ReVamp: “Wild Card” – Intervista a Floor Jansen

Avere la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Floor Jansen non è cosa da tutti i giorni. In occasione dell’uscita imminente del secondo e tanto atteso album dei ReVamp, “Wild Card“, abbiamo avuto la possibilità di intervistare la cantante olandese che, nonostante i visibili toni annoiati e fiacchi probabilmente dovuti all’incredibile tour de force a fianco dei Nightwish, ci ha chiarito le idee sui prossimi step della sua carriera.

Ciao Floor, è un onore per noi poterti intervistare oggi. Come va? So che ora sei un attimo in pausa viste le prossime date con i Nightwish… Ti stai godendo un po’ di riposo?

Uhm, perché dovrei essere “in pausa” dal tour con i Nighwish? (Floor inizialmente scappa in una gaffe chiedendo il perché non dovrebbe essere in tour con i Nw, per poi ricordarsi che effettivamente aveva qualche giorno di riposo, ndR). Ah giusto, sì effettivamente è vero che abbiamo ancora qualche data quindi ci sono i day off (ride). Oggi non c’è alcun concerto, per cui sì, non sono in viaggio con i ragazzi al momento ma ripartirò domani mattina, in quanto giovedì suoneremo in Norvegia… non mi sto godendo alcun relax. Ho sempre tantissime cose da fare quando stacco da tutto e quando sono a casa.

Come stanno andando le cose con i Nightwish? So che più volte hai accennato ai media come è nato il vostro incontro e come ti è stato chiesto di sostituire Anette Olzon, ma avresti mai pensato di diventare un giorno la cantante dei Nightwish seppur temporaneamente?

Al momento le cose con i Nightwish stanno andando benissimo! Ci divertiamo alla grande, stiamo facendo gli show e i tour più belli di sempre, è davvero tutto bello!

Se dovessi fare una stima sul tour dei Nw che attualmente ti vede come loro cantante, quale sarebbe? Hai imparato qualcosa da questa esperienza, se così possiamo definirla?

Sì, sicuramente sì! Ho imparato un sacco di nuove canzoni (ride)! Ho imparato a conoscere i ragazzi e devo dire che sono fantastici, ci divertiamo sempre un sacco quando siamo insieme… Essendo in questo ambiente da 15 anni ormai, non posso dire che sia un’esperienza totalmente nuova per me, anzi… tutt’altro… Possiamo dire che parliamo di una “nuova band”, una band molto grossa, dove tutto è veramente mastodontico, fai le cose che devi fare pur sapendo che quando si parla dei Nightwish, ogni cosa prende una piega diversa rispetto al normale, posso dire che ho imparato qualcosa di “nuovo”, se possiamo dire così. Ho dovuto imparare molti brani nuovi, come ti dicevo poco fa, per cui diciamo che questa è la risposta che posso darti.

Il titolo scelto per quest’album è “Wild Card”. Tu stessa hai detto che il titolo può riferirsi a tantissime cose, tra cui alcuni fattori imprevedibili ed imprevisti. Ci vorresti fornire maggiori delucidazioni?

Personalmente credo che sia un album molto “heavy”, ha una melodia facilmente riconoscibile e piacevole ma allo stesso tempo è molto aggressivo e oscuro, con qualche influenza progressive. In questo disco abbiamo adottato un sound più moderno, volevamo che le chitarre suonassero più moderne e volevamo suonare anche con il sintetizzatore, praticamente ci sono le stesse cose precedentemente adottate ma con un suono più fresco e recente. Credo che l’album si sia concretizzato in un buon risultato!

La copertina del disco è in sostanza una carta da gioco che ti raffigura in una doppia versione: ti vediamo infatti con un cuore in mano, in versione Jokeristica, e un’altra un po’ più morbida, delicata. Cosa ci puoi dire su di essa?

Essenzialmente la copertina del disco rappresenta in sé la carta del jolly, come si può vedere… Io rappresento la Regina di cuori, che in alcune storie viene mostrata come un jolly, oppure come una figura gradevole o cattiva. Nella mia versione io rappresento entrambi i punti di vista, rappresento gli elementi che caratterizzano il disco: la parte romantica si rifa alle parti melodiche e soft dell’album, mentre la parte malvagia si collega agli elementi heavy e aggressivi del sound. Il cuore sanguinante è una rappresentazione dei testi più intimi e personali scritti per questo album.

Il periodo che ti ha costretta ad allontanarti dalle scene a causa di un brutto burn out è stato una grossa fonte di ispirazione per i testi. Come è stato per un’artista del tuo calibro vivere un momento così difficile?

