Irreverence: Intervista a Riccardo Paioro

Per prima cosa ti chiedo di presentarci ‘War Was Won’, il nuovo capitolo degli Irreverence. Come lo descriveresti ai nostri lettori?

” ‘War Was Won’ è decisamente il miglior disco che abbiamo fatto finora. Può sembrare la solita frase fatta per promuovere al meglio un’ultima uscita, ma ritengo che lo sia davvero. Rispetto ai due lavori precedenti, il sound del nuovo lavoro suona decisamente più fresco, sia sotto l’aspetto del songwriting che sotto l’aspetto della produzione. In fase di registrazione abbiamo dedicato molto tempo ai suoni delle chitarre, che nei lavori precedenti sono sempre stati penalizzati per un motivo o per l’altro. Il risultato finale ci soddisfa appieno. Per quello che riguarda lo stile delle nuove canzoni, pur rimanendo ancorato al thrash metal in ogni sua sfaccettatura, trova nuove aperture su soluzioni mai esplorate da noi in precedenza.”

La band è sulla scena da circa otto anni se non erro. Vuoi citarci brevemente la vostra biografia e presentare i membri del gruppo?

“Purtroppo erri…ehehehe questo è il decimo anno che siamo in giro, e l’età comincia a farsi sentire! Pensavamo di buttarci in qualche progetto blues…vedremo! Scherzi a parte, tutto è cominciato nel 1995. Abbiamo registrato in nostri primi 2 demo a cavallo tra il 1998 e 1999. Il secondo dei due ci è valso un contratto discografico con la Stonehenge Records (R.I.P.) che ci ha permesso di pubblicare nel 2000 il nostro primo full-lenght ‘Totally Negative Thoughts’. Sfortunatamente (a causa di una produzione non esattamente all’altezza e di una scarsa promozione) l’uscita è passata tutto sommato in sordina, ma è comunque servita a dare vita vera al nostro allora progetto. Nell’ estate del 2002 siamo tornati in studio per realizzare ‘Target Hate’ presso gli Spiderhouse Studios di Harris Johns a Berlino, lavoro che sicuramente ci rappresenta di più sotto il profilo compositivo e sonoro. Il tour di supporto a quest’uscita ha contato su oltre 40 date spalmate in due anni e mezzo, e ci ha portato a esibirci pressoché in tutta Italia. Quest’estate, ad Agosto, siamo tornati in studio per dare vita al nostro nuovo lavoro ‘War Was Won’. Siamo tornati a lavorare con Harris Johns agli Spiderhouse Studios di Berlino, ma abbiamo anche avuto l’occasione e la possibilità di svolgere parte delle registrazioni presso i Music Lab Studios. Questo per quanto riguarda la nostra storia. Attualmente la band è composta oltre che da me e Davide Firinu alla batteria (unici “superstiti” fin dagli albori), anche da Mauro Passiatore al basso, cantante e chitarrista anche de L’Ordadunto (http://lordadunto.interfree.it) dove milita anche Davide come drummer, e Luca Colombo, già chitarrista dei Banshee, all’altra chitarra.”

Una curiosità: questo titolo ‘War Was Won’ che mette le tre W in evidenza, è una metafora del www “internettiano” oppure nasconde un altro significato?

“Sinceramente ci siamo accorti di questa “assonanza” con la rete quasi per caso! In realtà il significato di ‘War Was Won’ prescinde da questo. Le tre W non hanno nessun significato particolare, sono solo una casualità.”

Come è tipico tra le band thrash vecchio stile, anche gli Irreverence sembrano essere dediti ad un background lirico piuttosto impegnato. Potresti illustrarci il contenuto dei testi?

“Le tematiche che tratto nei nostri testi sono legate al significato generico che sta alla base della scelta del titolo del nostro lavoro. ‘War Was Won’ si può definire come una sorta di concept su quelle che sono le problematiche sociali a cui stiamo andando inesorabilmente incontro, e che ci porteranno all’autodistruzione. Questa è “la guerra che è stata vinta”. Cedere a questa sorta di ricatto imposto dalle regole sociali sarebbe la prima sconfitta dell’umanità, e il rifiuto di queste imposizioni sta alla base delle nostre liriche. Per quanto mi riguarda la mia guerra personale è stata vinta…”

Siete soliti prendere spunto da fonti particolari per la stesura delle liriche?

