Antimatter: Profonda oscurità – Intervista a Duncan Patterson

Abbiamo scambiato le idee con Duncan Patterson, oggi leader degli Antimatter ed autore dell’ultimo, splendido ‘Lights Out’, ieri coinvolto in uno dei gruppi fondamentali della scena hard’n’heavy contemporanea, gli Anathema. Un interprete a tratti pacato, altre volte più collerico e capace di aperture di sensibilità non comuni, particolarmente quando medita sui momenti meno radiosi della sua vita di musicista e non, che coincidono con l’ultimo, burrascoso periodo che ha trascorso coi suoi ex-compagni d’avventura. Ma schiudiamo direttamente i microfoni…

Duncan, ‘Lights Out’ è un album veramente emozionante, sicuramente uno degli highlight di quest’anno ed è persino superiore al suo predecessore ‘Saviour’. Quali sono le basilari differenze tra le due opere?

“Fondamentalmente abbiamo avuto molto più tempo per lavorare alla stesura di ‘Lights Out’ rispetto al più recente passato, ed abbiamo avuto anche più tempo per registrarlo e rifinirlo in studio, usufruendo di un budget più corposo. Un’ altra cosa estremamente importante e che vorrei sottolineare in questa sede è che abbiamo imparato dalle imprecisioni apparse su ‘Saviour’, specialmente dal punto di vista tecnico e della mera registrazione, per non incorrere nei medesimi sbagli due volte. Dal punto di vista prettamente musicale posso affermare che il nuovo album presenta un approccio ed un sound molto più maturo in generale ed in particolare per il sound delle ritmiche che qui si è evoluto esponenzialmente”.

I titoli hanno un retrogusto malinconico e rasentano, se non addirittura incarnano, un lato ossessionatamente depressivo che calza a pennello con le armonie da voi create (‘Lights Out’, ‘Expire’, ‘Terminal’ per fare degli esempi) ed anche la cover ci mostra una fioca luce che si sta progressivamente estinguendo nella totale oscurità. Anche le liriche riflettono queste sensazioni assolutamente senza speranza?

“Come giustamente hai sottolineato tu, anche dalla base dei titoli si può intuire il contenuto delle liriche che non è esattamente criptico ma, allo stesso modo, potremmo accomunarle ad una sorta di visioni in ‘bianco e nero’, o comunque sbiadite, di una realtà sfuggevole e molto spesso non molto benevola o accondiscendente. Non è difficile quindi immaginare di cosa trattino le liriche. ‘Lights Out’ è un album dark in tutto e per tutto e i testi sono molto aperti ed intimisti. E’ come se parlassero da soli…”

Avverto delle vibranti influenze che decollano dalla musica psichedelica per poi planare su sonorità molto affini al Massive Attack sound con un certo flavour trip-hop. Vi sentite attratti dalla scena di Bristol e, comunque, vi sentite gli eredi di questo tipo di sound?

“Personalmente ho sempre scritto dark music da quando sono seriamente coinvolto nel songwriting degli Antimatter ed ho iniziato a sperimentare con i suoni da quando ero teenager (ricordiamo infatti che Duncan registrò ‘Serenades’ degli Anathema quando era appena diciassettenne – NdA). Direi quindi che le principali analogie con la scena di Bristol sono da ricercare nella base e dalle essenze dub che entrambi i gruppi palesano e dalle quali effettivamente sono molto attratto. Sto parlando solo per me stesso comunque, perché Mick (Moss, l’altro compositore della band – NdA) ad esempio non è immerso assolutamente in questo filone e tipo di sonorità, avendo un background completamente diverso”.

Vi sentite, in un certo qual modo, di avere ideato il ‘gothic trip-hop’?

“Ahahahah… Non mi piace collocare un’etichetta sulla nostra musica. È un poco restrittivo e non vedo punti di contatto con questa definizione. Se fossimo realmente così disperati da voler essere inglobati in una certa, precisa e circoscritta scena, potrei supporre che saremmo immersi in un mare di clamorosi clichè e quindi non faremo certo il tipo di musica che componiamo con gli Antimatter! Comunque questa definizione è assolutamente divertente…”.

Potresti comunicarci le vere ragioni della tua fuoriuscita dagli Anathema, anche se sono passati svariati anni?

