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Pride Of Lions: “All I See Is You!” – Intervista a Jim Peterik

Penso che tutti almeno una volta nella vita abbiano ascoltato quella canzone che parla di un occhio di tigre, che accompagnava un film americano in cui si parlava di un pugile… Ecco, uno degli autori di questa perla degli anni ’80 è Jim Peterik, tastierista-cantante-chitarrista, vero e proprio re Mida dell’AOR e del rock che, durante le compere natalizie siamo riusciti a raggiungere per sapere tutto del nuovo album dei suoi Pride Of Lions, in uscita a fine gennaio…

Ciao Jim! Come stai?

Tutto bene, dai! Sto facendo compere natalizie: ho preso dei guanti e una sciarpa per mia sorella, che spero sarà contenta! Sono pronto per le domande!

Perfetto! Vorremmo chiederti di presentare il nuovo album dei Pride Of Lions ai nostri lettori!

Abbiamo un nuovo album, come hai detto giustamente, che uscirà il 27 gennaio, anche se il primo video sarà fuori un po’ prima: penso che questo “Fearless” sia il nostro lavoro migliore ed è giunto ora al nostro sesto album totale, considerando tutto. Se ascolti gli altri CD che abbiamo fatto ti rendi conto che l’esordio omonimo aveva canzoni che accalappiavano immediatamente come “Sound  Of Home”, erano semplici in maniera positiva, genuine. Adoro ogni album che abbiamo fatto ma penso che siamo maturati e arrivati a questo punto è stata un po’ una sfida con noi stessi riuscire a produrre un album del genere, che a nostro parere è venuto fuori proprio bene, lasciamelo dire…

Avete cominciato nel 2003: immaginavate di avere una storia così lunga, quando avete iniziato?

(Ride) Vedi, Fabio, la cosa che mi fa ancora ridere dopo tutti questi anni è che i Pride Of Lions sono nati come side project… Questo side project è molto di più, continuiamo a fare tour in Giappone, in Europa e la Frontiers Music sta continuando a contattare persone e gruppi per organizzare tour con noi. Penso che abbiamo dimostrato di essere una vera band: io e Toby (Hitchcock, cantante, altro pilastro della formazione) abbiamo una vera e propria chimica fra di noi così come il resto della truppa che suona, che è rimasto coeso durante gli anni!

L’artwork di “Fearless” esibisce con fierezza, ovviamente, il leone ma questa volta accompagnato da una ballerina angelica: perché avete accostato questi due elementi?

Sei il primo che fa questa domanda! Mi piace! Penso che rappresenti la nostra natura musicale: possiamo essere graffianti come il leone, ad esempio nella title track “Fearless” o in “Rising Up”, ma possiamo anche essere suadenti e delicati come in “Everlasting Love” o “Silent Music”. E’ come una medaglia, ha due facce, e questo rappresenta al meglio l’indole dei Pride Of Lions: ci consideriamo una rock band e, come tutti sanno, questa musica da sempre ha avuto queste due connotazioni, che coesistono in armonia.

Vorrei parlare ora di qualche canzone: partiamo dall’opener “All I See Is You!”, un anthem hard rock potente che è il primo singolo. Come è nata questa canzone?

Grazie, amo quella canzone, penso che sia in grado di farti stampare un sorriso in faccia. Riguarda me e mia moglie Karen, principalmente, è nata nel nostro cottage estivo  in Michigan, a circa due ore e mezza da Chicago, un posto stupendo con gli alberi intorno che posso vedere quando suono il pianoforte. Mi è venuto questo giro in mente quando ero lì (canticchia…) e mi sono ricordato di quando ho conosciuto mia moglie, 48 anni fa: mi sono ricordato di quando la ho vista per la prima volta, era insieme a quattro sue amiche e al tempo aveva 15 anni. Tutte queste ragazze erano stupende ma da quel momento ho visto solo lei, non importava chi ci fosse intorno, tutto ciò che era vicino aveva i contorni confusi: quando sono tornato a Chicago e ho fatto ascoltare il pezzo a Toby, lui mi ha detto che era il nostro pezzo più bello da un sacco di tempo. Poi ho pensato che la ciliegina sulla torta sarebbe stato il suono di un violino: così a Chiacago mi sono messo in contatto con Andrew Ohlrich, che conosco bene, e ha trovato il modo di far stare il suo strumento sulla linea di tastiera: tutti pensavano fossi pazzo all’inizio dicendo che avrei rovinato una progressione melodica molto bella e invece è venuta fuori una cosa pazzesca, secondo noi. E vedrai il video… Una ragazza stupenda, che catalizza la tua attenzione, come è capitato a me!!!

