Rhapsody of Fire: “Glory For Salvation” – Intervista ad Alex Staropoli

Per l’uscita di “Glory For Salvation” abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchere con “Alex” Staropoli a proposito del presente, passato e futuro della sua creatura: i Rhapsody of Fire.

Ai vostri esordi avete dato decisamente una grossa scossa al movimento metal italiano, che stava languendo, dando forza a band esordienti e nuova linfa a band storiche. Come vedi lo stato di salute del metal italiano, e ci sono band che apprezzi particolarmente?

Grazie! Abbiamo semplicemente cercato di proporre un nuovo stile di heavy metal epico, con abbondanti influenze classiche, barocche e cinematografiche. Volevamo creare della musica che toccasse i cuori dei veri amanti del fantasy. Non seguo molto la scena metal in genere, non me ne volere. Sicuramente mi ha fatto piacere vedere che gli Eldritch hanno rilasciato da poco un nuovo disco!

Nel mondo del metal ha fatto notizia la presenza di Giacomo Voli per la seconda volta a un reality. Pensi che possa essere una strada per far conoscere il nostro genere musicale al grande pubblico, sulla falsariga dei Maneskin, che hanno riportato di moda il rock?

Penso che per un cantante o un artista sia importante farsi notare, anche in vetrine differenti. Da musicista, sono sicuro che chiunque in ambito musicale abbia il desideiro di raggiungere più pubblico possibile e avere un seguito di fans che ti apprezzano per il tuo valore, non necessariamente in ambito metal. Poi, se una partecipazione televisiva possa o meno portare al successo, dipende da numerosi fattori. Mi fa comunque piacere che si parli di METAL sulla tv nazionale.

Parliamo dell’album. Innanzi tutto, complimenti per la capacità di creare un album fresco senza snaturare la storia della band. Quali sono le tue fonti di ispirazione a livello musicale?

Penso proprio che questo nuovo lavoro possa essere definito fresco e moderno, nonostante contenga tutti gli elementi caratteristici che amiamo. Per me i Rhapsody Of Fire stessi sono la mia migliore fonte di ispirazione. Il songwriting è consolidato e negli ultimi dieci anni ho potuto seguire la strada e gli obiettivi che mi sono prefissato. Il contatto con la natura, le colonne sonore e tutto l’immaginario epico-fantasy sono fonte inesauribile di ispirazione per scrivere nuova musica e nuove storie.

Ormai ti sei preso carico di quasi tutte le fasi di creazione dell’album. Vuoi raccontarci il processo di creazione e come intervengono gli altri componenti della band?

In genere scrivo alcuni brani per conto mio ed altri brani li costruisco partendo da idee di Roby De Micheli, che è molto prolifico per quanto riguarda riff e varie parti di chitarra. Per comodità e chiarezza creo tutti i brani realizzando anche le parti per la batteria e basso, per passare poi a tutti gli arrangiamenti orchestrali e melodie vocali.
Mi piace avere ogni brano perfettamente ‘steso’ dall’inizio alla fine e pian piano costruirlo e finalizzarlo. A questo punto siamo ancora a livello ‘demo’, anche se il tutto suona già quasi da disco. È compito di Giacomo poi scrivere i testi seguendo le line vocali. Ovviamente, in fase di registrazione adattiamo melodie e testi se necessario, affinchè tutto suoni nel modo giusto. Anche per batteria e basso scrivo le parti complete, ma poi desidero che ognuno possa registrare utilizzando al massimo il proprio talento e quindi andando a migliorare l’impatto ritmico e la tecnica.
Diciamo che sento molto forte il senso di responsabilità verso la nostra musica e sento necessario, in veste di produttore, avere un certo controllo, non in modo dispotico ovviamente, ma al contrario, molto bonario e rilassato.

A breve partirete per il tour europeo. Alcune band hanno aspettato di pubblicare il nuovo album per avere la possibilità di fare il tour. Anche voi avete deciso di aspettare per quello o è stato un caso?

Le uscite dei nostri dischi sono sempre ben pianificate. Volevamo rilasciare ‘Glory For Salvation’ a distanza di due anni da ‘The Eighth Mountain’, tour o non tour. 

E quanto vi è mancata la possibilità di andare sul palco?

