito per avere maggiori spiegazioni: http://www.rockontherock.com. Se cliccate sul mio nome (che sta nella pagina contatti/informazioni) trovate la mia testimonianza personale completa. In sintesi, ho partecipato a festival di musica rock cristiana in tutto il mondo a partire dal primo in USA nel 1973 e ho sempre voluto che una cosa simile succedesse anche in Italia. Certo non immaginavo che sarei stato proprio io a organizzarlo ma ho sentito la chiamata di Dio e non mi piace mai dirGli di no!”

Veniamo subito a noi: vuoi spiegarci dettagliatamente a cosa potranno assistere le persone che verranno a vedere il festival? Qual’è programma? Quali le attrattive extra musicali? Ovviamente spiegaci anche dove si terrà.

“Ogni sera ci saranno 4 gruppi provenienti da 9 paesi diversi (Italia, USA, GB, Svizzera, Francia, Polonia, Brasile, Svezia, e Belgio) che suoneranno new metal, emo, punk e Hip Hop. Ci sarà anche un DJ sul palco secondario, il quale farà in modo che il divertimento continui anche mentre il palco principale viene allestito fra un cambio di band e l’altro. Ancora una volta, visitate il nostro sito per avere il programma completo. Secondo me una delle cose straordinarie è il fatto che ci sono tanti giovani da tutta Italia e tutto il mondo che vengono da noi perché vogliono ascoltare la musica che amano e che celebra la loro fede in Cristo. È questo che rende questo evento unico in Italia: tutte le band che si esibiscono, suonano musica propria che si fonda sulla loro fede in Gesù!

Un’altra attrazione è rappresentata dalla ubicazione del festival sul Lago di Garda. Chi viene potrà godere anche di quello che il lago ha da offrire durante il giorno. Quest’anno c’è un’attrazione in più, rappresentata dal fatto che a ospitare il festival è un paesino chiamato San Michele, nel comune di Gardone Riviera. In questo posto si possono praticare attività come percorsi a piedi in montagna, mountain bike e parapendio.”

Come hai scelto i gruppi che fanno parte dell’eterogeneo bill?

“La mia scelta si fonda soprattutto su due cose: la fede profonda e vera delle band in Gesù Cristo (fondamento della loro musica) e la qualità estremamente professionale della loro proposta musicale. E poi voglio dare sempre un sapore internazionale al festival quindi cerco di avere un bell’insieme di band da paesi diversi.”

Quali sono i nomi di maggior spicco e come definire la loro proposta?

“Difficile dire. Risponderò parlando di una band diversa per ogni sera. Venerdì, ci sono i Superhero che vengono dalla Scozia e sono una delle band più richieste di tutto il festival. Sono costantemente in giro a suonare per il Regno Unito e quest’estate, oltre a partecipare al nostro festival, compariranno nei principali festival cristiani d’Europa, tra cui il Freakstock in Germania, il Flevo in Olanda e il Greenbelt in Inghilterra. Loro definiscono la propria musica "post-grunge rock".

Sabato è la volta di una delle band che l’anno scorso ha riscosso maggior successo, i brasiliani Antidemon. La loro musica è una miscela di death metal/grindcore e sono certamente il gruppo più hard del festival ma, allo stesso tempo, le persone più dolci del pianeta!

Domenica il festival si conclude con i britannici Fire Fly e offriranno lo show più stimolante sul piano visivo. Difficile etichettarli a livello musicale ma certo penso li si possa considerare una band metal.”

Qual’è il motivo più importante per la creazione di quest’evento?

“Prenderò a prestito una frase che il direttore della comunicazione del festival, Giuseppe De Chirico, ha scritto, perché penso che meglio non riuscirei a esprimermi: – il motore che anima l’evento, infatti, è il desiderio di trasmettere un messaggio positivo, promuovendo una vita sana e costruttiva, contro la droga, l’abuso di alcool e contro l’esercizio di ogni forma di sopruso. Il rock, comunemente apparentato ad un’idea di dissolutezza e di violenza, pur mantenendo inalterati gli elementi stilistici che lo costituiscono, assumerà una connotazione inedita veicolando un messaggio di amore e di speranza. Questa è la vera anima del festival, l’elemento che lo rende autenticamente alternativo -.”

Rispetto ad un momento critico per il rock ed il metal in particolare, preso da mira dai fatti incresciosi del varesotto, un festival di questo tipo assume senz’altro una valenza speciale, sei d’accordo?

