Red Fang: “I’m A Ghost” – Intervista a Bryan Giles

I Red Fang sono sicuramente una delle realtà più interessanti di questo ultimo periodo: una band “maleducata”, con riff grassi ed una attitudine totalmente persa nell’immagine dell’”Americano – Medio” che i nostri danno di sé. Una band che sa il fatto suo, ed il nuovo album “Only Ghosts” è un tassello decisivo nello sviluppo artistico del quartetto stelle e strisce. Questo è quanto ci ha raccontato Bryan Giles, voce e chitarra del quartetto.

Ciao Bryan. Grazie del tempo che ci hai concesso. Per prima cosa parliamo del nuovo album: raccontaci come è nato il nuovo disco dal punto di vista musicale e dal punto di vista delle liriche.

Abbiamo lavorato molto intensamente. Abbiamo lavorato circa 2 anni sulle nuove canzoni prima di entrare nello studio di registrazione. Pensa che, qualcuna di loro è diventata una canzone a tutti gli effetti durante il periodo trascorso in studio mentre stavamo registrando.

Ma nello specifico tra “Whales And Leeches” del 2013 ed “Only Ghosts” del 2016 cosa è successo nella vita della band?

Molto semplicemente siamo andati in tour….e siamo inevitabilmente invecchiati.

Parliamo di “Shadows”. Una canzone impressionante accompagnata da uno dei video più divertenti visti dal sottoscritto. Ci puoi raccontare qualcosa di questa canzone e delle motivazioni che hanno portato alla creazione di un video del genere? Mi sembra quasi una vostra personalissima versione del film “Predator” (quello originale, con il buon Arnold Schwarzenegger) con birre e nerd! Cosa mi sai dire a riguardo?

E’ colpa del regista che ha covato l’idea per diverso tempo, pur non avendo un legame diretto con la canzone vera e propria. Ha semplicemente pensato che la canzone e l’idea del video potessero coesistere condividendo la stessa energia.

Ho molto apprezzato “The Smell Of the sound”: potente ed anthemica. Mi racconti qualcosa di più di questa canzone?

Ci siamo detti: “Wow! Possiamo suonarlo per tutto il giorno”. Sono contento che ti sia piaciuta. Così come sarò contento se sarà amata dai fan!

“Only Ghosts” è sicuramente un disco molto valido, ma “I’m a ghost” è senza dubbio il mio brano preferito. Una canzone epica.

La canzone è stata scritta durante il periodo delle registrazioni. Mi piace davvero sopratutto per il mood oscuro che la ammanta. E’ una canzone diversa per noi, ma va bene così perchè abbiamo sempre cercato di fare e scrivere cose nuove. “I’m a Ghost” è tutta impatto: è come se la batteria uscisse fuori dalle cuffie per prendervi a calci in culo!

Com’è stato lavorare con un produttore come Ross Robinson?

Sicuramente una esperienza molto molto intensa. Ross è una persona molto determinata nel farti ottenere una prestazione “onesta” piuttosto che una “perfetta” all’interno dello studio. Ha davvero sputato sangue per questo disco.

Parliamo dell’artwork: perché avete scelto una immagine ipnotica come quella che è poi finita in copertina?

Volevamo qualcosa che fosse impattante e misterioso. Orion Landau, autore dell’immagine, è stato davvero entusiasta all’idea di poter collaborare con noi. E noi ovviamente siamo felicissimi del risultato finale.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: un paio di anni fa siete apparsi al David Letterman Show, esibendovi davanti ad una platea che mai prima vi aveva visto. Come avete vissuto questa esperienza?

Personalmente sono cresciuto guardando lo show, quindi mi è sembrato irreale. Almeno fino a quando non abbiamo finito la performance. Ero terrorizzato nel fare qualche errore sulla televisione nazionale. Potrei descrivere quei momenti come un giro sulle montagne russe, con quella paura che hai da bambino, ma che vuoi a tutti i costi terminare per poi riprovare una seconda volta!

Questione tour: ci sono un sacco di concerti in giro per l’Europa ma non abbiamo trovato una data italiana. Come mai?

Posso solo dirti che prima o poi torneremo. Di questo non ho dubbi.

Ok Bryan, tempo per i saluti. Cosa vuoi dire ai lettori di metallus.it ?

Hello ladies and germs!  See you in the funny pages!!!

Red Fang - Only Ghosts

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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