Vi basterà leggere i testi per capire tutta la situazione! (ride). Il mio esaurimento, comunque, è stato causato dal troppo lavoro, il burn out è una specie di campanello d’allarme derivante fondamentalmente dallo stress…

Le tre parti intitolate “The Anatomy of a nervous break down” riflettono in qualche modo questo disagio, se così possiamo dire…

Decisamente sì!

So che tu e i ragazzi avevate iniziato a comporre i testi e la produzione del disco qualche tempo dopo la pubblicazione del debut, però come tutti sanno, a causa della tua malattia, il processo è stato posticipato in modo tale da dare a te il tempo di una lenta ripresa. Quanto è durato nel complesso il processo di creazione del disco?

Un anno e mezzo.

Cosa puoi dirci invece del processo in sé? Tu solitamente ti occupi delle linee vocali e dei testi, mentre i ragazzi si occupano delle parti strumentali e di tutto il resto… e so che durante la tua assenza, causa tour con i NW, Joost si è occupato dell’intera produzione per la seconda volta nella carriera della band.

Vero! Nel primo disco, però, c’è da dire che ho scritto anche le parti strumentali: ad esempio, “Sweet Curse” è stata scritta interamente da me! Per quest’album, le parti strumentali sono state scritte da Jord Otto, il nostro chitarrista e Ruben Wijga, il nostro tastierista, alcune canzoni erano state scritte o comunque parzialmente finite ancora prima del mio burn out e quando mi sono totalmente ripresa, ritrovando la voglia di rimettermi al lavoro sui brani, mi son resa conto che avevamo bisogno di una persona competente per il processo di creazione, per rendere il processo il più strutturato possibile ed ecco che ci siamo affidati a Joost van den Broek, ci siamo messi a scrivere e a lavorare insieme e il risultato è stato ottimo! Diciamo che l’85-90% delle canzoni erano già fatte, per cui i ragazzi hanno proseguito con le parti strumentali ed io andavo avanti con le mie cose quando ero a casa o comunque quando ero in tour. Abbiamo comunque cercato di rispettare i piani previsti per lo studio, volevamo che le cose progettate dall’inizio rimanessero come stabilite ed è per questo che Joost, aiutato dagli altri, ha preso le redini in mano per le registrazioni mentre io ero in tour. Diciamo che io sono subentrata almeno tre settimane dopo il piano iniziale per registrare l’album da sola e l’esito è stato positivo!

Inizialmente, la data ufficiale della release era stata schedulata/programmata per Settembre, ma poche settimane fa, è giunta la notizia di un lieve anticipo sulla tabella di marcia, tant’è che il disco uscirà almeno due settimane prima del previsto. A cosa è dovuta tale decisione?

Penso che sia stata la label…

Questo album, a differenza del precedente, vanta la partecipazioni di grossi guest, come Johan Van Stratum alle chitarre, Marcela Bovio e Daniel dei Textures ai cori e Mark Jansen in “Misery’s No Crime”. (Ricordiamo che Mark e Floor non hanno alcun legame di parentela, ndR). Cosa ci puoi dire della scelta dei guest? Sappiamo che con Mark c’è un bel rapporto e che con gli Epica spesso son nate varie collaborazioni. Tu stessa hai preso parte anche al progetto Mayan…

Verissimo! È tutto vero, io e Mark abbiamo iniziato a lavorare insieme moltissimi anni fa, quando entrambi abbiamo iniziato le nostre carriere con gli After Forever. Credo essenzialmente di aver iniziato a farmi un’idea sulla collaborazione dal primo momento in cui i ReVamp vennero presi come supporter per il tour degli Epica… Sì, all’incirca è successo tutto intorno al periodo del tour volto alla promozione del primo disco della mia band. Da quel momento poi sono successe tante cose, abbiamo continuato a lavorare insieme, io ho cantato nel suo album (Quarterpast dei Mayan, ndr), per cui ho pensato che potesse essere una cosa carina e piacevole ricambiare e invitarlo a partecipare all’album dei ReVamp. Appena terminata la scrittura del pezzo “Misery’s No Crime”, ho immediatamente pensato a Mark, ho pensato “Questo brano si adatterebbe perfettamente alla sua voce!” e devo ammettere di essere molto soddisfatta del risultato! Per quanto riguarda Devin Towsend, beh… sono una sua grandissima fan, è stato un onore vederlo partecipare al disco. Gli è piaciuto molto registrare il brano in cui ha preso parte dal suo studio di registrazione in Canada, ha aggiunto qualche elemento tipicamente in stile Devin Townsend, che è stato apprezzatissimo! È stato veramente molto carino! I cori sono stati affidati a Marcela Bovio e a Daniël de Jongh dei Textures, non volevamo un coro tipicamente classico tutte le volte, abbiamo cercato di vedere di cosa avessero bisogno i pezzi: ad esempio, in “Misery’s No Crime” si può sentire il coro, questo tipo di coro, mentre altri pezzi hanno richiesto più linee vocali, non richiedevano necessariamente cori e roba simile. Abbiamo cercato di dare un approccio più evoluto, moderno… e di conseguenza, i  cori sono stati gestiti in studio e in questa maniera solamente da noi tre, con la collaborazione di Joost naturalmente. È stato un processo creativo e musicale molto interessante. Le parti di basso, invece, sono state curate da Johan Van Stratum, anch’egli appartenente agli Stream of Passion, ha fatto un ottimo lavoro, quindi nel complesso sì, è stato un lavoro gratificante!