“Sì, è anche per questo che intendo far suonare soltanto gruppi rock e metal che promuovano la vita e non la morte. Penso non ci sia niente di meglio di un festival come il Rock on the Rock, (ndt. Rock sulla Roccia) e la Roccia è Gesu’ Cristo!”

La scelta coraggiosa di decidere di lasciare l’ingresso al concerto gratuito è stata dettata da un preciso intento?

“Vogliamo far sì che tutti possano venire. Il primo anno, abbiamo commesso l’errore di far pagare un biglietto di ingresso e abbiamo notato quasi tante persone all’esterno quante ce n’erano all’interno del recinto ad ascoltare le esibizioni! A quel punto, abbiamo deciso di cercare degli sponsor, di offrire un servizio ristorante durante il festival e di raccogliere un’offerta ogni sera durante i concerti per pagarci le spese. Siamo ancora indebitati dallo scorso anno ma siamo convinti che quest’anno andrà meglio!”

Quali sono i partner che sino ad ora sono rimasti entusiasti della vostra iniziativa ed intendono continuare a supportarla in futuro?

“L’associazione Contrasti, che è quella che gestisce anche lo Sk8park di Salò, la Provincia di Brescia, Principles Management in Svizzera, e la ditta grafica di Giuseppe De Chirico. Ci auguriamo che il Comune di Gardone continui ad essere uno dei nostri partner dopo l’edizione di quest’anno.”

Quali sono stati i momenti più intensi delle prime due edizioni?

“Il primo anno, forse le due esibizioni di Rick Cua, uno dei più grandi bassisti di… tutti i tempi! Molti lo conoscono per essere stato il bassista degli Outlaws nei primi anni ’80, ma in seguito lui ha inciso una decina di album di rock cristiano per tutti gli anni ’90 e fin dopo il 2000. L’anno scorso, è stato il sabato, quando ha diluviato per tutto il giorno fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, per poi smettere – e solo nella zona del festival, intorno al campo! – fino a 15 minuti dalla fine dell’esibizione dell’ultima band! È stato Dio a fermare la pioggia per permetterci di andare avanti con lo spettacolo!”

Se non sbaglio vengono al festival, che si tiene per la terza volta nei pressi del Lago di Garda, anche molti stranieri. Come accolgono il festival?

“Lo adorano! Vengono molti svizzeri e tedeschi, alcuni americani e anche altri che si trovano in vacanza nella zona.”

E come vivono invece gli italiani, sia i conterranei che coloro che vengono da fuori, quest’iniziativa?

“È un’esperienza nuova per molti di loro ma un’esperienza che sta crescendo! Spero che dal Rock on the Rock possa nascere qualche nuova band italiana di rock cristiano.”

Avete un sito in cui è possibile raccogliere maggiori informazioni vero?

“Il sito che ho menzionato prima: http://www.rockontherock.com. C’è tutto, compresi la possibilità di ascoltare degli MP3 di tutti i gruppi e i link ai rispettivi siti.”

Concludendo volevo chiederti se sei d’accordo su questo: i musicisti di ispirazione cristiana non hanno moltissime velleità commerciali e per questo riescono ad esprimersi più liberamente da punto di vista artistico, senza freni insomma, o gabbie prestabilite. Che ne pensi?

“A dir la verità, l’attuale scena della Musica Cristiana negli Stati Uniti è enorme e rappresenta un grosso fenomeno commerciale. Sfortunatamente, ciò ha creato alcune barriere e ha ingabbiato alcune band, mettendole dentro confezioni che gli stanno strette. Ma la maggior parte delle band di musica metal & hard music sono ai margini di quella scena e sono in liberi di esprimersi come vogliono.”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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Rock On The Rock Festival: Live Report

Per il secondo anno consecutivo si è tenuto, mantenendo come cornice dell’evento l’affascinante lago di Garda, il festival Rock On The Rock. La particolarità di quest’appuntamento musicale è senz’altro legata alla scelta delle band, tutte d’ispirazione cristiana, nonché all’eterogeneità delle proposte musicali presentate nell’arco di tre serate, ossia il 23, il 24 ed il 25 luglio.

La prima novità, rispetto alla passata edizione, è la decisione (decisamente vincente) presa da parte dell’organizzazione di concedere accesso gratuito all’area concerti per i visitatori. Il numero degli spettatori per tutte e tre la serate del festival infatti è aumentato considerevolmente rispetto a quello della prima annata. Altra novità è rappresentata dalla locazione scelta per il festival di quest’anno, ossia un’area sportiva attrezzata e sita nel comune di Manerba sul Garda; la zona, comprendente spazi di ristoro per consumare la cena è stata anche provvista di una serie di banchetti a tema organizzati da distributori e gruppi musicali.