“E’ una storia molto lunga e, come hai lecitamente evidenziato, anche un poco ‘stagionatella’ quindi, per cercare di non annoiare a dismisura, proverò a tagliarla nel modo più breve possibile. In tutta sincerità non sono stato affatto felice negli ultimi anni in seno agli Anathema. Più in particolare, da quando Darren (White, cantante della formazione originaria che, dopo il suo abbandono, formò susseguentemente i The Blood Divine, con i quali ha stampato due lavori, Attualmente canta in un gruppo semisconosciuto chiamato Dead Men Dream – NdA) ha lasciato la band, mi sono dovuto sobbarcare tutte le responsabilità che, diversamente, dovevano essere ripartite tra tutti i membri del gruppo. All’opposto loro non sembravano riconoscenti e non mostravano rispetto per tutto quello che facevo per l’attività e la buona riuscita della nostra carriera, e non sto parlando propriamente di musica. In ogni modo, alla fine arrivammo ad un punto in cui la band non esisteva praticamente più ed ho dovuto ‘trasportare’ faticosamente tutti quanti in svariati modi. Ad esempio in quel periodo io e Danny (Cavanagh, cantante, chitarrista e maggior songwriter del gruppo – NdA) stavamo scrivendo le canzoni e mostrando agli altri come suonarle mentre gli altri se ne sbattevano altamente sembrando disinteressati a tutto ciò che facevamo e questa cornice non mi pareva assolutamente idilliaca. In più all’epoca erano coinvolte nel management un sacco di biechi personaggi che ‘bighellonavano’ troppo attorno alla band, come parassiti che tentano di suggere l’essenza dalle piante appena sono in grado di farlo. Alcuni di loro non ruotano più attorno alla band, grazie a Dio!!!!!!!”.

Ti aggrada la nuova direzione musicale che i tuoi ex-compagni hanno intrapreso ultimamente?

"Mi piace molto ‘A Fine Day To Exit’. In particolare ci sono due motivi ‘Release’ e ‘Temporary Peace’ che penso siano dei veri e propri classici. Il resto non raggiunge quei livelli sopraffini ma, comunque, infinitamente meglio di quanto ho sentito in ‘Judgement’ che non mi è piaciuto nella maniera più assoluta".

Potresti dirci il più bel ricordo passato con gli Anathema ed anche il peggiore?

"Certamente i ricordi migliori appartengono al periodo nel quale siamo stati in tour in Romania ed in Brasile. Forse in Romania sono stato addirittura ancora meglio che in Brasile, ma siamo sullo stesso ‘campo da gioco’… Non avevo mai visto quelle parti del mondo fino ad allora e le trovai entrambe veramente speciali. Ho incontrato una miriade di persone veramente eccezionali e con i piedi ben saldati al terreno, se intendi cosa voglio dire. Tutto questo mi ha donato una differente e migliore percezione del mondo e delle varie tradizioni e culture che prima di quel momento assolutamente non avevo. Il peggior periodo fu da prima della composizione e registrazione di ‘Eternity’ fino a quando decisi di lasciare la band, appena dopo la fine dei lavori su ‘Alternative 4’ . Fu addirittura il peggior periodo della mia vita. So che gli altri ragazzi non causarono il ‘breakdown’ intenzionalmente, ma non fecero nulla per aiutarmi quando ne avevo realmente il bisogno. Cominciai a bere moltissimo, minimo una bottiglia di vodka tutti i giorni e spesso anche di più… Poi, sebbene portassi questo pesante fardello dell’alcolismo, dovevo trainare affannosamente gli impegni della band come ti dicevo in precedenza… Era come badare ad un ragazzino per tutto il tempo, te lo assicuro… Non posso dire di odiarli, effettivamente sono loro molto legato. Avrei solo sperato che avessero avuto un poco più di intuito in quei momenti incredibilmente brutti che ho passato in quel periodo e che avessero potuto aiutarmi in qualche modo".

Mi dispiace averti fatto ripensare ai tuoi ‘demoni’ passati… Torniamo a parlare del presente. Principalmente il gruppo consta in due personalità. La tua e quella di Mick Moss. Chi vi segue dal vivo? Della partita saranno anche Michelle Richfield e Hayley Windsor?

"Ultimamente abbiamo reclutato alcuni musicisti che ci seguiranno per i live-show futuri e questi sono diversi da quelli con cui abbiamo lavorato sinora. Sono certo che continueremo a cambiare ed a collaborare sempre con differenti artisti, soprattutto per il motivo che molti di coloro con cui abbiamo collaborato hanno un lavoro o altri progetti paralleli da portare avanti e che quindi non possono donare il 100% del loro tempo agli Antimatter ".

Cosa ti piace ascoltare in questo periodo? Da cosa sei stato influenzato per la composizione delle canzoni degli Antimatter?

"Attualmente sono interessato per lo più alla musica tradizionale irlandese. In più roba dark-elettrronica staziona sempre e comunque nel mio stereo. Fondamentalmente le mie principali influenze sono rappresentate da Roger Waters ed i Celtic Frost (Roger Waters si sente molto in ‘Lights Out’, lo stesso non si può dire per i Celtic Frost – NdA). Sottolineo che entrambi mi influenzano da sempre…".

Gli Antimatter sono un gruppo estremamente particolare, come ho appena sottolineato consta principalmente in due ‘anime’ e uno stuolo di session eccellenti. Consideri quindi il gruppo come una sorta di ‘progetto di lusso’ o pensi nel prossimo futuro di intraprendere la carriera simile a quella che facevi con gli Anathema, quindi registrare platter, tour regolari e, soprattutto, un gruppo ‘fisso’ o, comunque, tradizionale?