Personalmente, dopo aver dovuto interrompere l’ultimo tour europeo, avevo comunque in programma di mettermi al lavoro sul nuovo disco, e cosi è stato. Non ho perso tempo e ho sfruttato ogni giornata, lockdown o no, per portarmi avanti con la composizione e gli arrangiamenti con entusiasmo ed energia. Avevo dunque parecchio da fare.
Certamente non vediamo l’ora di tornare sul palco e ricreare la magia assieme ai nostri fans.

Sempre riguardo alla difficile situazione degli ultimi due anni, l’album mi sembra mediamente più serio e cupo. C’entra qualcosa il periodo storico?

Mi permetto di contraddirti, il nuovo disco ha moltissimi brani in chiave maggiore, questo lo rende molto orecchiabile. L’approccio sonoro è molto positivo e in molte parti con i cori si rasentano influenze rock se vogliamo.
È vero che ci sono un paio di brani musicalmente più drammatici e intensi, e che la storia in sé ha delle trame non proprio allegre, ma a livello musicale penso sia un album abbastanza solare.

A livello dei testi, mi sono fatto l’idea che non siamo di fronte ad un semplice racconto, ma ad una metafora della vita quotidiana. È corretto?

Le metafore sono molteplici, sicuramente un messaggio che può essere colto è che ognuno di noi ha diritto a una seconda possibilità nella vita e che obbiamo esserne consapevoli.

E da cosa ti ispiri per i concept degli album?

La storia me l’ha proposta Roby, mi è piaciuta e ci siamo dati l’ok. Poi Roby e Giacomo hanno sviluppato vari elementi e Giacomo ha scritto tutti i testi.
Io preferisco concentrarmi sulla musica, sulle registraziioni e sulla produzione.

Personalmente ho apprezzato particolarmente la folkeggiante “Terial The Hawk”. C’è una canzone dell’album di cui sei particolarmente fiero o che comunque ha un significato particolare per te?

Avevo il desiderio di usare le cornamuse, l’arpa celtica e altri strumenti, per creare un brano che riportasse alla memoria quel tipo di sonorità. Devo dire che questo tipo di brani mi danno molta soddisfazione. Unire strumenti acustici all’energia della band è davvero fantastico.
Mio fratello Manuel ha partecipato alle registrazioni di vari strumenti in questo ed in altri brani.

E qualcuna degli album precedenti?

Se tu mi facessi questa domanda in fase di composizione o di arrangiamenti iniziali, forse potrei risponderti, ma dopo che un album esce sul mercato lo tendo a vedere come un contenitore, un prodotto che raggruppa vari brani e varie emozioni. Difficile menzionare solo un titolo, probabilmente è dovuto dal fatto che sono anche il produttore e tendo ad avere una vision d’insieme.

Una cosa che traspare dall’album è un entusiasmo nel lavoro. Alcune band, dopo più di vent’anni di carriera, si trascinano un po’, voi invece siete nel pieno delle forze. Qual è il segreto?

Avere entusiasmo e passione, ma questo è possibile solo se ami ciò che fai, fino al punto che non riesci nemmeno a descriverlo come un ‘lavoro’ e lo faresti fino alla fine dei tuoi giorni.

E come vedi i Rhapsody of Fire nel futuro? Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sono pragmatico e realistico, non vivo di sogni. Tendo piuttosto a cercare di spianare la strada affinchè il viaggio sia confortevole, ma nella vita non si sa mai e bisogna essere preparati a tutto.
Abbiamo in programma di creare nuova musica e di suonare dal vivo, finchè questo diverte ed intrattiene noi stessi ed i nostri fans, noi continueremo.

Parliamo un attimo di te come musicista a tutto tondo. Quali sono i musicisti o i compositori di musica classica a cui ti senti più affine e che ti piacciono in modo particolare? Se esistesse una macchina del tempo che ti permettesse di incontrare uno di loro, chi vorresti conoscere e cosa gli vorresti dire?

La lista di compositori classici è praticamente infinita, mi piacciono molto i compositori come Holst, Mahler, Bruckner, che hanno indicato la strada ai compositori di colonne sonore odierni. Sicuramente, potendo comunicare con qualche compositore classico del passato, gli direi che il loro impatto nel mondo musicale sarà potenzialmente eterno, ma forse loro ne erano già consapevoli all’epoca.

Grazie per la tua disponibilità e ancora complimenti per l’ottimo lavoro.
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Grazie a tutti per questo spazio! Speriamo di vederci presto ad uno dei nostri prossimi shows in territorio italiano!

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