Purtroppo il lato carente di questa manifestazione è legato allo scarso battage pubblicitario che rende quasi un evento fortuito la scoperta di un festival musicale che, come si vedrà, di fatto merita ben altra considerazione da parte dei media di settore.

Prima di passare alla cronaca delle tre giornate voglio ricordare, giusto a livello informativo, che tra il concerto di un gruppo e l’altro si esibivano su un palchetto laterale JayMay e Doug E. Ross, che hanno allietato (o tormentato, a seconda dei gusti) a suon di hip hop e rap i presenti.

Venerdì 23 luglio

La serata del 23 viene inaugurata dalla performance della giovanissima hardcore band londinese degli Zyllah (http://www.zyllah.com), autori di circa una mezz’oretta di un sound veramente potente e veloce. Purtroppo lo spazio di fronte al palco era pressoché vuoto ma i giovani musicisti non si sono scoraggiati ed hanno presentato una serie di brani “heavy” ma anche melodici, caratterizzati da passaggi cupi, seppur semplici e facilmente memorizzabili.

Si cambia completamente registro con il gruppo successivo, ossia gli Antidemon (http://www.zadoque.com.br), un trio brasiliano dedito ad un brutal death grind decisamente convincente e devastante. Il set dei nostri, tenutosi già dopo cena, incontra la cornice di alcune centinaia di sostenitori del metal più estremo che accompagnano la band negli eccessi sonori presentati. Il leader della band (nonché pastore evangelico) Batista, cantante e bassista, è interessato a sottolineare come ogni pezzo abbia un messaggio, tramite un traduttore dal portoghese presente sul palco, che illustra il significato dei brani della band. Si inizia con ‘Insanos Condenados’ (tratta dal secondo album ‘Anillo De Fuego’), dedicato alle persone rifiutate dalla società, un brano potente e caratterizzato da ritmiche simil-Sepultura di ‘Chaos A. D.’. Si continua con ‘Suicidio’ (tratta dal primo album ‘Demonicidio’; il tema trattato è chiaramente legato al titolo stesso della canzone) e ‘Velas Negras’ (tratta ancora dal secondo album; si tratta di un vero e proprio inno alla fede in Cristo ed un rifiuto totale di Satana), due brani velocissimi e rutilanti, che dimostrano quanta energia ci sia nelle braccia della piccola e graziosa batterista Elke, moglie di Batista. Ancora tratta dal secondo CD abbiamo poi ‘Escoria’ (liricamente è un attacco alla chiesa cattolica brasiliana, troppo bigotta e attenta prima di tutto alle apparenze), un pezzo decisamente thrash, con ritmiche che a tratti sconfinano anche nel punk… un pezzo ideale per headbanging! La successiva ‘Usuario’ inizia con un una parte di basso che ci porta ad un riff cadenzato e “moshy”, ideale, ancora una volta, per scatenare i fan presenti sotto il palco, che si lanciano, in effetti, in uno scatenato pogo. Il colpo finale arriva con ‘Massacre’, song che, come suggerisce il titolo, risulta una fra le più potenti ed efficaci, sostenuta dalla chitarra di Kleber che, sempre senza eccedere, suggella in modo egregio ogni brano. Il set degli Antidemon si conclude fra gli applausi soddisfatti della platea e senz’altro merita la palma della migliore esibizione della prima giornata.

A seguire arrivano sul palco del Rock On the Rock i polacchi OX (http://www.ox.kdm.pl), dediti ad un sound abbastanza inclassificabile, che miscela nu-metal, industrial, campionamenti folli e ambient. I testi dei nostri, in polacco, sono veramente incomprensibili, ma il singer della band si fa tradurre in modo preciso il concetto essenziale del messaggio delle liriche, volte soprattutto a presentare il punto di vista dei cristiani che abitano in un paese pieno di problemi a prima vista insanabili. La disperazione della generazione incarnata dagli Ox è ben rappresentata da un sound complesso ed al tempo stesso scarno, straniante, che non concede momenti di luce o speranza. Forse lo stile decisamente complesso da digerire rende anche piuttosto freddi gli spettatori durante la performance della band, che, comunque, esagera anche con break troppo lunghi che illustrano i messaggi delle canzoni ma raffreddano irrimediabilmente il clima dell’audience.