"Non saprei come rispondere a questa tua domanda. Io impiego la maggior parte del mio tempo e tutti i miei sforzi per gli Antimatter e ci siamo buttati a capofitto lo scorso anno facendo un tour e preparando il nuovo album. Lavoriamo più di molte band che conosco. Non so se in futuro ci adopereremo e troveremo altri membri stabili per il gruppo, per adesso ci troviamo a nostro agio ad agire in questo modo. Ci sono pro e contro in una situazione del genere, ed i pro sono sicuramente rappresentati dal fatto che è effettivamente più semplice non avere attriti per la direzione artistica da conseguire se, principalmente, sono coinvolte solo due persone nel songwriting. E questo, al momento, ci basta ed appaga. Comunque non ho preclusioni e le cose potrebbero anche cambiare radicalmente nel prossimo futuro… ".

Vi sentite soddisfatti dell’operato della vostra label?

"Sì, la Prophecy sembra svolgere le proprie mansioni davvero egregiamente. Il tutto è davvero ben concertato ed organizzato. Siamo pienamente soddisfatti".

In ‘Lights Out’ ed anche nel predecessore ‘Saviour’, le chitarre sono messe quasi in secondo piano, mentre troneggiano campionamenti e programming. In questo fase della tua vita ti senti meno attratto dal rock sound?

"Hmmmm… Non sono d’accordo, ci sono parti di chitarra in tutte le canzoni eccetto una. (anche in quasi tutte canzoni dei Duran Duran ci sono parti di chitarra ma queste non prendono il sopravvento sul resto… NdA). In più penso che ‘Lights Out’ presenti un taglio decisamente più rock rispetto a ‘Saviour’. E’ molto più organico anche dal punto di vista del drumming ‘umano’ che è maggiormente presente nel nuovo album…".

Potresti dirci quali sono secondo te i 5 migliori dischi di tutti i tempi ed anche i 5 peggiori?

"Al momento ti risponderei in questo modo.

I migliori:

Pink Floyd ‘The Wall’

Celtic Frost ‘Into The Pandemonium’

Trouble ‘Manic Frustration’

Bad Religion ‘Stranger Than Fiction’

The Beatles ‘Help’

Per i peggiori direi Anathema ‘Judgement’, Pearl Jam ‘Vitalogy’ e qualunque cosa dell’ondata cosiddetta nu-metal, scegli pure te a caso, mi fido! Ahahahahahahahha".

Tu sei originario di Liverpool, cosa ti piace della cultura britannica e cosa odi di quest’ultima?

"Non vivo a Liverpool da almeno 9 anni, attualmente risiedo nella Repubblica d’Irlanda. Riagganciandomi alla tua domanda è proprio perchè odio la mentalità britannica che me ne sono andato. Non mi piace assolutamente questa sorta di modo di pensare conformista che è proprio degli inglesi, specialmente nei giovani. Orde di ragazzi/uomini escono fuori a bere uniti in varie gang e pensano di essere padroni del mondo ma, presi singolarmente sono semplicemente dei piccoli e bastardi vigliacchi. Certo, non ti ho fatto un quadro edificante della mia patria natia, ma questo è ciò che penso realmente…".

Riesci a vivere con la musica o devi forzatamente intraprendere qualche altra attività?

"No, io vivo della mia musica. Sto solamente molto attento a non sperperare soldi per cose futili. Convoglio tutti i miei flussi monetari principalmente per il gruppo. In più ho creato la mia label personale, che ho chiamato ‘Strangelight Records’ e ho licenziato attraverso quest’ultima ‘Lights Out’ negli in Gran Bretagna, Eire e Francia. Abbiamo anche realizzato un live-CD degli Antimatter chiamato ‘Live@k13’, ripreso da uno show fatto in Francia lo scorso anno. Appare pure Danny Cavanagh, suonando il piano e cimentandosi nelle backing vocal”.

Per quanto concerne i live-show, ho visto che avete fatto tantissime date acustiche, prediligi questa dimensione o preferisci il più tradizionale concerto rock con strumentazioni elettriche ed elettroniche?

"Adoro le atmosfere degli show acustici. Personalmente non sono mai stato veramente a mio agio su un grosso palco con una massa informe di persone che ti squadrano e urlano continuamente. Lo show acustico è molto più intimo ed è, secondo il modo di vedere, un evento più ‘maturo’. I veri amanti della musica possono comodamente sedere e gustarsi il concerto in piena tranquillità, senza che mille altre persone ti saltino davanti ed urlino non facendoti sentire e vedere un bel nulla…".

So che avete appena finito il tour estivo, avete programmato altre date per il prossimo futuro?

"Sì, abbiamo appena terminato il tour estivo ma abbiamo schedulato delle date a Dublino, Germania ed Amstardam per ottobre/novembre, poi ci prenderemo un altro break per Natale. Nel frattempo sto lavorando ad un progetto che ho chiamato ‘Deathcap’ che dovrebbe essere finito per settembre”.

Questo è tutto Duncan, grazie per il tempo concessomi. Sarei davvero curioso di vedervi suonare dal vivo in Italia…

“Cheers! Grazie a te per l’intervista e per la copertura giornalistica. Speriamo che nel prossimo futuro si possa concertare qualche data anche nella tua nazione… Chiunque fosse interessato al ‘Live@K13’ può mandare una mail a questo indirizzo duncan@strangelight-records.com “.

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