“Sostanzialmente è sufficiente uscire di casa e affrontare una normale giornata per rendersi conto di quanto poco libera da dogmi sia la nostra esistenza. Non ci sono particolari fonti di ispirazione, il malessere in cui versa la nostra società è sotto gli occhi di tutti. E anche se sarebbe più facile mettersi una benda sugli occhi e far finta di nulla, la realtà dei fatti è tragicamente evidente. Ho semplicemente tradotto in parole quello che si palesa ogni giorno davanti a noi.”

Alla faccia di ogni trend, gli Irreverence sono orgogliosamente dediti ad un thrash vecchio stile che a nostro parere deve molto agli anni ’80. In questo senso chi sono stati i vostri principali ispiratori?

“Le nostre influenze arrivano da parecchie band a cui siamo legati e con cui siamo cresciuti, anche non prettamente derivanti dal filone thrash metal. Nel thrash sicuramente Sodom, Kreator e Exodus sono la fonte principale di ispirazione. Certamente sono molte altre le band che nel thrash ci hanno influenzato, ma finirei col fare un elenco lunghissimo!! Al di là di band sicuramente più vicine a noi musicalmente, farei un nome solo: Motorhead.”

Mauro e Davide, sezione ritmica degli Irreverence, sono impegnati anche nei concittadini L’Ordadunto. Ci sono novità in vista per questa altra band?

“Attualmente L’Orda sta cercando di promuovere al meglio l’uscita del primo lavoro in studio, ‘Porci!!!’ uscito nel 2004, con una serie di date prevalentemente in centri sociali e festival. Sono già al lavoro sul nuovo materiale che farà parte del nuovo disco. Non si sa ancora quando sarà registrato, ma sicuramente ci sarà da tenere alta l’attenzione!! Caro, vecchio, sano thrashcore come si faceva una volta!”

Se non erro siete da poco rientrati da un serie di date dal vivo. Ci vuoi tracciare un resoconto di questa esperienza? Com’è stata la reazione del pubblico?

“Credo che tu ti riferisca al tour che ne 2004 ci ha portato in lungo e in largo per l’Italia. E’ stata un’esperienza fantastica. Il tour ci ha portato a suonare praticamente ovunque, dal nord al sud ed ha vissuto i suoi momenti più importanti nelle esibizioni che abbiamo tenuto al Titans Of Thrash 2004 con i Tankard e sul palco del Metal Camp 2005. L’audience ha risposto benissimo, soprattutto nelle date che abbiamo fatto al Sud nello specifico a Napoli e Isernia. I ragazzi che sono venuti ai concerti sono rimasti entusiasti delle nostra prestazione, e l’hanno dimostrato comprando il nostro cd e il merchandising. Attualmente stiamo pianificando il tour di supporto a ‘War Was Won’ previsto per gli inizi del 2006, e sicuramente faremo ancora tappa al Sud.”

Il nuovo album uscirà per O.D.S., siete soddisfatti del vostro rapporto con la label?

“Si può dire che la O.D.S sia la label che abbiamo cercato per tanti anni e che è arrivata solo ora sfortunatamente. Fondamentalmente cercavamo una label che ci lasciasse esprimere la nostra musica liberamente, senza alcuna contaminazione esterna, e che ci garantisse buone condizioni economiche, e poche ma sostanziali garanzie. Tutto questo l’abbiamo trovato nei ragazzi dell’O.D.S. che ci hanno presentato un contratto con tutti i crismi del caso, che abbiamo accettato senza esitare. Attualmente abbiamo firmato un contratto che ci legherà a loro per altri due lavori. Siamo in procinto di iniziare a comporre i brani per il prossimo disco, che è previsto per l’anno prossimo.”

Per concludere, tre buoni motivi perché gli amanti del vecchio thrash non si lascino sfuggire ‘War Was Won’!

“Tre buoni motivi? Dovresti essere tu a dirmeli! Ehehe..sicuramente il primo motivo è supportare l’underground italiano, soprattutto in ambito thrash, che in questo periodo sta vivendo un bel momento con ottime band parecchio attive. Il secondo è che questo disco suona fottutamente thrash!! Veloce e aggressivo…c’è un miglior motivo per un thrasher? Il terzo è che dobbiamo rientrare di un sacco di spese e ci fareste un favore….ahahahah!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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