L’ospite per eccellenza di questo disco però è Devin Towsend…  So che in passato avete avuto modo di collaborare insieme (Floor ha cantato il brano “Pandemic” in “Deconstruction, 2011, ndR). Cosa ti ha spinta a rivolgerti a lui per la realizzazione del disco?

Beh… perché io stessa sono una sua fan! (Ride). Mi piace molto la sua voce e penso abbia una voce molto varia, differente e soprattutto ero curiosa di vedere cosa potesse uscire fuori adattandola alle mie linee vocali. Questa è la ragione principale per cui mi sono rivolta a lui!

Poche settimane fa, hai lanciato insieme ai tuoi soci una campagna su kickstarter, riguardante un prossimo tour della band in Europa. So che per l’occasione, voi tutti avete messo all’asta qualche articolo raro. Tu stessa hai proposto articoli dell’era After Forever. Ti andrebbe di accennarci come è nata questa proposta per i fans?

Intendi sapere la motivazione che ci ha spinti a fare questa campagna? Uhm, la questione è questa: volevamo mettere da parte dei soldi per finanziarci il tour, per una band del calibro dei ReVamp è un “hobby” abbastanza dispendioso, ovviamente il termine hobby è da considerarsi in maniera cinica… riguardo al tour, è un’attività molto cara, che richiede molto investimento di capitale, soprattutto se il tour si prolunga per periodi molto estesi e se si vuole coprire molte zone, andare in tour in molti paesi necessiti di tantissimo denaro ed ecco il perché abbiamo pensato di rivolgerci al nostro pubblico, ai nostri fans. È stato bello vedere come la gente abbia voluto partecipare positivamente a questa campagna, molte persone vorrebbero vederci suonare e quindi hanno voluto prendere parte al “progetto” a modo loro, facendo donazioni e tant’altro. È stata una proposta interessante!

Parlando di attività live, per ora i Revamp sono stati confermati solo al MFVF, un festival che per te e altre band del calibro di Epica, Delain ecc è stato un gradino importante. Se ricordo bene, proprio qualche anno fa a questo festival annunciasti l’imminente arrivo del progetto ReVamp… Cosa rappresenta per te questo festival? So che per molte band è stato anche un trampolino di lancio in termini di visibilità europea…

Personalmente, credo che sia uno dei festival che dia più visibilità a grossi nomi appartenenti a questo genere musicale (Floor si riferisce alle band con voci femminili, ndR)… È un festival capace di riunire tantissime persone provenienti da tutte le parti del mondo e a parer mio, questa è una cosa fantastica, c’è da dire che comunque non è un festival grandissimo, però è sempre un piacere suonare lì.

Ricollegandomi alla domanda precedente, avete già intenzione di programmare qualche tour Europeo? Personalmente non vedo l’ora di rivedere i Revamp all’azione… Ai tempi del tour con Kells e Epica avete ottenuto ottimi riscontri da tutto il pubblico Europeo…

Al momento abbiamo solo quattro date confermate (per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.revampmusic.com , ndR). Ieri ho fatto una sosta in Russia, però posso già dire che c’è in programma un tour europeo, le date vi saranno rivelate a breve e spero di poter fare anche moltissime date nel 2014. (I Revamp sono stati confermati per il tour europeo dei Kamelot e al momento dell’intervista, la notizia non era stata ancora resa ufficiale, ndR).

Cosa dovremmo aspettarci quindi dalla band? Io spero vivamente di rivedervi in Italia il prima possibile…

Grazie mille! Sicuramente potrete aspettarvi di vedermi cantare e spero di riuscire ad esibirmi nel miglior modo possibile e offrire una meravigliosa serata alle persone che verranno a vederci.

I saluti finali spettano a te, Floor…

Grazie mille, grazie per aiutarci a diffondere il verbo dei ReVamp lì in Italia! Grazie mille per rimanere in zona, per averci dato supporto quando la band e anche io eravamo in una brutta situazione, so che un sacco di persone non vedono l’ora di ascoltare questo nuovo disco. Spero che a tutti possa piacere, spero possano goderselo appieno e venite ai nostri live shows per fare di nuovo casino con noi!

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