Una delle mie canzoni preferite di “Fearless” è “Silent Music”, molto di classe, che ti prende subito e con un ritornello perfetto: qui Toby è al suo meglio quindi ne approfitto per chiederti com’è lavorare di nuovo con lui?

Un sogno diventato realtà: come compositore sono sempre stato ispirato da grandi cantanti (e sono cantante pure io). Sono affascinato da cantanti che raggiungono note alte come se niente fosse, come Jimi Jamison o Sammy Hagar, e trovarsi a lavorare di nuovo con Toby, wow, devo proprio ringraziare Dio! E’ una persona stupenda, parte della mia vita ed ogni volta che scrivo una canzone la immagino cantata da lui, così come le immaginavo cantate da Jimi: Toby ha cantato i brani di “Freedom” in soli due giorni! Perfetto, ispirato dalle canzoni e mi ha detto subito che era il suo album preferito: ha sempre lavorato bene, ma penso che queste siano canzoni perfettamente cucite su di lui. “Silent Music” parla di due innamorati che non hanno bisogno di sentire una musica, perché la hanno già nella loro testa, uguale in ognuno di loro: è un po’ l’intesa artistica che c’è fra di noi. E’ come se il mondo non ci fosse più e ci fossero solo queste due persone.

“Freedom Of The Night” è stata scritta con Hal Butler, che ha anche suonato la tastiera con Jimi Jamison (ricordo molto bene lo show a Trezzo dedicato a quest’ultimo –scomparso nel 2014-): cosa puoi dirci di questa canzone?

Dal primo momento che ho sentito Hal mi sono innamorato artisticamente di lui e quando lo ho sentito suonare questa canzone mi sono detto “Wow!” e gli ho chiesto, vista la comune amicizia con Jimi, se gli andava di completarla insieme dedicandola a lui: Hal si è mostrato subito entusiasta e insieme ci ha riportato alla memoria i ricordi che avevamo di Jimi e ha questo titolo perché lui era così, si sentiva libero anche a camminare di notte, da solo, per una città sconosciuta. Penso sia una canzone che puoi ascoltare diecimila volte e non ti annoieresti mai: Jimi ci starà guardando dall’alto e starà sorridendo.

La title track, “Fearless” è aggressiva, coinvolgente: potrebbe essere un hit per un altro film della serie “Rocky”?

Spero proprio di sì (scoppia a ridere)! Chi lo sa? Sarebbe perfetta, penso! Il testo, la musica (canta): tutto ciò contro cui devi combattere, è una canzone che ti incita ad andare avanti invece che stare a commiserarti, io la penso così per lo meno… E’ una canzone molto importante per me, un incitamento a non mollare mai e ad andare avanti, sempre!

Sarai nel cartellone del Frontiers Rock Festival, esattamente il primo giorno, col pre-show acustico: cosa ci dobbiamo aspettare? E, soprattutto, ci saranno altri show “elettrici” nel 2017 per Jim Peterik e i Pride Of Lions?

Beh, sai, stavolta sarò io con chitarra acustica o piano, cantando nella mia tonalità e non in quella di Toby (anche perché se no scapperebbero tutti via): una cosa semplice, emozionale, inframmezzata da racconti su come sono nate alcune canzoni e spero che al pubblico piacerà questa formula. Per il resto, vedremo…

Ok Jim, grazie mille e puoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani!

Amo l’Italia, non vedo l’ora di tornare a salutarvi. Grazie per seguirci sempre, grazie per cantare le nostre canzoni e conoscere i nostri testi. Vi amo!

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