Altro gruppo interessante per la serata è senz’altro quello dei Pistis (http://www.pistiscore.com) che concludono la prima giornata con un sound assimilabile al metalcore ma con inserti decisamente potenti e violenti. La band si presenta con due singer, uno che canta in growl, Christoph, ed uno che canta con voce pulita, Toby. In tal senso la proposta musicale dei sei musicisti si muove su coordinate decisamente ampie e lo stile risulta contaminato da infinite derivazioni. Rispetto all’esordio su CD intitolato ‘Loud And Proud For Christ’ i nostri hanno compiuto evidenti passi in avanti e sul palco sanno dominare benissimo la situazione, grazie anche a due chitarristi (che si chiamano entrambi Maddin) che creano un ottimo “wall of sound” a supporto delle contorsioni di Christoph. La nuova miscela risulta vincente ad esempio nella rivisitazione di ‘Lost Standard’, brano molto basato su ritmiche sincopate e riffing potente di chitarre, in cui le due voci giocano un ruolo essenziale. Ottimi anche i nuovi brani come ‘Proof Of Love’ e ‘Kiss The Hope’, che riflettono pienamente i progressi compiuti e promettono faville per l’imminente full length.

Sabato 24 luglio

La seconda serata del festival si apre con una band tutto sommato trascurabile, i francesi Day By Day (http://www.daybyday.fr.st), dediti ad un punk rock datato ed abbastanza anonimo. La band ha comunque appena prodotto un album intitolato ‘The Differ Between Truth & Fact’.

Di ben altra portata gli ottimi olandesi Fort Knox Amsterdam (http://www.primalgrunt.com), autori di un crossover ricco di inserimenti che partono dall’hardcore per incamerare dance e ska. La miscela dei nostri appare per certi versi ostica e non assimilabile per tutti, ma il sound potente che il chitarrista TJ Knox e i suoi compagni eruttano sul pubblico, che nel frattempo diventa sempre più numeroso, sembra ottenere un buon successo. Si comincia con l’opener del nuovo MiniCD ‘Rat Race’, un pezzo veloce e di sicuro impatto che basa il proprio fascino su un coro trascinante e decisamente metal contrapposto a ritmiche molto cadenzate in cui hardcore e rap giocano un ruolo notevole. Sempre dal MiniCD ‘Fort Knox Amsterdam’ viene anche eseguita ‘Straitjacket’, un brano che inizia come un pezzo di funky e si sviluppa in un sound metalcore di buona presa; lo stesso stile viene presentato con ‘Outta Control’, brano del primo MiniCD, così come ‘Pete’, che invece è quasi totalmente una track di hardcore. I nostri presentano anche alcuni nuovi brani del full length in uscita, ossia ‘Follow’ e ‘Wasted’, che sono caratterizzati da maggiori influenze melodiche ed allo stesso tempo un impatto decisamente più metal. Sul palco il chitarrista TJ Knox è decisamente l’elemento più carismatico del gruppo ed insieme al batterista K-Man si fa apprezzare per stile ed energia.

Dopo pochi minuti giungono sul palco i Seekers Planet (http://www.seekersplanet.com), band che presenta una miscela musicale ska-core, che onestamente non mi ha colpito affatto. La band croata si avvale sul palco di strumenti a fiato e chitarre elettriche che non riescono bene ad amalgamarsi; inoltre il frontman non sembra decisamente “in palla” e il pubblico, nonostante il genere sia l’ideale per scatenare le platee in balli scatenati, nicchia e non risponde a dovere.

Di tutt’altra pasta lo show della band successiva, i Crushead (http://www.crushead.de), tedeschi, che propongono un nu-metal/crossover (da loro definito crunch’n’roll) molto melodico e di sicuro impatto, che ricorda in parte i Linkin Park, ma con molta fantasia ed energia in più. I Crushead coinvolgono il pubblico sin dal primo brano e non abbandonano più la presa! Il singer Patrick è un vero animale da palco, e, evitando pause, travolge completamente gli astanti in un meandro di emozioni e sentimenti che portano a muoversi tutti, dalla prima all’ultima fila. A livello musicale tutta la band si dimostra professionale e non sbaglia una virgola; decisamente il loro show è stato il migliore e il più coinvolgente della seconda giornata del festival! La scelta dei brani verte soprattutto sui brani dei due album prodotti e colpiscono molto il coro e il riffing immediato e per nulla semplice di ‘Glorify’, tratto dal primo album ‘Explicit Content’. Tripudio ancora per una sorpresa che i nostri regalano coverizzando in stile Crushead il pezzo ‘Cumbaia My Lord’; con questo brano riescono anche a far cantare le persone più lontane dal palco e rendono veramente emozionante la serata.

Concludono il secondo giorno del festival gli argentini Rescate (http://www.rescategospel.com.ar), ben nove elementi, che presentano un sound che è un mix fra ska (in primis), soul e reggae. La band, decisamente professionale, aveva le carte per eseguire uno show grandioso. Purtroppo avviene l’imprevedibile, ossia un temporale violentissimo che fa scappare dall’area antistante il palco una parte degli spettatori che si riparano nello spazio ristoro. I nostri non si scoraggiano e riescono a trascinare in balli divertenti e coinvolgenti tutti gli astanti che hanno preferito non ripararsi. La parte da leone, per quanto riguarda i brani eseguiti, viene rivestita dall’ultimo album prodotto, ossia ‘Quitamancha’ (che significa ‘Lo Smacchiatore’!?!). La simpatia del gruppo ed in particolare del singer Ulises riescono a far sopportare al meglio il diluvio che investe il pubblico che, ormai in stato di grazia accoglie con ottima predisposizione ritmiche tribali, gospel e messaggi semplici diretti e positivi.

Domenica 25 luglio

L’ultima giornata del festival Rock On The rock inizia proprio con l’unica band italiana presente, i rocker milanesi AltriPercorsi (http://www.altripercorsi.it), che partono con il piede sbagliato ma ben presto recuperano le fila del live e trascinano il pubblico presente (ancora poco numeroso) facendo loro cantare quasi tutti i cori dei pezzi presentati (ovviamente in italiano). I nostri, dopo un po’ di affanno, colpiscono nel segno con ottimi brani come la rock song da stadio ‘Mani Tese’. Durante l’esecuzione del brano il singer Giuseppe Marsala coinvolge il pubblico che si trova ad alzare le mani al cielo insieme al frontman. Nel corso del set viene anche presentato un nuovo brano che verrà incluso nel secondo album della band. Vanno sottolineate la perizia del tastierista Gianfranco, che ricama con egregia abilità il riffarama (evidente la preparazione del musicista che non nasconde un background prog metal, Dream Theater in primis) dei brani e gli interventi solisti del chitarrista Tony, sempre precisi ed emozionanti.

E’ quindi il turno dei Mammuth (http://www.mammuth.net), band svedese dedita ad un hardcore/nu-metal decisamente trendy e di impatto. Questa dichiarazione va presa con le molle poiché il gruppo dimostra innanzitutto di avere personalità sul palco e il frontman cattura l’attenzione di tutti, indossando un kilt e “rotolandosi” in tutti gli angoli del palco con evidente carisma! I brani presentati spaziano fra i due lavori del gruppo, ossia il recente ‘Embraced’ e il più datato ‘Shine’; si passa dall’esecuzione di ‘Don’t Be Afraid’ a ‘Helpless’ in un turbinio di hardcore melodico che strizza l’occhio al rock alternativo ed al nu-metal. I testi ed i messaggi semplici, positivi e colmi di speranza della band accolgono il consenso della platea. Nella terza giornata del festival la band svedese merita la palma della migliore performance.

Seguono i tedeschi Capewalk (http://www.capewalk.com), una formazione di christian rock fra le più datate. I brani della band vengono scelti un po’ in tutta la loro discografia anche se viene favorita la scelta dei pezzi dell’ultimo lavoro intitolato ‘Superstar Unknown’, con track di sicuro successo come ‘Someone Else’. Ad un certo punto la band esegue anche una cover dei mitici Bride, introdotta dal cantante Josy come un pezzo fra i suoi preferiti della band cristiana. Purtroppo per il resto lo show prosegue in modo abbastanza spento e non riesce a decollare più di tanto.

Il Rock On The Rock 2004 finisce con la performance degli inglesi Steve (http://www.steverock.com) che suonano un pop abbastanza ben composto molto indicato per le giovani generazioni. Forti di due album e diversi Ep i nostri riescono a catalizzare l’attenzione di tutti i fan del rock più leggero ma non risultano imprescindibili.

Epilogo

In conclusione non resta che augurarsi che la prossima edizione del Rock On The Rock Festival ottenga il giusto riconoscimento da parte dei media dediti alla musica rock e metal in Italia, affinché un evento che ospita musicisti di grande spessore da tutto il mondo ottenga successo sempre crescente.

Un complimento finale e molto sentito all’organizzazione della manifestazione, in particolare all’ideatore e direttore del concerto Danny Hurst, che ha reclutato gruppi di qualità ed ha creato una situazione musicale nuova e completamente originale per la scena musicale italiana.

Ricordo a tutti il sito ufficiale del festival, ossia http://www.rockontherock.com, sempre attivo, su cui potrete trovare tutte le informazioni relative alla prime due edizione e le news rispetto al Rock On The Rock 2005!!

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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